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Il “Re Leone” continua a vivere: al Palazzo del Podestà la mostra che racconta il musical di Cerbara

C’è chi lo ha visto al Teatro degli Illuminati, chi al Lyrick di Assisi e chi ancora ne parla come uno dei momenti più belli vissuti insieme. Adesso il Re Leone dell’Oratorio PerDiQua di Cerbara torna a emozionare in una veste diversa. Da sabato 23 maggio il Palazzo del Podestà ha aperto le porte a “Re Leone – Lei vive in noi”, la mostra dedicata ai costumi e alle scenografie del musical che negli ultimi mesi ha conquistato il pubblico.


Non una semplice esposizione, ma un modo per entrare davvero dentro il lavoro che ha reso possibile uno spettacolo diventato qualcosa di più di una rappresentazione teatrale. Tra maschere realizzate a mano, scenografie dipinte, costumi e dettagli curati con pazienza, il visitatore si ritrova immerso nell’atmosfera della savana africana e, soprattutto, nel grande lavoro fatto da ragazzi, educatori e volontari.


Dietro ogni costume e ogni scenografia c’è infatti una storia di collaborazione, serate passate a costruire, provare, immaginare e mettere insieme pezzi di un sogno diventato realtà sul palco.
“Grande soddisfazione per tutto l’affetto ricevuto – spiega Francesco Falomi, coordinatore del progetto –. Questa mostra ci permette di dare valore non solo allo spettacolo finale, ma anche a tutto il percorso fatto insieme, dove il lato umano è stato la parte più bella”.


Al taglio del nastro erano presenti anche il sindaco Luca Secondi insieme ad alcuni amministratori comunali, tra cui il vicesindaco Giuseppe Bernicchi e gli assessori Michela Botteghi, Letizia Guerri, Benedetta Calagreti e Rodolfo Braccalenti, che hanno evidenziato il valore di un progetto capace di coinvolgere un’intera comunità e andare oltre i confini del territorio.


La mostra, a ingresso gratuito, sarà visitabile fino a martedì 2 giugno. Un’occasione per chi vuole rivivere le emozioni del musical, ma anche per chi vuole scoprire da vicino tutto il lavoro nascosto dietro uno spettacolo che ha lasciato il segno.

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Boato nella notte a Sansepolcro: assalto al bancomat del Banco Desio


Chi abita in zona lo ha sentito bene: un boato improvviso nel cuore della notte, poco dopo le quattro. A Sansepolcro ignoti hanno preso di mira il bancomat del Banco Desio, in via Dei Montefeltro, facendolo esplodere nel tentativo di portare via il denaro contenuto all’interno.


Il colpo sarebbe stato messo a segno intorno alle 4 del mattino. Secondo le prime ricostruzioni, i ladri avrebbero utilizzato gas per provocare l’esplosione dello sportello Atm, una tecnica già vista in altri assalti simili.


Ancora presto per capire se il colpo sia davvero riuscito. Al momento non è chiaro se i malviventi siano riusciti a fuggire con dei soldi né a quanto potrebbe ammontare l’eventuale bottino.


Subito dopo l’esplosione in via Dei Montefeltro sono arrivati i Carabinieri di Sansepolcro, insieme ai Vigili del Fuoco e ai tecnici della banca, chiamati a verificare i danni causati dalla deflagrazione e mettere in sicurezza l’area.


Le indagini sono in corso e saranno probabilmente le telecamere della zona ad aiutare gli investigatori a ricostruire i movimenti della banda.

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Si finge carabiniere per truffare un anziano di 85 anni: arrestato a Città di Castello

Lo hanno notato mentre si aggirava in centro con fare sospetto insieme a una giovane complice. Pochi minuti dopo, le urla di un anziano da un Lo hanno notato mentre si aggirava in centro con fare sospetto insieme a una giovane complice. Pochi minuti dopo, le urla di un anziano da un condominio hanno confermato ai Carabinieri che qualcosa non stava andando come doveva. Così è scattato l’intervento che ha permesso di bloccare un tentativo di truffa ai danni di un pensionato di 85 anni.

I Carabinieri della Compagnia di Città di Castello hanno arrestato in flagranza di reato un uomo di 43 anni, originario della Campania, accusato di truffa aggravata. Denunciata a piede libero anche una ragazza di 20 anni, anche lei campana, ritenuta complice.

Tutto è iniziato quando i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile hanno notato i due aggirarsi per le vie del centro cittadino a bordo di un’auto risultata noleggiata in Campania. I movimenti della coppia hanno insospettito i Carabinieri, che hanno deciso di seguirli discretamente, osservando i loro spostamenti.

Il sospetto è diventato certezza quando l’auto si è fermata davanti a un complesso residenziale. La giovane è rimasta ad aspettare in macchina, mentre il 43enne è entrato nel palazzo. Poco dopo, però, da uno degli appartamenti sono partite richieste di aiuto: a chiedere soccorso era un anziano residente, poi identificato in un pensionato di 85 anni.

A quel punto i militari sono intervenuti immediatamente, fermando i due e accompagnandoli negli uffici della Compagnia Carabinieri di via Vittorio Emanuele Orlando per tutti gli accertamenti.

Secondo quanto ricostruito, poco prima l’anziano era stato contattato telefonicamente da una persona che si era presentata falsamente come appartenente alle forze dell’ordine. All’85enne era stato fatto credere di poter essere coinvolto in un furto avvenuto in una gioielleria e, per evitare problemi, gli era stato detto che sarebbe stato necessario controllare i gioielli e gli oggetti in oro presenti in casa per poterlo “scagionare”.

Un raggiro costruito per spaventare la vittima e convincerla a consegnare oggetti di valore, che questa volta però si è fermato prima che andasse a segno.

