E’ ripreso, a pieno ritmo, il Campionato Caldese di golf. La sfida,che si svolge dal 1999, ha toccato, infatti, con la prima gara di Circolo che si è appena svolta, la 23^ edizione.
Gli incontri si svolgeranno il sabato pomeriggio e la domenica mattina, dando così ampia scelta di partecipazione ai golfisti tosco-umbri. Il Campione incarica è Cesare Bianconi, mentre l’Umbria si è aggiudicata, sotto Natale, la sfida contro la Toscana nella “Ryder di Caldese” guidando ora la classifica con 6 successi contro i 5 dei rivali.
Ma torniamo alla prima gara di Circolo che ha visto il successo di Giuseppe Grilli con 39 punti, 2° Oliviero Giusti con 35, 3° Vitali Renato con 35, 4° Battocchi Silvio con 34, 5° Valcelli Franco con 33, 6° Bartolucci Enzo con 33, 7° Bigazzi Umberto con 32, 8° Alunno Lorenzo 31, 9° Bucci Silvano 30, 10° Alunno Alessandro 29.Il nearest to the pin è andato, alla buca 18, a Lorenzo Gavagni che ha messo la pallina a mt.2,67 dalla buca.
La classifica, con le regole rimaste immutate, è quindi guidata da Grilli con 12 punti, Giusti 10, Vitali 8, Battocchi 7, Valcelli 6, Bartolucci 5, Bigazzi 4, Alunno Lorenzo 3, Bucci 2, seguono poi gli altri partecipanti con 1 punto.
Con le belle giornate riprenderà la preparazione della Scuola giovani che già vede iscritti numerosi partecipanti sia umbri che toscani. Le lezioni sono fornite anche a chi ha più confidenza con il golf, ma naturalmente a chi si volesse avvicinare a questo bellissimo sport.
Il campo da gioco, come sappiamo, è situato in Umbria, nella zona di Lerchi, ma fornisce anche un interessante ristorante attiguo alle 9 buche del Circolo. Le iscrizioni federali per il 2022 si sono appena chiuse, per chi era già tesserato, ma restano ovviamente aperte per tutti coloro che vorranno iniziare il rapporto con il golf e con il Country Club Caldese.
Ci si può rivolgere direttamente allo 075-8510197 per avere ulteriori chiarimenti in proposito, ma il bello del Circolo è quello di ricevere i tanti interessati, solo per una visita o per fissare un appuntamento o una lezione di golf.
Anche in Toscana il partito di Azionefondato da Carlo Calenda e Matteo Richetti è pronto ad organizzarsi a livello regionale.
Il primo congresso regionale si terrà Sabato 5 Febbraio 2022, dalle ore 9.30, presso l’Etrusco Hotel di Arezzo e anche on line tramite piattaforma ZOOM e in diretta sui canali social regionali del partito.
Dopo l’elezione dei segretari provinciali e dei relativi organismi, avvenuto lo scorso 15 gennaio, Azione continua nel percorso di radicamento sul territorio toscano che consentirà di avere un partito strutturato e pronto ad interpretare la sfida dell’innovazione e dello sviluppo che il territorio richiede.
“In un contesto in cui diventa sempre più importante agire sul territorio, con iniziative concrete, vicine alla gente, ho deciso di candidarmi a Segretarioregionali di Azione. Il lavoro che abbiamo fatto fino ad oggi è davvero straordinario: fin da ora ci tengo a ringraziare tutti i territori, tutti i coordinatori e tutti gli iscritti che hanno dato forma ad un progetto ambizioso e coraggioso in un’area così eterogenea e così ricca di energie che dobbiamo riuscire a mettere a frutto. Abbiamo già fatto tanta strada ma ora è il momento di prendere in mano le sorti delnostro partito in Toscana e dare una nuova spinta per portare nuovo entusiasmo. Il futuro è davanti a noi e toccherà a noi lavorare per rappresentare al meglio quella parte di cittadini che pretende dalla politica risultati concreti, progetti credibili e risposte serie su temi complessi e ormai divenuti urgenti. Voglio andare avanti unendo con coraggio e con senso di responsabilitài tanti amministratori locali che già fanno parte di questo progetto e anche i tantissimi validi iscritti al partito che hanno deciso di mettere a disposizione il loro tempo e le loro capacità e chevorranno sostenere la mia candidatura.”– dice Remaschi.
