Home Blog Page 82

Concluso presso la scuola di Arti e Mestieri, “G.O. Bufalini” il corso di saldatura per i dipendenti SIGIT, tutti superano

10 lavoratori, 7 donne e 3 uomini, si sono qualificati con successo grazie al progetto GOL della Regione Umbria

Fra teoria e pratica, sui banchi di scuola e laboratori per rimettersi in “gioco” ed iniziare una nuova esperienza di lavoro. Si è concluso presso la scuola di Arti e Mestieri, “G.O. Bufalini” il percorso formativo di 300 ore per ottenere l’attestato di qualifica professionale per addetto alla saldatura, finanziato dalla Regione Umbria attraverso il progetto G.O.L. per i dipendenti della SIGIT, di San Giustino, storia azienda, dal 1972 specializzata nella attività di soffiaggio materie plastiche ed interessato da varie trasformazioni nel corso degli anni

Fra teoria e pratica, sui banchi di scuola e laboratori per rimettersi in “gioco” ed iniziare una nuova esperienza di lavoro. Si è concluso presso la scuola di Arti e Mestieri, “G.O. Bufalini” (117 anni di storia alle spalle) il percorso formativo di 300 ore per ottenere l’attestato di qualifica professionale per addetto alla saldatura, finanziato dalla Regione Umbria attraverso il progetto G.O.L. ( garanzia di occupabilità dei lavoratori, attuato in Umbria attraverso il Piano Attuativo Regionale (PAR) e finanziato dal PNRR). Dal mese di ottobre scorso dieci dei lavoratori dell’azienda SIGIT, di San Giustino (dal 1972 specializzata nella attività di soffiaggio materie plastiche ed interessato da varie trasformazioni nel corso degli anni) sette donne e tre uomini, di età media 50 anni, hanno seguito le lezioni presso il laboratorio di meccanica e saldatura indossando tute, maschere e attrezzi da lavoro per essere pronti ad affrontare un nuovo percorso lavorativo questa volta con il metallo in produzione. Altri 15 dipendenti sono stati impegnati in un ulteriore corso su parte elettrica sempre legato al progetto GOL. I lavoratori della SIGIT sono attualmente in cassa integrazione e impegnati in un importante processo di riqualificazione professionale legato alla riconversione produttiva dell’impresa verso il settore dei dispositivi medici. La scorsa settimana si è concluso il percorso con l’esame finale e tutti i partecipanti hanno conseguito l’attestato di qualifica, completando con successo un iter intenso e altamente specializzato, costruito per rispondere in modo concreto alle nuove esigenze produttive dell’azienda e, allo stesso tempo, rafforzare l’occupabilità delle persone coinvolte. L’esperienza, avviata nell’ambito dello Strumento 5 del Programma GOL – Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori, è stata resa possibile anche grazie al contributo e al lavoro di orientamento del Centro per l’Impiego di Città di Castello, che ha risposto in maniera rapida ed efficace assegnando priorità ai colloqui con i lavoratori in cassa integrazione e permettendo l’inserimento dei lavoratori nella misura e la conseguente attivazione del percorso formativo. «Vedere arrivare a conclusione questo corso con risultati così positivi è motivo di grande soddisfazione – sottolinea Alvaro Bianconi, docente storico di saldatura della Scuola Bufalini –. Le partecipanti e i partecipanti hanno dimostrato costanza, serietà e una forte motivazione, affrontando un percorso impegnativo con spirito di collaborazione e grande professionalità». «Questo risultato conferma il valore di una formazione pensata insieme alle imprese e ai servizi per il lavoro – dichiara il direttore della Scuola Bufalini, Marco Menichetti –. La conclusione del corso non è un punto di arrivo, ma un passaggio fondamentale dentro un percorso di cambiamento che tiene insieme innovazione industriale e tutela dell’occupazione». «Il Programma GOL dimostra ancora una volta la sua efficacia quando riesce a tradursi in esperienze concrete come questa – aggiunge il presidente della Scuola Bufalini, Giovanni Granci –. La collaborazione tra Scuola Bufalini, Centro per l’Impiego e impresa ha permesso di valorizzare le competenze delle persone, con un’attenzione significativa anche alla presenza femminile nei settori tecnici e specializzati». Di rete virtuosa che si è creata da tempo a Città di Castello ed in altotevere fra formazione e lavoro, grazie alle scuole ed a centri di eccellenza come la “Bufalini”, hanno parlato anche i sindaci di Città di Castello e San Giustino, Luca Secondi e Stefano Veschi, sottolineando l’esempio dei dipendenti dell’azienda che si sono rimessi in gioco puntando sulla formazione di qualità per mantenere il posto di lavoro: “un primo straordinario risultato è stato raggiunto. Le competenze e la capacità di fare rete fra pubblico e privato messe in atto dalla scuola di Arti e Mestieri, pagano e ci fanno guardare al futuro con ottimismo”, hanno concluso i sindaci augurando alle maestranze un futuro roseo. La procedura Sigit è la prima, in regione Umbria, che, in base alla normativa in materia di CIGS (cassa integrazione guadagni straordinaria) entrata in vigore nel 2025, promuove l’erogazione di politiche attive in favore di lavoratori soggetti a contratto di solidarietà difensivo. Nello specifico sono stati individuati percorsi formativi per i dipendenti individuati dall’azienda che dovranno operare in un nuovo contesto produttivo, oggetto di riorganizzazione aziendale. Il progetto di politiche attive è stato definito da Arpal Umbria in collaborazione con l’azienda, le organizzazioni sindacali, Sviluppo Lavoro Italia e prevede una efficace sinergia con le agenzie formative del territorio. L’esperienza conclusa con i lavoratori SIGIT rappresenta un ulteriore esempio di come le politiche attive del lavoro, se ben integrate con il sistema formativo e il territorio, possano accompagnare con successo le transizioni produttive e professionali.

Commenti

Foligno, il “San Giovanni Battista” compie venti anni: quando un presidio ospedaliero cambia il modo di curare

0

Vent’anni possono sembrare un tempo breve per misurare l’impatto di una struttura sanitaria. Eppure, a due decenni dall’apertura del nuovo ospedale “San Giovanni Battista”, Foligno può rivendicare qualcosa di più di un semplice anniversario: un’esperienza che ha inciso profondamente sul modo di pensare e organizzare l’assistenza ospedaliera in Umbria.

Il 2006 ha segnato per la città e per la comunità una svolta. L’abbandono della sede storica nel centro cittadino non ha rappresentato soltanto un cambio di indirizzo, ma l’avvio di una trasformazione culturale. Il nuovo ospedale è nato infatti con l’ambizione di superare l’assetto tradizionale per reparti, puntando su un’organizzazione capace di adattarsi ai bisogni reali dei pazienti.