Durante la perquisizione personale e dell’auto, i Carabinieri hanno sequestrato anche dispositivi informatici ritenuti utili alle indagini.

Al termine delle formalità, il 43enne è stato trattenuto nella camera di sicurezza della caserma in attesa del giudizio direttissimo. Il giudice del Tribunale di Perugia ha poi convalidato l’arresto. La 20enne è stata invece denunciata in stato di libertà. hanno confermato ai Carabinieri che qualcosa non stava andando come doveva. Così è scattato l’intervento che ha permesso di bloccare un tentativo di truffa ai danni di un pensionato di 85 anni.

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Consiglio comunale, lunedì aula piena di temi caldi: ZTL, sanità, viabilità e farmacie al centro del dibattito

Si annuncia un pomeriggio lungo e politicamente intenso quello di lunedì 25 maggio a Palazzo delle Laudi. Il consiglio comunale di Città di Castello tornerà a riunirsi con un ordine del giorno particolarmente ricco: dalla ZTL alla viabilità, dalle opere pubbliche alla sanità, passando per le farmacie comunali, il trasporto pubblico, la sicurezza urbana e perfino la toponomastica.

La seduta, convocata dal presidente del consiglio comunale Luciano Bacchetta, partirà alle 16.30 con il question time, mentre alle 18 scatterà il consiglio ordinario.

Uno dei temi più attesi riguarda i varchi elettronici della ZTL, argomento che continua a far discutere cittadini e attività del centro storico. L’assessore alla Viabilità e Polizia Locale Rodolfo Braccalenti dovrà rispondere al consigliere Andrea Lignani Marchesani (Castello Civica) sull’attivazione del sistema e sulle conseguenze legate alla nuova regolamentazione degli accessi. Sempre Braccalenti sarà chiamato a intervenire sui permessi di transito e sosta per le persone con disabilità in area ZTL, tema sollevato dai consiglieri di Fratelli d’Italia Elda Rossi e Riccardo Leveque.

Capitolo viabilità e manutenzioni: l’assessore ai Lavori Pubblici Riccardo Carletti sarà chiamato a fare il punto sull’interruzione del percorso ciclopedonale in corrispondenza della passerella sul torrente Vaschi, una criticità segnalata dalla Lega, ma anche sugli interventi in via Carlo Liviero, sulla messa in sicurezza del torrente Scatorbia e sul ripristino del manto stradale in via della Libertà a San Leo Bastia.

Tra i passaggi più significativi del consiglio ci sarà poi la discussione sulla gestione delle farmacie comunali. L’assessore al Bilancio Mauro Mariangeli presenterà infatti la proposta di affidamento in house a Farmacie Tifernati del servizio farmaceutico pubblico comunale, insieme alle modifiche al regolamento dell’imposta di soggiorno.

Sul tavolo arriveranno anche temi particolarmente delicati come la sicurezza e la sanità. Il sindaco Luca Secondi risponderà alle richieste di chiarimento sulla possibilità di attivare convenzioni della Polizia Locale con Comuni vicini, ma anche sulla discussa ipotesi di acquistare una risonanza magnetica utilizzando parte del lascito Mariani, tema che negli ultimi tempi ha aperto un confronto politico in città.

Non mancheranno i temi sociali. In aula si parlerà infatti del “Progetto di Vita”, con la proposta di istituire un punto comunale di accesso per supportare le persone con disabilità e le loro famiglie, ma anche di una mozione sulla solitudine come emergenza sociale, con l’obiettivo di favorire iniziative contro l’isolamento e promuovere il benessere relazionale.

Infine, spazio anche alla toponomastica con la discussione sull’intitolazione di una via a Giovanni Gentile e alla viabilità cittadina con la proposta di mettere in sicurezza e ampliare l’incrocio tra via Europa e via Francesco Tifernate, al bivio per Lama.

Un consiglio che si preannuncia lungo e ricco di confronti, su temi che toccano da vicino la vita quotidiana dei tifernati.

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Pallavolo serie C/M: Foligno parte forte, Città di Castello ko in gara 1: al Pala Joan servirà una vera impresa

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Una serata difficile, forse oltre le aspettative, ma non ancora definitiva. Città di Castello Pallavolo cade nettamente in gara 1 della finale playoff di Serie C maschile, travolta da un’Italchimici Foligno praticamente perfetta davanti al proprio pubblico. Al Pala Paternesi finisce 3-0 senza appello (25-17, 25-15, 25-13), con i padroni di casa capaci di imporre il proprio ritmo dall’inizio alla fine.

Foligno si conferma squadra di spessore, costruita per arrivare fino in fondo, e sabato sera ha dato una dimostrazione di forza importante. I ragazzi di coach Riccardo Provvedi hanno sbagliato poco o nulla, trovando continuità in ogni fondamentale e mettendo costantemente sotto pressione i tifernati. A guidare la squadra un capitano Costanzi in grande serata, protagonista di una prestazione di personalità e qualità, ben supportato da Urbani, Giustini, Volpi, Carbone e Merli, con Schippa prezioso in seconda linea.

Per Città di Castello non è bastata la voglia di restare dentro la partita, né il sostegno incessante dei circa 200 tifosi arrivati a Foligno insieme alla Curva Nord Seconda Giovinezza, che fino all’ultimo pallone hanno accompagnato e applaudito la squadra.

Coach Andrea Radici si affida al sestetto che aveva conquistato la finale, con Casella in regia opposto a Panizzi, Conti e Cesari in banda, Stoppelli e Merlino al centro e Lensi libero. Ma l’avvio è tutto di marca folignate: i padroni di casa scappano subito sul 13-4. I biancorossi, però, hanno una reazione d’orgoglio e riescono a rientrare fino al 18-15, riaprendo almeno in parte il set. È proprio in quel momento che il servizio di Giustini spegne le speranze tifernati e consegna a Foligno il primo parziale sul 25-17.

