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Montone – Nido d’Infanzia “Apomelilla”: aperte le iscrizioni per l’Anno Educativo 2025/2026

Grandi novità al Nido d’Infanzia “Apomelilla”! Sono ufficialmente aperte le iscrizioni per l’Anno Educativo 2025/2026! NOVITÀ: INGRESSO ANTICIPATO

Su richiesta, sarà possibile portare i piccoli al nido già a partire dalle ore 7.30.

​Offriamo un ambiente accogliente, stimolante e sicuro dove i vostri bambini possono crescere, giocare e scoprire il mondo insieme a noi.

​- Come ricevere informazioni? ​Per saperne di più sul progetto educativo, le tariffe e le modalità di iscrizione, contattaci subito: WhatsApp: +39 342 5222817

​Non aspettare, i posti sono limitati! Vi aspettiamo per iniziare insieme questa bellissima avventura.

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Metodo Montessori a Umbertide: grande successo per la presentazione del nuovo corso

Partecipazione numerosa e interessata per il corso che partirà a settembre 2026 alla scuola Garibaldi

Ha superato ogni aspettativa l’evento di presentazione del nuovo corso a differenziazione didattica Montessori, che prenderà ufficialmente il via a partire da settembre 2026 con la classe prima presso la scuola primaria Garibaldi di Umbertide. Un appuntamento che, nei giorni scorsi, ha registrato una partecipazione numerosa e attenta, richiamando molti genitori interessati ad approfondire le peculiarità del metodo e professionisti del mondo dell’educazione e della formazione, desiderosi di conoscere da vicino questa nuova e attesa proposta formativa per il territorio.

A rendere l’incontro particolarmente significativo è stata la presenza del Presidente e del Vicepresidente dell’Associazione Montessori di Perugia “Paolini”, che, in qualità di esperti del settore, forti di una lunga esperienza nell’insegnamento nelle scuole Montessori, hanno illustrato con chiarezza i principi fondanti e le potenzialità del metodo. Nel corso del dibattito sono stati affrontati e chiariti i dubbi e gli interrogativi dei presenti, mettendo in luce come l’approccio montessoriano favorisca l’autonomia, lo sviluppo del pensiero critico e il rispetto dei tempi di apprendimento di ogni bambino, valorizzando le specificità individuali.

La presentazione si è conclusa con un momento particolarmente apprezzato dai partecipanti: la visita guidata ai locali della scuola, che ha permesso di osservare da vicino le classi tradizionali e gli spazi che verranno dedicati al nuovo percorso Montessori. Un’occasione per toccare con mano la qualità degli ambienti scolastici.

Tutti gli ambienti di apprendimento della scuola primaria Garibaldi si distinguono infatti per essere curati nei minimi dettagli, funzionali e accoglienti, pensati per favorire la scoperta, la concentrazione e il benessere degli alunni. Gli arredi e l’organizzazione scientifica degli spazi hanno confermato l’impegno dell’istituto nel garantire un’esperienza scolastica di eccellenza, capace di rispondere alle esigenze educative contemporanee.

“Siamo orgogliosi della risposta della comunità a questa iniziativa – ha dichiarato la Dirigente Scolastica, Silvia Reali -. L’interesse dimostrato conferma che c’è una forte domanda di innovazione educativa che metta al centro il bambino e il suo sviluppo naturale.”

All’evento di presentazione ha preso parte anche l’Assessore Lara Goracci, che ha portato i saluti istituzionali del Sindaco e di tutta l’Amministrazione comunale, sottolineando l’importanza del nuovo percorso formativo: “L’Amministrazione ringrazia la dirigente Reali, le insegnanti e tutto il personale del primo circolo didattico. La possibilità di usufruire di un percorso di questo tipo è un’importante novità per il nostro territorio. Invito tutte le famiglie a considerare l’iscrizione dei propri figli, la metodologia montessoriana è un sistema educativo di grandissimo valore e l’Amministrazione è a disposizione per ogni percorso che possa aggiungere valore all’offerta formativa del nostro comprensorio”.

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Lavori pubblici, il centro-destra tifernate replica al bilancio dell’assessore Carletti: tra ritardi, costi in aumento e promesse mancate

Il bilancio dei lavori pubblici tracciato dall’assessore Riccardo Carletti restituisce un’immagine parziale e fortemente autocelebrativa dell’attività amministrativa del 2025, che non tiene conto delle numerose criticità emerse nella realizzazione delle opere e delle difficoltà che cittadini e territori hanno continuato a subire.

Molti degli interventi richiamati come risultati dell’azione di governo hanno infatti accumulato ritardi significativi rispetto ai cronoprogrammi iniziali, con cantieri avviati ben oltre le tempistiche annunciate o tuttora lontani dalla conclusione. In diversi casi, le opere sono state presentate come “in corso” o “avviate” nonostante si tratti di interventi programmati da anni, spesso già annunciati in precedenti bilanci e mai effettivamente portati a termine.

A ciò si aggiunge un elemento che l’assessore omette di evidenziare: numerosi progetti hanno richiesto variazioni in corso d’opera, con conseguenti incrementi dei costi e del cofinanziamento a carico del Comune e ovviamente dei cittadini. Una dinamica che solleva interrogativi sulla qualità della progettazione iniziale e sull’effettiva capacità di pianificazione dell’amministrazione, soprattutto in un contesto in cui le risorse comunali avrebbero dovuto essere tutelate con maggiore attenzione.

Il ricorso ai fondi del PNRR, ai fondi regionale di sviluppo (PR FESR 2021-2027) ad Agenda Urbana, inoltre, viene presentato come un successo esclusivo dell’attuale giunta, quando in realtà si tratta di opportunità straordinarie nazionali di cui hanno beneficiato tutti i territori. Opportunità che, nel caso di Città di Castello, non sempre si sono tradotte in cantieri efficienti, rapidi e risolutivi, ma spesso in interventi frammentati, rallentati o ridimensionati.

