Home Blog Page 494

Pane, pace e cioccolata. Altrocioccolato torna con un’edizione di gusto e sostanza

Altrocioccolato torna (dopo lo stop dello scorso anno) con tre giorni di eventi e mostra mercato

Il programma completo, tutte le novità e i numeri della XIX edizione saranno presentati nel corso di una conferenza stampa a Perugia

Torna in Umbria l’evento dedicato al cioccolato buono per davvero. Torna Altrocioccolato.

Dal 25 al 27 ottobre il centro storico di Città di Castello torna ad ospitare la festa del cacao equosolidale.

Come da tradizione, protagonista sarà il cioccolato artigianale, equosolidale e biologico; quello buono due volte, come ribadiscono gli organizzatori. Buono per i consumatori perché fatto con materie prime di alta qualità e con lavorazioni artigianali; buono perché rispetta il lavoro di agricoltori e produttori. Un progetto, quello di Altrocioccolato, che va oltre l’evento e che punta a valorizzare, con iniziative e azioni concrete, produzioni sostenibili legate al mondo del cacao per offrire ai visitatori prodotti e progetti dai forti contenutiCome spiegano da Umbria Equosolidale, la rete delle botteghe umbre che organizza la manifestazione “Un ringraziamento va al Comune di Città di Castello, che è riuscito a superare le condizioni che hanno reso impossibile la realizzazione della manifestazione lo scorso anno”. Saranno tanti i contenuti e i momenti del programma (tutto gratuito) che animerà per tre giorni il centro tifernate. Il tema di questa edizione è “pane, pace e cioccolata” perché, come ha scritto Stefano Benni: “Il mondo si divide (ancora) in quelli che mangiano il cioccolato senza pane; quelli che non riescono a mangiare il cioccolato se non mangiano anche il pane; quelli che non hanno il cioccolato; quelli che non hanno il pane”.

E perché come tengono a dire gli organizzatori: “Come società civile dobbiamo continuare a chiedere la pace, la sicurezza alimentare e il rispetto dei diritti di tutti. Altrocioccolato, da sempre, è anche un luogo di riflessione e pratica di pace attraverso i tanti progetti di commercio equo e sviluppo sostenibile che sostiene e promuove”.

Il programma completo, tutte le novità e i numeri di questa edizione saranno presentati nel corso di una conferenza stampa a Perugia.

Altrocioccolato è una manifestazione organizzata dall’Associazione Umbria Equosolidale coinvolgendo le Organizzazioni del Commercio Equo e Solidale umbre (La Boteguita di Città di Castello, Piano Terra di Orvieto, Monimbò di Perugia e Terni e Ponte Solidale di Ponte San Giovanni), con il supporto di Comune di Città di Castello. In collaborazione con Equo Garantito, Altreconomia,Terra Nuova e Banca Etica sponsor e sostenitori della manifestazione.

Commenti

Il Sindaco e l’Assessore Menichella in visita alle scuole per il primo giorno dopo le vacanze estive

 

Oggi, in occasione del primo giorno di scuola dopo la pausa estiva, il Sindaco di Sansepolcro e l’Assessore all’Istruzione, Mario Menichella, hanno fatto visita ad alcune scuole del territorio. Un gesto di vicinanza e sostegno a studenti, insegnanti e personale scolastico che segna l’avvio di un nuovo anno scolastico pieno di entusiasmo e opportunità.

Durante la visita, il Sindaco ha espresso il suo augurio di un anno sereno e ricco di soddisfazioni per tutti, sottolineando l’importanza dell’istruzione come base per il futuro della comunità. L’Assessore Menichella ha inoltre ribadito l’impegno dell’Amministrazione nel garantire ambienti scolastici sicuri, accoglienti e ben attrezzati.

“Il nostro obiettivo è quello di supportare i giovani in un percorso di crescita personale e formativa, assicurando loro le migliori condizioni per apprendere e sviluppare le proprie capacità,” ha dichiarato l’Assessore Menichella. “Ci stiamo impegnando al massimo per risolvere le criticità legate ad alcune realtà scolastiche – ha sottolineato il Sindaco Innocenti – ci sta a cuore il bene dei nostri ragazzi e vogliamo essere di supporto alla loro crescita personale e culturale.

Un caloroso augurio di buon anno scolastico va quindi a tutti gli studenti, dalle scuole dell’infanzia alle superiori, e alle loro famiglie, con l’auspicio che il 2024-2025 possa essere un anno ricco di esperienze positive.

Commenti

Escursione alla ricerca del “Barone”: una passeggiata fra i secoli di storia, aneddoti e leggenda, a Monte Ruperto

Escursione alla ricerca del “Barone”: una passeggiata fra i secoli di storia, aneddoti e leggenda, a Monte Ruperto, “exclave” in territorio marchigiano ceduta in epoca medioevale dall’allora nobile locale in segno di riconoscenza al comune