Tanti gli ospiti e gli interventi istituzionali previsti, segretari di altri partiti, membri delle amministrazioni, ma soprattutto i nostri delegati all’assemblea regionale, eletti nei congressi provinciali, che avranno l’occasione di intervenire e di dare il loro contributo.
“Voglio ringraziareanche la commissione congressuale regionale per il prezioso lavoro di queste settimanee tutte le persone che mi hanno dato fiducia in questi giorni aderendo al direttivo regionale o sottoscrivendo la mia candidatura.” – conclude Remaschi.
”Pessimo l’atteggiamento del governo nei confronti dei ragazzi che quest’annodovranno affrontare l’esame di maturità. Solo ieri a distanza di pochi mesi dallaprova, sono arrivate le linee guida.La scorrettezza riguarda non tanto il concetto di aver riproposto una seconda prova dopo anni di didattica a distanza, quanto più l’aver atteso un tempo così prolungato per annunciarlo.
Oltre tutto il ministro Bianchi in tutte le interviste che ha rilasciato non ha in alcun modo fatto cenno ad una ipotetica seconda prova.Non c’è stato nulla che potesse far pensare ad un ritorno alla normalità, dal momento che ci sono classi completamente dimezzate a causa delle quarantene per contatti con soggetti positivi o per positività stessa.
Questa noncuranza lascia perplessi professori e alunni, che fino alla fino di gennaio si sono trovati e si trovano tutt’ora in balia delle onde.Le indicazioni fornite sono approssimative e non abbastanza chiare, ciò che risulta chiaro invece, è l’inadeguatezza, la mancata sensibilità e l’errata analisi dellasituazione attuale.
Ci sono ragazzi che compiono ogni giorno innumerevoli sacrifici per riuscire ad ottenere buoni risultati a scuola, questi stessi ragazzi hanno indubbiamente risentito dei due anni in cui non si è tradotto e praticato l’esercizio, se lo si è fatto, in manierasuperficiale, dati gli strumenti a disposizione, per non parlare della carenza delle attività laboratoriali, quasi impossibili con la didattica a distanza.Gli studenti prenderanno sul serio la scuola, solo quando la scuola si assumerà la responsabilità e il dovere di tutelarli e rispettarli.
Nella giornata di oggi abbiamo provveduto ad inviare al Ministro una lettera contenente le nostre proposte che mirano a modificare la modalità della seconda prova con un elaborato incentrato su due materie d’indirizzo da presentare oralmente al colloquio, mantenendo inalterata la prima prova ed inserendo la seconda come approfondimento specifico dell’orale.”
Saranno circa 1.500 le donne residenti nell’Alto Tevere, di età compresa tra i 30 e i 64 anni, che nel corso di quest’anno saranno coinvolte nel progetto pilota promosso dalla Regione Umbria che prevede l’introduzione dell’auto-prelievo nel programma di screening per la prevenzione del carcinoma della cervice uterina con test per Papilloma Virus (HPV). Il progetto, che in questa prima fase è stato avviato in Alto Tevere (Usl Umbria 1) e in Valnerina (Usl Umbria 2), coinvolgerà complessivamente circa 1.800 donne che entro il 2022 saranno progressivamente invitate a partecipare. Le prime lettere nel territorio altotiberino sono state spedite martedì 1 febbraio.
