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Città di Castello, Gina Prosperi compie 100 anni: una vita in volo tra sacrifici, viaggi e amore per la famiglia

Cent’anni e uno sguardo ancora rivolto al cielo. È una storia fatta di coraggio, sacrifici e sogni che continuano a brillare quella di Gina Prosperi, che ieri ha spento 100 candeline circondata dall’affetto della sua grande famiglia. Nata il 15 febbraio 1926 in località Belvedere, ha attraversato un secolo di storia, superando le difficoltà della guerra e costruendo, passo dopo passo, un percorso di vita straordinario.

Cresciuta con babbo, mamma e tre fratelli negli anni complessi della Seconda Guerra Mondiale, nel 1953 ha sposato Pietro Valentini, formando una famiglia con i figli Sandro e Patrizia. Anni impegnativi, vissuti con dedizione e spirito di sacrificio. Pur desiderando un lavoro che le garantisse maggiore autonomia economica, Gina ha scelto di restare a casa per crescere i figli. Successivamente, grazie alla sua bontà e meticolosità, ha lavorato presso alcune famiglie benestanti di Città di Castello, lasciando un ricordo affettuoso che ancora oggi resiste nel tempo.

Rimasta vedova a 55 anni, non si è arresa al dolore. Con i risparmi accumulati ha iniziato a coltivare la sua più grande passione: viaggiare. Il primo volo, destinazione India, con undici ore di viaggio, fu l’inizio di una nuova avventura. Da allora ha “volato” in tutto il mondo: da Capo Horn a Gerusalemme, passando per Spagna, Francia, Egitto e Turchia, fino agli 86 anni.

Oggi Gina è il vertice di una famiglia da primato: 14 tra nipoti e pronipoti, molti dei quali cresciuti con il suo amore. Nel 2023 ha affrontato il dolore più grande, la perdita del figlio Sandro. Da sei anni vive con la figlia Patrizia, che la accudisce con affetto e riconoscenza. Lo scorso settembre un giro in barca a Cattolica, ieri il desiderio – espresso davanti a tutti – di salire ancora su un aereo. Perché i sogni non hanno età.

Alla festa era presente anche il sindaco Luca Secondi, che le ha consegnato una targa ricordo sottolineando come gli anziani rappresentino una risorsa preziosa e un esempio per le nuove generazioni.

Attualmente a Città di Castello sono 15 gli ultracentenari, 14 donne e un uomo. E tra loro, Gina continua a guardare il cielo.

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L’Onorevole De Meo di Forza Italia in Umbria

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Domani appuntamenti a Cascia e Perugia per l’Europarlamentare PPE-FI

Perugia, 16 febbraio 2026 – Martedì 17 febbraio l’On. Salvatore De Meo, europarlamentare del PPE–Forza Italia, sarà in Umbria per una giornata di confronto e approfondimento sui temi europei, con due appuntamenti pubblici a Cascia e Perugia dedicati a istituzioni, amministratori, imprese e cittadini.

Il primo incontro si terrà a Cascia alle ore 11.30 presso l’Agriturismo Baldassarri (Loc. Avendola, 162) dal titolo “Dall’Europa al territorio: PAC, bandi e strategie”. Un momento di dialogo operativo per analizzare le opportunità offerte dall’Unione Europea, con particolare attenzione alla Politica Agricola Comune, ai finanziamenti e alle strategie di sviluppo per le aree interne.

Interverranno, insieme all’On. De Meo, l’On. Raffaele Nevi, Portavoce nazionale di Forza Italia, il Consigliere regionale Andrea Romizi, Segretario regionale FI Umbria, e Daniela Benedetti.

Nel pomeriggio, alle ore 18.15, l’On. De Meo sarà a Perugia presso la Sala della Partecipazione di Palazzo Cesaroni (Piazza Italia, 2) per l’incontro “Dentro l’Europa: esperienze che raccontano le istituzioni”. L’appuntamento offrirà una riflessione sul ruolo del Parlamento europeo e sulle dinamiche decisionali che incidono sui territori, con testimonianze e contributi di amministratori e rappresentanti istituzionali.

Saranno presenti, tra gli altri, l’On. Raffaele Nevi, Andrea Romizi, l’ex parlamentare europea Francesca Peppucci, il Capogruppo Laura Pernazza, il Segretario provinciale Fiammetta Modena, il Segretario comunale di Perugia Alessio Fioroni, il Responsabile regionale Dipartimento Affari esteri e politiche UE Marco Patacca, gli Assessori Carlotta Colaiacovo (Gubbio), Elena Baglioni (Todi), Tatiana Cirimbilli (Torgiano) e il Responsabile regionale Enti locali Nico Alemanno.

Una giornata intensa di confronto per rafforzare il legame tra Europa e territorio, valorizzando opportunità, strumenti e progettualità a sostegno dello sviluppo umbro.

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Primo Piano amplia la propria offerta: da domani l’edizione cartacea nei locali pubblici di Valtiberina e Altotevere

In un’epoca dominata dalla velocità dei social network e dal flusso continuo di notizie online, scegliere di investire sulla carta stampata potrebbe apparire una decisione in controtendenza. Eppure è proprio da questa scelta consapevole che Primo Piano amplia oggi la propria offerta editoriale, affiancando alla dimensione digitale una nuova, importante presenza cartacea.

Non si tratta di un ritorno al passato, ma di un’evoluzione naturale e coerente con la nostra identità. In un tempo in cui l’informazione è spesso immediata, sintetica e talvolta superficiale, crediamo sia fondamentale recuperare spazio per l’approfondimento. Perché il nostro territorio merita analisi, riflessione e uno sguardo ampio sulle tematiche che lo attraversano.

La versione cartacea di Primo Piano rappresenta un passo in avanti nel percorso di crescita del nostro progetto editoriale. Non un semplice contenitore di notizie, ma uno strumento di lettura e interpretazione della realtà locale, capace di offrire contenuti strutturati, dossier, interviste, inchieste e approfondimenti che permettano ai lettori di comprendere davvero ciò che accade.

Approfondimento e qualità al centro

La carta consente una fruizione diversa: più attenta, più consapevole, più duratura. È uno spazio che invita alla lettura completa, alla riflessione e alla conservazione. È il luogo ideale per sviluppare temi complessi, per raccontare storie nella loro interezza, per dare voce ai protagonisti della nostra comunità.