“Una scommessa vinta” – ha dichiarato la Presidente della Regione Umbria Stefania Proietti intervenuta alla cerimonia di celebrazione del Ventennale del presidio ospedaliero di Foligno, promossa dall’Azienda Usl Umbria 2 e tenuta in una sala Alesini gremita in ogni ordine di posti.

“Oggi – ha aggiunto – l’ospedale di Foligno si colloca all’interno della rete ospedaliera umbra con un ruolo da protagonista in coerenza con il Piano sociosanitario. È riconosciuto come polo ospedaliero fondamentale nel sistema sanitario regionale e punto di riferimento per la gestione iniziale delle emergenze tempo-dipendenti e delle patologie acute e croniche a media e bassa complessità. Un ruolo che va consolidato e rafforzato insieme ad un piano di assunzione con l’ingresso di nuovi professionisti e la copertura di ruoli chiave oggi vacanti quali la direzione della struttura complessa di Ostetricia e Ginecologia. Gli investimenti in tecnologie e innovazione, insieme all’integrazione ospedale territorio, qualificheranno ulteriormente la risposta ai cittadini”. 
A tal proposito la Presidente, anche in questa occasione, ha confermato l’impegno della Regione Umbria a realizzare anche a Foligno la Casa della Comunità, “un punto di accesso unico – ha spiegato – per l’assistenza sanitaria, sociosanitaria e sociale di prossimità. Il suo ruolo è integrare medici, infermieri e assistenti sociali per gestire la cronicità, prevenire malattie e ridurre l’affollamento negli ospedali, offrendo cure personalizzate”. 


“La prospettiva dei prossimi anni – ha spiegato la Presidente Proietti – guarda al digitale e alle nuove tecnologie quali la telemedicina, l’integrazione dei dati e la sperimentazione responsabile dell’intelligenza artificiale come supporto alle decisioni cliniche. Tecnologie pensate non per sostituire il professionista, ma per rafforzarne il ruolo”.
“La direzione è chiara e tracciata: continuare a tenere insieme innovazione e centralità della persona, perché il futuro della sanità – ha concluso Stefania Proietti – passa dalla capacità di curare meglio, senza perdere l’umanità”.

Alla celebrazione sono intervenute numerose personalità che a vari livelli hanno consentito la nascita del “San Giovanni Battista”. Da Maria Rita Lorenzetti, presidente della Giunta Regionale dal 2000 al 2010, al management che ha gestito il passaggio dalla sede storica al complesso di via Arcamone fino al personale di allora che ha contribuito alla crescita delle attività ospedaliere.

“In un contesto nazionale ancora fortemente ancorato alla divisione per discipline – è stato ricordato nel corso della cerimonia – Foligno ha scelto una strada diversa, diventando uno dei primi siti pilota del modello per intensità di cura. Un’impostazione che ribaltava la logica classica del ricovero: non più il paziente che si sposta tra reparti, ma un sistema che si organizza attorno alla gravità clinica e alla complessità assistenziale”.

A questa visione si è affiancato un forte investimento tecnologico. Dalla PET-TC, tra le prime attivate nel Centro Italia, alla telecardiologia, fino alla progressiva digitalizzazione dei processi clinici e organizzativi, il nosocomio ha puntato su strumenti in grado di migliorare diagnosi, efficienza e sicurezza delle cure.

La presa in carico più continua e personalizzata, la necessaria collaborazione strutturata tra professionisti e specialità, l’idea dei “reparti aperti” e di una rianimazione pensata non come spazio chiuso, sono scelte ancora oggi attuali di un presidio profondamente legato alla città come confermato anche dall’adesione delle massime autorità civili, militari religiose, ma anche di tanti cittadini e rappresentanti delle associazioni alla giornata promossa dall’Azienda Usl Umbria 2.

Sono intervenuti, tra gli altri, il sindaco di Foligno, Stefano Zuccarini che ha portato i saluti della città, il presidente della Commissione Sanità del Senato della Repubblica Francesco Zaffini, l’ex presidente della Regione Lorenzetti che ha ripercorso le tappe più significative della nascita del presidio ospedaliero fino agli interventi del direttore del dipartimento di Riabilitazione Mauro Zampolini, del direttore del DEA, Dipartimento Emergenza Accettazione nonché direttore del Pronto Soccorso e della Medicina di Urgenza Giuseppe Calabrò, della direttrice del “San Giovanni Battista” Orietta Rossi, della direttrice Salute e Welfare Regione Umbria Daniela Donetti e del direttore generale della Usl Umbria 2 Roberto Noto che con la Presidente della Regione Umbria Stefania Proietti ha concluso l’evento.

“Sicurezza delle cure e integrazione territoriale sono i pilastri su cui stiamo costruendo il Piano socio sanitario della Regione – ha dichiarato Daniela Donetti, Direttrice regionale salute e welfare. Le innovazioni funzionano quando durano nel tempo, come dimostra l’esperienza dell’Ospedale di Foligno, anche sulla base dei principali dati di monitoraggio che mostrano miglioramenti nel 2025 rispetto al 2024. L’ospedale rappresenta un punto di riferimento importante. I professionisti che vi operano lo stanno facendo crescere con la consapevolezza che la strada è lunga, ma possibile e di successo se si lavora insieme. Una volta ultimate le tecniche di funzionamento – ha concluso la Direttrice regionale – lavoreremo insieme ai professionisti alla realizzazione delle reti di patologia e per la costruzione del Piano sociosanitario nei diversi punti”.

“L’azione di governo aziendale – ha spiegato il direttore generale della Usl Umbria 2 Roiberto Noto – in linea con il Piano Socio Sanitario regionale e con la programmazione regionale della riorganizzazione di una rete ospedaliera più efficace ed efficiente, mira a rafforzare la struttura Folignate, potenziando i setting assistenziali nel fine di innalzare in modo significativo gli attuali standard quali-quantitativi prestazionali e puntando sull’alta tecnologia, sull’innovazione e sull’organizzazione per intensità di cura”.

La giornata di ricordo ma anche di festa per l’ospedale e la città si è conclusa con la scopertura di una targa, alla presenza della figlia Stella, in memoria del prof. Orfeo Carnevali, scomparso nel 2009, protagonista della sanità umbra, capace di visione, grande innovatore e determinante, sia nella veste di consigliere comunale che in quella di Presidente del Comitato di Gestione, per la realizzazione del nuovo Ospedale.