Escursione alla ricerca del “Barone”: una passeggiata fra i secoli di storia, aneddoti e leggenda, a Monte Ruperto, “exclave” in territorio marchigiano ceduta in epoca medioevale dall’allora nobile locale in segno di riconoscenza al comune. In 28 appassionati camminatori ed un “cane”, si sono presentati ieri mattina di buon’ora all’appuntamento per l’escursione alla baronia, una originale iniziativa, che era stata annunciata lo scorso mese di giugno dal sindaco Luca Secondi nel corso di una cerimonia ufficiale in consiglio comunale sui 750 anni dall’istituzione di agevolazioni fiscali per gli abitanti dell’epoca e del legame storico che identifica il primo cittadino tifernate anche con il titolo nobiliare di barone, unico caso in Italia. Il comune di Città di Castello, insieme al Club Alpino Italiano (Cai Sezione di Città di Castello) e “I Cammini degli Appennini”, ha organizzato tutti nei minimi dettagli e complice la bella giornata l’iniziativa ha fatto centro e riscosso apprezzamento fra i partecipanti, fra cui il consigliere comunale, Andrea Lignani Marchesani. Il sindaco tifernate a causa di un impedimento dell’ultimo momento non si è unito al gruppo di iscritti alla camminata, ma comunque ha portato il saluto prima della loro partenza. L’escursione ha avuto inizio lungo la valle del Torrente Candigliano in corrispondenza dell’intersezione tra la strada di collegamento San Martino del Piano con Piobbico e la carrareccia che sale a Monte Ruperto. Il primo tratto in salita ha condotto i “camminatori” ai ruderi del casolare Calcineto e poi proseguendo lungo il crinale su traccia di sentiero in direzione sud al casolare di S. Donato: questo tratto panoramico del percorso ha offerto vedute a est verso Monte Nerone e a ovest verso la Massa Trabaria. Poi attraverso una breve deviazione hanno raggiunto il monte Ruperto con i suoi ruderi. Nel corso delle soste previste dal programma, l’ingegner Giovanni Cangi, relatore e storico, affiancato dai referenti del Club Alpino Italiano, Andrea Caiotti e Sauro Gorbi e dal referente dei “Cammini”, Marco Montedori, ha raccontato in maniera davvero coinvolgente tutte le fasi storiche, inframezzate da leggende e aneddoti, che rendono quei luoghi unici e suggestivi. All’interno del territorio, costituito da boschi e segnato da mulattiere, si passa da un’altitudine minima di 412 metri sul livello del mare fino ad una massima di 727. Il Candigliano, affluente del Metauro, delimita il confine settentrionale dell’exclave. Nell’area presenti alcuni ruderi di case, in parte riconoscibili, altri devastati pure dal furto di pietre. “Oltre quello di Monte Ruperto – è stato ricordato – esistevano altri castelli alle sorgenti del Candigliano: il castello di Scalocchio, quello di Citerna sul Candigliano, il Castello di Baciuccheto, con relative chiese che ricordano tradizioni di culto bizantine e longobarde. Testimonianze di vicende storico-religiose di queste terre in epoca Tardo-antica e Altomedievale a ridosso del Corridoio Bizantino. Chiese appartenenti alla Diocesi di Città di Castello, sia quelle di Scalocchio e di Botina, San Lorenzo di Frigino, San Martine del Piano e Madonna della Cella, oltre alla chiesa di San Donato a Monte Ruperto, intitolazione legata al Vescovo longobardo di Arezzo. Nei primi anni ’60 Scalocchio fu centro di una interessante esperienza didattica nota come “Patti per l’Educazione”. 2Le scuole di Scalocchio avevano sede presso l’Abbazia. Vi erano solo due classi per le elementari e le medie con rispettivi tutor. Le lezioni erano tenute da docenti e trasmesse dalla RAI . Nella scuola pertanto c’era un televisore posto nella parete divisoria fra le due classi; di volta in volta veniva girato da un lato e dall’altro. La particolarità sta nel fatto che a Scalocchio non c’era corrente elettrica. Si deve a don Zefferino Caporali, parroco dell’Abbazia, l’idea di piazzare un alternatore alimentato da una turbina idraulica collocata in una cascatella del Candigliano, sufficiente per garantire il servizio. Alla scuola di Scalocchio si formarono molti giovani che poi si trasferirono a Città di Castello per frequentare le scuole superiori, assistiti sempre da Don Zefferino, assegnato alla Parrocchia di Trestina dove, meritatamente, gli è stata dedicata una via”.

LA SCHEDA

C’è un comune in Italia, unico, dove il sindaco vanta anche il titolo di barone a tempo determinato, quindi per la durata del mandato il primo cittadino si fregia anche di un un titolo nobiliare simbolico. A Città di Castello, capoluogo dell’altotevere umbro, con oltre 38mila abitanti, patria del grande maestro Alberto Burri e dell’attrice e Monica Bellucci, è così da otto secoli, da quando la storia ha scritto una pagina davvero inedita che si tramanda di legislatura in legislatura. Questo originale connubio “istituzionale-nobiliare” nasce dal fatto che il comune di Citta’ di Castello è titolare di una piccola porzione di territorio, Monte Ruperto, che ricade nelle Marche, definita “exclave” (aree territoriali appartenenti a una Regione che però si trovano all’interno di un’altra). La particolarità di questa vicenda si perde nella notte dei tempi, quando una sperduta baronia in un remoto luogo dell’Appennino cedette il titolo nobiliare al gonfaloniere di Città di Castello, tramandato ai sindaci che oggi si susseguono. Si narra che una grande carestia dovuta ad incredibili nevicate colpì il Baronato di Monte Ruperto nel XIII secolo e che nessuna delle vicine città inviò aiuti in soccorso della piccola comunità. Dalla relativamente lontana – per i mezzi e le strade dell’epoca – Città di Castello arrivò il cibo necessario a far sopravvivere la piccola comunità. Si dice che il barone, privo di eredi, cedette il piccolo territorio a Città di Castello come segno di gratitudine. La traccia del passaggio sotto il dominio tifernate è datata 25 giugno 1256. È storia documentata poi da un atto pubblico che nel 1274 gli abitanti di Monte Ruperto godessero di agevolazioni fiscali al punto da pagare solo “cinque soldi per focolare per casa da versare il 27 agosto di ogni anno”. E proprio nel 2024 ricorrono i 750 anni da quell’evento a dir poco singolare. Altra verità storica è che in quegli anni vi era la rivalità, spesso sfociata in guerra, tra guelfi e ghibellini. Si racconta, e qui affrontiamo la seconda storia, che il Baronato di Monte Ruperto, essendo in contrasto con le città limitrofe di Apecchio e Sant’Angelo in Vado, abbia chiesto e ottenuto protezione da Città di Castello. Entrambe le storie hanno fondamenti di verità che le rendono plausibili. È probabile che quando Monte Ruperto si unì alla città umbra non si trattasse dell’annessione di un’isola amministrativa, ma fosse in continuità fisica, politica e geografica con il territorio tifernate. Non è un caso che tuttora oggi il confine umbro valichi di alcuni chilometri lo spartiacque sia oltre Bocca Serriola che nella zona di Scalocchio. Nel 1413 gli Ubaldini, signori delle zone limitrofe a Monte Ruperto, si sottomisero ai Montefeltro e di lì a poco tutti i loro territori passarono alle dipendenze di Urbino. Esattamente in quel momento la baronia divenne un’exclave di Città di Castello nel futuro Ducato di Montefeltro. Nel 1630 i territori di Urbino diventarono a tutti gli effetti una provincia dello Stato Pontificio e da allora Monte Ruperto non fu più confinante con un altro Stato, ma con una provincia e legazione della stessa entità politica. I destini della piccola comunità seguirono quelli di Città di Castello con l’ingresso a cavallo tra 1860 e 1861 nel Regno d’Italia, poi diventato Repubblica Italiana nel 1946. La “baronia” ha un’estensione di meno di tre chilometri quadrati e nessun abitante. L’ultima famiglia a lasciare Monte Ruperto fu agli inizi degli anni ’70. All’interno del territorio, costituito da boschi e segnato da mulattiere, si passa da un’altitudine minima di 412 metri sul livello del mare fino ad una massima di 727. Il Candigliano, affluente del Metauro, delimita il confine settentrionale dell’exclave. Nell’area presenti alcuni ruderi di case, in parte riconoscibili, altri devastati pure dal furto di pietre.