Particolarmente gravi sono i disagi legati ai cantieri scolastici, molti dei quali si stanno protrando da anni. Studenti, famiglie e personale scolastico continuano a convivere con trasferimenti, spazi provvisori, organizzazioni didattiche penalizzanti e incertezze costanti sui tempi di conclusione dei lavori. Altro che “attenzione alle giovani generazioni”: la quotidianità racconta una realtà fatta di sacrifici imposti sempre agli stessi.

Emblematico è il caso delle opere incompiute e delle grandi assenze, a partire da Piazza Burri, simbolo delle promesse non mantenute. A distanza di quattro anni dalla campagna elettorale, non solo non è stato realizzato alcun intervento, ma non esiste ancora un progetto concreto, né un cronoprogramma, né una visione condivisa per uno spazio strategico per la città. Una situazione che contrasta apertamente con gli impegni pubblicamente assunti e più volte ribaditi dall’attuale maggioranza.

Anche sul fronte della manutenzione ordinaria e della qualità degli interventi diffusi sul territorio, permangono criticità evidenti: strade dissestate, segnaletica carente e interventi tampone stanno creando disagi alla viabilità e un senso diffuso di abbandono in ampie parti del territorio comunale, spazi pubblici e frazioni continuano a segnalare disservizi, cantieri prolungati e soluzioni temporanee che non risolvono i problemi strutturali.

Per queste ragioni, riteniamo necessario riportare il dibattito su un piano di verità e responsabilità, riconoscendo sì l’impegno degli uffici e dei lavoratori coinvolti, ma senza nascondere ritardi, costi aggiuntivi e mancate realizzazioni. Città di Castello necessita di una programmazione più solida, di tempi certi e di opere realmente concluse, non di bilanci celebrativi che rischiano di allontanarsi dalla realtà vissuta quotidianamente dai cittadini.

I Consiglieri Comunali

Elda Rossi-Fratelli d’Italia

Riccardo Leveque-Fratelli d’Italia

Tommaso Campagni-Forza Italia

Andrea Lignani Marchesani-Castello Civica

Valerio Mancini-Lega Città di Castello

Roberto Marinelli-Civica Marinelli

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Bastia Umbra: 29enne trovato con materiale esplodente in auto, denunciato dai Carabinieri

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Cinque mortai pirotecnici artigianali sequestrati, il materiale sarà distriguito

I Carabinieri della Stazione di Bastia Umbra hanno denunciato in stato di libertà un 29enne, originario di Foligno e residente a Bastia Umbra, ritenuto responsabile di detenzione illegale di materiale esplodente.

Il giovane, che si trovava a bordo di un’autovettura, è stato fermato durante un normale controllo alla circolazione stradale e, siccome si è mostrato da subito particolarmente nervoso ed agitato, è stato sottoposto a perquisizione personale e veicolare.

All’esito delle operazioni di ricerca, i militari hanno rinvenuto cinque mortai pirotecnici di fabbricazione artigianale, classificati a tutti gli effetti come materiale esplodente. Si presume che il materiale, estremamente pericoloso se maneggiato impropriamente, fosse destinato all’utilizzo durante una festa privata. 

Dopo il ritrovamento, è stata effettuata una perquisizione domiciliare presso l’abitazione del ragazzo, con esito negativo. 

Il 29enne, in forza degli elementi indiziari raccolti a suo carico, per l’ipotesi delittuosa anzidetta, è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Perugia. 

Tutto il materiale esplodente è stato posto sotto sequestro e destinato alla successiva distruzione, nel rispetto delle rigorose normative vigenti, operazione che è stata condotta dai militari artificieri – antisabotaggio del Reparto Operativo Carabinieri di Perugia, quale unico team specializzato presente e  preposto ad effettuare interventi del genere nel particolare settore, sull’intero territorio regionale.

L’operazione rientra nel quadro dei servizi di controllo e prevenzione dei reati che l’Arma dei Carabinieri intensifica per garantire la sicurezza sul territorio, la cui costante presenza è cruciale per intercettare e disattivare situazioni di potenziale pericolo per la cittadinanza. 

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Quintetto “Alighieri-Pascoli”: concerto domenica al Centro Studi Musicali della Valtiberina

Musica classica e tradizioni popolari tifernati in un evento unico. Ingresso libero alle 17.30 presso l’Auditorium di Santa Chiara.

Il Quintetto “Alighieri-Pascoli” è nato 6 anni fa a Città di Castello all’interno della Scuola ad Indirizzo musicale omonima. L’ensemble è composto da 5 musicisti professionisti: Luisa Mencherini al flauto, Claudio Becchetti al violino, Benedetta Staccini al clarinetto, Stefano Falleri alla chitarra e al clarinetto basso e Leonora Baldelli al pianoforte. Li unisce il ruolo di musicisti cooperanti nello stesso ambito scolastico e la grande passione e spirito di dedizione nei confronti della musica, della sua didattica, della sua promozione a tutto campo. Il quintetto ha infatti ideato, promosso ed organizzato “I concerti della Dante”, ha partecipato a concerti di gala, organizzato ed interpretato lo spettacolo di teatro musicale “Magical” e nell’anno della Cultura Lituana in Italia nello scorso mese di ottobre ha portato Città di Castello e l’istituzione scolastica cittadina al centro dell’attenzione pubblica con un concerto all’interno del Job Shadowing tra la Lituania e la scuola tifernate. L’unicità del gruppo è data anche dalla versatilità dei musicisti e dei loro strumenti, e dalle trascrizioni operate dagli stessi artisti su brani che vanno dal repertorio classico a quello più moderno, ma pescano anche tra le tradizioni popolari tifernati tramandate oralmente. Non esiste di fatto un repertorio appositamente composto per questa formazione e quindi, sulla base di partiture originali, i brani vengono ricreati e modellati secondo l’organico in modo da rendere efficace ogni trascrizione.