Commenti

Città di Castello: convegno sulla Legge Basaglia al Circolo Tifernate il 1° febbraio

Esperti discuteranno di salute mentale e riforme, con possibilità di crediti formativi

Domenica 1 febbraio alle ore 16.00 presso Il Circolo Tifernate Accademia degli Illuminati  si terrà il secondo dei due convegni promossi dal Circolo Tifernate, inseriti nella IV edizione de Le Domeniche del Circolo e realizzati con il patrocinio della Regione Umbria e la collaborazione del Comune di Città di Castello. Novità di questa programmazione i CONVEGNI che intendono promuovere il dialogo tra ricerca scientifica, istituzioni e cittadinanza sui grandi temi contemporanei. Vedranno per la prima volta la collaborazione con l’Università degli Studi Link, a forte vocazione internazionale il cui obiettivo è fornire  agli studenti la preparazione e le competenze necessarie ad affrontare le sfide del mondo del lavoro.  Una Università dalla forte carica innovativa in grado di valorizzare al meglio lo sviluppo di capacità, di abilità essenziali per diventare competitivi in un mondo in continuo cambiamento. 

I CONVEGNI in programma affronteranno tematiche di grande attualità, destinati ad un  pubblico di specialisti e non, pronti al confronto e all’approfondimento. Relatori di alto livello offriranno ai presenti  contributi a carattere accademico e spunti per la ricerca. 

Il secondo convegno in programma vede la collaborazione con  AMI Umbria presidente Avv. Nada Lucaccioni e l’evento previa iscrizione consente di avere n. 2 crediti formativi in materia di diritto penale. Per iscrizioni perugia@ami-avvocati.itavvnadalucaccioni@gmail.com

Il tema che verrà trattato prende spunto dalla presentazione della monografia :

 “Dalla Legge Basaglia al Trattamento Sanitario Obbligatorio – Analisi critica”, Lefebvre Giuffrè, 2025  di Filippo Teglia

Tavola rotonda “47 anni dalla Legge Basaglia – Attuata?”

Saluti

Coordina Catia Cecchetti,  curatrice dell’iniziativa

Gregorio Anastasi,  Presidente del Circolo Tifernate 

Benedetta Calagreti, Assessore alle Politiche sociali del Comune di Città di Castello

Letizia Michelini, Consigliere regionale, Presidente della seconda Commissione permanente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria

Modera gli interventi

Nada Lucaccioni, Presidente AMI Umbria

Luca Natalicchi, Direttore dell’Area Nord del Dipartimento Salute Mentale USL Umbria 1

Daniele Cenci, Presidente di Sezione penale Corte d’Appello di Firenze e autore della postfazione

Autore, avvocato penalista, cassazionista del Foro di Spoleto, giornalista pubblicista

Francesco Falcinelli, Vice Presidente della Camera penale di Perugia,  

L’argomento vuole mettere a confronto il mondo socio-sanitario e quello giuridico-amministrativo nell’approfondimento di un tema così delicato come quello della salute mentale in merito alle riforme perpetratisi nel tempo fino alla Legge Basaglia 180/1978. Quest’ultima ha rivoluzionato la psichiatria italiana, abolendo i manicomi e istituendo l’assistenza territoriale; ridotte le contenzioni fisiche e farmacologiche puntando sulla dignità, la cura nel contesto sociale e il trattamento sanitario volontario. Una accurata riflessione sul TSO trattamento sanitario obbligatorio, procedura medica e amministrativa italiana (legge 833/1978). 

Una tavola rotonda a più voci  nella quale capire il successo e i limiti della legge dello psichiatra veneziano, il reale sostegno e funzionamento dei centri territoriali o dipartimenti di Salute Mentale e il dialogo effettivo tra il comparto medico assistenziale e quello giudico amministrativo con particolare attenzione al malato e alle famiglie.

Commenti

Legge Regionale Toscana sul Turismo: Francesca Mercati (Assessore Cultura, commercio, turismo Sansepolcro) “opportunità importante per il nostro comprensorio”

Francesca Mercati, Assessore alla Cultura, Turismo e Commercio del Comune di Sansepolcro, si è recentemente espressa riguardo alla nuova Legge Regionale Toscana sul Turismo, sottolineando l’importanza di un approccio integrato per promuovere il nostro territorio.

“La legge rappresenta un’opportunità importante per valorizzare il patrimonio culturale, naturale, artigianale ed enogastronomico della Valtiberina Toscana,” ha dichiarato Mercati. “Non si tratta solo di attrarre turisti, ma di creare esperienze autentiche che coinvolgano i visitatori e li invitano a scoprire le bellezze meno conosciute dei nostri borghi.”

Un aspetto chiave sottolineato dall’assessore è l’importanza della sostenibilità. “La nostra strategia deve essere orientata verso un turismo responsabile che favorisce la preservazione dell’ambiente e delle tradizioni locali,” ha continuato.

Mercati ha inoltre accennato alla necessità di un coinvolgimento attivo delle comunità locali, affinché possano beneficiare direttamente dell’afflusso turistico. “In questo modo, non solo sosteniamo l’economia locale, ma creiamo anche un legame più forte tra residenti e visitatori.”

La Legge Regionale Toscana sul Turismo, secondo Mercati, segna l’inizio di una nuova era per il settore, ponendo Sansepolcro e la Toscana al centro di un palcoscenico turistico innovativo e sostenibile.

Il varo della nuova legge regionale sul turismo? È un impegno che la preoccupa?

“Sicuramente è un impegno enorme, ma anche una grande soddisfazione. Essere il comune capofila rappresenta un’opportunità non solo per Sansepolcro ma per l’intero territorio della Valtiberina toscana. Questo cambiamento comporta una serie di sfide organizzative che dovremo affrontare, ma lo vedo come un passo positivo. La regione ha avuto una buona intuizione e ora dobbiamo lavorare per cogliere questa opportunità”.

Quali sono le principali caratteristiche della nuova legge sul turismo e come influenzerà la gestione dei comuni della Valtiberina?

“La legge prevede l’istituzione delle comunità d’ambito, che nel nostro caso comprende sette comuni della Valtiberina. Il comune di Sansepolcro avrà un ruolo centrale nella gestione e nel coordinamento delle attività turistiche, rendendo la gestione più incisiva rispetto a quanto era in passato. Inoltre, ci sarà un riavvicinamento del controllo del territorio, che prima era gestito da enti terzi. Siamo in una posizione favorevole per mettere in rete il nostro patrimonio turistico e culturale”.

In che modo pensate di promuovere il turismo nella Valtiberina?