Commenti

Unitre di Città di Castello Aps: da oggi al via il tesseramento e le iscrizioni ai corsi, alle uscite ed a tutte le attività programmate per il primo quadrimestre dell’Anno Accademico 2024-2025

Da oggi lunedì 16 settembre prendono il via il tesseramento al sodalizio e le iscrizioni ai corsi, alle uscite ed a tutte le attività programmate per il primo quadrimestre dell’Anno Accademico 2024-2025 dell’Unitre di Città di Castello Aps.

Per informazioni ed iscrizioni è possibile rivolgersi alla sede sociale, ubicata in Viale Martiri della Libertà n. 20 ed aperta dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle ore 12: è possibile contattare la segreteria al nuovo numero telefonico 075/3747301.

Giovedì 24 ottobre alle ore 16, nella Chiesa di San Giovanni Battista agli Zoccolanti, ci sarà l’inaugurazione dell’Anno Accademico e verrà celebrata la S. Messa.

Sabato 26 ottobre alle ore 12,30, al ristorante “Green” di San Giustino, si terrà 

l’assemblea ordinaria degli iscritti, seguita da una riunione conviviale.

Il programma, come di consueto, è molto ampio ed articolato.

I corsi del primo quadrimestre comprendono proposte ormai tradizionali quali A.F.A., yoga, avviamento al pilates, acquagym, educazione motoria, inglese 1° e 2° livello, club della lettura, storia medioevale, storia dell’arte, lezioni di storia e filosofia, disegno e pittura, scacchi, scuola di ballo e lezioni del giovedì, ai quali si affiancano novità assolute quali il corso di maglia ed uncinetto e quello denominato “Impariamo a mangiare”

Già in programma per il 14 novembre una visita alla mostra di Ligabue allestita a Bologna.

Commenti

Premio giornalistico Marinangeli, Xavier Jacobelli e Roberto Vicaretti i vincitori dell’edizione 2024

0

La cerimonia di consegna venerdì 20 settembre alle 10.30 presso la Taverna del Quartiere Porta Santa Croce 

Nocera Umbra, 16 settembre 2024 – Sono Xavier Jacobelli, editorialista del Corriere dello Sport Stadio e di Tutto Sport e Roberto Vicaretti, giornalista di Rai News 24, rispettivamente per la categoria nazionale e regionale, i vincitori della decima edizione del Premio giornalistico Angelo Marinangeli. La cerimonia di consegna avverrà venerdì 20 settembre alle 10.30 presso la Taverna del quartiere Porta Santa Croce.

Il premio nasce per volere della famiglia e degli amici di Angelo di ricordare il decano del giornalismo umbro. Inventore del racconto del calcio dilettantistico a Radio Subasio, per alcuni anni direttore responsabile di Radio Tadino e storica penna de La Nazione. Per tutti Angelo Marinangeli era il maestro, di scuola, di giornalismo ma anche di vita. Tanti infatti i giovani che Angelo ha contribuito a far crescere.

Il premio nazionale 2024 va a Xavier Jacobelli, giornalista sportivo di lungo corso, già direttore del Corriere dello Sport – Stadio, fondatore del Qs Quotidiano sportivo, oggi nelle pagine del Qn. Dopo numerosi incarichi diventa editorialista delle testate del gruppo Amodei, dedicandosi ai canali digitali del gruppo. Nell’arco della sua carriera, Jacobelli ha ricevuto 24 premi giornalistici nazionali e, in qualità di direttore di Tuttosport, da Giovanni Malagò è stato insignito del Collare d’oro al merito sportivo, la massima onorificenza sportiva italiana attribuita dal Coni.