Con l’autoprelievo, come già avviene per lo screening di prevenzione del tumore del colon retto, la donna può prelevare in autonomia e a casa propria il campione di cellule per il test HPV, senza doversi recare in consultorio, rendendo così ancora più facile partecipare alla campagna di screening. Il dispositivo per l’auto-prelievo per il test HPV, assieme alla lettera d’invito, alle istruzioni per eseguire il test e a una busta preaffrancata per la restituzione, sono inviati per posta direttamente a casa delle utenti. Una volta effettuato il prelievo, la donna dovrà solo rispedire tramite posta il materiale raccolto, utilizzando la busta preaffrancata ricevuta.
La ricerca scientifica ha dimostrato che l’auto-prelievo è accurato come un prelievo fatto da un operatore sanitario. Fare l’auto-prelievo è facile, sicuro e indolore. Studi specifici hanno dimostrato che il test HPV con auto-prelievo presenta diversi vantaggi tra cui: la possibilità di fare il prelievo a casa, evitando spostamenti e permessi lavorativi; la rimozione dell’eventuale imbarazzo per l’esame di tipo ginecologico; la riferita riduzione del dolore rispetto al test effettuato da personale sanitario.
La risposta al test sarà recapitata a casa tramite una lettera. Se il test HPV sarà negativo, la donna verrà invitata di nuovo a fare lo screening fra 5 anni qualora rientri ancora nell’età prevista per lo screening. Molti studi hanno dimostrato che il test HPV trova più lesioni del collo dell’utero rispetto al PAP-test ed è quindi più protettivo. Inoltre, il test HPV trova le lesioni più precocemente, per questo motivo è sufficiente ripeterlo ogni 5 anni anziché ogni 3 anni come il PAP test. Se il test HPV fatto con auto-prelievo risulta positivo, la donna dovrà contattare il consultorio di riferimento o il centro screening per proseguire con ulteriori accertamenti (PAP test, eventuale colposcopia, ecc.).
All’interno della lettera di invito saranno presenti dei numeri di telefono che possono essere contattati per: ricevere risposta per qualsiasi dubbio/richiesta relativa al progetto; ottenere, per le utenti che preferiscano la modalità di prelievo tradizionale, un appuntamento in consultorio con prelievo effettuato da personale ostetrico; ripetere in ambulatorio, con personale ostetrico, il prelievo nei rari casi in cui risultasse inadeguato; effettuare tutti gli ulteriori accertamenti/trattamenti eventualmente necessari all’interno di un percorso strutturato e completamente gratuito.
“Il rifacimento di via dei Casceri è una priorità dell’amministrazione comunale e sarà inserito per questo in un programma di interventi per il quale chiederemo un finanziamento ministeriale di circa 600 mila euro”. E’ quanto ha dichiarato l’assessore ai Lavori Pubblici Riccardo Carletti in risposta all’interrogazione con cui i consiglieri Massimo Minciotti e Maria Grazia Giorgi (Pd) chiedevano se esistesse “un progetto di ripavimentazione di via dei Casceri” e se fosse stata valutata “una ipotesi di diversa mobilità e regolamentazione degli accessi”. “E’ sotto gli occhi di tutti che questa via storica della città necessiti di interventi urgenti di manutenzione”, aveva sostenuto la consigliera Giorgi, segnalando “i notevoli deterioramenti subiti dalla pavimentazione per interventi, oserei dire anche selvaggi, finalizzati a inserire apparati di nuova tecnologia, lavori per il cedimento del collettore fognario e per il frequente ripristino della fatiscente rete idrica, che hanno causato la formazione di buche e avvallamenti, aggravata dal notevole traffico veicolare”.