Un menù musicale quindi tutto da scoprire e da non perdere, domenica 25 gennaio alle ore 17.30 presso l’Auditorium di Santa Chiara.

L’ingresso è libero, non mancate.

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“Giustizia e pace in Terra Santa”, incontro ad Arezzo con il cardinale Pierbattista Pizzaballa

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Tra gli ospiti anche il direttore di Caritas Italiana don Marco Pagniello. Appuntamento il 14 febbraio alle 15.30 nella basilica di San Francesco

Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, Rondine Cittadella della Pace e Caritas diocesana hanno il piacere di invitare la cittadinanza all’evento “Giustizia e Pace in Terra Santa”, con la partecipazione straordinaria del cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca latino di Gerusalemme.

L’incontro si terrà il 14 febbraio alle 15.30 nella basilica di San Francesco e sarà occasione preziosa per approfondire l’attuale situazione in Terra Santa, la condizione dei cristiani, riflettere insieme sulle possibili vie per una pace duratura basata sulla giustizia e su cosa ciascuno di noi può fare per dare speranza alla pace.

L’incontro verrà aperto dai saluti di benvenuto di mons. Andrea Migliavacca, vescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, don Fabrizio Vantini, direttore della Caritas diocesana e Franco Vaccari, presidente e fondatore di Rondine Cittadella della Pace. A seguire è previsto un intervento di don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana sul tema “La ‘pace ostinata’. Educarsi alla pace, affermare la fraternità”. L’evento si conclude con una lectio magistralis del cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, sul tema “Come ricostruire nuove relazioni di fiducia in Terra Santa”.

L’evento è realizzato anche con la collaborazione della Direzione regionale dei Musei nazionali della Toscana e dei Frati Minori Conventuali di Arezzo e con il patrocinio della Camera di Commercio Arezzo-Siena.

L’appuntamento verrà trasmesso in diretta in tutta la Toscana da Tsd, emittente comunitaria della diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, nel canale 85 del digitale terrestre e in streaming all’indirizzo www.tsdtv.it/live.

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Il Grande Cretto di Burri in Senato: “Un’opera da tutelare e valorizzare”

Un’opera straordinaria da conoscere e valorizzare, ma anche da tutelare e difendere”. Il Grande Cretto di Burri a Gibellina protagonista in Senato grazie all’evento promosso dall’onorevole Water Verini d’intesa con la Fondazione Albizzini