Anche il secondo set segue lo stesso copione. Italchimici prova subito la fuga, Città di Castello resta in scia fino all’11-9, ma ancora una volta il turno al servizio di Giustini fa la differenza. Foligno prende margine e chiude 25-15, mettendo la partita in discesa.

Nel terzo set i biancorossi provano a rimanere agganciati, ma la sensazione è che i padroni di casa abbiano ormai il controllo totale della gara. Il divario cresce rapidamente, fino al 25-13 finale che vale l’1-0 nella serie.

Ora però arriva il momento della verità. Sabato 30 maggio, alle 21.15, al Pala Andrea Joan, Città di Castello avrà la possibilità di riportare la finale in equilibrio. Servirà una reazione forte, una prestazione quasi perfetta e il calore del pubblico delle grandi occasioni. Perché battere questa Foligno, vista in gara 1, avrebbe davvero il sapore dell’impresa.

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Ospedale di Orvieto, in arrivo venti nuovi medici: pubblicati i bandi per rafforzare il Santa Maria della Stella

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ORVIETO – Vent i nuovi medici per rafforzare l’ospedale di Orvieto. È uno dei segnali più attesi sul fronte della sanità territoriale: l’Azienda Usl Umbria 2 ha pubblicato otto bandi di concorso per assumere a tempo indeterminato 20 dirigenti medici specialisti destinati al presidio ospedaliero “Santa Maria della Stella”.

L’obiettivo è chiaro: coprire le carenze di organico e dare più forza a reparti considerati strategici, in una fase in cui il tema della sanità resta tra quelli più sentiti dalla comunità orvietana.

Nel dettaglio, sono previsti quattro posti in Radiodiagnostica, tre in Ginecologia e Ostetricia, tre in Medicina d’Emergenza-Urgenza, due in Urologia, due in Pediatria, due in Chirurgia Generale, due in Cardiologia e due in Nefrologia.

I bandi sono aperti anche ai medici specializzandi dal secondo anno di corso, scelta che punta ad ampliare il numero dei possibili candidati e velocizzare il rafforzamento dell’organico.

Le graduatorie avranno validità di due anni e potranno essere utilizzate anche per eventuali ulteriori esigenze nelle stesse discipline.

Sul tema è intervenuta anche la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, che parla di un impegno concreto sul rilancio dei servizi sanitari del territorio orvietano.

«L’obiettivo primario – spiega la presidente – resta quello di garantire servizi di prossimità efficienti, valorizzando il presidio ospedaliero di Orvieto come punto di riferimento strategico nella rete emergenziale e clinica regionale».

Il piano assunzioni è stato affrontato anche in un recente incontro tra la direzione strategica della Usl Umbria 2, la direzione medica del presidio e i responsabili dei reparti ospedalieri, con l’obiettivo di programmare l’ingresso dei nuovi specialisti e rafforzare le attività del nosocomio.

Per Orvieto si tratta di un passaggio atteso, soprattutto dopo mesi di discussioni sul futuro

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Pietralunghese, Gnagni carica l’ambiente prima della Fermana: “Serviranno entusiasmo e serenità. Sognare non costa nulla”

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PIETRALUNGA – C’è attesa, entusiasmo e anche un pizzico di emozione a Pietralunga. Domani al “Martinelli” arriva la Fermana per l’andata della semifinale playoff nazionale di Eccellenza, una partita che può valere un pezzo importante di storia rossoblù e avvicinare il sogno chiamato Serie D.

A poche ore dalla sfida a parlare è il responsabile dell’area tecnica della Pietralunghese, Giordano Gnagni, che invita tutti a vivere il momento con entusiasmo ma senza perdere equilibrio.

«Sicuramente sarà una partita difficile sotto tanti punti di vista – spiega – affrontiamo una squadra forte, costruita per vincere e una piazza che ha visto quasi sempre il calcio professionistico».

Parole che raccontano bene il valore dell’avversario. La Fermana parte con i favori del pronostico, forte di una storia importante e di un ambiente abituato ad altri palcoscenici. Ma in casa Pietralunghese nessuno ha intenzione di partire battuto.

«Da parte nostra ci sarà tanto entusiasmo e voglia di fare bene per la squadra e per tutto l’ambiente di Pietralunga», aggiunge Gnagni, consapevole del clima che si respira attorno alla squadra.

Il dirigente rossoblù chiede però lucidità, soprattutto in una sfida dove tensione ed emozioni rischiano di pesare quanto gli aspetti tecnici.

«Dobbiamo viverla in modo sereno ma allo stesso tempo consapevoli delle nostre forze».

Poi la frase che racconta meglio di tutte lo spirito con cui Pietralunga si avvicina a questa doppia semifinale: «Sognare non costa nulla».

Nell’altra semifinale playoff si sfideranno Viareggio e Ilvamaddalena, mentre per la gara del “Martinelli” la direzione arbitrale sarà affidata a Lorenzo Lena della sezione di Treviglio, assistito da Dario Gherardini di Faenza e Mattia Bissioni di Cesena. Quarto ufficiale Giovanni Curcio della sezione di Siena.

Al “Martinelli” si annuncia il pubblico delle grandi occasioni. E a Pietralunga, comunque vada, c’è già la sensazione di stare vivendo qualcosa di speciale.

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“Io, Frate Francesco”: a San Francesco una mostra per raccontare il santo oltre i luoghi comuni

Un percorso per conoscere San Francesco in modo diverso, andando oltre l’immagine più conosciuta del santo e riscoprendone il lato più umano e attuale. Dal 23 al 31 maggio, la chiesa di San Francesco ospiterà la mostra “Io, Frate Francesco. 800 anni di una grande avventura”, iniziativa inserita nel programma delle celebrazioni per gli 800 anni dalla morte del santo di Assisi.