Roberto Vicaretti è umbro, nasce a Narni nel 1982. Giornalista professionista dal 2008, da quindici anni lavora per Rainews24, dove cura la rassegna stampa della mattina e il programma di approfondimento politico “Specchio dei Tempi”. Nel 2020 e nel 2021 ha condotto “Agorà estate” e, sempre nel 2021, ha condotto “Titolo V”, entrambi su Rai3. Nel 2015 ha pubblicato per Imprimatur “La certezza del dubbio. Pietro Ingrao raccontato da chi lo ho conosciuto”. Nel 2020 ha pubblicato per People “Non c’è Pace” con Romina Perni e nel 2024 “Dove sono i pacifisti” con Mauro Biani.

Commenti

Festival di medicina integrata, l’edizione più ricca di sempre dal 4 al 6 ottobre

0


Focus sull’intelligenza artificiale e tanti ospiti internazionali per l’appuntamento del 2024

Foligno, 16 settembre 2024 – Conto alla rovescia per il ritorno del Festival di Medicina integrata, che si svolgerà a Foligno dal 4 al 6 ottobre. “Dalla medicina tradizionale alla medicina quantistica con le novità dell’AI”, questo il sottotitolo dell’iniziativa che si presenta come la più internazionale di sempre. Annunciati infatti ospiti da Gran Canaria e dalla Polonia, oltre che esperti del settore italiani.  

Edizione più ricca di sempre, dunque, che aprirà con ‘l’anteprima’ di venerdì 4 con l’incontro con la sanità convenzionale e le associazioni del terzo settore che lavorano nel territorio. Tanti i workshop e le conferenze con iniziative particolari come ‘Medicina non convenzionale. Tutele e criticità’ dell’avvocato Filippo Teglia, oppure la conferenza di Pindaro Mattoli, proveniente da una delle famiglie più storiche dell’omeopatia. E poi Massimo Bartoli per la fitoterapia e tanti altri.

Commenti

𝐂𝐚𝐦𝐩𝐢𝐨𝐧𝐚𝐭𝐨 𝐫𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐂𝐚𝐝𝐞𝐭𝐭𝐢/𝐞 𝐞 𝐀𝐥𝐥𝐢𝐞𝐯𝐢/𝐞: 𝐥’𝐀𝐭𝐥𝐞𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐋𝐢𝐛𝐞𝐫𝐭𝐚𝐬 𝐭𝐨𝐫𝐧𝐚 𝐚 𝐜𝐚𝐬𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐜𝐢𝐧𝐪𝐮𝐞 𝐭𝐢𝐭𝐨𝐥𝐢 𝐫𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢

Un grande fine settimana per l’Atletica Libertas di Città di Castello che sabato 14 e domenica 15 settembre ha partecipato al Campionato regionale Cadetti/e e Allievi/e al Santa Guliana di Perugia.

La manifestazione, organizzata dall’Atletica Perugia Team, ha visto la partecipazione di molti giovani “big” della regione nell’ottica di una possibile convocazione in rappresentativa per il Campionato italiano di Caorle in programma il primo fine settimana di ottobre.

La società tifernate si è imposta con ottimi risultati, fra i quali spiccano ben 𝟓 𝐭𝐢𝐭𝐨𝐥𝐢 𝐫𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢 di cui tre nel salto triplo con Giacomo Palmi (cadetti, misura 12.37 e record personale), Francesco Gragnoli (allievi, misura 12.07 e record personale) e Viola Carini (cadette, misura 10.52) e due nel salto in lungo con Giacomo Palmi (misura 6.03) e Viola Carini (misura 4.97 e record personale).

Dominio Libertas anche nella specialità salti in estensione con la vittoria, nella categoria Cadetti/e, sia nel salto triplo che nel salto in lungo (maschile e femminile).

Ottimi risultati anche per Lorenzo Perioli (secondo posto nel lancio del martello e terzo posto nel lancio del peso), Diego Dolciami (secondo posto nel lancio del disco e nel lancio del peso), Pietro Bianchini (terzo posto nel lancio del disco) e Edoardo Biccheri (terzo posto nel salto in lungo).

Per Giacomo Palmi e Viola Carini un’altra bella soddisfazione con la convocazione di diritto al Campionato Italiano di Caorle.

Commenti

17 settembre. Festa dell’impressione delle stimmate di san Francesco

Martedì 17 settembre, festa liturgica dell’impressione delle stimmate di san Francesco, saranno celebrati gli ottocento anni dall’avvenimento, che si verificò sul monte della Verna nel settembre 1224. Così Tommaso da Celano, primo biografo del santo, a pochi anni di distanza narrò il fatto: «Mentre dimorava nell’eremo, che dal nome del luogo è chiamato Alverna, due anni prima della sua morte, vide in una visione divina un uomo in forma di Serafino, con sei ali, librato sopra di lui, con le mani distese e i piedi uniti, confitto a una croce. […] Mentre non riusciva a capire nulla di preciso e la novità di quella visione si era impressa nell’animo, ecco che nelle sue mani e nei piedi cominciarono a comparire gli stessi segni dei chiodi che aveva appena visto in quell’uomo crocifisso». Nel secolo successivo, l’animo autore delle “Considerazioni sulle stimmate” precisò che Francesco, nel viaggio di ritorno dalla Verna dopo l’avvenimento delle stimmate, passò per Sansepolcro e sostò per alcuni giorni a Montecasale, raggiungendo poi Città di Castello dove avrebbe trascorso un mese prima di partire alla volta di Santa Maria degli Angeli. La ricorrenza, dunque, è anche un’occasione per ricordare, a ottocento anni di distanza, la presenza di san Francesco nella nostra valle e nella nostra città, non solo per farne memoria, ma anche per riappropriarci di un aspetto importante della nostra tradizione di Chiesa, caratterizzata dal carisma francescano.
A Città di Castello, martedì 17 settembre, alle ore 8.30, sarà celebrata una s. messa nella chiesa di San Francesco, all’interno della quale si conserva una terracotta cinquecentesca, attribuita a Santi Buglioni (1494-1576), raffigurante le Stimmate del santo.