Il Senato della Repubblica ha ospitato ieri, presso la Sala Nassirya, la proiezione del documentario dal titolo “Alberto Burri, il Grande Cretto di Gibellina”, del regista Stefano Valeri. L’iniziativa, promossa dal senatore Walter Verini d’intesa con la Fondazione Palazzo Albizzini e con il patrocinio del Senato, è stata salutata con un messaggio dal ministro della Cultura Alessandro Giuli, impossibilitato a partecipare per la concomitante riunione del Consiglio dei Ministri, e dagli interventi dell’onorevole Anna Rossomando, vice presidente del Senato della Repubblica e del sindaco di Città di Castello Luca Secondi, presente insieme all’assessore alla Cultura Michela Botteghi. “Quest’evento si propone di valorizzare un’opera straordinaria come il Grande Cretto di Burri e difenderla da ogni rischio, purtroppo reale, di ‘offesa’ dell’ambiente e del contesto che la ospitano”, ha spiegato il senatore Verini, nel tirare le somme del dibattito sul documentario con Cristina Mazzantini, direttrice della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, il presidente della Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri Bruno Corà, la presidente della Fondazione Orestiadi di Gibellina Francesca Corrao, figlia del sindaco Ludovico Corrao al quale si deve l’iniziativa che portò Burri a creare la sua opera immortale sulle macerie della città distrutta dal terremoto, e il regista del cortometraggio Valeri, che è anche membro del comitato esecutivo della Fondazione Albizzini. “Con questa iniziativa in Senato abbiamo voluto accendere una luce sul Cretto di Gibellina, cosa ai limiti dell’impossibile quando si è davanti ad un’opera già straordinariamente luminosa come questa di Alberto Burri”, ha spiegato Verini al cospetto di una platea autorevole, nella quale sedevano alcuni parlamentari, una delegazione tifernate rappresentativa degli organi in carica della Fondazione Albizzini, il consigliere comunale Andrea Lignani Marchesani, giornalisti e addetti ai lavori. “Lo abbiamo fatto – ha proseguito – per ‘portare’ a Palazzo Madama uno dei più importanti e grandiosi esempi di arte contemporanea, attraverso il bellissimo ed emozionante documentario firmato da Valeri. Il messaggio non formale, impegnato del ministro Giuli, l’intervento della vicepresidente del Senato Rossomando, insieme al saluto del sindaco di Città di Castello Secondi hanno fatto da cornice agli interventi davvero di alto livello della direttrice Mazzantini, del presidente Corà e della presidente Corrao”. “Un’opera come il Cretto di Burri va conosciuta, assolutamente tutelata, valorizzata”, ha rimarcato Verini. “L’opera, ma anche il contesto, l’ambiente circostante, un tutt’uno con il Grande Cretto – ha puntualizzato il senatore – devono essere difesi da ogni intervento, progetto, che offenda, snaturi, colpisca la grandezza, la bellezza di quel patrimonio della cultura mondiale. Per questo lo Stato, Parlamento e Governo, le istituzioni siciliane regionali e locali, con il pieno coinvolgimento della Fondazione Burri, dovranno fare la loro parte e, per quanto possibile, anche noi daremo un contributo per questo obbligo morale e culturale”. Una posizione che è stata condivisa dal presidente della Fondazione Albizzini Corà, che ha richiamato l’attenzione sull’importanza di tutelare l’opera di Burri a Gibellina. “E’ importante – ha sostenuto Corà – che l’area dove sorge il Grande Cretto sia protetta, non solo da una calamità ulteriore, ma anche da forme di invasione che sarebbero deprecabili. Il sito va rispettato come un luogo quasi sacro, un luogo della memoria e dell’arte”. Nel ringraziare Verini per l’iniziativa, il sindaco Secondi ha dichiarato: “quella di oggi è un’occasione importante che permette alla comunità di Città di Castello di sottolineare e rafforzare l’importante legame nato con Gibellina attraverso il Burri, che a entrambe le città ha fatto un bellissimo regalo: quello di proiettarle verso il futuro con la sua arte immortale. Siamo contenti che proprio il maestro tifernate, con un’opera monumentale che merita la massima tutela, abbia dato un contributo determinante alla proclamazione di Gibellina come capitale italiana dell’arte contemporanea”. Nel messaggio letto in sala dal senatore Verini, il ministro Giuli ha sottolineato come “Gibellina, prima capitale italiana dell’arte contemporanea, abbia saputo trasformare la distruzione del terremoto del Belice nella propria vocazione e sia stata in grado di redimere con l’arte le ferite inferte dalla terra alla terra”. “L’emblema, il simbolo nel senso più alto e quindi sacro di questa rinascita e redenzione, è il Cretto di Alberto Burri”, ha dichiarato Giuli, evidenziando “l’indipendenza di spirito con cui l’artista scelse una strada personale per rappresentare il dolore e l’umanissimo sentimento della nostalgia, ricalcando la topografia della Gibellina estinta”. “Il Cretto di Burri nel suo apparire biancheggiante, a volte imbronciato a seconda dei tagli di luce – ha osservato il ministro – è l’espressione più potente, non sollo del fatto che una città ha preso coscienza di sé attraverso un terremoto, ma anche del fatto che l’arte ha inverato ciò che diceva il grande poeta Hölderlin: dove c’è il pericolo cresce anche ciò che salva. E cos’è che salva? L’arte, la cultura, la creatività, la possibilità di trasformare una tragedia in una luce di grandezza”. La senatrice Rossomando, che ha rimarcato l’impegno della Fondazione Albizzini e del Comune di Città di Castello per l’impegno nella valorizzazione dell’arte di Burri, ha collegato la vicenda di Gibellina al tema attuale della ricostruzione. “Gibellina – ha detto l’onorevole – ci insegna che la ricostruzione non è solo un fatto materiale, ma dell’anima, collettivo, culturale, che guarda al futuro. L’allora sindaco Corrao ha immaginato che ricostruire significasse ridare dignità, identità e futuro a quel territorio e, in questo contesto, la grande intuizione di Burri è stata di trasformare la ferita collettiva del terremoto in un luogo evocativo. Il Grande Cretto è un’opera silenziosa, essenziale e potente che parla al mondo di tutto questo”. Francesca Corrao ha portato i saluti del sindaco di Gibellina Salvatore Sutera e ha ripercorso, anche attraverso la testimonianza del padre, l’esperienza di Burri a Gibellina. “Burri rimase scosso, quello che più lo colpì fu il dolore e la miseria della povera gente colpita dal terremoto”, ha ricordato. “Burri e mio padre – ha testimoniato Corrao – avevano voglia di rendere immortale il loro omaggio alle vittime umili di quel dramma per renderle nobili. Avevano il desiderio sincero di rendere universale il dramma di chi soffre per una guerra, per una distruzione dovuta a calamità naturali. Ogni volta che vediamo il Grande Cretto sentiamo vibrare la nostra umanità”. La direttrice della GNAMC Mazzatinti ha definito il Grande Cretto “un capolavoro assoluto”. “Gibellina è una città ideale dell’arte contemporanea – ha detto – nella quale sono rimasta folgorata dall’opera di Burri, che è molto toccante ed è come un fazzoletto atterrato sul paesaggio per renderlo eterno. Credo che Gibellina e il Grande Cretto di Burri siano una parte determinante del patrimonio artistico e culturale del nostro Paese”.

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Sant’Antonio Abate: domenica la benedizione degli animali a Città di Castello. Messa alle 10.30 nella Basilica Cattedrale, poi piazza Gabriotti per la tradizionale benedizione di animali da compagnia e da cortile

In occasione della solennità di Sant’Antonio Abate, patrono degli animali domestici, domenica 25 gennaio si celebrerà la Santa Messa alle ore 10.30 presso la Basilica Cattedrale dei Santi Florido e Amanzio. A seguire, alle ore 11.15, si terrà la tradizionale benedizione degli animali da compagnia e da cortile, in piazza Gabriotti, davanti alla chiesa.

Il santo
Antonio abate è uno dei più illustri eremiti della storia della Chiesa. Nato a Coma, nel cuore dell’Egitto, intorno al 250, a vent’anni abbandonò ogni cosa per vivere dapprima in una plaga deserta e poi sulle rive del Mar Rosso, dove condusse vita anacoretica per più di 80 anni: morì, ultracentenario nel 356. Gli Antoniani ottennero dal Papa il privilegio di allevare maiali, liberi di circolare se riconoscibili da una campanella; il loro grasso veniva usato per curare l’ergotismo, detto “fuoco di sant’Antonio”. Da qui nacque l’associazione del santo con il maiale, che lo rese patrono degli animali domestici e invocato contro le malattie della pelle. Nell’iconografia sant’Antonio è raffigurato con il maialino e il bastone a forma di “tau”, simbolo del destino ultimo. La devozione popolare prevede la benedizione degli animali e delle stalle nel giorno della sua festa. È anche patrono di chi lavora con il fuoco e, il 17 gennaio, soprattutto nelle zone rurali, si accendono i tradizionali falò di sant’Antonio, segno di purificazione e passaggio dall’inverno alla primavera.