“Per attirare visitatori, è fondamentale offrire esperienze uniche che coinvolgano tutti i sensi. Abbiamo molte risorse da valorizzare, come l’enogastronomia, e dobbiamo sviluppare percorsi che mettono in luce queste eccellenze. È necessario anche un lavoro di marketing significativo per far conoscere le bellezze del nostro territorio, che spesso resta in ombra. Spero che questa legge ci permetta di incrementare la visibilità della nostra area”.

Come intendete coinvolgere le attività locali, come agriturismi e ristoranti, nel processo di sviluppo turistico?

“Abbiamo già avviato una collaborazione con una società esterna per redigere un progetto. È fondamentale che tutte le attività legate all’accoglienza facciano rete. Vogliamo stimolare l’interesse delle attività economiche verso le amministrazioni locali, approcciandoci in modo sinergico. Un lavoro collettivo è essenziale per sfruttare al meglio le potenzialità del nostro territorio”.

Quali sono le maggiori sfide che dovrete affrontare nell’applicazione di questa legge?

“La maggiore sfida è formare adeguatamente tutto il personale e la popolazione all’accoglienza turistica. Non basta attrarre turisti: dobbiamo anche assicurarci di saperli accogliere nel modo giusto. C’è una sensibilità crescente verso il turismo come opportunità economiche, ma dobbiamo lavorare duramente per trasformarla in realtà. Sarà un percorso lungo, ma credo che con il giusto impegno possiamo fare grandi progressi”.

Infine, quali speranze ha per il futuro del turismo nella Valtiberina?

“Spero vivamente che questa grande opportunità consenta al nostro territorio di emergere e farsi conoscere, non solo per l’arte e la cultura, ma anche per le sue eccellenze gastronomiche e naturali. È tempo di riscoprire e valorizzare ciò che abbiamo, per costruire un futuro più luminoso per il turismo nella Valtiberina”.

Commenti

Città di Castello, il Sindaco si congratula il vescovo Paolucci Bedini “un prestigioso incarico che premia competenza ed esperienza”

Il sindaco Luca Secondi ha rivolto al vescovo Luciano Paolucci Bedini un sentito messaggio di congratulazioni per la nomina da parte della CEI ad assistente nazionale del Masci. “Un prestigioso ed importante incarico che premia anche la competenza ed esperienza diretta maturata nel corso degli anni nell’ambito dello scoutismo un aspetto della nostra società ed un modo di vivere e praticare valori e ideali che accomunano tante persone”, ha dichiarato il sindaco Luca Secondi nell’augurare al vescovo Paolucci Bedini buon lavoro nello svolgimento del nuovo incarico

Commenti

Quellideladelponte: Cena-Veglione con DJ Enzo Persuader al Boschetto il 31 gennaio Prenotazioni aperte!

La Società Rionale Quellideladelponte, del presidente Marsilio Sinatti e tutto il Consiglio Direttivo, organizza presso il Ristorante Il Boschetto il prossimo sabato 31 gennaio 2026 la “Cena – Veglione” con l’ospite speciale – DJ Enzo Persueder pseudonimo di Enzo Ferrarini, celebre DJ, speaker radiofonico e animatore italiano, noto per essere stato una colonna portante della riviera romagnola, specialmente come DJ resident del Bandiera Gialla negli anni ’80. Famoso per i suoi travestimenti stravaganti e le animazioni coinvolgenti, ha collaborato con numerose radio (tra cui Radio Stella, RTL 102.5) e partecipato a programmi televisivi.

La cena presso il Ristorante Il Boschetto avrà un menù fisso con antipasti, primo, secondo, contorno e dolci, bevande inlcuse.

Per le prenotazioni ed info è possibile contattare i seguenti numeri Marsilio: 336 531494 e Massimo 3282749493.

Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

Commenti

La Cei nomina il vescovo Paolucci Bedini assistente nazionale del Masci

Nel corso dei lavori del Consiglio permanente, la Conferenza episcopale italiana ha provveduto ad alcune nomine. Tra queste, la nomina di mons. Luciano Paolucci Bedini, vescovo delle diocesi di Gubbio e di Città di Castello, ad Assistente ecclesiastico nazionale del Movimento adulti scout cattolici italiani (Masci).
Il Masci ha accolto la nomina con grande gioia e riconoscenza, ringraziando la Cei per questo dono che dà compimento a un cammino di amicizia e collaborazione già avviato negli ultimi anni. Un percorso condiviso, segnato dallo stile dello scoutismo adulto e da una profonda comunione ecclesiale. Nel messaggio dell’associazione, un sentito ringraziamento è stato rivolto anche a padre Angelo Gonzo per il servizio svolto come Assistente ecclesiastico nazionale negli anni passati, insieme a un caloroso saluto scout al nuovo assistente, con l’augurio di poter “fare tanta buona strada insieme”.
Il vescovo Paolucci Bedini è da sempre legato allo scoutismo. Da bambino entra nel movimento scout grazie allo zio, fratello di suo padre, sacerdote e fondatore di un gruppo scout. Quelli nello scoutismo sono per lui anni di crescita umana e spirituale. Negli anni del seminario prima e da sacerdote poi, ha continuato il cammino all’interno del movimento scout e ha prestato il suo servizio come assistente ecclesiastico del suo gruppo in Ancona e nella formazione regionale dei capi scout. Dal 2005 al 2010 è stato anche assistente regionale dell’Agesci Marche.

Nella foto sotto: il vescovo Luciano insieme al gruppo Masci di Gubbio

Commenti

Baldaccio d’Anghiari, l’avventura delle armi nel Quattrocento, sabato la presentazione a Sansepolcro

Sabato 31 gennaio alle ore 17:30 presso la Libreria del Frattempo (Sansepolcro, Viale Armando Diaz, 2)

si terrà l’INCONTRO CON L’AUTORE con Alberto Barelli, autore del volume Baldaccio d’Anghiari, l’avventura delle armi nel Quattrocento, edito da MINERVA EDITORE.

La presentazione del volume sarà l’occasione per l’esposizione della nuova teoria con la quale viene fatta luce sui veri motivi che hanno portato all’uccisione del condottiero anghiarese, avvenuta a Firenze il 6 settembre 1441 a Palazzo Vecchio, e che ha rappresentato per oltre mezzo millennio un vero e proprio giallo, sia rispetto ai responsabili che alle vere ragioni del delitto.

La ricostruzione di ogni aspetto dell’assassinio è stata possibile grazie all’individuazione di nuovi elementi e informazioni inedite, che permettono di riconoscere un ruolo fondamentale proprio alle vicende politiche e militari che hanno interessato Borgo San Sepolcro. Più in generale verrà illustrato il legame di Baldaccio Bruni con la città pierfrancescana, della quale fu protettore militare, e soprattutto saranno evidenziate le ragioni che hanno portato a fare cadere l’oblio su tale pagina della storia cittadina.