Parleremo di politica con un approccio rigorosamente super partes, nello stile che da sempre ci contraddistingue. Racconteremo l’attualità con equilibrio, evitando semplificazioni e polarizzazioni. Dedicheremo ampio spazio alla cultura, alle tradizioni, agli eventi che animano il territorio. Seguiremo lo sport non solo nei risultati, ma nei valori e nelle storie che rappresenta per le nostre comunità.

Un’attenzione particolare sarà riservata al mondo delle imprese. Racconteremo le realtà produttive, gli artigiani, i professionisti, le aziende che costituiscono il cuore pulsante dell’economia locale. Valorizzare le eccellenze significa mettere in luce chi ogni giorno investe, crea occupazione, innova e contribuisce allo sviluppo del territorio.

Un punto di vista super partes

La nostra identità editoriale è chiara: offrire un’informazione corretta, indipendente e super partes. In un contesto in cui il dibattito pubblico è spesso caratterizzato da contrapposizioni esasperate, riteniamo fondamentale mantenere uno stile equilibrato, rispettoso e fondato sui fatti.

Il nostro impegno è garantire pluralità di voci, favorire il confronto civile e costruttivo, offrire strumenti di comprensione senza diventare megafono di alcuna parte. È un approccio che i nostri lettori conoscono e riconoscono, e che oggi viene ulteriormente rafforzato attraverso la nuova edizione cartacea.

Un sistema informativo integrato

L’ampliamento dell’offerta editoriale non sostituisce il digitale, ma lo completa e lo rafforza. Il nostro quotidiano online Primo Piano Notizie continuerà a garantire tempestività e aggiornamenti in tempo reale. La nostra web tv Televaltiberina proseguirà nel racconto per immagini, con interviste, servizi e approfondimenti video.

La carta rappresenta il terzo pilastro di un sistema informativo integrato: web per la rapidità, video per l’immediatezza visiva, stampa per l’analisi e la profondità. Tre strumenti diversi, un’unica visione editoriale.

Di fatto, oggi siamo gli unici a offrire un servizio così completo sul territorio: quotidiano online, web tv e ora anche un prodotto cartaceo di grande qualità e impatto. Un progetto che unisce competenze, professionalità e passione, con un obiettivo chiaro: essere un punto di riferimento stabile per cittadini, istituzioni, imprese e associazioni.

Valorizzare il territorio

Il nostro territorio è ricco di talenti, competenze, storie straordinarie che meritano di essere raccontate. Con la versione cartacea intendiamo dedicare ancora più spazio a queste eccellenze: imprese innovative, realtà culturali, associazioni sportive, iniziative sociali, percorsi formativi e giovani protagonisti.

Informare significa anche costruire identità e consapevolezza. Significa raccontare non solo ciò che accade, ma perché accade e quali ricadute può avere sulla comunità. Significa offrire una lettura che aiuti a comprendere, non soltanto a reagire.

Una scelta di responsabilità

Ampliare oggi la propria offerta con un’edizione cartacea è una scelta di responsabilità verso i lettori. Significa credere che l’informazione debba essere non solo veloce, ma anche solida. Significa offrire uno spazio in cui le notizie non si perdono nel flusso continuo della rete, ma restano, diventano memoria e contribuiscono a costruire una comunità più consapevole.

Con questo nuovo passo, Primo Piano rafforza il proprio impegno: raccontare il territorio con serietà, equilibrio e profondità. Offrire contenuti di enorme qualità e impatto. Essere uno strumento di conoscenza e partecipazione.

Oggi più che mai c’è bisogno di informazione autorevole, di analisi, di confronto, di contenuti che vadano oltre il titolo. Con la nuova edizione cartacea, Primo Piano amplia la propria offerta e rinnova la propria missione: essere la voce del territorio, con uno sguardo attento, indipendente e super partes

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Riceviamo e pubblichiamo: Manuela Puletti esce dalla Lega

Cari tutti, 

Ho deciso di affidare ad una lettera e non a un comunicato stampa, la mia uscita dalla Lega Salvini Premier. Questa decisione nasce dalla necessità interiore di non volermi focalizzare sul numero di battute, sulle giuste virgole o parole ricercate ma lasciar parlare il cuore come sempre è stato.L’istituzionalmente corretto, il compromesso, il solito vecchio modo di fare politica non me li sono mai sentiti cuciti addosso e come 15 anni fa feci la mia prima tessera Lega Nord in Toscana, perchè credevo in quegli ideali rivoluzionari, chiari e ben definiti, oggi con dolore e profonda riconoscenza, attraverso il bivio e chiudo la porta alle mia spalle per lo stesso motivo per cui entrai: non c’è più il giusto incastro tra i miei ideali e quelli portati avanti dalla Segreteria Regionale e Nazionale.

Lascio in un momento in cui non ci sono appuntamenti politici, i salti delle poltrone non mi sono mai appartenuti ma sono mesi in cui non riesco a fare attività in prima linea, non riesco più ad aiutare gli altri militanti che sono il cuore pulsante di questo partito, a volte fin troppo spremuti e poco considerati, non riesco a fingere, non riesco a dire pubblicamente una cosa per poi smentirla nelle chat private, come accade sempre piu’ spesso ad ogni livello. 

Mi sono sempre assunta le mie responsabilità con fin troppa chiarezza, pagando anche in prima persona, ma per me non esistono istituzioni, segretari, consiglieri o sindaci, ogni persona che riveste un ruolo è “solo” un cittadino che ha il privilegio di rappresentare altri cittadini, null’altro. Non c’è bisogno di riverenze o dialoghi ipocriti solo per piacere a chi tiene il potere, c’è bisogno sempre più di confronto, di dialogo di rispetto per ogni punto di vista, nessuna presunzione, ma sempre l’umiltà di mettersi in discussione, di ascoltare i territori, sostenerli, incentivarli a parole e con i fatti.

E’ finito un grande amore che nel tempo mi ha regalato, sì, tante soddisfazioni ma che ha cambiato pelle negli ultimi anni diventando per me troppo moderato nel linguaggio e poco coerente nei fatti. In questi mesi di silenzio ho cercato di ritrovare lo spirito giusto per ripartire, restavo alla finestra nella speranza che qualcosa cambiasse nella gestione, nei personalismi, nel merito oggettivo definito anche dalle recenti elezioni regionali, nel modo di vivere ed ascoltare i territori, nelle linee politiche ma l’inattività regionale e le scelte nazionali hanno, a mio avviso, contribuito a far perdereidentità e coerenza. 