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Il sindaco Luca Secondi all’Università di Perugia: “L’intelligenza artificiale nelle pubbliche amministrazioni”

Il sindaco, Luca Secondi, è intervenuto presso l’Università degli studi di Perugia, Dipartimento di Scienze Politiche, in occasione dell’incontro conclusivo del progetto di ricerca di interesse nazionale alla presenza del direttore, professor, Enrico Carloni, direttore del dipartimento
 
Il sindaco, Luca Secondi, è intervenuto presso l’Università degli studi di Perugia, Dipartimento di Scienze Politiche, in occasione dell’incontro conclusivo del progetto di ricerca di interesse nazionale PRIN “UNVEIL UNderstanding Vulnerability to Expand Insight on Local units” di cui è responsabile la professoressa, Silvia Bolgherini, nel Workshop, “Affrontare le vulnerabilità dei comuni italiani” riservato a funzionari e sindaci di comuni italiani. In quell’occasione, presso il dipartimento di Scienze Politiche, ha incontrato il professor, Enrico Carloni, direttore del dipartimento, che gli ha consegnato una copia del suo ultimo lavoro, relativo al tema dell’utilizzo di intelligenze artificiali da parte delle pubbliche amministrazioni, “Critica dell’amministrazione artificiale”, edito da Il Mulino. “Nel corso della interessante iniziativa ho avuto modo di esprimere al professor, Carloni, le più sentite congratulazioni per il prestigioso incarico alla guida dipartimento di scienze politiche e per la sua ultima fatica letteraria che avremo modo di presentare anche a Città di Castello visto l’interesse che sta generando in ambito nazionale trattando un tema di attualità ed impatto concreto per le pubbliche amministrazioni”, ha dichiarato il sindaco Luca Secondi.

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San Sebastiano, patrono della polizia locale e di coloro che si occupano della sicurezza urbana delle città, celebrato ieri a Città di Castello

San Sebastiano, patrono della polizia locale e di coloro che si occupano della sicurezza urbana delle città, celebrato ieri a Città di Castello. La cerimonia solenne si è svolta presso la cattedrale alla presenza del vescovo, monsignor, Luciano Paolucci Bedini del parroco don Alberto Gildoni con la partecipazione dei sindaci e degli assessori alla polizia locale del comprensorio

San Sebastiano, patrono della polizia locale e di coloro che si occupano della sicurezza urbana delle città, celebrato ieri a Città di Castello. La cerimonia solenne si è svolta presso la cattedrale alla presenza del vescovo, monsignor, Luciano Paolucci Bedini del parroco don Alberto Gildoni con la partecipazione dei sindaci e degli assessori alla polizia locale di Montone, Umbertide, Lisciano Niccone, Pietralunga, San Giustino, Monte Santa Maria Tiberina e Citerna, di consiglieri comunali, Alessandra Forini e Valerio Mancini, dei rappresentanti delle forze dell’ordine, carabinieri, polizia e guardia di finanza, vigili del fuoco, protezione civile. “La storia di San Sebastiano – ha ricordato il vescovo nel corso dell’omelia – ci incoraggia perché la nostra vita ci è stata donata solo per essere vissuta nel bene. Che l’intercessione di San Sebastiano sia per tutti voi occasione per ringraziare il Signore che chiede la sua con fortezza per rimanere fedeli, per restare obbedienti ai vostri doveri e soprattutto alla difesa del bene e della comunità.” Prima del termine della funzione religiosa, il comandante della polizia locale, Emanuele Mattei ha sottolineato “il ruolo moderno del corpo che affonda le proprie radici in valori profondi e condivisi: il senso del dovere, il rispetto delle istituzioni, la tutela del bene comune. Valori che trovano espressione concreta nell’impegno quotidiano di donne e uomini che hanno scelto di servire la collettività con disciplina, equilibrio e profonda umanità. In un tempo in cui il rapporto tra cittadini e istituzioni può apparire fragile, la Polizia Locale rappresenta un ponte solido, un presidio di legalità, di fiducia e di coesione civile.” Poi si è rivolto agli amministratori locali stimolandoli a pensare ad una polizia locale associata: “associare le polizie locali significa, prima di tutto, mettere in comune forze, professionalità e strumenti, superando la frammentazione che spesso rende i singoli servizi deboli e vulnerabili. Un corpo associato permette una presenza più capillare sul territorio, turni meglio organizzati, maggiore copertura serale e festiva, e una risposta più rapida alle emergenze.” Il Comandante Mattei ha poi concluso il suo intervento ringraziando tutti gli uomini e donne in divisa: “come Comandante, desidero esprimere un sincero ringraziamento a tutte le operatrici e a tutti gli operatori della Polizia locale dell’Alto Tevere per la dedizione, la disponibilità e il senso di appartenenza dimostrati nel servizio quotidiano, così come alle loro famiglie, che ne condividono sacrifici e impegni. La Polizia Locale è oggi un presidio essenziale di sicurezza e legalità, ma anche di prossimità e dialogo con i cittadini. Il nostro compito è quello di continuare a operare con professionalità, rispetto delle regole e attenzione alle persone, rafforzando il rapporto di fiducia con la comunità che serviamo. Con questo spirito, rinnovo l’impegno di tutti a proseguire nel proprio percorso di crescita, formazione e collaborazione istituzionale, nel segno dei valori che San Sebastiano rappresenta”, ha concluso Mattei. “Abbiamo avuto l’onore di ospitare i rappresentanti dei comuni dell’Alto Tevere, le forze dell’ordine – ha detto l’assessore alla sicurezza e polizia locale, Rodolfo Braccalenti – occasione per evidenziare il lavoro svolto dalle polizie locali del comprensorio. Un ringraziamento al corpo che svolge il proprio lavoro con coraggio e dedizione. Oggi si celebra il vostro patrono, simbolo di protezione e resilienza, che ci fa riflettere sul lavoro che svolgete, che va ben oltre il semplice ruolo di controllo di sicurezza urbana. Voi siete il nostro biglietto da visita, le antenne sul territorio, disponibili ai molteplici bisogni della città, rappresentate un presidio di sicurezza ed un esempio di valori civili. Un ringraziamento va anche a tutte le altre Forze dell’Ordine, per il grande impegno e il senso di squadra dimostrato in questi anni. Le sfide sono tante – ha concluso Braccalenti – e possiamo vincerle solo rimanendo uniti, al servizio delle nostre comunità e dei nostri cittadini.” Al termine della funzione religiosa, presso la sala “Godioli e Bellanti” della Scuola di arti e mestieri, “G.O. Bufalini”, si è svolta poi una conferenza sulle attività svolte nel 2025 dalla polizia locale dell’altotevere nel corso della quale la cerimonia è proseguita con momenti di commozione e gioia con le premiazioni degli agenti del comune di San Giustino con encomio del sindaco per attività di polizia giudiziaria che ha consentito di assicurare alla giustizia alcuni spacciatori: poi per Città di Castello sono stati premiati con elogio scritto del Comandante:

S.Ten. Nicola Perugini

Agente Davide Maria Picarazzi

Agente Scelto Paolo Franchi

“Con straordinaria prontezza operativa, fermezza e senso di responsabilità, per aver inseguito e intercettato un conducente datosi alla fuga, risultato poi in stato di alterazione da assunzione da alcol, mettendo in pericolo la propria incolumità e garantendo così il rispetto della legge e la sicurezza della collettività”

Agente Davide Maria Picarazzi

Agente Giacomo Panichi

“Con esemplare senso del dovere, professionalità e rigore istituzionale, per aver assicurato alla giustizia, un autore del furto di profumi perpetrato presso un esercizio commerciale contribuendo così in maniera determinante all’accertamento dei fatti e alla restituzione di profumi di ingente valore indebitamente sottratti.”

Agente Scelto Luca Pazzagli (a cui sono stati anche consegnati i nuovi gradi di Appuntato dopo 20 anni di servizio)

“Con esemplare senso del dovere, professionalità e rigore istituzionale, per aver assicurato alla giustizia inseguendo e rintracciando tempestivamente un cittadino extra comunitario irregolare, che si era introdotto abusivamente presso un’abitazione privata contribuendo così in maniera determinante all’accertamento dei fatti.”

Infine è stata consegnata anche una targa per l’Ispettore della Polizia di Stato del locale Commissariato Gian Carlo Salvadori che è andato in pensione nel mese di dicembre, collega che si è reso sempre disponibile e collaborativo con la Polizia locale. In conclusione è stato proiettato un video sulle attività delle Polizie locali dell’Alto Tevere. Dopo breve momento conviviale e cena per gli operatori di Polizia locale.

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I bambini di Fighille imparano la democrazia: eletti il Sindaco degli alunni 2026

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Ieri mattina la Scuola Primaria di Fighille si è trasformata in un piccolo laboratorio di democrazia: i bambini hanno partecipato con grande coinvolgimento alle elezioni del Sindaco degli alunni per l’anno 2026, vivendo in prima persona cosa significa scegliere, confrontarsi e assumersi delle responsabilità.

Con idee chiare, tanta emozione e un sorprendente senso civico, gli alunni della classe quinta hanno presentato le loro proposte ai compagni, dimostrando quanto i valori della cittadinanza attiva possano essere compresi e praticati fin da piccoli.

La giornata è stata resa ancora più speciale dalla presenza del Sindaco di Citerna, Enea Paladino, e dell’Assessore Valentina Ercolani, che hanno condiviso con i bambini questo momento importante, partecipando alle fasi di voto e allo spoglio delle schede.

Sguardi curiosi, mani alzate, sorrisi ed emozione: una bellissima esperienza di educazione civica concreta, che ha acceso nei più piccoli l’entusiasmo per la partecipazione e il senso di appartenenza alla comunità.

Un grazie sincero alla scuola e agli insegnanti per aver accompagnato i bambini in questo percorso così significativo per il loro presente e per il nostro futuro.

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Atto vandalico contro la Pietra della memoria collocata nei Giardini del Cassero, ferma condanna del PSI tifernate

Il Partito Socialista Italiano di Città di Castello esprime la più ferma e decisa condanna per il vergognoso atto vandalico compiuto nei giorni scorsi contro la Pietra della memoria collocata nei Giardini del Cassero, simbolo tangibile del sacrificio di 34 militari tifernati deportati durante la Seconda guerra mondiale.  

Le Pietre della memoria, circa trenta, inaugurate nell’ agosto 2021 per volontà unanime del consiglio, e della precedente amministrazione comunale rappresentano un percorso diffuso di luoghi commemorativi con l’intento di stimolare una riflessione su fatti e persone indissolubilmente legati alla nostra storia cittadina.
Il ricordo dei nostri concittadini deportati in Germania, prigionieri di una potenza militare straniera, è un messaggio di speranza e di augurio che atrocità come quelle vissute durante la Seconda guerra mondiale non si ripetano mai più.


Offendere questi luoghi significa non solo umiliare il ricordo di ogni singolo nome ma denigrare valori come la libertà, la democrazia, la solidarietà, e il coraggio: virtù che da cittadini Italiani e da Europei dovremmo difendere convintamente ogni giorno, perché fondanti della nostra Repubblica e della convivenza civile in genere.
 
 
Tommaso Massimilla
Segretario PSI di Città di Castello

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Cimitero di Pistrino: completati i lavori di ripulitura delle mura perimetrali

Proseguono gli interventi di manutenzione e decoro sul territorio comunale.

Oggi sono stati completati i lavori di ripulitura delle mura perimetrali del cimitero di Pistrino, un’operazione necessaria per restituire dignità, ordine e decoro a un luogo di particolare valore civile e simbolico per la comunità.