La mostra, promossa nell’ambito degli appuntamenti organizzati dalla Diocesi di Città di Castello con il sostegno del Comitato nazionale per le celebrazioni francescane, propone un percorso fatto di pannelli, testi e racconti ispirati direttamente agli scritti di Francesco.

L’obiettivo è semplice: provare a raccontare il santo andando oltre le immagini più abituali, spesso legate solo alla tradizione o all’iconografia più nota, per restituire invece una figura ancora capace di parlare al presente.

L’esposizione è stata ideata dai Frati Minori della Porziuncola di Assisi e presentata per la prima volta nel 2025 al Meeting per l’Amicizia fra i Popoli. Accanto al percorso dedicato a Francesco troveranno spazio anche immagini delle opere di Sidival Fila, frate francescano minore e artista contemporaneo che lavora sul recupero di tessuti e materiali trasformandoli in opere artistiche.

L’inaugurazione è in programma sabato 23 maggio alle ore 16.30 nella chiesa di San Francesco, dove sono invitati anche giornalisti e operatori della comunicazione.

Domenica 24 maggio, sempre alle 16.30, si terrà invece un incontro di approfondimento dal titolo “Francesco, alter Christus”, aperto dal saluto del vescovo Luciano Paolucci Bedini e con l’intervento di fra Giuseppe Renda, frate minore guardiano e parroco di San Giovanni Battista agli Zoccolanti.

Una proposta che accompagnerà la città verso il centenario francescano cercando di riportare al centro non solo il santo, ma anche la sua storia e il significato della sua testimonianza.

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Da Città di Castello le prime scarpe “tipografiche”: pelle impressa con i caratteri mobili della storica Grifani-Donati

CITTÀ DI CASTELLO – Scarpe fatte a mano che portano impressi nomi, frasi, simboli o piccoli disegni, proprio come se la pelle diventasse un foglio di carta. Succede a Città di Castello, dove dall’incontro fra due realtà artigiane del territorio nasce un progetto che unisce tradizione, creatività e manifattura: le prime scarpe tipografiche.

L’idea nasce dalla collaborazione fra la bottega artigiana Alverso, guidata dai maestri calzolai Andrea Mancini e Michele Ceccatini, e la storica Tipografia Grifani-Donati, attiva dal 1799 e considerata la più antica d’Europa ancora operativa.

La particolarità? La pelle delle calzature viene impressa con caratteri mobili originali utilizzando torchi storici, gli stessi che per oltre due secoli hanno stampato testi, inviti e opere pregiate. Ogni scarpa può così diventare un pezzo unico: un nome, una citazione, un segno distintivo o un riferimento al territorio.

Una lavorazione che mette insieme due mestieri antichi e apparentemente lontani – quello del calzolaio e quello del tipografo – trovando però un punto d’incontro nel lavoro fatto a mano e nella cura del dettaglio.

Nel centro storico tifernate, la Grifani-Donati continua ancora oggi la propria attività con Milos e Alberto Maria Ottaviani, ottava generazione della famiglia, affiancati dai genitori Giovanni e Adriana. Nel laboratorio sono ancora in funzione macchinari storici, dal torchio tipografico del 1864 alla macchina pianocilindrica del 1910, strumenti che oggi diventano parte anche di questo nuovo progetto.

Le calzature vengono invece realizzate nella sede di Lama di San Giustino, dove Andrea Mancini e Michele Ceccatini portano avanti il lavoro della bottega Alverso, nome dialettale scelto per richiamare le “cose fatte bene”.

«Il nostro compito oggi è custodire questo sapere e trasformarlo in qualcosa che continui a vivere», spiegano Milos e Alberto Maria Ottaviani, impegnati a personalizzare le prime calzature con caratteri che richiamano la storia e l’identità tifernate.

Una collaborazione che ha ricevuto anche il plauso del sindaco Luca Secondi e dell’assessore alla cultura Michela Botteghi, che parlano di «una bella storia di creatività, artigianato e passione capace di promuovere il territorio».

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Mathias Enard torna a Città di Castello: al Calibro Festival una delle voci più importanti della narrativa europea

CITTÀ DI CASTELLO – Uno degli appuntamenti più attesi del Calibro Festival porterà a Città di Castello uno scrittore tra i più apprezzati del panorama internazionale. Martedì 26 maggio alle ore 21, nella Sala degli Specchi di Palazzo Bufalini, arriverà infatti Mathias Enard, autore francese tradotto in oltre trenta lingue e vincitore del prestigioso Premio Goncourt.

L’incontro, dal titolo “Malinconia dei confini”, ruoterà attorno ai grandi temi che attraversano da sempre i suoi libri: le guerre, le identità, il Mediterraneo, il Medio Oriente e quei confini – geografici ma anche personali – che spesso segnano la vita delle persone.

Per il pubblico tifernate sarà anche un ritorno: Enard aveva già partecipato al festival nel 2019, lasciando un ricordo importante tra gli appassionati di letteratura. Stavolta al centro del confronto ci sarà “Disertare”, il suo ultimo romanzo pubblicato da Edizioni e/o, libro che ha riportato al centro della sua scrittura il tema della guerra e delle scelte individuali davanti alla violenza.

A dialogare con lui sarà Yasmina Melaouah, traduttrice e scrittrice, in un incontro che si annuncia come un viaggio dentro la letteratura ma anche dentro il presente, attraverso riflessioni che toccano temi ancora attualissimi.

Nato nel 1972, Mathias Enard si è formato in storia dell’arte all’École du Louvre e ha vissuto a lungo tra Barcellona e il Medio Oriente, esperienze che hanno influenzato profondamente la sua produzione letteraria. Tra le sue opere più note ci sono “Zona”, “Via dei ladri” e soprattutto “Bussola”, romanzo che nel 2015 gli è valso il Premio Goncourt e numerosi riconoscimenti internazionali.