Vivo una Lega che si sposta sempre più al centro con l’obiettivo, forse, di adattarsi ad una società che sicuramente cambia ma la politica, a mio giudizio, dovrebbe essere espressione di valori e non adeguarsi al “commercio elettorale” che poi mi sembra, numeri alla mano, non abbia pagato, nè in Regione nè a livello nazionale. Ringrazio la Lega per aver percorso con me quasi metà della mia vita, per avermi fatto vivere esperienze politiche importanti come la parentesi al Ministero degli Interni come ufficio stampa, la segreteria provinciale o il consigliere regionale, credo anche, con un pizzico di presunzione di aver restituito in termini di lavoro, presenza, costanza e determinazione, non rinnego nulla, ma quando in politica si spenge l’emozione vuol dire che è arrivato il momento di andare.

Ringrazio ogni singola persona che ha creduto in me dentro e fuori dalla Lega, ringrazio anche chi negli anni ha provato a darmi spallatesenza riuscirci visto che tanti sono usciti prima di me, altri invece hanno avuto una bella dimostrazione dagli elettori umbri; non dimenticherò il buono che ho respirato in questi anni ma nemmeno i torti sopportati con tante arrabbiature ed un carattere complesso ma ho sempre affrontato tutto fino a quando, però, la fiamma si è spenta e con essa la passione di far parte di una comunità che non è più comunità in termini di (alcune persone) e ancor più di condivisione di ideali.  

Buon cammino a tutti                                                                        

Citerna 15/02/2026                                                                                             Manuela Puletti

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Montone, nuovi servizi in farmacia: telemedicina e screening più vicini ai cittadini

Novità importanti per la salute di prossimità a Montone. La Farmacia di Montone amplia la propria offerta e diventa un vero e proprio presidio sanitario territoriale, con servizi pensati per facilitare prevenzione e assistenza senza doversi spostare verso altri centri.

Tra le principali attivazioni figurano prestazioni di telemedicina – come ECG e Holter – screening rapidi e servizi di assistenza digitale, strumenti utili per monitorare il proprio stato di salute in modo semplice e veloce.

Un passo concreto verso una sanità sempre più vicina ai cittadini, nel cuore del borgo di Montone, con l’obiettivo di ridurre gli spostamenti e rafforzare la prevenzione.

Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito istituzionale del Comune.

La salute dei cittadini al centro, nel cuore del nostro borgo. ❤️

Scopri di più sul sito del Comune (link in bio) https://comune.montone.pg.it/…/montone-nuovi-servizi…

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Montone festeggia il Carnevale in Piazza Fortebraccio

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Martedì 17 febbraio Montone si prepara a vivere un pomeriggio di festa e colori con il tradizionale appuntamento di Carnevale in Piazza Fortebraccio.

Dalle ore 15.30 alle 18.30 spazio ai più piccoli con la festa dedicata ai bambini, tra giochi, allegria e merenda in piazza. A seguire, dalle 18.30, l’atmosfera si accende con l’aperitivo di Carnevale pensato per gli adulti, in un clima di convivialità e musica.

Ad animare la serata sarà Dj Moreno Carlicchi, per un martedì grasso all’insegna del divertimento e della partecipazione.

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Si conclude la rassegna NUOVI ORIZZONTI: in scena in anteprima nazionale “I danni del tabacco”

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Si chiude con un’anteprima nazionale la quarta edizione di “Nuovi Orizzonti”, la rassegna di teatro contemporaneo promossa dal Comune di Monterchi e ospitata al Teatro Comunale di Monterchi. Dopo l’apertura di stagione, lo scorso ottobre, con “Woman Before a Glass – Intorno a Peggy Guggenheim”, il cartellone ha accompagnato il pubblico da novembre 2025 a febbraio 2026 con appuntamenti diversificati, dedicati anche a bambini e famiglie.

Gran finale domenica 22 febbraio alle ore 18.00 con “I danni del tabacco” di Anton Pavlovič Čechov, produzione di Laboratori Permanenti, interpretata da Roberto Negri e diretta da Caterina Casini.

Dramma in un atto unico e con un solo personaggio, lo spettacolo ruota attorno alla figura di Ivan Ivanovič Njuchin, marito della direttrice di una scuola di musica, incaricato di tenere una conferenza sui danni del tabacco. Approfittando dell’assenza della moglie, però, l’uomo devia completamente dal tema assegnato e si lascia andare a una confessione intima e amara sulla propria vita familiare. Tra ironia e disperazione, Njuchin esprime il desiderio di fuggire da un’esistenza che definisce volgare e meschina, sognando una libertà mai conquistata.

La scrittura di Čechov si conferma straordinariamente attuale: capace di entrare con ironia sottile – talvolta leggera, talvolta feroce – nelle contraddizioni dell’animo umano, disegna una dimensione che risuona ancora nella società contemporanea.

Come spiega la regista Caterina Casini: «Oggi, come accade sempre per i grandi autori, i temi čechoviani tornano presenti. Questo monologo, che elimina la quarta parete ed è precursore di tanti monologhi comici contemporanei, racconta senza prosopopea la ricerca di libertà come radice dell’animo umano».

Un lavoro intenso, costruito sul combattimento interiore del personaggio, che richiede all’interprete concentrazione e capacità di passare con naturalezza dal dramma alla clownerie, mantenendo un equilibrio sottile tra sorriso e abisso.

Info e prenotazioni:
Cell. 379 125 3567 (whatsapp o chiamate dal lunedì al venerdì, 9.00-13.00)
info@laboratoripermanenti.com

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Cultura, il vicepresidente Bori in visita a Città di Castello nei luoghi di Burri: “Il patrimonio del Maestro rende più ricca e originale l’Umbria”

Visita istituzionale a Città di Castello per il vicepresidente della Regione Umbria con delega alla Cultura, Tommaso Bori, che ha reso omaggio all’eredità artistica di Alberto Burri, uno dei massimi protagonisti dell’arte contemporanea internazionale.