Commenti

A Cronache dal Palazzo Enea Paladino

Torna Cronache dal Palazzo. Ospite del programma condotto da Michele Tanzi, il Sindaco di Citerna Enea Paladino

Commenti

Pavanelli (M5S) “Umbria, lezioni non di morale ma di coerenza”

0

“Il centrodestra umbro dimostra di essere in grande difficoltà. Dopo cinque anni di mal governo, i nodi stanno per arrivare al pettine con le imminenti elezioni, dove finalmente saranno i cittadini umbri a riportarli alla realtà.

Oggi assistiamo ai maldestri tentativi del centrodestra di racimolare qualche voto in più accogliendo all’interno della propria coalizione personalità controverse che hanno già dimostrato di non avere alcun rispetto per le istituzioni e, inoltre, che non c’entrano nulla con il centrodestra. Che destino potrebbe avere un esecutivo che si regge con i voti di Alternativa Popolare? Di certo sarebbe incapace di fare gli interessi dei cittadini. Sono mesi che le destre ternane fanno passerelle dal Prefetto e depositano interrogazioni contro il sindaco Bandecchi dopo i numerosi spiacevoli episodi che hanno visto il sindaco stesso protagonista.


Sono troppo attaccati alla poltrona per riuscire a seguire il modello progressista voluto dal Movimento 5 Stelle, che non guarda ai voti ma soltanto ai programmi in comune”. Così in una nota la deputata del Movimento 5 Stelle, Emma Pavanelli, replica al Segretario Regionale della Lega Umbria, Riccardo Augusto Marchetti.

Commenti

Verso Livorno – Trestina nelle parole del tecnico Calori

0

E’ la prima trasferta di campionato quella del Picchi di Livorno per il Trestina di Simone Calori uscito immeritatamente sconfitto dal debutto del Casini di domenica contro il Poggibonsi. Una gara che ha lasciato qualche conseguenza ma che, allo stesso tempo, deve servire per affrontare l’impegno di domani (ore 15) con la stessa determinazione e cattiveria (sportiva) del match contro i giallorossi corsari a Trestina grazie anche (e soprattutto) a decisioni del direttore di gara che anche nei giorni successivi sono stati visionati e commentati con ampio senso critico pure dagli addetti ai lavori.

Calori fino a ieri ha lavorato molto sulla “testa” dei suoi ragazzi, non solo grazie anche all’incontro col campione paraolimpico Andrea Cionna di martedì. Quindi possiamo dire che il gruppo è pronto a questa sfida contro una delle squadre più quotate, soprattutto per il blasone, del girone. Ci sarà almeno una defezione importante ma gli altri sono pronti a entrare in campo e dare il massimo.


Arbitro dell’incontro è Giovanni Gianni di Reggio Emilia (sarà assistito da Vito Licari di Marsala e Stefano Orlando di Modena).


Come al solito è prevista la diretta della gara sui nostri canali social.
Di seguito Simone Calori presenta la gara di domani

Commenti

Asd Tiberis: Fausto Acori è il nuovo Responsabile Tecnico della Scuola Calcio e Settore Giovanile

0

L’Asd Tiberis è lieta di annunciare la nomina di Fausto Acori come nuovo Responsabile della propria Scuola Calcio e del suo Settore Giovanile. Si tratta di una figura di assoluta esperienza e di indiscussa professionalità che va a consolidare la compagine del presidente Ivano Alunni.

“Nel percorso di rilancio della società – esordisce, visibilmente soddisfatto, il numero uno della Asd Tiberis, Ivano Alunni – la figura tecnica di Fausto è sicuramente un valore aggiunto. Siamo estremamente soddisfatti di averlo con noi per proseguire insieme quel progetto di rilancio e di riattivazione del territorio sul quale stiamo assiduamente lavorando. Sicuramente – prosegue Alunni – la preparazione e l’esperienza tecnica di Fausto è ciò che ci consentirà di fare un ulteriormente salto di qualità, soprattutto in merito alla crescita ed alla formazione per i nostri allenatori.

Gli obiettivi? Dare alla società quell’orizzonte temporale e quella crescita che meritano sia tutti i nostri iscritti che tutta la Umbertide sportiva. Aspetto, dunque, fondamentale è il continuo miglioramento dal punto di vista tecnico e Fausto è la figura giusta per incarnare questo aspetto per noi così importante. Chi verrà alla Tiberis – conclude il presidente biancazzurro – dovrà avere la possibilità di trovare un ambiente sereno, che punta alla crescita dei propri atleti e che magari ci consentirà, con l’aiuto di Fausto, di formarli al meglio con l’augurio di vederli un giorno nei palcoscenici del calcio che conta”.

Al settimo cielo anche Fausto Acori, fresco di nomina, alla prima intervista dopo la firma del contratto e l’ufficialità del nuovo incarico. “La mia è stata una scelta di cuore – rivela Acori – considerando che ormai sono otto anni che abito ad Umbertide e sono molto legato a questa città. A partire dalla stagione 2010/2011 ho diretto per due annate consecutive il settore giovanile della Tiberis. In quei due anni ricordo che la società contava circa 300 ragazzi. Poi sono successe varie vicissitudini e sono nate nuove società di calcio che si sono consolidate sul territorio.