L’iniziativa è promossa nell’ambito del Calibro Festival, con ingresso libero. Per informazioni è possibile scrivere all’indirizzo info.libriindc@gmail.com.

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Palpeggia una studentessa vicino alla stazione e poi si scaglia contro i Carabinieri: arrestato 78enne a Perugia

PERUGIA – Una ragazza che urla in strada, l’intervento dei Carabinieri e pochi minuti dopo un arresto. È successo nella zona di Fontivegge, dove un uomo di 78 anni, di origini irachene, residente a Perugia e con precedenti di polizia, è finito in manette con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale ed è stato denunciato per l’ipotesi di violenza sessuale.

I fatti sono avvenuti poco prima della mezzanotte durante un servizio di controllo del territorio svolto dai Carabinieri della Stazione di Perugia, insieme ai militari della Squadra di Intervento Operativo (SIO) dell’8° Reggimento “Lazio” di Roma, impegnati in attività di prevenzione nell’area della stazione ferroviaria di Fontivegge.

Secondo quanto riferito dall’Arma, i militari hanno sentito delle urla provenire da via della Ferrovia e si sono subito diretti sul posto. Qui hanno trovato una studentessa italiana di 25 anni, che ha raccontato ai Carabinieri di essere stata avvicinata poco prima, mentre camminava insieme alla sorella, da un uomo sconosciuto che l’avrebbe palpeggiata, rivolgendole anche frasi offensive e ingiuriose.

L’uomo è stato rintracciato poco distante. Durante il controllo, spiegano i militari, il 78enne avrebbe assunto un atteggiamento aggressivo e insofferente, iniziando a insultare anche i Carabinieri e tentando di strattonarli e colpirli al volto.

Bloccato senza conseguenze per le persone coinvolte, è stato accompagnato al Comando Provinciale di Perugia, dove i Carabinieri hanno raccolto la denuncia della giovane e ascoltato i testimoni presenti, ricostruendo quanto accaduto.

Al termine degli accertamenti è scattato l’arresto per resistenza a pubblico ufficiale, mentre per l’episodio denunciato dalla studentessa il 78enne è stato deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Perugia per l’ipotesi di violenza sessuale.

Nell’udienza successiva, il giudice del Tribunale di Perugia ha convalidato l’arresto disponendo nei suoi confronti la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

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I Vitelli continuano a riempire il palazzo: nuovo sold out per l’incontro dedicato a Sant’Egidio

CITTÀ DI CASTELLO – La storia dei Vitelli continua a fare centro. E ancora una volta la risposta della città non si è fatta attendere. Sala piena e nuovo sold out per il secondo appuntamento del ciclo dedicato alla signoria rinascimentale promosso dall’Associazione Palazzo Vitelli a Sant’Egidio, stavolta incentrato sul tema “Un progetto di famiglia. Palazzo Vitelli a Sant’Egidio”.

Il fascino del casato che ha segnato la storia di Città di Castello, il rapporto tra i Vitelli e la trasformazione della città, ma anche curiosità artistiche, architettoniche e culturali hanno richiamato numerosi cittadini, appassionati e rappresentanti delle istituzioni, confermando quanto questa pagina di storia continui ancora oggi a parlare alla comunità tifernate.

Ad aprire l’incontro è stato Marco Conti, consigliere dell’associazione e curatore del ciclo, che ha accompagnato il pubblico in una sorta di viaggio dentro la genealogia della famiglia, spiegando anche il ruolo dei diversi Palazzi Vitelli nel disegno urbano cittadino.

Poi spazio all’intervento della dottoressa Francesca Mavilla, funzionario archivista della Direzione regionale Musei nazionali dell’Umbria, che ha raccontato la nascita e l’evoluzione di Palazzo Vitelli a Sant’Egidio, fatto costruire dai fratelli Paolo e Chiappino Vitelli nella seconda metà del Cinquecento, sui terreni a est del centro storico.

Una residenza che non fu pensata soltanto come simbolo del potere della famiglia, ma anche come luogo di rappresentanza capace di raccontarne prestigio, ambizioni e relazioni culturali. Non a caso, per la realizzazione del palazzo furono coinvolti nomi di primo piano del Rinascimento italiano: da Bartolomeo Ammannati per la progettazione fino a maestri come Vasari, Circignani, Boscoli, Baglione, Samacchini e la Bottega degli Alberti per decorazioni e apparati artistici.

Molto apprezzata anche la visita guidata conclusiva all’interno del palazzo, che ha permesso ai partecipanti di osservare da vicino ambienti, dettagli decorativi e riferimenti alla storia della famiglia, tra passioni letterarie, collezionismo e perfino interessi botanici, in dialogo con le grandi corti di Firenze, Parma e Roma.

Il ciclo di incontri proseguirà nei prossimi mesi con nuovi appuntamenti, visite guidate e iniziative rivolte anche agli studenti delle scuole superiori, nel tentativo di avvicinare le nuove generazioni alla storia del territorio e del suo patrimonio artistico.

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Tra affreschi e simboli nascosti: alla Pinacoteca arriva “Arte in Fiore”

Tra affreschi e simboli nascosti: alla Pinacoteca arriva “Arte in Fiore”

CITTÀ DI CASTELLO – Fiori, piante e dettagli che spesso sfuggono a uno sguardo veloce, ma che nelle opere d’arte raccontano storie, simboli e significati profondi. È da qui che nasce “Arte in Fiore”, la visita guidata speciale organizzata da Poliedro Cultura in occasione dell’iniziativa “Fiori in città”, in programma sabato 23 maggio alle ore 16 a Palazzo Vitelli alla Cannoniera, sede della Pinacoteca Comunale di Città di Castello.