La cura degli spazi pubblici, e in particolare dei luoghi della memoria, rappresenta un dovere dell’Amministrazione e un segno concreto di rispetto verso i cittadini e verso chi non c’è più.

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Pallavolo, Altotevere: l’obiettivo è mantenere il terzo posto

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Con Reggio Emilia e Belluno oramai fuori portata, i ragazzi di Bartolini puntano a chiudere la regular season sul gradino più basso del podio. Domenica contro Mirandola l’occasione per riprendere confidenza con la vittoria

La sconfitta di Cagliari, quarta consecutiva e sesta complessiva, ha comunque permesso alla ErmGroup Altotevere di conservare la terza posizione nella classifica del girone Bianco del campionato di Serie A3 Credem Banca. Il punto guadagnato con il 2-3 a San Donà di Piave ha fatto sì che la Gabbiano Farmamed Mantova riuscisse solo ad affiancare (e non a superare) i biancazzurri a quota 25 e la terza piazza è mantenuta dalla ErmGroup per questione di… centesimi: il regolamento stabilisce infatti che, a parità di punti, il criterio da seguire sia quello del numero delle vittorie (ma in questo caso l’Altotevere e il Mantova ne hanno 8 ciascuna) e poi, in seconda battuta, il quoziente set, che vede Biffi e compagni davanti con 1,53 rispetto all’1,43 dei virgiliani. Con la Conad Reggio Emilia a 39 punti e il Belluno (che ha già riposato) a 31, l’obiettivo finale della compagine di Marco Bartolini diventa più che mai il raggiungimento del terzo posto e di qui alla fine si prospetta un interessante braccio di ferro con la squadra allenata dall’altro tifernate, Andrea Radici, senza comunque dimenticare la Sarlux Sarroch e il resto, che al momento sono però a distanza di sicurezza. Le sei partite che rimangono al termine della “regular season” vedranno impegnata la ErmGroup in casa contro Stadium MirandolaMonge Gerbaudo Savigliano e, nella nona giornata, proprio Gabbiano Farmamed Mantova in uno scontro diretto che potrebbe rivestire un peso decisivo per le posizioni finali della graduatoria; in trasferta, sono in programma i viaggi in Piemonte per la sfida contro la Negrini Cte Acqui Terme e infine in Veneto, dapprima a Trebaseleghe contro la Sav e poi a San Donà di Piave, dopodichè il 15 marzo – nell’ultima giornata – ci sarà il turno di riposo. Un cammino certamente non facile, perché di questi tempi anche le avversarie in lotta per la salvezza diventano ostiche, alla pari di quelle che navigano più in alto. Novità anche per ciò che concerne i play-off: si torna al sistema di due anni fa (spareggio fra le prime per l’assegnazione diretta del posto in A2) e agli accoppiamenti classici in base al piazzamento; l’unica differenza è che stavolta il primo turno non sarà “interno” ai singoli gironi, ma fin da subito si andrà agli incroci. Se la ErmGroup dovesse concludere terza, se la vedrebbe quindi contro la sesta del girone Blu; a oggi, quindi l’avversaria sarebbe la Avimecc Modica in doppia sfida con il match di ritorno (e l’eventuale golden set) a San Giustino a seguito del miglior piazzamento in classifica dell’Altotevere. Anche i quarti di finale e le semifinali consisteranno in due gare – andata e ritorno – e il tabellone degli accoppiamenti sarà riscritto in base al quoziente punti per partita, non dimenticando che la squadra perdente dello spareggio fra le prime classificate tornerà in gioco nelle semifinali. Soltanto la finale è prevista al meglio delle tre partite.

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“Tempo di costruire”: l’Assemblea pastorale della Diocesi di Città di Castello il 30 gennaio

Un tempo per fermarsi, ascoltare e progettare insieme. È questo lo spirito che anima l’Assemblea pastorale della diocesi di Città di Castello, in programma venerdì 30 gennaio 2026, dalle ore 18 alle 22, nella chiesa parrocchiale di Madonna del Latte.
Il titolo scelto – “Tempo di costruire” – richiama con forza una fase nuova del cammino ecclesiale diocesano: quella della ricezione e dell’attuazione del Cammino sinodale delle Chiese in Italia, appena concluso, e della concreta messa a terra del progetto pastorale “Vino nuovo in otri nuovi”, che sta progressivamente prendendo forma attraverso la costituzione delle Comunità pastorali.

PER APPROFONDIRE: https://www.diocesicittadicastello.it/blog/2026/01/21/assemblea-pastorale-2026-tempo-di-costruire-per-la-chiesa-tifernate/

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Cia Agricoltori Italiani Alto-Tevere elegge nuovo Direttivo: Rossi Sauro alla presidenza

L’Assemblea Intercomunale ha scelto i delegati per l’elezione del Presidente di Cia Umbria. Priorità: filiere forti, costi dell’acqua e sostegno alle aree interne. 🌾

“In data 20/01/2026 Cia Agricoltori Italiani ha convocato presso l’Hotel Garden di Città di Castello l’Assemblea Intercomunale dell’Alto-Tevere per eleggere il nuovo Direttivo d’Area e i delegati che parteciperanno alla votazione per l’elezione del Presidente di Cia Umbria.
Il nuovo Presidente del Direttivo Cia Alto-Tevere è Rossi Sauro.
I delegati sono lo stesso Rossi Sauro, Boriosi Angela, Mariotti Elisa e, per i Giovani Agricoltori, Zoi Stefania.
L’evento è stato occasione per un confronto costruttivo tra gli agricoltori locali, i rappresentanti di tutti i Comuni dell’Alta Valle del Tevere e il mondo cooperativo. Le problematiche affrontate riguardano la necessità di costruire filiere forti e sostenibili, di ripensare i costi dell’acqua a uso irriguo diventati fin troppo sbilanciati sul versante umbro, di garantire la disponibilità delle risorse finanziarie e del gasolio agricolo mediante processi più semplici e rapidi, di coinvolgere nuovamente le aree interne e collinari per una gestione del territorio più equa.”