Accolto a Palazzo Albizzini dal presidente della Fondazione, Bruno Corà, dall’architetto Tiziano Sarteanesi, insieme all’assessora Michela Botteghi e al vicesindaco Giuseppe Stefano Bernicchi, e accompagnato dalla consigliera regionale Letizia Michelini, Bori ha visitato le sale del museo ammirando le opere che hanno reso celebre il Maestro tifernate nel mondo.

Durante l’incontro, il vicepresidente ha sottolineato la centralità del polo museale nel panorama culturale internazionale. “Avere in Umbria un patrimonio di questa portata è un vanto e una responsabilità. La Regione vuole dare un ruolo da protagonista alle fondazioni culturali e artistiche, custodi di identità e motori di sviluppo. I musei devono essere spazi vivi, capaci di dialogare con il mondo e di attrarre un pubblico di qualità”, ha dichiarato Bori.

La visita è poi proseguita a Palazzo Vitelli, dove il vicepresidente ha effettuato un sopralluogo insieme al presidente della Fondazione Palazzo Vitelli, avvocato Fabio Nisi, nelle aree attualmente interessate da importanti lavori di restauro. Un momento significativo per fare il punto sugli interventi di recupero e sulla valorizzazione degli spazi, anche in funzione della fruizione pubblica e della vita cittadina.

“Questi cantieri – ha ribadito Bori – e la grande progettualità che li accompagna, anche nella valorizzazione degli spazi aperti, sono il segno di un’amministrazione che si prende cura della propria storia per restituirla al futuro. Città di Castello si conferma al centro della cultura e dell’arte umbra, capace di unire l’avanguardia di Burri alla maestosità delle sue dimore storiche”.

Un messaggio chiaro: investire nella cultura significa rafforzare l’identità dell’Umbria e renderla ancora più attrattiva e originale nel panorama nazionale e internazionale.

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Pallavolo Altotevere, il plauso di Bartolini ai ragazzi: “Bravi dopo una settimana assai difficile”

Respira in classifica la ErmGroup Altotevere dopo il prezioso 3-0 conquistato a Trebaseleghe. Una vittoria fondamentale per i biancazzurri, che tornano ai tre punti dopo un avvio di 2026 complicato e mantengono la terza posizione nel girone Bianco della Serie A3 Credem Banca, dove la corsa ai playoff resta apertissima con Gabbiano Farmamed Mantova e Sarlux Sarroch.

Il successo in terra veneta assume un valore ancora più significativo alla luce delle difficoltà affrontate durante la settimana. “Eravamo in emergenza, con atleti febbricitanti e altri alle prese con problemi fisici – ricorda coach Marco Bartolini – ci siamo allenati a ranghi ridotti e abbiamo anche cercato di capire cosa ci stesse impedendo di giocare con serenità. Non è tutto risolto, ma la situazione è migliorata”.

Determinanti alcuni episodi chiave: il primo set vinto 27-25 dopo essere stati a lungo in rincorsa e il terzo ribaltato dal 20-24 al 26-24, una rimonta rara nella pallavolo. “Gli episodi stavolta sono girati dalla nostra parte, ma abbiamo dimostrato carattere e voglia di crederci”, sottolinea Bartolini con equilibrio, ammettendo che un eventuale quarto set avrebbe potuto complicare la serata, vista la maggiore stanchezza dei suoi.

L’analisi tecnica evidenzia l’importanza dell’approccio iniziale: “Vincere il primo set è fondamentale – rimarca il tecnico – nel secondo abbiamo sfruttato il loro contraccolpo, nel terzo hanno forzato al servizio, mentre noi abbiamo sbagliato qualcosa di troppo dai nove metri. Non era necessario rischiare così tanto”.

Archiviata la trasferta, l’attenzione si sposta ora sullo scontro diretto casalingo di domenica 22 contro Mantova, guidata dal tifernate Andrea Radici. Una settimana che si annuncia più serena dal punto di vista psicologico, utile per lavorare sui meccanismi ancora da perfezionare.

“Sabato dovevamo pensare al risultato e lo abbiamo fatto – conclude Bartolini – ora concentrazione massima per un finale di stagione che si preannuncia combattuto”.

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ASP “Giovanni Ottavio Bufalini”: Approvato il programma “Food Lab – Alimentazione sostenibile per Senior e Junior”

:47 volontari del Servizio Civile Universale e 25 enti coinvolti

È stato approvato il programma di Servizio Civile Universale “Food Lab – Alimentazione sostenibile per Senior e Junior”, promosso dall’ASP Giovanni Ottavio Bufalini – Centro di Istruzione e Formazione Professionale. Il progetto, della durata di 12 mesi, coinvolgerà complessivamente 47 volontari e una rete territoriale composta da 25 enti tra associazioni sportive, realtà educative e soggetti del terzo settore.

Il programma si articola in due azioni complementari. Food Lab Junior: sperimenta il futuro dell’alimentazione sportiva vedrà impegnati 39 volontari principalmente nelle associazioni sportive dilettantistiche del territorio, con l’obiettivo di rafforzare le competenze nutrizionali di giovani atleti, allenatori e famiglie. Attraverso laboratori, incontri formativi e materiali divulgativi, saranno promossi stili di vita sani e sostenibili, contrastando la disinformazione alimentare, l’uso improprio di integratori e il rischio di pratiche dopanti. L’iniziativa punta a raggiungere almeno 800 giovani sportivi umbri.

Food Lab Senior – innovazione e benessere alimentare per la terza età coinvolgerà invece 8 volontari in percorsi dedicati alla popolazione anziana, con attività orientate alla prevenzione delle fragilità, al mantenimento dell’autonomia e alla promozione del benessere psicofisico. Particolare attenzione sarà rivolta alla valorizzazione dei prodotti locali e sostenibili e al contrasto dell’isolamento sociale, attraverso momenti educativi e iniziative di socializzazione.

Il progetto si inserisce in una strategia già avviata dall’ente, affiancandosi ai programmi “Mi metto in gioco” e “Alimenti biologici del Made in Italy + sport dilettantistico = gioventù sana e felice”. Complessivamente, i tre progetti coinvolgono 144 persone, contribuendo alla diffusione di stili di vita consapevoli e alla costruzione di comunità più attive e resilienti.

«Un ulteriore arricchimento dell’offerta formativa del nostro centro che coinvolge i giovani e non solo in attività di grande importanza sociale», ha dichiarato Giovanni Granci, presidente della Scuola di Arti e Mestieri “Bufalini”.