Non una semplice visita al museo, ma un percorso pensato per osservare le opere con occhi diversi, lasciandosi guidare tra affreschi, dettagli nascosti e richiami alla natura presenti nei grandi capolavori custoditi nelle sale della Pinacoteca.

Protagonisti del viaggio saranno i fiori e le piante dipinti nelle opere di artisti come Luca Signorelli, Ghirlandaio, Della Robbia e tanti altri maestri, elementi spesso secondari all’apparenza, ma capaci di raccontare epoche, simbologie religiose, tradizioni e perfino messaggi nascosti.

L’iniziativa si inserisce nel programma di valorizzazione dei musei cittadini e punta a far vivere gli spazi culturali in modo sempre più coinvolgente, rendendoli accessibili a un pubblico ampio e trasversale. L’idea è quella di trasformare la visita in un’esperienza diversa dal solito, dove arte e atmosfera primaverile si intrecciano in un racconto fatto di curiosità e bellezza.

La partecipazione alla visita è compresa nel biglietto di ingresso alla Pinacoteca.

L’appuntamento è fissato per sabato 23 maggio 2026 alle ore 16 a Palazzo Vitelli alla Cannoniera – Pinacoteca Comunale, in Largo Monsignor Giovanni Muzi a Città di Castello.

Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare Poliedro Cultura al numero 075 8520656, dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.

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San Giustino, l’11 luglio arriva il Gran Premio Altotevere Kids: ciclismo giovanile in notturna al Centro CONI

Una giornata dedicata ai più giovani, tra sport, divertimento e passione per le due ruote. Sabato 11 luglio 2026 il Centro CONI di San Giustino ospiterà il Gran Premio Altotevere Kids – Short Track, evento dedicato al ciclismo giovanile che porterà in pista bambini e ragazzi in una serata all’insegna dell’energia e dello sport.

L’iniziativa, organizzata nell’area del Centro CONI, si svolgerà in una suggestiva formula in notturna, trasformando il percorso in un vero spettacolo sotto le luci estive.

Il programma prenderà il via nel pomeriggio con un’importante occasione aperta a tutti. Dalle 14 alle 16, infatti, spazio al Bike Park aperto a tutti, pensato per permettere a bambini e ragazzi di avvicinarsi al mondo del fuoristrada e del ciclismo in sicurezza. Sarà possibile provare gratuitamente il percorso tecnico sotto la supervisione di istruttori e allenatori qualificati FCI, con prove libere del tracciato gara.

Dalle 20.30 scatterà invece il momento clou della giornata con il Gran Premio Altotevere Kids – Short Track Centro CONI San Giustino, gara regionale valida per il Trofeo Grifoflex ’26, riservata alle categorie MPC e Giovanissimi (G1-G6).

Il tracciato è stato progettato secondo gli standard CONI e FCI, con curve strette, rettilinei, dossi, cunette e cambi di terreno studiati per garantire sicurezza, crescita tecnica e divertimento ai giovani ciclisti.

L’evento sarà gratuito e durante la manifestazione sarà possibile usufruire degli stand gastronomici della Festa della Ranocchia, con prezzi convenzionati.

Una serata che unisce sport, aggregazione e promozione del ciclismo giovanile, offrendo ai ragazzi del territorio un’occasione per mettersi alla prova e vivere da protagonisti una disciplina sempre più amata.

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Frate Indovino va in stampa: il Calendario 2027 celebra i cantastorie tra memoria popolare e sfida alle fake news

Presentata l’ottantunesima edizione del celebre calendario, fresco del riconoscimento a patrimonio culturale nazionale. Un viaggio tra storia, informazione e illustrazioni sapienziali.

Città di Castello – Il Calendario di Frate Indovino si prepara a tornare nelle case di milioni di italiani con l’edizione 2027, segnando una svolta sorprendente nel suo percorso narrativo. Dopo i grandi temi religiosi degli ultimi anni, la nuova edizione sceglie una chiave più laica e affascinante: la figura del cantastorie.

Un tema che non interrompe la tradizione, ma si pone in perfetta continuità con il passato, come spiega Fr. Daniele Giglio:

“L’anno scorso abbiamo celebrato il centenario di San Francesco, che fu a tutti gli effetti un ‘giullare di Dio’ e un menestrello. Con il calendario 2027 abbiamo voluto riprendere questo concetto in chiave laica. Ogni mese

sarà accompagnato da brevi favole e storielle dal profondo contenuto sapienziale, magistralmente sviluppato nelle illustrazioni.”

Dalle piazze al giornalismo moderno

Il calendario propone un vero e proprio viaggio storico lungo i secoli: dalle corti dei re, dove nasce il menestrello, fino alle piazze del Novecento animate dai cantastorie siciliani. Figure, queste ultime, capaci di raccontare i fatti di cronaca nera e di anticipare, in qualche modo, il ruolo del giornalista moderno come diffusore di informazione. Un percorso evolutivo che si chiude nell’ultima pagina del calendario con una riflessione di strettissima attualità dedicata al giornalismo contemporaneo e al fenomeno delle fake news.

Un patrimonio nazionale stampato in Umbria

L’edizione numero 81 arriva a pochi giorni da un traguardo storico per Frate Indovino, recentemente riconosciuto come patrimonio culturale della nostra nazione e omaggiato con un francobollo celebrativo al Salone del Libro di Torino.

Un orgoglio non solo nazionale, ma anche locale, come ha sottolineato l’Assessore del Comune di Città di Castello, Botteghi:

“Il calendario di Frate Indovino abita le nostre case da ottant’anni, confermandosi una grande passione italiana. Come amministratore sono particolarmente orgogliosa del connubio culturale ed economico che vede le nostre aziende del territorio, Cartoedit e Petruzzi, lavorare sinergicamente alla realizzazione di questo straordinario progetto. A tutto lo staff va il nostro più sentito ringraziamento.”

