Home Blog Page 54

Pallavolo serie A3: Altotevere sfida Belluno e la cabala: in palio la finale play-off

0

SAN GIUSTINO — Finita l’attesa, torna a parlare il campo. Sabato 25 aprile, alle ore 18, il palasport di San Giustino ospita il primo atto della semifinale play-off di Serie A3 Credem Banca tra ErmGroup Altotevere e Belluno. In palio c’è un posto nella finale che vale il pass per la corsa verso la A2, dove è già approdata Conad Reggio Emilia.

È la terza sfida stagionale tra le due squadre in meno di quattro mesi, ma i precedenti raccontano una storia tutta a favore dei veneti: sette vittorie su sette. Un dato che pesa, ma che non spaventa più di tanto i biancazzurri, arrivati fin qui con merito e in evidente crescita dopo le difficoltà vissute tra gennaio e febbraio. Il primo round non sarà decisivo — il ritorno è fissato per il 1° maggio alla VHV Arena — ma rappresenta uno snodo fondamentale per indirizzare la serie.

A fotografare lo spirito dello spogliatoio è lo schiacciatore Matteo Alpini: “C’è voglia di rivalsa, è inevitabile. Contro Belluno non abbiamo mai vinto, ma questo gruppo ha dimostrato di meritare il traguardo raggiunto. Siamo cresciuti molto e nei play-off lo abbiamo fatto vedere. Dobbiamo giocare liberi mentalmente, convinti dei nostri mezzi”.

Parole che raccontano una squadra più matura, consapevole di avere davanti un avversario di alto livello ma pronta a giocarsi le proprie carte senza timori. Belluno, del resto, resta una corazzata: il palleggiatore e capitano Marsili guida una formazione completa, con l’opposto Giannotti e il solido asse centrale Basso-Mozzato, mentre in banda si alternano qualità ed esperienza con Corrado e Loglisci.

In casa ErmGroup, il tecnico Bartolini dovrebbe affidarsi al collaudato 6+1: Biffi in regia opposto a Marzolla, Quarta e Compagnoni al centro, Alpini e Cappelletti in posto quattro, con Pochini e Chiella a dividersi i compiti di libero tra ricezione e difesa.

Oltre agli schemi e alla tecnica, servirà anche l’energia del pubblico. Il palasport è chiamato a fare la sua parte, trasformandosi in quel “settimo uomo” capace di spingere Altotevere oltre il tabù Belluno.

Dirigeranno l’incontro Giuseppe Resta di Soleto e Marta Mesiano di Bologna. Poi sarà solo campo, pallone e verità: la cabala può attendere, adesso conta solo vincere.

Commenti

Only Wine ed Extra Wine, quando il vino incontra la musica: tra sperimentazione e talento internazionale

CITTÀ DI CASTELLO — Non solo degustazioni, ma esperienze. La XIII edizione di Only Wine Festival, al via sabato 25 aprile alle ore 16 a Palazzo Vitelli a Sant’Egidio, si apre con una visione contemporanea del vino, capace di dialogare con musica, arte e innovazione. Al taglio del nastro saranno presenti, tra gli altri, l’assessore regionale Simona Meloni, il sindaco Luca Secondi e l’assessore Letizia Guerri, insieme a rappresentanti istituzionali e del settore.

Accanto al salone principale, il fuorisalone Extra Wine anima il centro storico con eventi che superano i confini tradizionali della degustazione. Tra gli appuntamenti più attesi c’è “Terroir” di SARC:O, performance immersiva che trasforma il vino in suono: attraverso sensori e interazioni, le caratteristiche del prodotto diventano paesaggi sonori, offrendo al pubblico un’esperienza multisensoriale in cui assaggio e ascolto si fondono. Un modo nuovo di interpretare il concetto di terroir, non più solo luogo ma vibrazione ed emozione.

Musica e vino si incontrano anche con la presenza dello special guest Roy Paci, artista eclettico della scena italiana, trombettista e produttore capace di fondere jazz, ska e sonorità mediterranee. Il suo legame diretto con il mondo agricolo e vitivinicolo rende la sua partecipazione ancora più significativa: dal taglio del nastro agli incontri con i produttori, sarà protagonista di un dialogo autentico tra culture ed esperienze.

Domenica 26 aprile, dalle ore 18 in piazza Matteotti, spazio invece alla tecnica con “The Wine Jokers”, in prima assoluta. Protagonisti Augusto e Alberto Gherardi, gemelli tifernati di 35 anni, oggi tra i volti più seguiti a livello internazionale nel mondo del vino. Attraverso il protocollo WSET guideranno il pubblico in una degustazione analitica, scomponendo struttura e caratteristiche dei vini in modo accessibile e coinvolgente.

Con un percorso professionale costruito tra Umbria, Svizzera e Regno Unito, esperienze nei più prestigiosi contesti dell’ospitalità — dal Four Seasons ai ristoranti stellati Michelin — e riconoscimenti come l’ingresso nella Top 100 Sommeliers UK e il premio “Excellence in Education” 2025, i fratelli Gherardi rappresentano un’eccellenza italiana nel mondo.

Only Wine ed Extra Wine si confermano così non solo eventi enologici, ma laboratori culturali aperti, dove il vino diventa linguaggio universale capace di unire territori, arti e nuove generazioni.

Commenti

Città di Castello capitale del gusto e della cultura: torna Only Wine, weekend di eventi diffusi

0

CITTÀ DI CASTELLO — Un intero fine settimana in cui vino, arte e cultura si intrecciano trasformando la città in un palcoscenico diffuso. Dal 25 al 27 aprile 2026 torna la XIII edizione di “Only Wine”, la mostra mercato dedicata ai giovani produttori e alle piccole cantine, ospitata nella suggestiva cornice di Palazzo Vitelli a Sant’Egidio e affiancata dal calendario parallelo di “Extra Wine”, che coinvolgerà il centro storico con appuntamenti pensati per un pubblico ampio e trasversale.