L’incontro è promosso dall’associazione Officina Civico 2.

Per informazioni Tel. 333 7814803

Commenti

Gianluca Magrini entra nella Segreteria del Partito Democratico di Umbertide

0

Gianluca Magrini entra nella Segreteria del Partito Democratico di Umbertide. 33 anni, tecnico di laboratorio biomedico farà parte della squadra del segretario comunale Filippo Corbucci – Consigliere Comunale Umbertide, che poi ricorda come “dobbiamo tenere insieme i nostri iscritti, i nostri circoli, il mondo dell’associazionismo, del civismo.

Nei prossimi mesi intensificheremo la discussione sull’idea di città che il Pd vuole mettere in campo nei prossimi anni, sullo stato della nostra democrazia, e su come il Pd starà dentro questa trasformazione. La segreteria comunale del PD, con l’arrivo di Gianluca, farà un ulteriore passo in avanti sia sul fronte delle competenze sia su quello dell’unità e della coesione.

Continua anche l’organizzazione dei tavoli tematici, che saranno il cuore della nostra azione politica, un percorso articolato che ha l’ambizione di formare una nuova classe dirigente, sviluppare le nostre proposte, intensificare il lavoro sui territori e nelle sezioni.”

Commenti

Scuola, Dimensionamento Scolastico 2026/2027: i Genitori di Città di Castello chiedono Trasparenza e Dati Certi al Commissario Ad Acta

Città di Castello, 28 gennaio 2026 – A seguito delle recenti determinazioni assunte dall’Ufficio Scolastico
Regionale per l’Umbria in merito al piano di dimensionamento scolastico per l’anno 2026/2027, i
rappresentanti dei genitori degli alunni del Primo Circolo Didattico “San Filippo” di Città di Castello
esprimono profonda preoccupazione e richiedono un immediato chiarimento pubblico e trasparente,
supportato da dati tecnici verificabili, sulle motivazioni strutturali di tale scelta amministrativa; senza
questi dati, qualsiasi atto di dimensionamento rischia di apparire discrezionale piuttosto che ragionato e
coerente con i criteri normativi nazionali e regionali.
Le famiglie degli studenti tifernati non intendono subire passivamente decisioni che impattano
drasticamente sulla qualità della didattica e della pedagogia, senza che queste siano supportate da una
chiara e dettagliata motivazione tecnica.
In base agli ultimi atti di programmazione regionale e alle interlocuzioni istituzionali, le proposte iniziali di
dimensionamento avrebbero dovuto interessare in primo luogo i territori di Gubbio e Terni, sulla base
dei criteri ministeriali di adeguamento della rete scolastica. Terni aveva espresso forti dubbi e aperto
proteste formali, e soltanto nella giornata odierna è arrivata la notizia dell’estensione del
dimensionamento a Città di Castello senza alcun preavviso alle famiglie interessate. Questa sequenza
di eventi rende imprescindibile la pubblicazione dei riscontri numerici e dei criteri specifici attraverso i
quali il Commissario ha ritenuto più urgente l’intervento su Città di Castello. Riteniamo che già oggi i
numeri delle singole direzioni didattiche (Primo Circolo “San Filippo”, Direzione Didattica 2° Circolo
“Pieve delle Rose” e Scuola Statale Secondaria di Primo Grado “Alighieri – Pascoli”) siano elevati, e che
quindi l’accorpamento possa creare due degli istituti comprensivi più grandi dell’Umbria, andando ad
implementare anche le difficoltà organizzative che riguardano, tra le altri, anche le sedi.
Un fatto strutturale rilevante, che non può essere ignorato, è che la Scuola Secondaria di Primo Grado
“Dante Alighieri”, cuore della possibile riorganizzazione verticale con i plessi di infanzia e primaria, è
ancora priva di una propria sede definitiva. A causa di ritardi e blocchi nei lavori di demolizione e
ricostruzione finanziati dal PNRR, oggi gran parte dell’attività didattica si svolge in locali temporanei
istituiti dall’Amministrazione. La logica strutturale che sta alla base del dimensionamento presuppone il
pieno funzionamento delle sedi scolastiche interessate. Accorpare quindi a regime in un’unica
autonomia due Direzioni Didattiche (primaria/infanzia) con la scuola media “Alighieri-Pascoli”, la cui sede
primaria è ancora oggetto di lavori, espone la comunità scolastica non solo a critiche difficoltà di gestione
logistica delle sedi, per l’assenza di spazi definitivi, ma anche a complesse interferenze organizzative
dovute all’allocazione temporanea delle classi e alla mancata garanzia di regolare erogazione dell’attività
scolastica nelle strutture definitive.
Una scelta così immediata e non condivisa rischia inoltre di compromettere la continuità e la sostenibilità
di progetti di eccellenza già attivi, costruiti negli anni grazie a una gestione mirata e a un equilibrio
organizzativo che verrebbe meno con la creazione di macro-istituti difficilmente governabili.
L’unificazione sotto un’unica dirigenza di plessi scolastici eterogenei per grado, numerosità,
distribuzione territoriale e disponibilità delle sedi rischia di generare strutture amministrative
eccessivamente complesse, difficili da governare in modo efficace, con ripercussioni sulla sicurezza,
sulla tempestività degli interventi e sulla qualità della gestione ordinaria e straordinaria.

La scuola è presidio pubblico, comunitario e culturale, per cui qualunque riorganizzazione deve garantire
la piena funzionalità delle sedi, l’effettiva autonomia organizzativa e didattica e la gestione coerente delle
relazioni scuola-famiglia.
“Non accettiamo che la scuola venga trattata come una mera operazione contabile,” dichiarano i
rappresentanti dei genitori. “Chiediamo che il Commissario ad acta illustri le motivazioni tecniche dietro
questa scelta e che si apra un tavolo di ascolto reale con chi la scuola la vive ogni giorno. Urge
un’immediata convocazione di un tavolo pubblico con il Commissario ad acta e gli enti coinvolti per
esporre e discutere i criteri tecnici adottati, al fine di restituire alla comunità educativa tifernate chiarezza,
coerenza e partecipazione effettiva.”

Un gruppo di genitori della scuola primaria San Filippo del Primo Circolo Didattico.