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Nuovo Art Bonus per la Pinacoteca di Città di Castello: Comune e Lions Club Host insieme per recuperare due sale storiche

Presentato il nuovo Art Bonus per la Pinacoteca comunale: Comune e Lions Club Host di Città di Castello impegnati nel recupero di due sale del museo. Secondi e Botteghi: “società civile protagonista della valorizzazione culturale”. Caselli, Lions: “Un contributo concreto a tutela della nostra arte”

A poche settimane dalla conclusione dell’Art Bonus per la Pala di Santa Cecilia, amministrazione comunale di Città di Castello e Lions Club Città di Castello Host hanno presentato un nuovo progetto, “Art Bonus per le Sale XIV e XV della Pinacoteca”, già pubblicato nel portale del Ministero, che ha come obiettivo il restauro e l’apertura delle uniche due sale al momento non incluse nel percorso di visita del museo tifernate.

“La presentazione di questo nuovo progetto di Art Bonus è per l’amministrazione comunale di grande significato, in primo luogo perché consentirà di completare la visita della Pinacoteca con due ambienti di grande pregio artistico, ma parimenti perché inauguriamo una nuova collaborazione con un mecenate del territorio, il Lions Club Città di Castello Host, sul fronte della valorizzazione del nostro patrimonio culturale. La sensibilità verso i beni culturali sta aumentando e questo è un segnale di crescita del nostro capitale sociale e della nostra capacità di fare rete intorno ad interessi generali della città” hanno dichiarato il sindaco Luca Secondi e l’assessore alla Cultura Michela Botteghi, ringraziando il Lions Club Città di Castello Host per avere scelto la Pinacoteca per questo importante service.

“Il nostro club è da sempre impegnato nella promozione culturale” ha dichiarato il presidente del Lions Club Città di Castello Host Mara Caselli, sottolineando come “l’iniziativa di proporre il progetto nasce dalla volontà di contribuire concretamente alla tutela e alla valorizzazione dell’arte e della storia della città, attraverso lo strumento di Art Bonus, che consente il coinvolgimento di sponsor e sostenitori privati. Riteniamo che il valore di questo intervento risieda nella possibilità di restituire alla fruizione pubblica un segmento della Pinacoteca, che nella storia del museo non è mai stato aperto al pubblico, consentendo di conoscerne gli aspetti decorativi ed architettonici”.

Alla presentazione ha partecipato Alessandra Donati, responsabile di zona della Soprintendenza Archeologia Beni Culturali e Paesaggio dell’Umbria, che ha già esaminato il progetto e che seguirà questo intervento, che si aggiunge ad altri importanti progetti aperti con la Pinacoteca, non ultimo il restauro dello Stendardo, attualmente in mostra al Met di N.Y, nella grande esposizione dedicata a Raffaello e le operazioni di riallestimento collegate al ritorno, atteso per le prime settimane di luglio.

La Sala XIV e la Sala XV di piano terra, secondo la numerazione del Catalogo generale del museo, rivestono un’importanza artistica e storica notevole, in quanto tale integrazione consentirebbe di ripristinare l’originale collegamento del museo sia interno sia con la corte dell’attuale Galleria Bartoccini; dal punto di vista storico e scientifico inoltre le due Sale custodiscono importanti attestazioni nella parte decorativa raffigurante emblemi e stemmi di famiglia, collegati alle vicende della famiglia Vitelli e dei lori maggiori rappresentanti; in ultimo è importante collegarne la riapertura alla prossimità con la sala del bagno-stufa, rarissimo manufatto nell’edilizia rinascimentale, di cui la Sala XV è di fatto, nell’attuale percorso, una pertinenza.

Il ricorso ad Art Bonus come strumento di mecenatismo si è già rivelato una modalità efficace di sostegno e di partecipazione diffusa ad un’operazione di recupero, in occasione della mostra del Cinquecentenario di Raffaello, del recente restauro della Pala di Santa Cecilia con il sostegno dell’Università Telematica E Campus, del recupero degli Antichi Sigilli Tifernati, con il contributo di TifernArte. La scheda dell’intervento sul portale Art Bonus è pubblicata a questo link https://artbonus.gov.it/1075-pinacoteca-comunale.html. La raccolta è aperta a chiunque voglia partecipare a questo progetto di recupero.

Per informazioni: Servizio Cultura, tel. 075 8529606/612/613, email cultura@comune.cittadicastello.pg.it

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Giovane Danza Italiana fa tappa a Sansepolcro: due laboratori gratuiti al Teatro alla Misericordia

Tappa a Sansepolcro per le compagnie artistiche vincitrici del bando Giovane Danza Italiana: il collettivo formato da Yoy Performing Arts / IVONA e Tyche / Michele Ifigenia e il gruppo guidato dal coreografo Vittorio Pagani, in residenza creativa in città, terranno due laboratori gratuiti al Teatro alla Misericordia di Sansepolcro. Il primo, martedì 26 maggio, dalle ore 19:00 alle 21:00, è un workshop aperto a tutti/e per sperimentare le pratiche di movimento del collettivo nato dall’incontro di tre diverse compagnie – Yoy Performing Arts / IVONA / Tyche – caratterizzate da linguaggi artistici differenti, in dialogo tra loro. Il secondo, in programma mercoledì 3 giugno, dalle ore 19:00 alle 21:00, a cura di Vittorio Pagani, si rivolge a danzatori e allievi danzatori, ai quali verrà proposto un percorso di sperimentazione e immersione nel lavoro coreografico dell’artista, tra musica, parole e movimento.  