Di seguito gli enti coinvolti: Sedi Food Lab Junior ASD JUNIOR CASTELLO CALCIO A.S.D. CERBARA VIRTUS SANGIUSTINO S.S.D. C.N.A.T’99 – AMICI DEL NUOTO A.S.D. ATLETICA LIBERTAS INNOVAZIONE TERZIARIO Scarl-Impresa Sociale ASSOCIAZIONE “TRECALCI” TIFERNO PALLACANESTRO A.S.D. A.S.D. AGAPE 2000 A.S.D. MADONNA DEL LATTE LA BOTEGUITA AC CITTA’ DI CASTELLO SSDARL CITTA DI CASTELLO RUGBY ASD SCUOLA PARITARIA SACRO CUORE A.S.D. VIS FOLIGNO ATLETICA UMBERTIDE ASD FORTEBRACCIO DA MONTONE UNIONE CICLISTICA CITTA’ DI CASTELLO TOP GYM PERSONAL STUDIO SSD ASD JUNIOR CARPINE MAGIONE PALLAVOLO TRESTINA ASD sedi food lab senior FIORE VERDE SOCIETA’ COOPERATIVA SOCIALE ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO “GENITORI OGGI” COMUNE DI CITTA’ DI CASTELLO FONDAZIONE CREUSA BRIZI BITTONI

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Apertura straordinaria dei Servizi Demografici del Comune per la sostituzione della carta di identità cartacea con la carta di identità elettronica prima del 3 agosto 2026: open day sabato 28 febbraio dalle ore 9.00 alle ore 19.00 presso la sede di via XI Settembre. Raccomandata la prenotazione per agevolare le operazioni

L’amministrazione comunale di Città di Castello ha organizzato per sabato 28 febbraio un’apertura straordinaria degli uffici dei Servizi Demografici nella sede di via XI Settembre 41, con un open day dedicato alla sostituzione della carta di identità cartacea con la Carta di Identità Elettronica (CIE). Gli sportelli resteranno aperti con orario continuato dalle 9.00 alle 19.00.

L’iniziativa è rivolta in particolare ai cittadini ancora in possesso del documento cartaceo che, in base al Regolamento dell’Unione Europea 2019/1157, perderà validità legale dal 3 agosto 2026, indipendentemente dalla data di scadenza riportata. L’obiettivo è consentire alla popolazione di adeguarsi per tempo alla normativa, evitando sovraccarichi e disagi in prossimità della scadenza.

Per agevolare le operazioni, l’accesso avverrà in via prioritaria su prenotazione tramite il link disponibile nella home page del sito istituzionale del Comune. Il personale garantirà comunque il servizio anche a chi si presenterà senza appuntamento.

«Vogliamo facilitare i cittadini di fronte a un passaggio importante, al quale è opportuno arrivare preparati», sottolinea l’assessore ai Servizi Demografici Rodolfo Braccalenti, invitando a usufruire sia dell’open day sia delle normali aperture settimanali, per evitare picchi di richieste a ridosso del termine.

Per il rinnovo occorrono una fototessera recente conforme agli standard ICAO, la vecchia carta d’identità (oppure denuncia in caso di furto o smarrimento) e il codice fiscale. Per i minori che richiedono la carta valida per l’espatrio è necessaria la presenza di entrambi i genitori o il modulo di assenso del genitore assente con copia del documento.

La CIE viene consegnata in circa sei giorni lavorativi dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Al momento della richiesta, i maggiorenni potranno inoltre esprimere il consenso o il diniego alla donazione di organi attraverso il progetto “Una scelta in comune”, con possibilità di modifica successiva.

Gli uffici di via XI Settembre e della delegazione di Trestina sono aperti dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 13.00, con rientro pomeridiano il lunedì e giovedì dalle 15.00 alle 17.30.

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100 anni di libri belli: la Libreria Paci “La Tifernate” celebra un secolo di storia

Un secolo di libri, relazioni e vita cittadina. La Libreria Paci “La Tifernate” festeggia i suoi primi cento anni con un ricco calendario di iniziative che coinvolgeranno l’intera comunità di Città di Castello.

Era il primo giugno 1926 quando il ventiduenne Giuseppe Paci rilevò la Cartoleria Valori in piazza Matteotti, trasformandola negli anni in una realtà commerciale ed editoriale destinata a diventare punto di riferimento culturale per la città. Dal 1964, alla morte del fondatore, i figli Marco ed Ettore – insieme alla madre e alla sorella Tea – portarono avanti l’attività, accompagnando la crescita del negozio e adattandolo ai cambiamenti storici e del settore. Oggi è la terza generazione, con Isabella, Riccardo, Ciro ed Enrico, a custodire e rinnovare questa eredità.

«Abbiamo concepito questo centenario come una festa da condividere con la città», racconta la famiglia Paci, «per ringraziare tutte le persone che hanno reso possibile una vita così lunga».

Un ruolo centrale lo riveste l’Archivio storico della libreria, dichiarato di particolare interesse nel 2016 dalla Soprintendenza archivistica per l’Umbria. Dal 2023 l’archivio è entrato nel circuito MUA (Musei Alto Tevere) e nei luoghi culturali della Regione; nel 2025 è stato completamente digitalizzato grazie a un progetto della Direzione generale Archivi del Ministero della Cultura.

Il programma del centenario, al via da giugno, prevede mostre fotografiche ed editoriali, esposizioni dedicate alle illustrazioni delle edizioni Paci, conferenze-spettacolo come “Storie di libri” e “Un secolo in piazza”, podcast, proiezioni video, laboratori scolastici, incontri con autori e serate musicali. Le iniziative sono realizzate in collaborazione con associazioni culturali, scuole e con il supporto dell’Ufficio Cultura del Comune.

Anteprima delle celebrazioni sarà la mostra “Ore 25:05”, dedicata alle immagini del libro di Guy Billout e Bernard Friot, in programma dal 28 febbraio.

«Un evento che segna la storia della nostra città sotto ogni profilo», ha dichiarato l’assessore alla cultura Michela Botteghi, «legando intere generazioni alla famiglia Paci e ai loro libri».

Cent’anni dopo, la Libreria Paci resta così non solo un negozio, ma un presidio culturale capace di raccontare la memoria e l’identità di un’intera comunità.