L’evento si inserisce in un programma cittadino particolarmente ricco. Sabato 25 aprile, in occasione dell’81° anniversario della Liberazione, spazio al tradizionale corteo istituzionale: partenza alle ore 10 da piazza Venanzio Gabriotti con il gonfalone del Comune e la Filarmonica “Giacomo Puccini”, quindi il raggiungimento del Monumento alla Resistenza Altotiberina per la deposizione della corona e gli interventi ufficiali. Un momento solenne che unisce memoria e partecipazione.

Domenica 26 aprile, alle 17, l’Auditorium San Giovanni Decollato ospiterà il concerto del duo Thybris, formato da Nhare Testi e Mohan Testi: un viaggio musicale tra arpa e violino che spazia dalla classica alle sonorità etno-world e celtiche. Ingresso libero fino a esaurimento posti.

Ampio spazio anche alle arti visive. Alla Pinacoteca Comunale prosegue fino al 14 giugno “IN/STANZE”, mostra immersiva che mette in dialogo linguaggi e generazioni attraverso pittura, fotografia e scultura. Il sistema museale cittadino propone inoltre le esposizioni dedicate al centenario di Nuvolo, la personale di Paolo Canevari, i lavori di Marco Baldicchi, l’atelier serigrafico su Corrado Cagli e l’installazione “Riverberi” di Valdi Spagnulo. A Palazzo del Podestà, infine, una mostra celebra i 225 anni della Filarmonica “G. Puccini” con un percorso fotografico nella storia musicale locale.

Tra le iniziative collaterali, domenica alle 17, anche “La comunità del filo”, laboratorio gratuito di tessitura per bambini dai 6 ai 10 anni, promosso nell’ambito del progetto “Territori Sensibili”.

Città di Castello si conferma così non solo sede di un evento enologico di rilievo nazionale, ma modello di proposta culturale integrata: un sistema capace di coinvolgere l’intera comunità e valorizzare il territorio attraverso un’offerta ampia, coordinata e di qualità.

Commenti

Mercoledì 29 aprile 2026 torna a riunirsi il Consiglio Comunale di Sansepolcro

Il Consiglio Comunale è convocato mercoledì 29 aprile 2026 alle ore 20:45, presso la Sala Consiliare di Palazzo delle Laudi, per discutere il seguente:Ordine del Giorno

  1. Comunicazioni del Presidente del Consiglio;Comunicazioni del Sindaco;Approvazione del rendiconto della gestione per l’esercizio 2025 ai sensi dell’art. 227 del D.Lgs. n. 267/00;Variante normativa per la conferma degli obiettivi ed attuazione delle aree di riqualificazione nelle more della redazione del piano operativo. Adozione ai sensi dell’art. 32 della L.R.T. 65/2014 e ss.mm.ii.;Atto ricognitivo finalizzato alla determinazione della compatibilità dei piani di lottizzazione TR26 “Pocaia” e TR30** “Trebbio” con la riforma del vincolo cimiteriale di cui al comma 911 della L.199/2025;Autorizzazione al trasferimento all’estero di Amministratore per “Frundsberg Festival” a Mindelheim (Germania);Autorizzazione al trasferimento all’estero di componente del Consiglio Comunale dei Giovani;Mozione presentata dal Gruppo Maggioranza ad oggetto “Revisione della disciplina sull’origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari”.


Commenti

Città di Castello, addio al cavaliere Silvano Ciani: protagonista della prima industrializzazione tifernate

A Città di Castello si spegne a 90 anni il cavaliere Silvano Ciani, figura di riferimento della prima fase di sviluppo industriale cittadino. Con la sua azienda, Utensileria Tiberina, ha contribuito in modo determinante alla crescita economica del territorio, lasciando un segno profondo in quella stagione di espansione che ha caratterizzato la città e la sua zona industriale.

Imprenditore capace e lungimirante, Ciani è stato protagonista di un’epoca in cui il tessuto produttivo locale ha conosciuto uno dei momenti più significativi della sua storia. Accanto all’impegno nel lavoro, si è distinto anche in ambito sportivo, legando il proprio nome al Città di Castello Calcio. Tra la metà degli anni ’70 e la metà degli anni ’80, durante la presidenza di Azelio Renzacci, ha ricoperto ruoli di primo piano fino a diventare vice-presidente e responsabile della prima squadra, svolgendo anche il ruolo di accompagnatore ufficiale.

Non meno importante il suo impegno nella vita associativa cittadina: è stato infatti socio del Rotary Club Città di Castello, contribuendo alle attività del sodalizio e alla crescita della comunità.

La notizia della scomparsa ha suscitato profondo cordoglio in tutta la città. Tra i messaggi di vicinanza, quelli del sindaco Luca Secondi e dell’assessore allo sport Riccardo Carletti, che hanno voluto ricordare il valore umano e professionale di Ciani.

Lascia la moglie Rossana, i figli Vinicio, Leonardo e Licia, insieme alle rispettive famiglie e agli adorati nipoti.

Le esequie si terranno domani pomeriggio alle ore 15 presso il Santuario della Madonna delle Grazie. Una comunità intera si stringe attorno alla famiglia per l’ultimo saluto a uno dei protagonisti della sua storia recente.

Commenti

Sansepolcro, al via la distribuzione dei sacchi per il porta a porta: tutte le informazioni utili

A Sansepolcro torna l’appuntamento annuale con la distribuzione dei sacchi per la raccolta domiciliare dei rifiuti. L’operazione interesserà le utenze del centro storico e dell’anello limitrofo, ormai al secondo anno di servizio, e si svolgerà da lunedì 4 maggio a giovedì 12 giugno.