I due appuntamenti sono un’occasione preziosa per entrare in contatto con la creazione artistica di queste due compagnie; gli spettacoli in lavorazione – Your Tactile Identity di YoY Performing ArtsIVONA e Tyche/Michele Ifigenia, ed Echo Chambers. Un amore senza fine, di Vittorio Pagani saranno presentati a Kilowatt Festival 2026. 

Giovane Danza Italiana è un bando promosso dalle Associazioni Culturali CapoTrave/Kilowatt, Cantieri Danza e dalla Cooperativa Anghiari Dance Hub, con l’intento di selezionare due nuove opere coreografiche di artisti/e italiani/e under 35, da sostenere attraverso un contributo alla produzione, un programma di residenze artistiche e un tutoraggio di professionisti/e del settore. Il progetto è realizzato con i fondi dell’Otto per Mille dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai. 

Per iscriversi è necessario compilare il form: https://forms.gle/MhYgZVXT7utbghjo9

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Tra teatro e musica, Città di Castello accoglie il gran finale del Festival dei Cammini di Francesco

Dal 29 al 31 maggio il capoluogo tifernate ospiterà le tre serate conclusive dell’edizione 2026. Gli appuntamenti con I Terconauti, Ugo Dighero e Niccolò Fabi

Mentre il calendario del Festival dei Cammini di Francesco 2026 si prepara a vivere le ultime tappe nei luoghi più simbolici dell’Alta Valle del Tevere, lo staff della manifestazione è già al lavoro per il gran finale dell’edizione del decennale. Dopo un lungo percorso fatto di camminate, incontri, presentazioni, spettacoli e momenti di confronto, la rassegna chiuderà il proprio programma con tre serate consecutive a Città di CastelloDal 29 al 31 maggio, il capoluogo tifernate ospiterà tre appuntamenti molto diversi tra loro, capaci di tenere insieme teatro, racconto civile, spiritualità francescana e musica d’autore.

Ad aprire il ciclo di eventi sarà “Una storia di autismo normale”, spettacolo portato in scena da I Terconauti, in programma venerdì 29 maggio alle 21.30presso il Nuovo Cinema Castello. Il lavoro racconta, con ironia e intelligenza, il tema dell’autismo e della neurodiversità, trasformando una vicenda personale in un racconto teatrale capace di parlare a tutti. Sul palco, la storia di Damiano, che sogna di diventare cantante lirico, e del percorso condiviso con la sorella Margherita e Philipp: una narrazione che mette da parte pietismi e semplificazioni per aprire uno sguardo più consapevole sulla diversità, sui desideri e sulla possibilità di trovare la propria strada.

Biglietti disponibili al link: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-terconauti-una-storia-di-autismo-normale-1983243621058

Sabato 30 maggio, sempre al Nuovo Cinema Castello con inizio alle 21.30, sarà la volta di Ugo Dighero con “Lu Santo Jullare Francesco”, celebre testo di Dario Fo dedicato alla figura di Francesco d’Assisi. Attraverso la forza della tradizione giullaresca e del linguaggio teatrale, lo spettacolo restituisce un Francesco popolare, radicale, profondamente umano: un uomo capace di parlare ai poveri, agli esclusi, agli animali e alla natura, portando nel mondo un messaggio di fraternità e pace. In un’edizione costruita attorno al testamento umano e spirituale di Francesco, la serata con Dighero rappresenta uno dei passaggi più coerenti e attesi del programma.

Biglietti disponibili al link: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-ugo-dighero-lo-santo-jullare-1983244565884

A chiudere il weekend e la decima edizione del Festival sarà Niccolò Fabi, protagonista del concerto conclusivo in programma domenica 31 maggio alle ore 21.30 presso la suggestiva cornice del Parco di Palazzo Vitelli in Sant’Egidio. Il cantautore romano, tra le voci più autorevoli e riconoscibili della musica italiana degli ultimi decenni, porterà a Città di Castello una tappa del tour “Estate 2026”, con un concerto che attraverserà il suo repertorio storico e le canzoni più recenti. Una chiusura affidata alla musica e alla parola, nel segno di una sensibilità artistica che dialoga naturalmente con molti dei temi attraversati dal Festival.

Biglietti disponibili al link: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-niccolo-fabi-in-concerto-1983244971096

“Quella del 2026 è stata un’edizione molto impegnativa, ma anche particolarmente gratificante per la partecipazione che abbiamo registrato e per la qualità dei contenuti emersi nei diversi appuntamenti”, dichiara David Gori, presidente della Fondazione Progetto Valtiberina. “Rispetto ad altri anni abbiamo visto un coinvolgimento molto attivo del pubblico, spesso chiamato non solo ad ascoltare, ma anche a dialogare con gli ospiti e a portare domande, esperienze e riflessioni. Ora ci prepariamo a celebrare il nostro decennale con questa bella serie di eventi a Città di Castello, rivolgendo uno speciale ringraziamento all’amministrazione comunale per la preziosa collaborazione. Invitiamo i cittadini e tutto il pubblico del Festival a raggiungerci per un fine settimana che si annuncia ricco di emozioni”.

Le informazioni per partecipare

I biglietti per le tre serate sono disponibili online su Eventbrite al seguente link: https://www.eventbrite.it/cc/festival-dei-cammini-di-francesco-2026-4815606

Gli eventi di Città di Castello rappresentano gli unici appuntamenti del Festival con ingresso a pagamento. Tutte le altre iniziative distribuite nei sette fine settimana della manifestazione restano invece gratuite, con prenotazione obbligatoria attraverso il sito ufficiale: www.festivaldeicamminidifrancesco.it

Aggiornamenti e contenuti sull’edizione 2026 sono disponibili sui canali social ufficiali Facebook e Instagram@festivaldeicamminidifrancesco

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