Ora – prosegue il nuovo direttore tecnico della scuola calcio e del settore giovanile della Asd Tiberis – sono molto felice di ripartire con il presidente Ivano Alunni che è una persona molto seria e preparata, che vuol dare un’immagine di serietà e di competenza tecnica a questa società. È un immenso piacere poter trovare un’accoglienza così calorosa nei miei confronti. Mi metterò subito al lavoro per raggiungere quegli obiettivi ambiziosi che la società intende perseguire e raggiungere. Auguro buon lavoro a tutti ed un grazie particolare ad Antonio Palazzetti che ha deciso di far parte di questa società”:

Commenti

Prorogata la mostra “Collezionismo Tifernate” presso la Pinacoteca Comunale di Città di Castello fino al 29 Settembre

La Pinacoteca Comunale di Città di Castello lo scorso Maggio si è si arricchita di nuovi spazi espositivi dedicati al contemporaneo grazie ad un riallestimento fortemente voluto dall’Amministrazione Comunale, dall’assessore alla Cultura, Michela Botteghi, coadiuvato dal critico d’arte Lorenzo Fiorucci. Il 31 Maggio infatti è stata inaugurata la nuova Sala Nuvolo, la Sala Bartoccini e la Event Room, spazio polifunzionale dedicato alle mostre temporanee e alle installazioni di artisti contemporanei. Nella Event Room è stata esposta per la prima volta la mostra temporanea dal titolo “Collezionismo tifernate.

Pistoletto, Dottori e gli altri del Lascito Pillitu”, a cura di Eleonora Reali, che presenta un’attenta selezione di ceramiche, dipinti e serigrafie provenienti dallo Studio Meroni Pillitu offrendo un interessante spaccato dell’arte del Novecento e del peculiare gusto collezionistico di Paola Pillitu, istitutrice del lascito. Visto il grande successo estivo e il grande interesse da parte di tifernati e studenti la mostra è stata prorogata fino a Domenica 29 Settembre. Inoltre, domani, Domenica 15 Settembre alle ore 16:00 è confermato l’ultimo incontro di Contemporary, percorso guidato che permetterà ai partecipanti di scoprire le opere della parte moderna della Pinacoteca. Il costo è compreso nel biglietto d’ingresso al museo.

E’ necessaria la prenotazione. “La Pinacoteca di Città di Castello sta diventando dunque sempre più un compendio di identità culturale e storica accessibile a tutti e questi ulteriori allestimenti che hanno riscosso grande successo lo stanno a dimostrare”, ha dichiarato l’assessore alla Cultura, Michela Botteghi.

Pinacoteca comunale di Città di Castello.

Orari di apertura: da martedì a domenica 10:00-13:00 / 14:30-18:30

Info e prenotazioni :075-8520656

cultura@ilpoliedro.org

Commenti

Buona cucina, amicizia e tanta solidarietà: una bella pagina di vita quotidiana per celebrare i 35 anni di attività del Ceis

Buona cucina, amicizia e tanta solidarietà: una bella pagina di vita quotidiana per celebrare l’attività del Ceis (C.S.A. onlus Centro di Solidarietà di Arezzo) a Città di Castello e 35 anni di lotta alle dipendenze e di aiuto alle persone. Una cena di beneficenza il cui ricavato andrà per acquistare un forno per la pizza ed alcuni arredi per potenziare la struttura di via Pomerio San Girolamo.
Buona cucina, amicizia e tanta solidarietà: una bella pagina di vita quotidiana per celebrare l’attività del Ceis (C.S.A. onlus Centro di Solidarietà di Arezzo) a Città di Castello e 35 anni di lotta alle dipendenze e di aiuto alle persone e ribadire in maniera concreta la vicinanza a chi ogni giorno lavora per una nobile causa. Una cena di beneficenza il cui ricavato andrà per acquistare un forno per la pizza ed alcuni arredi per potenziare la struttura di via Pomerio San Girolamo. Un momento conviviale organizzato in maniera spontanea dai ragazzi del Ceis per testimoniare il loro percorso ed il ritorno ad una vita più responsabile reso possibile grazie alla disponibilità e buon cuore di Giacomo Brunetti, noto chef tifernate titolare di un ristorante nel centro storico, da sempre in prima linea quando si tratta di organizzare iniziative di solidarietà e vicinanza alle persone più fragili.

In tanti hanno risposto all’appello di sedersi attorno allo stesso tavolo e condividere una cena gustosa a base di prelibatezze della gastronomia locale e far sentire il proprio sostegno ad una storica comunità, il Ceis, che nel 2019 ha celebrato 30 anni di attività, contraddistinti da continui percorsi di recupero per chi ha avuto dipendenze da alcool o droga. Durante la serata, introdotta dal fondatore del Ceis, Don Paolino Trani, dalla responsabile, Clara Giuntini, dal promotore dell’iniziativa conviviale, Matteo Tavanti, ha portato il proprio contributo l’assessore, Letizia Guerri, sottolineandone l’importanza e garantendo il sostegno delle istituzioni ad associazioni come il Ceis che da decenni sono in prima linea ogni giorno accanto ai ragazzi e alle loro famiglie.

“Grazie agli operatori e volontari che sotto la guida di Don Paolino e dei responsabile del centro, svolgono un lavoro ammirevole e credono nella loro missione e danno fiducia e speranza a chi nel tempo ha rischiato di perdere. Grazie infine a Giacomo Brunetti perché è sempre disponibile ad iniziative di carattere sociale e a tutti coloro che hanno contribuito alla raccolta fondi in favore del Ceis”, ha concluso l’assessore Guerri. All’incontro ha partecipato anche don Alberto Gildoni, parroco della cattedrale. “In oltre 30 anni – ha detto  Don Paolino Trani, ricordando la bella serata del trentennale dell’associazione al teatro comunale nel 2019 con il Cardinale Gualtiero Bassetti – sono passate per il Ceis tante persone con un’età media tra i 25 ed i 50 anni, uomini in prevalenza. Non posso non ricordare la figura del sacerdote Enrico Trebalzini, che negli anni ’80 ebbe l’intuizione del Centro Solidarietà e Accoglienza di Arezzo, in seno al quale è nato e si muove il Ceis di Città di Castello.”