Commenti

Arcaleni ( Castello Cambia) “Ci opponiamo ai tagli governativi sulle scuole di Città di Castello e chiediamo immediata revisione del provvedimento”

La scure del Commissario inviato dal governo Meloni a tagliare le Direzioni scolastiche colpisce incredibilmente Città di Castello: la Scuola Media “Alighieri-Pascoli” verrà smembrata. Nell’odierno decreto del Direttore dell’ Ufficio scolastico regionale, infatti, si legge che la sede Alighieri verrà accorpata al 2° Circolo Didattico e l’altra sede, la Pascoli, al 1° Circolo, generando altrettanti Istituti comprensivi.
Apparentemente sembra tutto plausibile. Ma non lo è affatto.


Siamo completamente fuori dagli stessi criteri numerici delle norme che, per il “computo delle autonomie scolastiche” prevedono un numero di alunni “non inferiore a 900 e non superiore a 1000”.
Ebbene, a parte il fatto che Autonomie scolastiche inferiori a 900 alunni sono tante, e non solo a Città di Castello, i due nuovi Istituti Comprensivi conterebbero ognuno oltre 1200 alunni!


Ribadisco quanto detto nei giorni scorsi: in tempi in cui troppo spesso si leggono episodi di cronaca sul disagio adolescenziale, sui gesti estremi di giovanissimi, seguiti da fiumi di inutili parole che rimandano alle più svariate responsabilità in capo alla scuola, si continuano a riempire classi-pollaio e, contemporaneamente, a tagliare il personale che di fatto di questi giovani si deve occupare.

Si blatera di merito, e invece che finanziare la qualità dell’istruzione e formazione, questo governo di destra insiste a tagliare risorse e personale alla scuola pubblica.
La decisione definita “tecnica”, ma che tale non è, poiché ha risparmiato altri territori con situazioni ben più critiche del nostro, dimostra anche una debolezza politica territoriale che va contrastata fortemente.
Questa scellerata operazione presenta seri problemi di fattibilità: la scuola Secondaria “Alighieri Pascoli” non ha due sedi, da ben tre anni, poichè la sede Alighieri è stata demolita e mai ricostruita.

Ben 27 classi sono presenti presso la sede Pascoli di via Collodi e tre provvisoriamente appoggiate in una sede di provvidenza.
Dunque, come verranno divisi fisicamente gli alunni delle classi che passeranno ad altra direzione?!
Si dimentica inoltre che la Scuola in questione ha un indirizzo musicale: resterà integro, verrà suddiviso, o eliminato per una delle due?


Come gruppo politico ci opporremo con tutte le nostre forze al depauperamento dell’offerta formativa e alla demolizione di un patrimonio educativo e culturale della città.
Siamo certi di non essere soli in questa battaglia e saremo al fianco delle istituzioni: ci appelliamo al Sindaco affinchè chieda con immediatezza la revisione del provvedimento commissariale, adducendo tutte le concrete motivazioni del caso, per scongiurare questo taglio e ottenere il mantenimento dell’unità della Scuola “Alighieri Pascoli”.


Commenti

Scuola pubblica e democrazia: il centrodestra fugge dal Consiglio mentre il Governo colpisce Città di Castello

La maggioranza consiliare di Città di Castello condanna con forza l’atteggiamento irresponsabile e strumentale del centrodestra, che dopo aver abbandonato l’aula consiliare tenta ora di riscrivere i fatti per coprire una scelta politica grave: difendere il Governo Meloni e i suoi tagli, anche quando colpiscono direttamente la nostra città.

«Le accuse di abuso, autoritarismo e forzature sono semplicemente false – dichiara Gionata Gatticchi, capogruppo del Partito Democratico –. La mozione sul dimensionamento scolastico è stata presentata nel pieno e rigoroso rispetto del Regolamento del Consiglio comunale, che prevede un’unica modalità possibile per l’inserimento di atti urgenti non iscritti all’ordine del giorno. Tutto è avvenuto nella massima linearità: richiesta motivata, discussione, voto del Consiglio. Chi oggi grida allo scandalo o non conosce il Regolamento o lo usa in malafede».

La verità è un’altra, ed è sotto gli occhi di tutti: l’urgenza era reale, fondata e purtroppo drammaticamente confermata dai fatti. Proprio in queste ore, attraverso la comunicazione dell’Ufficio scolastico regionale e le parole dell’assessore regionale Fabio Barcaioli, è emerso con chiarezza che i tagli decisi dal Governo Meloni colpiscono direttamente Città di Castello, smentendo clamorosamente chi sosteneva che la mozione fosse “ideologica” o priva di ricadute sul territorio.

Da anni il Comune di Città di Castello, con atti formali ha sostenuto che il nostro territorio aveva già dato. L’atto imposto dal Governo è irrazionale sul piano numerico, perché non riduce le dimensioni ma crea istituti-mostri, ed è irrealizzabile sul piano organizzativo e della sicurezza.

«Siamo di fronte a un atto tecnicamente illogico e politicamente violento – incalza Gatticchi – che colpisce un Comune che ha investito sulla qualità del sistema scolastico e che paga ancora una ferita pesantissima, quella della Dante Alighieri, imputabile a decisioni assunte altrove. Questo non è buon governo: è accanimento contro i territori e contro la scuola pubblica».

Il dimensionamento deciso dal Governo rappresenta dunque un atto politico punitivo, non una scelta tecnica: colpisce un Comune che ha investito sulla qualità della scuola pubblica, ignora le condizioni materiali degli edifici scolastici e scarica sulle famiglie, sugli studenti e sul personale scolastico il prezzo di scelte calate dall’alto.

«Chi è uscito dal Consiglio lo ha fatto per non dover scegliere – conclude Gatticchi –. Per non dover dire pubblicamente se stare dalla parte di Città di Castello o dalla parte del Governo che impone tagli e commissariamenti. Hanno preferito obbedire agli ordini di partito piuttosto che difendere famiglie, studenti e lavoratori della scuola. La vera lesione della democrazia non è stata la discussione di una mozione urgente, ma l’abbandono dell’aula e il tentativo di delegittimare il Consiglio comunale quando questo esercita fino in fondo il proprio ruolo».

I gruppi di maggioranza del PD, PSI e Lista civica Secondi rivendicano con forza una scelta chiara: stare dalla parte della scuola pubblica, dei territori e della Costituzione.

Continueremo a contrastare i tagli e a stare dalla parte delle famiglie, degli studenti e di chi vive e lavora ogni giorno nella scuola.

Chi preferisce difendere il Governo contro il proprio territorio e contro gli interessi dei propri concittadini se ne assuma fino in fondo la responsabilità politica.