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Premio Letterario Castello, al via il ventennale con la Sezione speciale “Destinazione Altrove”

Sabato 21 febbraio alle ore 10, nella sala consiliare del Comune di Città di Castello, si svolgerà il primo grande evento del ventennale del Premio Letterario Castello. L’iniziativa sarà dedicata alle premiazioni dei vincitori dell’edizione 2025 della Sezione speciale del “Premio Destinazione Altrove. La scrittura come esplorazione di mondi senza tempo”, riservata a tutti gli istituti penitenziari italiani.

Il progetto nasce dal protocollo d’intesa siglato nel 2024 tra il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia, la Società Dante Alighieri e l’Associazione Culturale Tracciati Virtuali. Si tratta di una sezione unica nel panorama dei premi letterari nazionali, pensata per utilizzare la scrittura come strumento di consapevolezza, responsabilità e ricostruzione dell’identità personale. Attraverso il racconto del “prima, durante e dopo” la detenzione, la parola scritta diventa mezzo concreto di rieducazione e reinserimento, in coerenza con i principi costituzionali della funzione rieducativa della pena.

All’edizione 2025 hanno partecipato oltre 80 persone recluse provenienti da 42 istituti penitenziari italiani. Il 21 febbraio verranno premiati i primi tre classificati alla presenza di autorevoli personalità delle istituzioni. A fare gli onori di casa sarà il sindaco Luca Secondi, cui seguiranno gli interventi della vicepresidente del Senato Anna Rossomando, del viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, del senatore Walter Verini e dell’assessore regionale Fabio Barcaioli.

Previsti inoltre gli interventi di Ernesto Napolillo, Fausto Cardella e Alessandro Masi, presidente della giuria. Coordinerà la cerimonia Antonio Vella, direttore generale del Premio. Ad arricchire l’evento gli interventi musicali del Maestro Fabio Battistelli e le letture di Silvia Bardascini.

Significativa sarà la partecipazione di alcune classi degli istituti scolastici cittadini, a testimonianza dell’impegno nel sensibilizzare le giovani generazioni sui temi della giustizia e del reinserimento sociale. Il Premio “Città di Castello” si conferma così l’unico concorso letterario italiano con una sezione speciale permanente dedicata alle persone detenute, rafforzando il legame tra cultura, istituzioni e società civile.

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Dimensionamento scolastico e Scuola Media “Dante Alighieri”: i genitori chiedono atti, coerenza e rispetto per la comunità scolastica

A seguito dell’assemblea pubblica molto partecipata svoltasi nei giorni scorsi, i genitori degli studenti delle scuole di Città di Castello intendono ribadire posizioni chiare e non strumentali sulla vicenda del dimensionamento scolastico e sulla situazione della Scuola Media “Dante Alighieri”.

La massiccia partecipazione ha dimostrato che la comunità scolastica è vigile, informata e profondamente coinvolta. Non si tratta di una protesta ideologica, ma della richiesta legittima di chiarezza, responsabilità e coerenza nelle decisioni che incidono direttamente sul diritto allo studio.

I genitori prendono atto dell’incontro tra il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, e il sindaco Luca Secondi, nonché delle dichiarazioni dell’assessore regionale Fabio Barcaioli. L’impegno a reperire risorse per superare lo stallo della ricostruzione rappresenta un segnale positivo, ma non sufficiente. La comunità chiede atti formali sottoscritti, coperture finanziarie certe e un cronoprogramma pubblico e verificabile. Dopo oltre due anni di stallo dovuto all’inadempienza dell’impresa individuata da Invitalia, non sono più accettabili dichiarazioni prive di riscontri amministrativi concreti. La ricostruzione della scuola resta questione distinta rispetto al dimensionamento.

Procedere con un assetto definitivo mentre una scuola media è ancora priva di una sede stabile appare una scelta strutturalmente discutibile. La richiesta di sospensiva avanzata dal Comune andava accolta per la straordinarietà della situazione locale. Non farlo significa trasferire sulle famiglie le conseguenze di decisioni centrali.

Il nodo centrale non è la promessa di una futura ricostruzione, bensì la perdita immediata di un’offerta formativa unitaria e coerente, oggi frammentata da decisioni assunte nel momento più delicato. I genitori chiedono equità nella divisione dell’Alighieri-Pascoli, equilibrio numerico tra i circoli e una suddivisione paritaria dei progetti, per garantire a tutti gli studenti la stessa qualità didattica.

Preoccupa inoltre la gestione degli spazi: la sede “Pascoli” ospita da due anni oltre 600 alunni in una condizione emergenziale che non può diventare strutturale.

«Ci chiediamo per quanto tempo ancora dovremo far credere che l’emergenza sia la normalità», dichiarano i rappresentanti.

I genitori continueranno a seguire l’evoluzione della vicenda con spirito costruttivo ma con determinazione, convinti che ogni decisione amministrativa abbia conseguenze concrete sulla vita delle famiglie e degli studenti.

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Ad In Primo Piano Tommaso Campagni

Torna In Primo Piano. Ospite del programma condotto da Michele Tanzi, il capogruppo e segretario di Forza Italia Città di Castello, Tommaso Campagni

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Inaugurata “Umbertid’ARTE” alla Rocca – centro per l’arte contemporanea: al via la nuova stagione espositiva

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La stagione espositiva 2026 alla Rocca di Umbertide è ufficialmente iniziata oggi, sabato 14 febbraio, con la 7° edizione di Umbertid’ARTE, l’atteso evento dove artisti umbertidesi di nascita e di adozione espongono i loro lavori.
Nella splendida location della Rocca, come ogni anno, le opere esposte spaziano tra tecniche e stili vari, dalla pittura, alla grafica, il disegno, la ceramica, la scultura, la fotografia.
Questo evento, nato nel 2019, ha l’obiettivo di dare la possibilità ai tanti artisti locali di esporre le loro opere. Col tempo si è raggiunta la partecipazione di ben 23 artisti già conosciuti nella scena creativa umbra e non, e numerosi appassionati di arti varie che approfittano di questo evento per mostrare al pubblico le loro creazioni.