Per ritirare il materiale sarà sufficiente recarsi agli uffici comunali negli orari indicati, presentando un documento di identità e il codice contribuente oppure il codice fiscale dell’intestatario della bolletta rifiuti. In caso di impossibilità, è possibile delegare un’altra persona con autorizzazione scritta.

La distribuzione avverrà presso:

  • URP (Ufficio Relazioni con il Pubblico): dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 13.00
  • Ufficio Ambiente: dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 12.30; martedì e giovedì anche dalle 15.30 alle 17.00

È importante ricordare che presso gli uffici comunali verranno consegnati esclusivamente i sacchi destinati alle utenze già attive nel secondo anno del servizio nelle aree indicate.

Diverso il discorso per i nuovi utenti (nuove iscrizioni, cambi di residenza o chi non ha ancora ritirato il kit completo): in questi casi sarà necessario rivolgersi al Centro di raccolta di Gricignano, aperto il lunedì, mercoledì, venerdì e sabato, dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 18.00.

Per ulteriori dettagli e aggiornamenti è possibile consultare il sito di Sei Toscana, utilizzare l’app Iren Ambiente o contattare il numero verde dedicato.

Un servizio ormai rodato, che punta a migliorare ulteriormente la gestione dei rifiuti e la qualità della raccolta differenziata sul territorio.



Commenti

Biagini: “Sanità pubblica più forte e servizi territoriali al centro”

Dal convegno regionale di Perugia l’appello a investire sugli ospedali di confine, ridurre il peso del privato e finanziare progetti di inclusione per le persone con disabilità

Rafforzare la sanità pubblica, ridurre le disuguaglianze territoriali e investire sui servizi di prossimità. È questa la linea indicata da Christian Biagini, intervenuto al convegno regionale promosso da “Umbria per la Sanità Pubblica”, in vista della definizione del nuovo Piano socio-sanitario regionale.

Al centro del suo intervento, l’attenzione agli ospedali situati nelle aree di confine, a partire da quello di Città di Castello. Una struttura che, ha sottolineato, ha recentemente ottenuto riconoscimenti a livello nazionale per l’elevata qualità delle cure e che negli ultimi anni si è dotata di tecnologie avanzate, diventando punto di riferimento non solo per il territorio altotiberino ma anche per cittadini provenienti dalle regioni limitrofe.

Accanto ai punti di forza, però, emergono criticità non trascurabili. “Negli ultimi anni – ha evidenziato – si sono perse alcune eccellenze nelle competenze mediche, mentre cresce la presenza delle strutture private, sempre più competitive sia sul piano tecnologico che su quello professionale”. Un contesto che, secondo Biagini, rischia di indebolire il sistema pubblico se non accompagnato da scelte strategiche chiare.

Da qui la proposta: investire con decisione sulla sanità pubblica, rafforzandola con personale qualificato e tecnologie adeguate, e allo stesso tempo contenere il trasferimento di risorse verso il privato. Fondamentale, inoltre, il potenziamento dei servizi territoriali e delle Case di comunità, con un ruolo centrale affidato ai medici di medicina generale e ai distretti, chiamati a gestire in modo più efficiente le liste d’attesa.

Tra i nodi da sciogliere, anche quello della rete informatica sanitaria, che secondo Biagini necessita di una revisione profonda per evitare inefficienze e spostamenti inutili dei pazienti all’interno della regione. “Serve un sistema integrato e funzionale, capace di semplificare davvero l’accesso alle cure”, ha aggiunto, richiamando anche l’importanza di un dialogo costante con le associazioni dei pazienti.

Non meno rilevante il tema dei servizi socio-sanitari. L’intervento ha posto l’accento sulla necessità di rilanciare consultori e servizi di salute mentale, soprattutto per intercettare e prevenire il disagio nelle fasce più giovani della popolazione. Parallelamente, Biagini ha ribadito l’urgenza di una reale integrazione tra sociale e sanitario.

Un passaggio chiave riguarda infine la disabilità. “Il nuovo Piano – ha concluso – dovrà prevedere risorse specifiche per sostenere percorsi di inclusione e progetti di vita personalizzati, costruiti a partire dai bisogni reali individuati nei tavoli territoriali”. Un modello già in fase di sperimentazione a Città di Castello, dove servizi sociali, istituzioni, associazioni e terzo settore stanno lavorando insieme per sviluppare interventi multidimensionali.

Una sfida complessa, ma decisiva per il futuro della sanità umbra.

Commenti

PieveClassica: il 29 aprile al Teatro Papini arriva il Rossini Brass Ensemble

PieveClassica si avvia verso la conclusione della stagione 2026, ma continua a proporre appuntamenti di grande qualità e a guardare già con slancio alla programmazione del 2027. Mercoledì 29 aprile, al Teatro Giovanni Papini di Pieve Santo Stefano, sarà protagonista il Rossini Brass Ensemble, formazione cameristica dell’Orchestra Sinfonica G. Rossini di Pesaro, una delle realtà più vivaci e riconosciute del panorama musicale nazionale.L’Orchestra Rossini ha recentemente presentato questa formazione di ottoni, arricchita da una percussione, in un programma ricco e variegato accolto con grande entusiasmo. A PieveClassica saranno nove professori d’orchestra a proporre un percorso musicale brillante e coinvolgente, costruito su pagine note al grande pubblico e su arrangiamenti originali capaci di valorizzare la potenza, la duttilità e il colore degli ottoni. L’iniziativa rientra nel progetto di valorizzazione delle formazioni cameristiche dell’Orchestra Sinfonica G. Rossini, offrendo al pubblico l’occasione di riscoprire brani celebri attraverso nuove sonorità e interpretazioni che dialogano direttamente con la platea.«PieveClassica è una rassegna che vive del rapporto con il suo pubblico. Ogni concerto è un incontro, un’occasione per condividere bellezza e per far crescere una comunità attorno alla musica. Il Rossini Brass Ensemble porta energia, qualità e un repertorio capace di parlare a tutti: è un invito a esserci, a partecipare, a sentirsi parte di questo percorso.»