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Cena di beneficenza a Perugia per i 40 anni dell’Associazione Umbra per la lotta Contro il Cancro

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Si terrà il prossimo 24 gennaio, presso il ristorante Buonenuove di via Campo di Marte a Perugia, la serata di beneficenza organizzata dall’Associazione Umbra per la lotta Contro il Cancro (Aucc). Questo evento rappresenta l’atto conclusivo delle celebrazioni per il quarantennale dalla fondazione dell’associazione, nata il 6 febbraio 1985 grazie all’impegno del professor Vittorio Menesini.

Un impegno costante per la comunità
Il presidente di Aucc, Giuseppe Caforio, ha sottolineato con grande determinazione come l’associazione abbia da sempre operato a fianco della prevenzione, dell’assistenza e della ricerca, ponendosi come obiettivo primario quello di offrire supporto e speranza a chi affronta il percorso della malattia oncologica. La missione di Aucc, infatti, si traduce in un’azione concreta per migliorare la qualità della vita del paziente e per sostenere le famiglie coinvolte.

La cena sarà una serata aperta a tutta la comunità regionale, un momento di condivisione e riflessione sul percorso compiuto e sugli obiettivi futuri. Tra gli ospiti sono attesi numerosi rappresentanti istituzionali, tra cui la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, e la sindaca del Comune di Perugia, Vittoria Ferdinandi, insieme ad assessori, consiglieri, operatori sanitari, imprenditori e cittadini attivi nel sostegno all’associazione.

Sostenere l’assistenza oncologica domiciliare e la ricerca
Un aspetto centrale della serata sarà la raccolta fondi destinata principalmente al potenziamento del servizio di assistenza oncologica domiciliare, un pilastro fondamentale dell’attività di Aucc. L’intero ricavato andrà a supportare questa importante rete assistenziale che consente ai pazienti di ricevere cure e sostegno nel proprio ambiente familiare, contribuendo a migliorare confort e dignità nel percorso terapeutico.

Parallelamente, l’associazione continua a promuovere la ricerca e la diffusione della cultura della prevenzione, elementi imprescindibili nella lotta contro il cancro. La cena sarà anche l’occasione per fare il punto sui risultati ottenuti in quaranta anni di attività e per guardare avanti con fiducia e determinazione.

Un appello alla partecipazione e alla solidarietà
Il presidente Caforio ha invitato calorosamente tutti i cittadini a partecipare all’evento, sottolineando come Aucc rappresenti oggi una vera e propria rete di umanità e operatività, capace di restituire alla comunità i risultati concreti del proprio impegno. La serata vuole essere non soltanto un momento di raccolta economica, ma anche un gesto di riconoscenza verso quanti ogni anno contribuiscono con generosità al sostegno del paziente oncologico.

Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare il numero 333 4160590. La partecipazione di tutti è fondamentale per continuare a garantire un futuro migliore a chi si trova ad affrontare la sfida della malattia, rafforzando così il ruolo di Aucc come punto di riferimento imprescindibile nel territorio umbro.

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“Ersilia e le altre”: presentazione del libro di Lucia Tancredi domenica a Città di Castello

Alle 17 in sala Rossi Monti, la storia di donne e bambine all’alba del femminismo. 📚

Domenica 25 gennaio, alle 17, verrà presentato presso la sala Rossi Monti della biblioteca Carducci il libro Ersilia e le altre, storia straordinaria di donne e bambine all’alba del femminismo, di Lucia Tancredi, Ponte alle Grazie, 2025.

Si tratta di un romanzo storico che, attingendo ad una ricca documentazione d’archivio, ricostruisce quel clima di grande cambiamento e di fervore politico che caratterizzava la Milano di fine Ottocento e dei primi anni del Novecento, quando la città si accingeva a diventare grande polo industriale, al prezzo – salatissimo – di enormi sacrifici da parte delle classi sociali piò povere e disagiate e soprattutto delle componenti più disgraziate: le donne e le bambine, ultime tra gli ultimi.

In questo quadro di grande dinamismo si inserisce la nascita e il successivo sviluppo di una nuova coscienza femminile, ad opera di alcune donne straordinarie vicine all’ala riformista del Partito Socialista, tra cui spicca per carattere e temperamento la figura di Ersilia Majno Bronzini.

Il volume ricostruisce con perizia e con una scrittura limpida ed elegante la rete fittissima di relazioni intessuta da queste pioniere dell’emancipazionismo italiano, che nel 1899 fondarono L’Unione femminile nazionale, prima organizzazione di donne in Italia e una delle prime in Europa, attiva tuttora.

Ma l’aspetto più interessante della vicenda e oggetto della narrazione del libro di Lucia Tancredi è la realizzazione di un rifugio destinato alle bambine e alle adolescenti delle classi popolari, impiegate nei lavori più umili e a forte rischio di violenze e abusi, che non di rado finivano con l’alimentare le fila della prostituzione.

Nasce così l’Asilo Mariuccia, che nonostante le tante difficoltà dovute alle grandi differenze culturali tra promotrici e assistite, si prefigura subito come una iniziativa del tutto nuova, dichiaratamente laica, molto diversa dalla filantropia tradizionale. La scommessa era quella di non limitarsi a fare della carità, ma di investire sulla formazione delle bambine e delle ragazze delle classi popolari per far sì che diventasse strumento di riscatto dalla povertà e da un destino già tracciato, con lo scopo di creare “donne nuove” più consapevoli e attrezzate per far fronte alle sfide del presente.

Di tutto questo si parlerà tramite un suggestivo racconto per immagini , con l’autrice. Lucia Tancredi ha compiuto studi letterari e musicali. Per Ponte alle Grazie ha pubblicato nel 2024 Ogni cosa è per Giulia, Antonio Gramsci e Giulia Schucht una storia d’amore.

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