Consigliere Gionata Gatticchi – Capogruppo PD

Consigliere Loriana Grasselli – Capogruppo PSI

Consigliere Rosanna Sabba – Capogruppo Lista civica Secondi Sindaco

Commenti

Scuola, dimensionamento e cantieri fantasma: il Governo colpisce Città di Castello, la destra locale volta le spalle alla città

È notizia di oggi che il piano di dimensionamento scolastico imposto dal Governo e fortemente avversato in primis da AVS, protagonista di una battaglia aspra a livello regionale tramite il nostro assessore all’istruzione Fabio Barcaioli,  non solo proseguirà, ma colpirà solo il Nord dell’Umbria. È notizia di oggi infatti che le città umbre toccate da questo provvedimento saranno Gubbio e Città di Castello. Una scelta grave, sbagliata e profondamente ingiusta, che smaschera definitivamente la propaganda della destra.

A rendere il quadro ancora più paradossale e inaccettabile è il fatto che il dimensionamento interesserà  l’Alighieri–Pascoli, una comunità scolastica già duramente colpita dall’incapacità dello Stato di portare a termine un cantiere di ricostruzione, che svolge la sua didattica in una situazione più che precaria. Prima l’abbandono degli edifici, ora il ridimensionamento: una doppia penalizzazione che famiglie, studenti e personale scolastico non meritano.

Per mesi la destra ha minimizzato, deriso le preoccupazioni di cittadini e opposizioni, liquidando il tema come una presunta “battaglia ideologica”. Oggi i fatti dimostrano l’esatto contrario: il dimensionamento non solo colpisce l’Umbria, ma colpisce direttamente Città di Castello e l’Altotevere.

Ancora più grave, sul piano politico e istituzionale, è quanto avvenuto nel Consiglio comunale di lunedì: di fronte alla discussione proprio su questo tema, una questione che incide concretamente e direttamente sulla vita di centinaia di famiglie e sul futuro di migliaia di bambini, Forza Italia e Fratelli d’Italia hanno scelto di disertare l’aula, sottraendosi al confronto democratico e alle proprie responsabilità, mentre tutta la destra in ordine sparso ha pubblicato comunicati vaneggianti per difendere la loro ignavia. Un’assenza che pesa come una dichiarazione politica: fedeltà ai propri riferimenti romani prima della difesa del territorio, l’ordine di partito anteposto agli interessi della comunità.

Ringraziamo il Consiglio comunale di Città di Castello: nonostante questo atteggiamento, ha approvato una mozione urgente che ribadisce come Città di Castello stia dalla parte della Costituzione e della scuola pubblica, contro una gestione autoritaria che impone tagli dall’alto, calpesta le autonomie locali e umilia le istituzioni democratiche ed i cittadini.

Non accetteremo che una scuola già martoriata venga ulteriormente penalizzata. Non accetteremo che decisioni sbagliate vengano imposte senza confronto, né che chi governa il territorio scelga il silenzio o l’assenza invece della responsabilità. Anche per questo siamo convinti dell’importanza di unire le forze progressiste della città: non possiamo lasciare a questi soggetti che non hanno a cuore il benessere della nostra comunità il governo di Città di Castello. Serve unire le forze per battaglie comuni, un rinnovamento ed una prospettiva di lungo respiro, serve lasciarci alle spalle divisioni su inezie e personalismi incomprensibili alla luce del quadro politico.
La scuola pubblica non è una variabile di bilancio né un terreno di propaganda: è un diritto fondamentale, e come tale va difeso.

Commenti

Dai cammini al centenario francescano: accoglienza, spiritualità e nuovi percorsi

La Sala Santo Stefano del Palazzo Vescovile ha ospitato oggi la conferenza stampa promossa dalla Diocesi di Città di Castello, in collaborazione con l’associazione Le Rose di Gerico, dedicata alla Via di Francesco e ai pellegrinaggi nell’Alta Valle del Tevere.
L’incontro ha rappresentato un momento di restituzione e rilancio, offrendo uno sguardo complessivo sull’accoglienza dei pellegrini nell’anno giubilare 2025, sull’avvio di nuovi servizi per il turismo religioso e sui primi appuntamenti di preparazione all’ottavo centenario dalla morte di san Francesco di Assisi.

Commenti

Dimensionamento Scolastico le dichiarazioni del sindaco Luca Secondi e assessore alle politiche scolastiche, Letizia Guerri

Dichiarazione del sindaco Luca Secondi e assessore alle politiche scolastiche, Letizia Guerri a seguito della comunicazione dell’Ufficio scolastico regionale per l’Umbria sul dimensionamento scolastico che riguarda le direzioni didattiche di Città di Castello.

Dichiarazione del sindaco Luca Secondi e assessore alle politiche scolastiche, Letizia Guerri a seguito della comunicazione dell’Ufficio scolastico regionale per l’Umbria sul dimensionamento scolastico che riguarda le direzioni didattiche di Città di Castello. “Al danno si aggiunge la “beffa”. L’assurdità di questa decisione presa dal commissario nominato dal governo va ad aggravare la situazione di una scuola demolita e abbandonata a se stessa per responsabilità sempre di livello nazionale. Questa assurda decisione, alla quale ci opporremo in tutte le sedi, penalizza ulteriormente il nostro territorio che anziché avere risposte concrete ,riceve “schiaffi”. Una scelta illogica e umiliante che non possiamo accettare. Ogni anno il comune a settembre come da prassi ha inviato all’Usr una comunicazione condivisa con tutti i presidi di ogni ordine e grado del territorio con cui si oppone al dimensionamento del territorio stesso in particolare per la Alighieri-Pascoli. Le direzioni didattiche che si vanno ad eliminare con il dimensionamento imposto contano circa 800 studenti cadauna. Con i comprensivi che andrebbe a definire il dimensionamento inoltre darebbe il via alla creazione di “mostri” a livello amministrativo-gestionale. Davvero una scelta illogica che va contro la necessità di andare ad incidere su istituti con numeri bassi finalizzata a risparmiare. Questo dimensionamento tra l’altro divide la Dante Alighieri che era già stata oggetto di dimensionamento: in passato c’erano due dirigenze scolastiche la Alighieri appunto e la Pascoli. Sono state fuse e si è creato l’Alighieri-Pascoli. Il dimensionamento creerebbe due comprensivi, uno facente riferimento con Alighieri ed uno con la Pascoli. Peccato che gli studenti sono tutti in un unico plesso perché la “Dante” non c’è più. Quindi un edificio che accoglieva i 300 studenti della Pascoli ne accoglie 650 quelli della Alighieri-Pascoli con due classi in esterna senza la sede secondaria per cui c’è anche il problema a livello di sicurezza e di creazione pratica: è una situazione illogica. Da tre anni il comune esprime formalmente la propria contrarietà a questa decisione del dimensionamento che mette in difficoltà le famiglie e dà uno “schiaffo” ad un comune che ha investito tanto sulla qualità del percorso formativo, sulle scuole e che sconta una ferita che è sotto gli occhi di tutti, quella della Dante Alighieri che è imputabile ad altri.”