Mentre la stagione 2026 si avvia alla conclusione, PieveClassica è già in fermento per il 2027, con nuove collaborazioni, giovani talenti e progetti speciali. Il concerto del Rossini Brass Ensemble rappresenta un’occasione preziosa per vivere da vicino la qualità della rassegna e per sostenere un percorso culturale che cresce anno dopo anno grazie alla partecipazione del pubblico.Teatro G. Papini – Pieve Santo Stefano
Mercoledì 29 aprile, ore 21.15
Biglietti Rossini Brass Ensemble – Pieve Santo Stefano – Teatro Comunale Giovanni Papini – 29/04/2026 – TicketSms  


Commenti

25 Aprile, Corbucci (PD): “Nostro impegno è diffondere cultura di pace non solo a parole, ma con scelte concrete”

Il frutto del 25 aprile è la Costituzione. E la Resistenza è l’atto di nascita della nostra democrazia, perché segna il riscatto morale e civile di un popolo che, nella Resistenza, espresse la forza e la capacità di affermare i valori di libertà, giustizia, pace, democrazia. Oggi questi principi sono scolpiti nella Costituzione.

“Se volete andare in pellegrinaggio, nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati, dovunque è morto un italiano, per riscattare la libertà e la dignità: andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione”.

È Piero Calamandrei che rivolge queste parole a un gruppo di giovani studenti, a Milano, nel 1955.

Perchè c’è una domanda che il 25 aprile ci rivolge ogni anno: cosa facciamo, oggi, della libertà che altri hanno conquistato al nostro posto? Ci dobbiamo ricordare da dove veniamo, e assumere quella memoria come impegno vivo nel presente. Oggi quei valori sono nuovamente sotto pressione, in forme diverse da quelle di ottant’anni fa ma non meno reali.

Libertà e pace non sono elementi o fatti acquisiti una volta per tutte, ma beni fragili che vanno protetti ogni giorno. Condivido, con voi, le parole del presidente Mattarella: “In molte, troppe parti del mondo, uomini, donne e bambini vivono contesti di guerra, spesso sotto il giogo di regimi autoritari, privati dei diritti fondamentali, della libertà di espressione, della possibilità di scegliere il proprio destino.

Sono scenari scandalosi, in cui la dignità umana viene calpestata, in cui la violenza di guerre ingiustificabili colpisce indiscriminatamente le popolazioni civili, in cui il diritto internazionale viene apertamente violato e il diritto umanitario disatteso”.

Il nostro preciso impegno oggi è contribuire a diffondere una cultura di pace non solo a parole, ma con scelte sostanziali, concrete. Con umiltà e determinazione.

Per Umbertide il 25 aprile è una data dalla doppia ricorrenza, che ricorda l’anniversario della Liberazione dell’Italia dall’occupazione nazi-fascista ma anche il bombardamento che il 25 aprile del 1944 rase al suolo Borgo San Giovanni, causando 70 morti. L’Umbria, e Umbertide, ha dato un contributo fondamentale nella lotta di liberazione dal fascismo e dal nazismo. Ed ha pagato un tributo altissimo in termini di vite umane. E gli umbri e gli umbertidesi di allora hanno scritto una bellissima pagina di storia, alta e nobile. Ecco dunque il senso della festa del 25 Aprile: un’occasione di memoria, ma anche di lotta. È fondamentale, infatti, conoscere i fascismi di allora, per combattere quelli di oggi.

Viva la libertà, viva la Repubblica. Buon 25 Aprile a tutti

Filippo Corbucci
Consigliere comunale e Segretario comunale PD Umbertide

Commenti

Sanità regionale e lascito Mariani, Azione: “Servono trasparenza e responsabilità”

CITTA’ DI CASTELLO — Trasparenza, condivisione e attenzione ai territori: sono queste le parole chiave con cui Azione interviene nel dibattito sul nuovo Piano sanitario regionale dell’Umbria. Un tema centrale, sottolinea il partito, perché riguarda direttamente la qualità della vita dei cittadini e l’equilibrio dei servizi sul territorio.

Nel documento firmato dalla presidente provinciale Luciana Bassini e dal responsabile Altotevere Vincenzo Tofanelli, emerge una linea chiara: ogni riforma della sanità deve partire da principi solidi come equità di accesso, efficienza e tutela delle aree più fragili, evitando squilibri tra centri urbani e zone interne.

Azione chiede quindi alla Regione di rendere pubbliche e comprensibili le linee guida del piano, aprendo un confronto reale con amministratori locali, operatori sanitari e cittadini. «La sanità — si legge — non può essere oggetto di scelte opache o calate dall’alto, ma deve nascere da una visione condivisa».

Al centro dell’attenzione anche il tema del lascito Mariani, considerato una risorsa strategica ma allo stesso tempo una grande responsabilità. Per Azione è fondamentale che questi fondi vengano utilizzati nel pieno rispetto delle volontà originarie, con l’obiettivo di rafforzare concretamente l’offerta sanitaria territoriale.

Da qui una serie di richieste precise: chiarezza sui criteri di allocazione delle risorse, garanzie sulla destinazione vincolata a progetti sanitari realmente efficaci, monitoraggio pubblico e continuo sull’utilizzo dei fondi e un confronto costante con le comunità coinvolte.