L’assessore Carletti ha spiegato che “la proposta di finanziamento per la manutenzione straordinaria di via de Casceri sarà presentata al Ministero competente entro il prossimo 15 febbraio dagli uffici comunali e comprenderà il rifacimento non solo del manto stradale, ma anche dei sottoservizi, a cominciare dall’acquedotto”. A questo proposito Carletti ha preannunciato “un incontro con Umbra Acque per ribadire le priorità di investimento del Comune nel Piano Operativo Triennale della società” e ha evidenziato che “nel caso in cui il progetto di sistemazione di via dei Casceri venisse finanziato, verrà aperto un tavolo con tutti i gestori per programmare gli interventi di sostituzione dei sottoservizi”. “Se ci verrà accordato il finanziamento che abbiamo chiesto, potremo sistemare definitivamente questa importantissima asse viaria per il centro storico, per la quale prevediamo anche una gestione del traffico attraverso la Ztl a tutela dei residenti, specialmente nelle ore notturne”, ha chiarito Carletti, precisando che “ogni decisione da questo punto di vista sarà presa in accordo con chi vive e lavora nell’area”.
In sede di replica il consigliere Minciotti ha ringraziato l’assessore per gli impegni presi e per la priorità data all’intervento, osservando che “il rifacimento di via dei Casceri è importante per completare l’investimento da 5 milioni di euro che nei prossimi anni riguarderà luoghi e immobili strategici del centro storico”. “Auspichiamo che le risorse richieste possano essere disponibili e che ci sia una efficace sinergia con i gestori dei servizi, dall’acqua al gas, che permetta i lavori necessari”, ha aggiunto Minciotti, ritenendo importante che la direttrice stradale sia interessata da “una rimodulazione del traffico che consenta di preservarne la pavimentazione, analogamente ad altre zone del centro storico”.
Dopo il grande successo dell’Open Day vaccinale per gli adulti dello scorso 23 gennaio, quando contro ogni pronostico è stata raggiunta la quota di quasi 200 vaccinazioni, domenica 6 e lunedì 7 febbraio il Centro di Salute di Deruta riapre le porte per ripetere l’iniziativa e provvedere all’immunizzazione dei bambini di età compresa tra i 5 e gli 11 anni. Il Distretto della Media Valle del Tevere della USL Umbria 1, al fine di dare un’ulteriore accelerazione alla vaccinazione pediatrica, ha infatti organizzato un appuntamento in collaborazione con il Comune della città della Ceramica e l’Istituto Omnicomprensivo “Mameli-Magnini” per raggiungere in maniera più efficace la popolazione scolastica pediatrica del territorio derutese. L’iniziativa si svolgerà presso il Punto erogazione servizi cittadino (Centro Salute – Via dell’Arte, 2) e sarà possibile accedere al servizio tramite la prenotazione obbligatoria al link https://forms.gle/1UK5GK2HjUXYxoGu8 indicando, oltre ai dati anagrafici, la preferenza del giorno tra le date, appunto, di domenica 6 febbraio, dalle 9 alle 12, o lunedì 7 febbraio, dalle 15.30 alle 18.30.
Già al lavoro su nuove iniziative a livello sanitario rivolte ai propri concittadini, il sindaco di Deruta Michele Toniaccini esprime tutta la sua soddisfazione per l’ennesima prova di collaborazione e sinergia tra tutte le realtà che hanno reso possibile l’iniziativa: “Quando le istituzioni collaborano, cercando di affrontare e risolvere i problemi si riesce a trovare le giuste soluzioni e offrire un servizio ai cittadini. La vaccinazione rappresenta per tutti una grossa opportunità per contrastare il virus e le sue varianti, tanto per gli adulti quanto per i bambini. I vaccini sono sicuri e raccomandati dalle società scientifiche pediatriche italiane ed internazionali: facciamo appello al senso civico dei genitori. Dobbiamo prendere tutti le giuste precauzioni e seguire la corretta strada della vaccinazione. Un profondo ringraziamento va al Direttore del Distretto della Media Valle del Tevere, Lugi Sicilia, che ha condiviso la mia proposta, organizzando subito un servizio specifico rivolto alla popolazione scolastica dell’Istituto Omnicomprensivo “Mameli-Magnini” di Deruta. Grazie anche ai volontari dell’associazione “La Rosa dell’Umbria” sempre pronti a mettersi al servizio della nostra comunità”.