Davvero commovente la testimonianza di gratitudine dei ragazzi nei confronti dei partecipanti alla serata e di Giacomo Brunetti che l’ha ospitata con un menù davvero irresistibile. “Nessuna notte è tanto lunga da impedire al sole di risorgere”, hanno scritto in una maxi lettera che gli hanno consegnato. Giacomo Brunetti, 51 anni, chef di fama internazionale, a 18 anni ha iniziato la brillante carriera in cucina fra pentole e fornelli, con il “mitico” Primetto Barelli, a Città di Castello nel locale scavato accanto alle mura urbiche al Giardino del Cassero e poi una esperienza di qualche anno a York in Inghilterra ed il ritorno in Italia in Toscana ad Anghiari, ancora con la famiglia Barelli al Castello di Sorci dove spesso, a Natale,

Capodanno e Pasqua, Giacomo, ha cucinato i piatti della tradizione, tagliatelle e cappelletti su tutti per la “divina” Monica Bellucci, di casa da quelle parti. Dal 2016 infine ha deciso di gestire un ristorante tutto suo in centro storico a Città di Castello all’ombra del campanile cilindrico meta di turisti ed cultori della cucina locale rivisitata sempre con prodotti a chilometro zero, eccellenze del territorio.  

Commenti

Elezioni in Umbria, Movimento 5 Stelle: “L’accordo disperato tra Bandecchi e Tesei non eviterà un destino ineluttabile: Stefania Proietti sarà presidente della Regione”

La disperazione del centrodestra si chiama Stefano Bandecchi. La disperazione di Bandecchi si chiama Donatella Tesei. Sanno di perdere e noi li accontenteremo. Alla destra non basta che Bandecchi sputi in faccia ai ternani, ora vogliono che sputi in faccia a tutti gli umbri. Dopo aver costruito la sua immagine politica contro il centrodestra e in particolare contro l’attuale presidente della Regione Umbria, il sindaco di Terni ha scelto di andare a braccetto proprio con chi aveva tanto criticato. La mossa della disperazione che non eviterà un risultato ormai ineluttabile alle prossime elezioni.

Perché sarà Stefania Proietti la prossima presidente della Regione Umbria. Comprendiamo l’imbarazzo degli esponenti di centrodestra, costretti ora ad andare con chi fino a ieri tentava addirittura autentiche aggressioni fisiche in consiglio comunale, dispensava sputi d’acqua ai contestatori sotto Palazzo Spada ed elargiva commenti omofobi e sessisti sulle donne. Quanto al Movimento 5 Stelle, che secondo Bandecchi non vale un cazzo, ci limitiamo a dire che le sole cose che Bandecchi è riuscito a fare a Terni sono state grazie ai soldi del Pnrr portati a casa da Giuseppe Conte durante l’emergenza pandemica. Quella di Bandecchi è una politica fatta di compromessi e calcoli personali, dove gli interessi dei cittadini vengono messi da parte per la sua sete di potere e per la volontà di conservare la poltrona.

Al contrario, il Movimento 5 Stelle ha sempre messo al primo posto la tutela del territorio e dei cittadini. Mentre Bandecchi cerca di mantenere il potere con accordi che tradiscono la fiducia degli elettori, il Movimento 5 Stelle continuerà la sua battaglia per liberare l’Umbria da questo sistema di potere autoreferenziale. Poi libereremo Terni da una politica fatta di sputi e insulti. Non abbiamo mai ceduto agli interessi di parte e continueremo a lavorare per difendere l’Umbria dalle speculazioni politiche ed economiche, con coerenza e determinazione, per una politica trasparente, pulita e al servizio del bene comune.

Lo faremo convintamente nella coalizione del Patto Avanti che nasce dalla condivisione di idee e valori, al fianco di Stefania Proietti che sarà la prossima presidente della Regione Umbria.

Commenti

Ultimo weekend di “Iron Heart” alla Pinacoteca di Città di Castello. In esposizione opere pittoriche e disegni di Marco Bogliari dedicati al mondo nautico

Tanti visitatori fin dall’apertura della prima personale del giovane tifernate

Ultimo weekend per visitare “Iron Heart”, personale di pittura e disegno di Marco Bogliari con la presentazione di Marco Botti, allestita dal 31 agosto al 15 settembre 2024 nell’ala nuova della Pinacoteca Comunale, in Largo Monsignor G. Muzi, a Città di Castello (PG).  

Fin dalla sua apertura la mostra è stata visitata da tani cittadini e turisti, che hanno potuto osservare da vicino le qualità dell’artista emergente tifernate.

“Iron Heart” è resa possibile grazie al contributo di Bar Alberto’s, Circolo del Remo e della Vela di Montedoglio, Edicola Roberto Montani, Ercolani Elettronica, Ortofloricoltura Francioni e Tendenze Parrucchieri.

L’evento espositivo è visitabile, a ingresso gratuito, dal martedì alla domenica, con orario 10-13 e 14.30-18.30.

LA MOSTRA

La event room della Pinacoteca Comunale di Città di Castello, destinata a mostre temporanee, ospita la prima personale di disegno e pittura di Marco Bogliari, giovane creativo tifernate che porta i visitatori nel suo mondo navale.

Fin dall’antichità la nave assume tanti e profondi significati. È simbolo per eccellenza del viaggio, della sete di conoscenza e della voglia di mettersi in contatto con popoli e terre lontane. Nell’Odissea è emblema del superamento dei limiti umani per esplorare l’ignoto, nei testi biblici rappresenta la salvezza, nell’antico Egitto ha un valore rituale. 