L’obiettivo, conclude Azione, è evitare dispersioni e assicurare che il lascito Mariani diventi una leva concreta di sviluppo per il sistema sanitario umbro. Il partito annuncia infine che continuerà a seguire con attenzione l’evoluzione del Piano sanitario regionale, affinché risponda davvero ai bisogni dei cittadini.

Commenti

Circolo del Libro, al via la III edizione: presentato “A domani ragazzi” di Giovanni Pannacci

Nell’ambito dell’iniziativa Circolo del Libro – III Edizione 2026 promossa dal Circolo Tifernate Accademia degli Illuminati in collaborazione con il Comune di Città di Castello – Assessorato alle Politiche culturali si è tenuto giovedì 23 aprile alle ore 21.00 nelle Sale del Circolo il primo appuntamento, con la presentazione del libro “A domani ragazzi”, Fernandel, 2025, di Giovanni Pannacci. A portare i saluti il Vice Presidente del Circolo Tifernate Avv. Pietro Paolieri, che ha ringraziato tutti i presenti per continuare a seguire gli eventi culturali promossi dal Circolo che hanno come scopo la condivisione di argomenti in grado di creare momenti di riflessione e dialogo. Ha ringraziato anche il Comune di Città di Castello nella persona dell’Assessore alle politiche culturali Michela Botteghi. Riparte il format relativo alla presentazione di romanzi giunto alla sua terza edizione che vede protagonista il tifernate Giovanni Pannacci. Presenti in sala anche il consigliere Marco Carbini e numerosi soci, le conclusioni dell’evento affidate al Presidente Gregorio Anastasi. La parola è passata alla curatrice la dott.ssa Catia Cecchetti che ha ringraziato l’autore per aver voluto presentare questa sua ultima fatica letteraria proprio al Circolo ricordando come la penultima “Noi siamo qui” (Fernandel 2021), ha preso parte alla scorsa edizione riscuotendo particolare interesse. La novità importante in questa prima presentazione è il coinvolgimento delle scuole del territorio e presenti in sala gli studenti e i professori del Liceo statale “Plinio il Giovane “ di Città di Castello. Un sentito ringraziamento alla dirigente prof. Marta Boriosi e alla prof. Federica Gildoni, presente in sala, che hanno coinvolto in questo progetto gli studenti dell 3 e 4 AS e AC, due ragazzi hanno letto alcuni brani del romanzo insieme al poeta e artista tifernate Elio Mariucci. Il mondo della scuola e quello dei giovani, le loro problematiche scolastiche e adolescenziali sono al centro di questo romanzo: la partecipazione a questa serata – precisa Cecchetti – da parte dei liceali e dei loro insegnati è un segnale importante di sensibilità e attenzione al mondo giovanile oggi così vulnerabile. Cecchetti prima di dare la parola alla giornalista Sara Scarabottini ha ricordato il percorso di formazione di Giovanni Pannacci: tifernate, ha frequentato il liceo classico “Plinio il Giovane” e poi si è trasferito a Perugia, dove si è laureato in lettere. Attualmente vive a Rimini e insegna filosofia e storia in un liceo scientifico. In passato è stato conduttore radiofonico e ha scritto per il teatro, la pubblicità e il web. Come autore ha pubblicato i romanzi “La canzone del bambino scomparso” (Perrone 2012), “L’ultima menzogna” (Fernandel 2016), “La donna che vedi” (Fernandel 2019), “Noi siamo qui” (Fernandel 2021) ), di cui “A domani, ragazzi” 2025, rappresenta l’ideale continuazione. Ha inoltre curato varie antologie e suoi racconti sono presenti in numerose raccolte. È autore e conduttore dei podcast “L’appartamento” e “Mangialibri Podcast”. Sara Scarabottini prima di iniziare il dialogo con l’autore Giovanni Pannacci ha portato i saluti dell’assessore Botteghi che sostiene l’iniziativa ringraziando il Circolo per l’impegno profuso nella divulgazione della cultura. Scarabottini introdotto il tema del romanzo di Pannacci, il romanzo che intreccia le storie di un gruppo di studenti e di un’insegnante fuori dagli schemi, Cristina Crespi, capace di trasformare la letteratura in un atto politico, esistenziale e profondamente umano. Ed ecco la trama: al liceo Calvino, sei ragazzi affrontano l’adolescenza tra interrogazioni, amicizie complicate e desiderio di cambiamento. Elias, Lisa, Gemma, Matei, Paula e Javier si trovano al centro di una protesta scolastica che non parte da uno slogan, ma da un bisogno: essere ascoltati. La loro performance — una combinazione di linguaggi artistici e parole tratte dai libri — esplode in rete, diventa virale e mette in crisi il sistema autoritario incarnato dalla preside Squagliani. Ma dietro l’eco mediatica, restano i corpi, le emozioni, le relazioni che si trasformano. Mentre gli adulti si dividono tra chi condanna e chi accompagna, i protagonisti scoprono che ogni rivoluzione ha un prezzo. E che la libertà non è un obiettivo raggiunto una volta per tutte, ma qualcosa che si costruisce ogni giorno. A domani ragazzi è un racconto corale che offre veri e propri percorsi di riflessione letteraria e spunti didattici immediatamente spendibili in classe, dove i ragazzi e le ragazze si confrontano con alcuni grandi classici: Franz Kafka, Il processo e La metamorfosi, Haruki Murakami, Norwegian Wood, Hermann Melville, Moby Dick, George Orwell, 1984 e • Harper Lee, Il buio oltre la siepe.Il libro, dichiara Pannacci, attraversa i conflitti, le fragilità e le speranze dell’adolescenza, ponendo al centro il valore della parola, della memoria e del dissenso; racconta con voce autentica e coinvolgente la scuola vista non solo come istituzione, ma come luogo di formazione civile e affettiva. La giornalista precisa come in un momento in cui il dibattito sulla scuola è molto acceso e la didattica rischia di essere ridotta a performance e burocrazia, questo lavoro restituisce spazio all’ascolto, al coraggio e alla possibilità di immaginare un mondo più giusto, a partire dai corridoi di un liceo. Il libro aggiunge l’autore vuole parlare in modo diretto a studenti e insegnanti, favorendo riflessione e dialogo intergenerazionale. Scarabottini aggiunge che il romanzo è stato selezionato da diverse scuole italiane come testo di lettura per laboratori didattici, percorsi di educazione civica, orientamento e lettura consapevole . Uno strumento pertanto importante che grazie al suo stile asciutto e vibrante, da intendersi insieme romanzo di formazione e racconto collettivo, capace di restituire dignità e complessità all’esperienza scolastica di oggi. Una bella atmosfera in sala ha acceso il pensiero critico di alunni ed insegnanti e del pubblico che ha interagito alla fine con varie domande. Il prossimo appuntamento si terrà giovedì 30 aprile sempre alle ore 21.00, con Lorenzo Salcerini“Erre”, Bookabook, 2025 Presentazione di Francesco Algeri Rignanese e Mattia Bacchetta Letture di Andrea Roselletti.