“La forte richiesta di personale sanitario della sanità pubblica sta mettendo in difficoltà le strutture che si prendono cura degli anziani”, sottolinea Galletti presidente del gruppo pensionati di Confartigianato Anap Arezzo. “Spesso succede che il personale non viene sostituito o si trovano difficoltà a reperirlo. Il rischio è quello di mettere a repentaglio l’assistenza e la sicurezza di persone anziane e fragili”, aggiunge.
Anap Arezzo insieme al CUPLA (il Comitato Unitario Pensionati Lavoro Autonomo) sta incontrando periodicamente il vicesindaco Lucia Tanti con la quale è stato istituito un tavolo permanente. “Sono emersi importanti aperture dell’assessorato alle politiche sociali che si è reso disponibile ad affrontare con noi le tematiche che riguardano principalmente gli anziani e le loro famiglie”, spiega Galletti. Piena condivisione anche per sul tema Rsa. “L’assessore ha posto attenzione al problema affermando, se fosse necessario, l’esigenza di incontrare la Asl e strutture organizzative delle Rsa”.
Un’azione ad ampio raggio quella del Cupla che si focalizza su un ripensamento delle dinamiche di socializzazione o risocializzazione a seguito della pandemia. “Elementi – spiega Galletti di Anap Arezzo– che potrebbero portare non solo ad un riduzione della solitudine percepita, ma anche alla riduzione dei tassi di depressione e di demenza nella popolazione anziana”, aggiunge.
Proprio per questa necessità di “animare” il mondo degli anziani il sindacato Anap di Arezzo si è adoperato in tante iniziative non ultima quella della formazione “smart” con pillole digitali trasmesse sull’emittente Teletruria
“E’ opportuno introdurre azioni concrete per formare gli anziani sull’utilizzo degli strumenti digitali per aiutarli a sentirsi meno soli e rimanere in contatto con amici e familiari. Da non sottovalutare sono, inoltre, le numerose app o programmi che consentono una stimolazione continua delle funzionalità cognitive”, ha spiegato il presidente di Anap.
Proprio a questo proposito sono state coinvolte 11 associazioni territoriali di Confartigianato in un progetto che prevede l’inserimento di 22 giovani che si occuperanno della facilitazione digitale delle persone over 60, soprattutto fragili e a rischio esclusione sociale. Un altro aspetto fondamentale è lo sviluppo di protocolli e iniziative che possano rendere accessibile a tutte le persone anziane programmi di esercizio fisico che oltre ai vaccini rappresenta la strategia vincente per uscire definitivamente dalla pandemia.
Sono tanti gli obiettivi all’orizzonte del Cupla di cui Anap è parte integrante e che ad Arezzo sta vivendo una nuova stagione rivolgendo l’attenzione su quella fascia di popolazione anziana che sta subendo gli effetti di una pandemia che non intendere recedere.
“Sul tema tutte le sigle sindacali hanno stretto uno storico patto”, spiega Galletti. Dall’incontro nazionale tra SPI-CGIL, FNP-CISL e UILP e del CUPLA (il Comitato Unitario Pensionati Lavoro Autonomo che è composto dalle seguenti Organizzazioni: ANAP Confartigianato, Associazione Pensionati CIA, 50&PIÙ–Confcommercio, CNA Pensionati, Federpensionati Coldiretti, FIPAC–Confesercenti, FNPA Casartigiani, Anpa Confagricoltura) è scaturita una significativa e forte intesa per difendere e tutelare i diritti dei pensionati. “Dopo tanto tempo le organizzazioni dei sindacati del lavoro autonomo e di quelli confederali hanno compreso l’importanza di lavorare insieme per il bene di tutti i pensionati”, conclude il presidente Anap Arezzo.