Una passione, quella per le navi storiche, che cattura fin da piccolo il giovane artista. “Già alle scuole elementari mi dilettavo a disegnare le grandi corazzate della prima metà del Novecento e tutto quello che aveva a che vedere con il mondo nautico – racconta Bogliari. – Crescendo non ho mai smesso di rappresentare un mondo che sentivo profondamente mio, ma che custodivo gelosamente. Grazie ai consigli e alle sollecitazioni di un amico, con questa esposizione ho deciso di condividerlo”

Il visitatore di “Iron Heart” scoprirà una mostra sorprendente e inusuale, popolata principalmente da navi da guerra della Seconda Guerra Mondiale, ma troverà anche galeoni pescati da un passato più lontano, navicelle spaziali direttamente dal futuro e persino aerei. Sono circa venti opere di varie dimensioni esposte sulle pareti e un’altra trentina da svelare per i più curiosi, aprendo i grandi fogli in cui sono rappresentate. Acrilici su tela, disegni a matita e pastello su carta, tutti eseguiti nell’arco di un triennio, che riuniscono la produzione dell’autore valtiberino dal 2022 a oggi.

Dietro a ciascuna opera di Marco Bogliari c’è la voglia di evadere dalla realtà, l’esigenza di esprimere se stesso e la fantasia che lo pervade. La nave da guerra, algida e dura da scalfire all’esterno, custodisce al suo interno un motore rovente che le dà l’energia per muoversi. Da mezzo bellico di offesa diventa, quindi, l’allegoria di coloro che alzano una corazza per affrontare le difficoltà di tutti i giorni e possono apparire introversi e chiusi, ma che dentro ribollono di passione e sentimenti.

Commenti

Tutto pronto per l’apertura di Palazzo Tani. Domenica 15 settembre Il “Piccolomuseo” di Fighille di Citerna raddoppia e diventa un polo per l’arte contemporanea

0

Dalle ore 16 alle ore 22.30 un ricco programma inaugurale

Domenica 15 settembre 2024 sarà un giorno memorabile per Fighille di Citerna, piccola località della Valtiberina, dove in passato sorgeva la dogana tra lo Stato della Chiesa e il Granducato di Toscana.

Dopo mesi di lavori, infatti, si è concluso il recupero e l’adeguamento di Palazzo Tani, edificio su tre livelli di origine settecentesca in via della Borgata, acquistato lo scorso gennaio dalla Pro Loco di Fighille e restaurato a tempo di record per ampliare l’offerta del Piccolomuseo, inaugurato nel 2002 nella vicina ex Dogana Pontificia.

Con questo mirabile intervento, quello di Fighille diventa a tutti gli effetti un polo museale per l’arte contemporanea, utile anche a far conoscere e valorizzare la storia del luogo, grazie a una apposita sezione nel piano terra impreziosita da una grande tela commissionata al pittore Maurizio Rapiti.

La ricca programmazione della giornata inaugurale, condotta dal giornalista culturale Marco Botti, prevede alle ore 16 il saluto musicale affidato alla voce del soprano Alessandra Meozzi, con l’accompagnamento al pianoforte del maestro Roberto Mercati.

Alle ore 16,30 la relazione di Gabriele Marconcini introdurrà il pubblico al tema “Fighille terra di confine fra Granducato di Toscana e Stato della Chiesa”. Alle 16.50 un intermezzo musicale anticiperà i saluti istituzionali, quelli di Giulia e Valeria Tani, già proprietarie del palazzo, e la presentazione dell’intervento di recupero. Saranno presenti il sindaco di Citerna Enea Paladino e la sua giunta.

Alle ore 18 ci sarà il taglio del nastro e l’apertura ufficiale al pubblico di Palazzo Tani, della mostra permanente dedicata a Guerrino Bardeggia (1937/2004) al secondo piano del museo e della “75° Mostra” del Gruppo Labronico, attivo a Livorno dal 1920. Quest’ultima si svilupperà tra la ex Dogana Pontificia, dove esporranno 28 artisti, e il primo piano di Palazzo Tani, in cui saranno allestiti due omaggi ai pittori Gian Franco Pogni e Piero Tonfoni, che fino alla loro scomparsa hanno fatto parte del sodalizio livornese. La collettiva del Gruppo Labronico proseguirà fino al prossimo 6 ottobre, giorno di chiusura della 41° edizione del premio nazionale “Fighille Arte”.

Alle ore 19 la Pro Loco di Fighille offrirà a tutti gli intervenuti una apericena nel giardino di Casa Tani, con il pianoforte che farà da piacevole sottofondo. Fino alle 22.30 ci sarà la possibilità di visitare, a ingresso libero e gratuito, le due sedi del Piccolomuseo e tutte le mostre inaugurate. 

Commenti

Nozze di “platino”: 65 anni di vita insieme per Maria Grazia Casini e Lorenzo Guazzolini

Nozze di “platino”: 65 anni di vita insieme per Maria Grazia Casini e Lorenzo Guazzolini. Proprio oggi la bellissima coppia che nel 1959 nella chiesa di Badiali pronunciò dall’altare il fatidico “si”, celebra assieme alla famiglia, parenti ed amici una ricorrenza “inossidabile”. Due figli, 5 nipoti, un pronipote, una nuora ed un genero tutti attorno a Maria Grazia e Lorenzo per far sentire il proprio affetto e riconoscenza per lo straordinario esempio di vita insieme vissuta sempre con il sorriso. A Maria Grazia e Lorenzo, imprenditore di successo, dirigente di calcio in diverse società ed ancora “bomber” di successo sui campi dell’altotevere, i più sinceri auguri per il prestigioso traguardo raggiunto. Auguri anche dal sindaco, Luca Secondi e dalla giunta comunale.

Commenti