Commenti

Unitre Città di Castello: verso la chiusura dell’Anno Accademico 2025-2026 con lezioni, teatro e tradizioni

CITTÀ DI CASTELLO – Si avvicina alle battute finali l’Anno Accademico 2025-2026 dell’Unitre di Città di Castello Aps. Anche la prossima settimana l’associazione propone un calendario di appuntamenti aperti ai soci.Si parte lunedì 27 aprile con tre corsi: alle ore 9 Tai chi con il docente Giorgio Maderna, alle 10.30 Disegno e pittura con Sergio Bianchini e alle 15.30 il Club della lettura curato da Teresa Gambuli. Mercoledì 29 aprile, alle 20.30, è in programma il Laboratorio teatrale tenuto da Daniele Biagini.Giovedì 30 aprile alle ore 16 si terrà la “Lezione del giovedì”: relatori Augusto Tocci e Tommaso Bigi interverranno sul tema _“Come eravamo – Museo delle Tradizioni Popolari di Garavelle”_.Intanto l’Unitre guarda già ai prossimi mesi. Sul sito dell’associazione è disponibile il programma dei quattro soggiorni organizzati da giugno a ottobre 2026. Per informazioni e iscrizioni è possibile consultare il sito ufficiale dell’Unitre di Città di Castello Aps.

Commenti

Truffa a 83enne a Cesena: i Carabinieri bloccano il 34enne a Todi e recuperano gioielli per 15mila euro

0

TODI – Truffa ai danni di un’anziana 83enne a Cesena, ma i Carabinieri intercettano il responsabile a Todi e recuperano l’intera refurtiva.I Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Todi hanno arrestato in flagranza di reato un 34enne di origini campane, ritenuto responsabile di truffa aggravata.L’uomo si era presentato a casa della vittima a Cesena qualificandosi come operatore delle Forze dell’ordine. Con artifizi e raggiri, ha prospettato una falsa problematica giudiziaria a carico della figlia dell’anziana, riuscendo a farsi consegnare monili in oro per un valore di circa 15.000 euro. Subito dopo si è dato alla fuga verso sud lungo la E45.Le indagini tempestive e il raccordo operativo tra i reparti dell’Arma, in particolare con il Comando Provinciale di Forlì-Cesena, hanno permesso di localizzare l’auto a noleggio utilizzata dall’uomo. I militari l’hanno fermata in sicurezza sulla SS 3bis, a Todi.Il 34enne è stato dichiarato in stato di arresto e associato alla Casa di Reclusione di Spoleto. All’esito dell’udienza di convalida, il Giudice del Tribunale di Spoleto ha disposto nei suoi confronti la misura dell’obbligo di dimora nel comune di Napoli.L’intera refurtiva è stata recuperata e già restituita alla legittima proprietaria. La persona sottoposta a indagini si presume innocente.

Commenti

Scoperta raffineria di cocaina a Foligno: tre arresti. Sequestrati 7,4 kg di droga e laboratorio clandestino

0

FOLIGNO – Una vera e propria raffineria di cocaina è stata scoperta il 22 aprile scorso dal ROS, con il supporto del Comando Provinciale Carabinieri di Perugia e della Compagnia di Foligno, all’interno di una villa di Foligno. Nel corso di una perquisizione personale e locale, i militari hanno tratto in arresto tre cittadini stranieri per produzione, raffinazione e detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti: un uomo e una donna rumeni di 27 e 47 anni e un colombiano 44enne.In una stanza dell’abitazione era stato allestito un laboratorio artigianale e clandestino per la trasformazione della pasta di coca grezza in cocaina cloridrato. Sequestrati circa 7,4 kg lordi di cocaina, tra sostanza già lavorata e pasta grezza, solventi chimici, attrezzature per la raffinazione e una pressa idraulica per realizzare panetti da 1 kg con impresso il logo “B”. Rinvenuti anche grossi recipienti in plastica con miscela di solvente e cocaina ancora in soluzione.Sequestrati anche i cellulari degli arrestati e varia documentazione, tra cui due manoscritti in spagnolo e in italiano con le procedure dettagliate per l’estrazione e la lavorazione della cocaina.Al momento dell’irruzione, la donna rumena ha opposto resistenza puntando una pistola contro gli operanti, poi rivelatasi a salve e priva di tappo rosso. È stata neutralizzata senza conseguenze.Il rinvenimento di una raffineria per l’estrazione e la lavorazione della pasta di cocaina rappresenta un unicum per l’Umbria e un evento raro anche a livello nazionale.Ultimate le operazioni, i tre sono stati arrestati e associati alle strutture carcerarie di Spoleto e Perugia Capanne, a disposizione della Procura della Repubblica di Spoleto. Le persone sottoposte a indagini si presumono innocenti.