Nella serata di sabato i Carabinieri della Stazione di Umbertide intervenuti per un sinistro stradale con un ferito lieve, hanno deferito in stato di libertà un 46enne del posto.
L’uomo, infatti, alla guida di un’utilitaria, in Città di Castello, località Cerbara, non ha rispettato il segnale di stop ad un incrocio andando ad urtare l’autovettura che percorreva la strada con diritto di precedenza, condotta da una 27enne.
Dopo l’urto l’utilitaria condotta dall’uomo si è ribaltata su un fianco senza però che il conducente riportasse lesioni, mentre la conducente dell’altro veicolo, un piccolo SUV, trasportata presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Città di Castello, è stata medicata con prognosi di pochi giorni.
I Carabinieri della Stazione di Umbertide hanno quindi proceduto all’esecuzione dei rilievi di rito negli incidenti stradali, provvedendo anche a sottoporre l’uomo agli accertamenti finalizzati a verificarne lo stato psicofisico. Verifiche che davano esito positivo all’abuso di alcool, facendo emergere un tasso alcolemico di oltre 3 volte il massimo consentito.
I militari hanno quindi proceduto a carico del 46enne, deferendolo all’Autorità Giudiziaria per guida sotto l’influenza dell’alcool, provvedendo anche al ritiro immediato della patente di guida.
Successo annunciato per il monologo di Dario Fo e Franca Rame, che ieri sera, martedì 1 febbraio 2022, l’attrice Valentina Lodovini ha interpretato sul palco del Teatro degli Illuminati di Città di Castello, per il secondo appuntamento per la Stagione di prosa e danza. Una prima volta dopo l’esordio “a tre anni e mezzo con la scuola di danza di Alessandra Carmignani” ha ricordato emozionata alla fine dello spettacolo, intrattenendosi brevemente con il pubblico, che ha letteralmente riempito tutti i posti del teatro. “Esibirsi su questo teatro è una grande emozione e fino ad un minuto prima di entrare in scena temevo di non farcela”. “Un onore averla nella nostra stagione. Ora che il ghiaccio è rotto, deve assolutamente tornare” hanno commentato il sindaco Luca Secondi, l’assessore alla Cultura Michela Botteghi ed il vicesindaco Giuseppe Bernicchi, presenti alla rappresentazione.
“Un’emozione avere nel teatro cittadino una di noi che ce l’ha fatta, perché ci ricorda che realizzare i propri sogni è possibile, grazie al talento, che Valentina indubbiamente ha, e alla determinazione. Ma un’emozione anche vedere di nuovo il nostro teatro pieno e tornare a sperare che la normalità sia possibile nel rispetto di tutte le precauzioni. La risposta in termini di abbonamenti e di pubblico che la Stagione di prosa sta avendo è un segnale che non può essere ignorato. I tifernati vogliono tornare a teatro. Anche per questo motivo abbiamo deciso di irrobustire l’offerta della Stagione teatrale con uno spettacolo fuori abbonamento, una pomeridiana prevista il 13 febbraio, domenica, insieme ad Enrico Lo verso, attore di teatro, cinema e televisione, molto conosciuto che presenterà “Uno nessuno e centomila” nell’allestimento di Alessandra Pizzi, premio Franco Enriquez e il premio Delia Cajelli per il teatro, prima che la pandemia chiudesse le porte a tutti i luoghi della cultura”.
Prosegue il percorso di assemblee aperte alla cittadinanza, alle associazioni del territorio e alle istituzioni locali, promosso da Cgil, Cisl e Uil regionali per discutere del nuovo piano sanitario regionale per l’Umbria. Dopo le tappe di Spoleto e Castiglione del Lago, toccherà a Città di Castello ospitare il terzo incontro, in programma venerdì 4 febbraio 2022, dalle ore 16.30, presso il liceo classico Plinio il Giovane.