Al vernissage hanno preso parte il Sindaco di Umbertide Luca Carizia, il vicesindaco con delega alla cultura Annalisa Mierla, gli assessori Francesco Cenciarini e Alessandro Villarini, l’esperto e critico d’arte Giorgio Bonomi, insieme a Pippo Cosenza e i molti artisti. L’Amministrazione Comunale ha portato il proprio saluto istituzionale, ringraziando i presenti Ettore Spatoloni – per aver curato l’esposizione – e Vittorio Dragoni per l’allestimento.

Sono in mostra opere di Abbot Posy, Anitori Bruno, Balducci Jason, Becchetti Matteo, Cattaneo Antonella, Finocchi Arcipreti Carlo, Frascaroli Mirko, Giustini Lorenzo, Mir-ko, Montanucci Luca, Palombi Giuseppina, Panzarola Paola, Picchio Vittorio, Piccioloni Marco, Piccioloni Moreno, Puletti Ivano, Renzini Antonio, Spatoloni Ettore, Suvieri Paola, Tamburini Vera, Tondini Simona, Tramontana Carlo e Venturelli Alberto.
Ad arricchire l’edizione sono le opere dei ragazzi del centro di accoglienza diurno “La Ginestra” Usl Umbria 1 Cooperativa Asad e degli artisti del centro socio riabilitativo ed educativo diurno “Arcobaleno”, strutture gestite in collaborazione da Usl Umbria 1, Comune di Umbertide e Cooperativa Asad.

Il Sindaco Luca Carizia è così intervenuto: “Un’iniziativa nata quasi per gioco sette anni fa è diventata un appuntamento fisso alla Rocca – Centro per l’arte contemporanea. Questo, come Amministrazione, ci fa molto piacere perché sta a significare che tanti umbertidesi hanno tirato fuori il loro artista interiore per dare vita a questa iniziativa e continuarla nel tempo, che forse è la cosa più difficile. Ringraziamo quindi tutti coloro che hanno reso possibile ancora una volta la realizzazione di questa mostra, a partire dagli artisti che danno il loro enorme contributo.”

Il vicesindaco con delega alla cultura, Annalisa Mierla, ha aggiunto: “Siamo davvero orgogliosi di aver avviato, nel 2019, un percorso così virtuoso, che nel tempo ha visto crescere il numero degli artisti partecipanti. Questa mostra è profondamente identitaria e sa esprimere un forte senso di appartenenza. È foriera di una continua ricerca: una ricerca verso l’innovazione, verso nuovi linguaggi espressivi, ma anche verso la riscoperta del sé, inteso in senso ampio, come identità personale e collettiva, che attraverso la cultura rafforza il proprio legame con il territorio e allo stesso tempo si apre al dialogo e alla sperimentazione.”

La mostra sarà visitabile fino a domenica 8 marzo nei seguenti orari di apertura della Rocca di Umbertide:
* Lunedì: chiuso
* Martedì: 16.30 – 18.30
* Mercoledi e giovedì: 10.30 – 12.30 | 16.30 – 17.30
* Venerdi, sabato e domenica: 10.30 – 12.30 | 16.30 – 18.30

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Arezzo celebra la Madonna del Conforto, Pizzaballa: “Andare oltre lo sguardo sulle macerie”

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Migliavacca: “Maria, porta tu pace e speranza in Terra Santa”

Grande festa nella diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro per la solennità della Madonna del Conforto. Una grande partecipazione di popolo che ha gremito la cattedrale di Arezzo ininterrottamente dalle prime ore del mattino e fino a tarda notte, con l’omaggio alla Madre di Dio da parte di persone provenienti da tutto il territorio diocesano e oltre. Ospite della giornata il cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca latino di Gerusalemme, che dopo l’incontro pubblico della giornata precedente in San Francesco, con quasi mille partecipanti, ha presieduto la Messa Pontificale delle 10.30.

Nel suo saluto all’inizio della celebrazione, il vescovo Andrea Migliavacca ha richiamato il significato profondo della festa, sottolineando come lo sguardo di Maria sia “balsamo per la vita” e luce per il cammino dei fedeli. Un conforto che, ha ricordato, è destinato in modo particolare ai più fragili: poveri, malati, persone sole e quanti soffrono a causa delle ingiustizie e delle guerre. Il pensiero si è rivolto in modo particolare alla Terra Santa, con un riferimento alle sofferenze della popolazione di Gaza e della Cisgiordania: “Maria, che è patrona della Terra Santa, madre del conforto, porta tu pace e speranza nella Terra del Santo, la Terra di Gesù. Siamo molto grati e lieti dunque che a raccogliere questa parola e questa preghiera del conforto di Maria con noi oggi ci sia il cardinale Pizzaballa. Lo abbiamo ascoltato anche ieri nella sua toccante testimonianza e oggi lo abbiamo qui a presiedere questo pontificale. È il grazie per questa presenza e disponibilità, ma insieme è il grazie per la testimonianza che lei dà nel nostro tempo in quella terra ed è il grazie che diventa preghiera per lei e per tutti i suoi abitanti, in particolare per i cristiani”.

Poi, al patriarca è stata donata una croce pettorale con l’immagine del Crocifisso di Cimabue, segno di comunione tra le Chiese di Arezzo-Cortona-Sansepolcro e Gerusalemme, “un segno per sentire unite le nostre Chiese, nella preghiera e nella solidarietà. E per ricordarci di Gerusalemme, là dove tutti noi siamo nati” ha detto il vescovo Andrea Migliavacca.

Nella sua omelia il cardinale Pierbattista Pizzaballa, richiamando il profeta Isaia, ha ricordato che mentre annunciava “a Gerusalemme sarete consolati”, la città era “desolata e distrutta”. Davanti c’erano macerie, eppure nella fede il profeta vedeva “un banchetto di festa”. Un’immagine che parla anche a noi: “Dove vediamo solo macerie… Isaia ci dice che nella fede si può vedere anche qualcosa oltre la realtà immediata”. È “una scelta del cuore”, “perché si vede con gli occhi, ma si vede soprattutto con il cuore. Di fronte a una stessa realtà due persone possono vedere e leggere in maniera totalmente diversa quello che hanno di fronte a seconda di cosa hanno nel cuore”. Quelle macerie non sono solo pietre: sono “disastri umani… nelle relazioni, nella vita”. E tuttavia “non è tutto perduto, si può ricominciare”, da Gaza alla Cisgiordania, fino alle nostre famiglie, “dappertutto… c’è bisogno di ricostruire, di sanare, di guarire”.