Commenti

FI Giovani Umbria a Nettuno per il 25 Aprile: memoria e valori al centro

Perugia, 24 aprile 2026 — Anche Forza Italia Giovani Umbria sarà presente alle celebrazioni del 25 Aprile al cimitero americano di Nettuno. Domani, sabato 25 aprile alle ore 15, una delegazione guidata da Edoardo Gentili, responsabile nazionale enti locali del movimento e consigliere comunale di Perugia, prenderà parte alla visita promossa dalla segreteria nazionale dei giovani azzurri.

Insieme a oltre cento ragazzi provenienti da tutta Italia, e guidati dal segretario nazionale Simone Leoni, i giovani umbri renderanno omaggio ai soldati statunitensi caduti durante la Seconda guerra mondiale, il cui sacrificio contribuì alla liberazione dell’Italia dal nazifascismo.

«La nostra presenza — spiegano i rappresentanti umbri — vuole essere un segno concreto di impegno nella custodia della memoria storica. Il 25 Aprile è un momento di riflessione e riconoscenza verso chi ha reso possibile il nostro presente di libertà e democrazia».

Un messaggio che si inserisce nel solco tracciato da Silvio Berlusconi, che più volte ha richiamato l’importanza di non dimenticare il sacrificio dei giovani soldati americani. Un’eredità morale che le nuove generazioni intendono portare avanti con consapevolezza.

Intanto oggi, venerdì 24 aprile, il segretario regionale Edoardo Pannacci guiderà una delegazione umbra alla manifestazione nazionale di Forza Italia per il 50° anniversario del Partito Popolare Europeo, in programma alle ore 15 al Salone delle Fontane di Roma.

«Un appuntamento di alto profilo politico e programmatico — sottolinea Pannacci — che celebra mezzo secolo della più grande famiglia politica europea e rilancia la sua missione: difendere la libertà, affermare la centralità della persona e rafforzare l’Unione europea come spazio di pace, stabilità e prosperità».

Commenti

Un piano socio-sanitario costruito dal basso

Il Partito Democratico tifernate rilancia: ascolto, territori e bisogni reali al centro

CITTÀ DI CASTELLO — Il futuro della sanità umbra passa da qui: dal territorio, dall’ascolto e da un metodo partecipativo che coinvolga davvero le comunità. È questo il messaggio che arriva dal Partito Democratico tifernate, riunito nei giorni scorsi per fare il punto sul nuovo Piano Socio-Sanitario Regionale, considerato un passaggio decisivo per l’Umbria e per l’Alta Valle del Tevere.

All’incontro hanno preso parte il segretario comunale Michele Ceccagnoli, il sindaco Luca Secondi, insieme ad amministratori, consiglieri comunali ed esponenti del partito. Dal confronto è emersa una linea chiara: il nuovo Piano dovrà nascere da un percorso strutturato e inclusivo, capace di valorizzare le esperienze locali e di intercettare i bisogni reali delle persone.

Nel suo intervento, Ceccagnoli ha richiamato il lavoro già avviato con i livelli regionali del partito, dove — ha sottolineato — è stata riconosciuta la centralità della partecipazione. Ora, però, si tratta di trasformare questo principio in un percorso concreto, aperto a enti locali, operatori sanitari, Terzo Settore, associazioni e cittadini.

Il Piano, atteso da tempo, dovrà offrire una visione chiara della sanità umbra, alla luce dei profondi cambiamenti nei bisogni di salute. In questo contesto, la sanità territoriale e di prossimità viene indicata come uno dei pilastri fondamentali, insieme a una maggiore integrazione tra ambito sanitario e sociale.

Il Partito Democratico di Città di Castello si propone quindi come soggetto attivo nel dibattito, con l’obiettivo di contribuire alla costruzione di un Piano condiviso, capace di rafforzare il sistema pubblico e dare risposte concrete ai cittadini.

Durante la riunione è stato affrontato anche il tema del Lascito Mariani, definito una risorsa di grande valore per la comunità tifernate e per il sistema sociosanitario locale. I partecipanti hanno ribadito la necessità di un utilizzo trasparente e coerente con le volontà delle sorelle Mariani, indirizzando le risorse verso interventi capaci di produrre benefici concreti e duraturi.

Tra le priorità, il recupero completo dell’ex ospedale, indicato come obiettivo concreto e raggiungibile, anche attraverso l’integrazione con le risorse già stanziate a livello regionale. Una sfida che richiede, secondo il PD, una visione strategica complessiva, legata al futuro del nosocomio tifernate e allo sviluppo della medicina territoriale.

In questo quadro, viene ritenuto fondamentale il ruolo di ASL 1 Umbria e della Regione Umbria, chiamate a sostenere il percorso con risorse e impegni concreti, come già avvenuto in altri territori.

Il PD tifernate sottolinea infine come questa possa diventare un’occasione concreta di buona amministrazione, a condizione che venga gestita con responsabilità e visione. Da qui la richiesta all’amministrazione comunale di monitorare con attenzione cronoprogramma e impegni finanziari, a tutela della comunità e del sistema sanitario territoriale.

Commenti

Foligno, eccellenza nella cura dell’emicrania: l’ospedale ottiene l’accreditamento SISC

0

FOLIGNO – Un importante traguardo per la sanità territoriale e un riconoscimento d’eccellenza per l’assistenza ai pazienti.

L’ambulatorio cefalee dell’ospedale di Foligno ha infatti ottenuto l’accreditamento ufficiale come Centro Cefalee da parte della SISC, Società Italiana per lo Studio delle Cefalee.

La SISC rappresenta il principale punto di riferimento scientifico nazionale per la diagnosi e la terapia delle patologie cefalalgiche.