Commenti

Verso le elezioni: la Sinistra per Castello avvia un percorso di incontri bilaterali per il futuro della città

La Sinistra per Castello ha chiesto a più riprese la convocazione di un incontro politico ampio per costruire un nuovo sistema di alleanze e per avviare una riflessione condivisa sul futuro di Città di Castello in vista delle future elezioni amministrative. 

Ad oggi, questo incontro non è mai stato convocato: non ne comprendiamo le ragioni, che saranno certamente legittime, ma il dato politico è che tutto è fermo.

Per questo riteniamo che, almeno per noi, sia arrivato il momento di rompere gli indugi. Nell’interesse esclusivo della città, chiederemo e avvieremo una serie di incontri bilaterali, a partire dalle forze politiche dell’attuale maggioranza e da quelle che a livello regionale fanno parte del Patto Avanti – Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra, Movimento 5 Stelle – per poi proseguire con le realtà sindacali, sociali e culturali della città.

Gli esiti di questi confronti saranno resi pubblici alla cittadinanza e costituiranno la base per la costruzione autonoma di una prospettiva politica e programmatica in vista delle prossime elezioni amministrative, fondata sulle grandi questioni del lavoro,del modello di sviluppo, della sanità, delle politiche sociali e dell’ambiente.

La Sinistra per Castello 

Commenti

Pallavolo: per Quarta traguardo raggiunto in contemporanea per i punti in A3 e per gli attacchi in carriera

0

Traguardo raggiunto in contemporanea per i punti in A3 e per gli attacchi in carriera. La soddisfazione del centrale biancazzurro, che però dichiara: “Sono concentrato sulla squadra”

Ha toccato il traguardo dei 1000 punti in Serie A3 durante la partita casalinga contro lo Stadium Mirandola. Era a quota 996 e, con i 13 messi a segno nella sfida di domenica scorsa, Augusto Quarta è salito per l’esattezza a 1009. In carriera, il centrale bolognese è a 1574, perché nel computo totale ci sono anche i 565 punti in A2. E nella stessa circostanza, il ribattezzato “John” ha superato quota 1000 (arrivando a 1007) anche nel totale degli attacchi vincenti, perché il suo curriculum è comprensivo di 83 ace e dei 484 muri, altra specialità del 32enne giocatore biancazzurro. Potenza Picena, Castellana Grotte, Massa e Reggio Emilia le piazze di A2 nelle quali è stato, mentre in A3 Quarta ha giocato a Portomaggiore e a Tuscania prima di approdare a San Giustino e ben 780 dei 1009 punti realizzati in categoria, pari al 77,3%, li ha messi giù con la maglia della ErmGroup Altotevere in quattro stagioni non ancora piene. “La soddisfazione è tanta – commenta Quarta – anche se torno a ripetere quanto avevo già detto in occasione dei 1500 punti in carriera: vuol dire che sto invecchiando. In questo momento, però, non sto pensando ai miei numeri: sono concentrato sulla squadra”.

Arrivato in vallata nell’estate del 2022, quando la società si è iscritta alla A3, aveva in origine un contratto biennale, poi la sua permanenza ha raddoppiato la durata. E il dato statistico evidenzia un risvolto umano: “Significa che San Giustino e l’Altotevere sono oramai casa mia; o quantomeno, mi sento a casa e credo che lo si noti bene. Qui mi sono trovato benissimo fin da subito”. Proprio per questo motivo, Quarta tiene vivo il suo sogno nel cassetto: la promozione con la ErmGroup. “Sarebbe eccezionale fare il salto di qualità, non solo per me ma per tutti. Io sono consapevole del fatto di essere giunto agli ultimi anni della mia carriera, quindi sento l’esigenza di ottenere un qualcosa di importante da regalare a questa società”.

Venendo alla stretta attualità, la squadra ha evidenziato segnali di risveglio e soprattutto ha ritrovato la vittoria, anche se da 2 punti. “Sappiamo di non trascorrere un momento favorevole e, alla luce di questo, dico che siamo stati bravi lo stesso, perché nella pallavolo – quando un’avversaria ti rimonta – spesso rischi di perdere al tie-break. Invece, abbiamo chiuso in nostro favore il quinto set. Certamente, c’è rammarico per il punto non preso, ma ribadisco: potevamo anche perdere. Pensiamo adesso ad Acqui Terme e a proseguire nella giusta strada, quella della vittoria: ci trasmette buon umore in settimana e ci farà bene in vista dei play-off”, precisa Quarta. Che sulla difficoltà del match di domenica prossima (i piemontesi hanno sete di punti) si limita ad affermare: “A questo punto del campionato, non c’è più distinzione fra caratura di avversaria; qualunque sia l’obiettivo da raggiungere, ogni partita diventa una finale. Sarà perciò battaglia su tutti i campi”, conclude.

Commenti

Verso le elezioni ad Arezzo: Azione “pieno sostegno a Marco Donati”

Negli ultimi giorni si sono susseguite diverse letture e interpretazioni fuorvianti sul posizionamento politico di Azione Arezzo, quindi riteniamo doveroso, per correttezza e utilità, chiarire il punto.

Azione nasce e continua a muoversi nel solco del riformismo, della lotta al populismo e agli estremismi, mantenendo una collocazione autonoma, pragmatica e orientata esclusivamente alle soluzioni.

È opportuno richiamare le parole, ribadite da poco, del Segretario Carlo Calenda: “Nelle grandi città abbiamo sempre fatto scelte di merito sulla qualità del candidato”.

Per questo, unitamente al livello nazionale del partito rappresentato nella persona dell’On. Sottanelli presente alla conferenza stampa di lancio del progetto di Azione Arezzo in vista delle elezioni comunali, abbiamo scelto di sostenere Marco Donati che riteniamo, in questa fase storica di Arezzo, il profilo più credibile e competente per guidare la città e trasformare i nostri valori in proposte amministrative realizzabili.

Azione non si sposta né a destra né a sinistra, ma resta coerente con il mandato degli elettori: un centro che affronta i problemi con pragmatismo, applicando lo stesso metodo anche alle sfide della nostra città.

Il nostro obiettivo non è alimentare polemiche, ma aprire un confronto serio sui temi che interessano gli aretini e il loro territorio.

Su questi contenuti siamo e saremo sempre disponibili al dialogo con chi condivide un approccio riformista e responsabile.

Arezzo ha bisogno di soluzioni, non di bandierine.

Azione Arezzo

Commenti