Commentando le nozze di Cana, il patriarca ha sottolineato che non si tratta di “una festa qualunque”, ma dell’immagine dell’alleanza tra Dio e l’uomo. In un mondo segnato dal male, odio, rancore, divisioni, sfiducia, “sembra che il male, il peccato, ci soverchino e regnino nella nostra terra, nelle nostre comunità”. Ma, evocando la figura del drago dell’Apocalisse, c’è una realtà che il male non può dominare: “La donna che partorisce un bambino”, icona della Chiesa che genera vita. “Lì il male non riesce ad entrare”. Questa è la vocazione cristiana: “Essere il luogo che genera vita, essere capaci di guarire le relazioni”. Nel sottolineare il passaggio della parabola “Non hanno più vino”, il cardinale ha spiegato che è “simbolo della gioia, della vita e della passione”. Maria “è stata capace di vedere quello di cui nessuno si era accorto”. Anche oggi si può vivere senza accorgersi che “qualcosa si è spento”. Per questo “il primo piano pastorale” è uno solo: “conservare il vino”, custodire “la gioia di questa relazione”.

L’invito della Vergine: “Fate quello che vi dirà”, invita a guardare non a strategie umane, ma all’ascolto della Parola, “una parola che genera vita”. L’augurio conclusivo è che ovunque, in Terra Santa come ad Arezzo, possiamo “rendere presente e conservare sempre quel vino, quella gioia che solo Lui ci può dare”. E ancora: “Abbiamo bisogno di una parola di conforto”, una parola che, come quella di una madre, sappia generare vita.

Nella Messa solenne delle ore 18, presieduta dal vescovo Andrea Migliavacca, il presule nella sua omelia si è concentrato sull’icona biblica del banchetto narrata dal profeta Isaia e dalle nozze di Cana. “Per fare festa – ha detto – occorre il vino, un vino nuovo, il vino che solo l’avvento del Messia può inaugurare. E nel cuore di tutto c’è Maria, colei che dice: ‘Qualsiasi cosa vi dica, fatela’. Ma per vivere questa gioia occorre sedersi a quella mensa, a quel banchetto e anche, forse, invitare altri”. “Allora – si è chiesto il vescovo – chi invitiamo a questo banchetto del regno dei cieli?”. Ed ecco la risposta: i peccatori, chi è ferito dalla vita, i malati, chi è disabile, gli emarginati, i poveri… “Ma c’è ancora posto… e allora invitiamo chi è diverso da noi: ci sono stranieri, gente col colore diverso della pelle, immigrati, disgraziati che si avvicinano a noi e allora sì, li facciamo sedere a tavola con noi, e ci ricordano che la vita l’abbiamo per donare, per condividere. Non mancano gli amici, i familiari, ci devono essere per fare festa… e i loro volti da noi amati ci raccontano la storia della nostra vita e la ricchezza dell’amicizia, che è balsamo per la vita. Facciamo spazio amici, perché vogliamo far arrivare alla nostra tavola gente proveniente da luoghi di guerra, Gaza, l’Ucraina, popolazioni africane…, ma possono sedere con noi solo se ci sono da ogni parte in conflitto, anche i nemici tra di loro… E si scopre che se non si è ancora capaci di guardarsi negli occhi si può cominciare a stare alla stessa tavola e scoprirsi, pian piano, diversi, avversari, ma umani”. “Ma sta per arrivare lo sposo, Gesù… e con lui la Madre, Maria – ha detto il vescovo Andrea -. Quando si siede a tavola Lui allora ci sediamo tutti, così diversi eppure uniti, feriti eppure rinnovati, deboli eppure risorti. Con tutti questi invitati è davvero festa, letizia, gioia, speranza, un mondo nuovo. Ed è la festa della Madonna del Conforto”. Infine l’augurio: “Buona festa della Madonna del Conforto, buona tavolata… con invitati che ci portano il vino nuovo della consolazione e della pace”.

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Finto maresciallo chiede soldi per “salvare” il figlio: due arresti a Perugia

I Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Perugia, con il supporto delle Stazioni di Perugia-Fortebraccio e Ponte San Giovanni, hanno arrestato in flagranza di reato un 35enne e una 47enne, entrambi di origini meridionali e già noti alle Forze dell’ordine – l’uomo con precedenti specifici – ritenuti responsabili di truffa aggravata in concorso ai danni di una pensionata 75enne del capoluogo.


L’operazione si inserisce nel contrasto a un fenomeno di crescente allarme sociale a livello nazionale, quello delle cosiddette “truffe del finto carabiniere”. Determinante è stata la tempestiva chiamata al Numero Unico di Emergenza 112 da parte del marito della vittima, 84 anni, che ha segnalato una telefonata sospetta in corso tra la moglie e un sedicente “maresciallo dei Carabinieri”.


L’interlocutore riferiva che il figlio della donna era rimasto coinvolto in un grave incidente stradale e che, per evitarne l’arresto, occorreva versare immediatamente denaro e consegnare gioielli.
L’operatore della Centrale Operativa ha rassicurato l’anziano, fornendo indicazioni su come proseguire la conversazione senza destare sospetti, mentre le pattuglie venivano inviate con urgenza presso l’abitazione.


I militari sono intervenuti nel giro di pochi minuti, bloccando il 35enne subito dopo aver ricevuto dalla vittima 200 euro in contanti. Contestualmente, al termine di un breve inseguimento, è stata fermata anche la complice che, accortasi dell’arrivo dei Carabinieri, tentava di allontanarsi a bordo dell’auto utilizzata per raggiungere il luogo.


Alla luce del quadro indiziario raccolto, i due sono stati arrestati e trattenuti nelle camere di sicurezza della Compagnia di Perugia. Il Giudice del Tribunale di Perugia, dopo la convalida dell’arresto, ha disposto per l’uomo gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico e per la donna l’obbligo di dimora nel comune di residenza con presentazione alla polizia giudiziaria.


Il Comando Provinciale dei Carabinieri rinnova l’invito alla massima prudenza: nessun appartenente alle Forze dell’Ordine chiede denaro o gioielli per risolvere presunte vicende giudiziarie. In caso di telefonate sospette è fondamentale non fornire informazioni personali, non consegnare denaro o oggetti di valore e contattare immediatamente il 112.

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