“L’ottenimento di questo marchio di qualità – spiega il direttore del dipartimento di Riabilitazione della Usl Umbria 2 dott. Mauro Zampolini – certifica l’elevato standard dei percorsi clinico-assistenziali offerti dalla struttura umbra, confermando la competenza del personale sanitario e l’adozione di protocolli diagnostico-terapeutici costantemente aggiornati in base alle più recenti evidenze scientifiche internazionali”.

I criteri dell’eccellenza

L’accreditamento SISC non è un semplice atto formale ma il risultato di una rigorosa valutazione che premia le strutture capaci di garantire specializzazione e resenza di personale medico con formazione specifica nel trattamento delle cefalee; tecnologia con utilizzo di strumentazioni diagnostiche di ultima generazione; ricerca, Formazione e multidisciplinarità per una presa in carico globale del paziente che integra diverse competenze cliniche.



Un punto di riferimento per il territorio

Il Centro Cefalee di Foligno si consolida così come hub di riferimento per la gestione delle forme più diffuse e invalidanti di mal di testa, tra cui l’emicrania, la cefalea tensiva e le cefalee croniche. L’approccio del Centro mira a superare la gestione del sintomo, offrendo percorsi terapeutici personalizzati e innovativi volti a restituire qualità di vita ai pazienti.

“Questo riconoscimento – afferma la responsabile dott.ssa Laura Bernetti – è il frutto di un impegno corale e costante nella cura di una patologia che, seppur spesso sottovalutata, ha un impatto sociale e personale altissimo. Il nostro obiettivo resta quello di abbattere le barriere d’accesso alle cure e garantire ai nostri pazienti standard assistenziali ai massimi livelli nazionali”.

Commenti

Altotevere, Bartolini sfida Belluno: “Non siamo appagati, vogliamo vincere”

“Va bene divertirsi, ma abbiamo il dovere di giocare la nostra migliore pallavolo. Se poi non dovesse bastare, faremo i complimenti agli avversari”, dice il coach biancazzurro

Il pomeriggio di sabato 25 aprile si avvicina sempre più per la ErmGroup Altotevere, che alle 18 giocherà fra le mura amiche del palasport di San Giustino con l’obiettivo di rompere il sortilegio Belluno nell’andata della semifinale dei play-off del campionato di Serie A3 Credem Banca. Squadra concentrata ma con il sorriso: questa l’atmosfera che emerge a chiare note sul taraflex, dove la squadra sostiene gli allenamenti quotidiani mirati a studiare i punti deboli dell’avversaria (ammesso che questa li abbia) e a cercare semmai un tipo di gioco che possa far lavorare di più Marsili e compagni. “Penso che Belluno conosca noi come noi conosciamo Belluno – afferma il tecnico biancazzurro Marco Bartolini – e quindi non esistono strategie a sorpresa, perché si tratterebbe di inventare un gioco diverso dal nostro. Gare del genere si affrontano non solo con la tecnica ma anche con tanto carattere: bisogna sfruttare il fattore campo e tenere un atteggiamento un po’ spregiudicato. Rispetto alle partite precedenti, possiamo cambiare qualcosa – questo sì – e quindi cercheremo di farci trovare pronti per contrastare il loro gioco. Sappemo bene che Belluno è organizzata a dovere per il salto di categoria e non lo dico per mettere pressione ai nostri avversari: è semplicemente la verità e non temo smentite. Si presenteranno determinati, con atleti che hanno giocato e vinto partite dei play-off. Noi dobbiamo far tesoro della lezione dello scorso anno: in questo momento si azzera tutto e, se vogliamo dare una sterzata alla serie, dobbiamo uscire dal nostro impianto senza il rammarico di non averci provato, quindi ritengo che saranno molto importanti l’approccio con la partita, la serenità e anche l’efficacia della nostra battuta”. D’altronde, il servizio dai nove metri sta diventando uno dei fondamentali chiave nella pallavolo attuale: “Più si sale di livello – fa notare Bartolini – e più ce ne rendiamo conto: lo insegnano anche SuperLega e A2 che spesso le squadre vincono i set spaccandoli in battuta e realizzando break che poi risultano decisivi. Serve quindi una carica agonistica forte assieme alla tecnica in vista di sabato”. Ma Belluno può contare su altro significativo fondamentale: il muro. “In effetti – parla ancora il tecnico – è fortissima in contrattacco, trattandosi di una fra le formazioni più organizzate nella correlazione muro-difesa. I loro giocatori sono dotati di tecnica e fisicità, quindi bisogna evitare di diventare prigionieri del loro muro: non sempre è necessaria la soluzione di potenza, in quanto potremmo rimanere intrappolati e allora dovremo giocare la nostra pallavolo quando la palla ce lo consente, altrimenti rallentare quando invece c’è da attendere e da ricostruire con il nostro muro e la nostra difesa”. La chiosa finale di Bartolini è un invito per tutti, sportivi compresi: “Avere la mente sgombera va bene, ma vorrei ricordare che siamo arrivati a questo punto per nostri meriti e non ci sentiamo appagati. Dovremo perciò continuare a insistere e a onorare il nostro campionato mettendo in mostra la migliore pallavolo. Se poi tutto ciò non dovesse bastare, vorrà dire che stringeremo la mano a Belluno e ce ne andremo in vacanza. Ogni partita è di fatto una finale: ho detto ai ragazzi di non pensare alla gara di ritorno, ma a quella che ci attende ora e di considerarla come se fosse l’ultima. Divertirsi è giusto, purchè non ci si limiti alla soddisfazione per il traguardo raggiunto: l’appetito vien mangiando – si dice – e allora dobbiamo sederci a tavola e mangiare il più possibile”.  

Commenti