Sono stati invitati a partecipare i sindaci del territorio. Interverranno tra gli altri i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria, Vincenzo Sgalla, Angelo Manzotti e Maurizio Molinari. Per accedere all’iniziativa in presenza sarà necessario esibire il green pass rinforzato. L’evento sarà trasmesso in diretta Facebook sulla pagina Umbriaripartedallavoro.
Termine episcopato vescovo: interrogazione dei consiglieri “lista civica Marinelli Sindaco”, Roberto Marinelli e Silvia Norgiolini. “Il prossimo mese di aprile monsignor Domenico Cancian, Vescovo della Diocesi di Città di Castello, terminerà, per raggiunti limiti di età, il proprio episcopato – si legge nella interrogazione depositata – ed in diversi articoli di giornale è stata rappresentata la possibilità che la Diocesi di Città di Castello venga accorpata a quella di Gubbio”. “Una tale evenienza costituirebbe per il nostro comune, quarta città dell’Umbria, l’ennesimo atto di svilimento della propria immagine e del ruolo chiave che invece dovrebbe rivestire all’interno della Regione e non solo”.
A tale proposito i consiglieri, Marinelli e Norgiolini, chiedono di sapere “quali siano le possibilità e i margini di intervento del comune di Città di Castello per chiedere che monsignor Domenico Cancian, vescovo amato da tutta la comunità, possa proseguire il proprio episcopato; se sussiste il rischio che la diocesi di Città di Castello venga accorpata alla diocesi di Gubbio e come si intenda procedere qualora l’eventualità rappresentata dovesse concretamente materializzarsi”.
“La partecipazione di Michele Bravi, al Festival di Sanremo per la seconda volta e’ senza dubbio motivo di grande soddisfazione prima di tutto per il celebre cantante tifernate doc, per la sua famiglia e la comunità locale, che in particolare anche fra i giovani annovera tantissimi fans. Come istituzione non possiamo che rallegrarci con Michele per la sua bravura, determinazione e professionalità, che, saprà dimostrare anche al teatro Ariston di Sanremo come in altre occasioni di carattere artistico. Tutta la città, ne sono certo, farà il tifo per lui. Forza Michele”. E’ quanto dichiarato dal sindaco, Luca Secondi, in riferimento alla partecipazione, la seconda, del celebre cantante alla 72esima edizione del Festival di Sanremo che si apre questa sera al teatro Ariston.
Nel 2017 Michele Bravi aveva ottenuto un lusinghiero quarto posto al Festival ed ora salirà sul palcoscenico con un nuovo brano “Inverno dei fiori” alla cui elaborazione del testo ha preso parte anche il figlio di Mogol. Il poliedrico artista tifernate inoltre appare sugli schermi televisivi come attore nella serie tv Monterossi, il giallo tratto da un romanzo dello scrittore Alessandro Robecchi. Protagonista della serie è Fabrizio Bentivoglio.
Nella serata del 29 gennaio u.s., i Carabinieri della Stazione di Ponte San Giovanni, nel corso di un mirato servizio, nell’ambito dell’attività di verifica del rispetto della normativa per il contenimento della pandemia, hanno elevato una sanzione amministrativa nei confronti di un dipendente di un esercizio commerciale, ubicata in quella frazione, per la violazione della normativa Covid in ordine al possesso del green pass e all’uso dei dispositivi di protezione.
Nella circostanza, infatti, i militari operanti entrati all’interno dell’esercizio commerciale, hanno dapprima sorpreso il giovane dipendente, un ragazzo di 22 anni, intento a prestare la sua opera ad un cliente senza indossare la prevista mascherina e, successivamente, hanno verificato che lo stesso era anche sprovvisto del Green Pass necessario per recarsi al lavoro. La sanzione, come previsto dalla normativa, è al vaglio della locale Prefettura che provvederà alla successiva irrogazione.
Piena solidarietà da parte del consiglio comunale di Città di Castello al mondo della tabacchicoltura dell’Alta Valle del Tevere esposto a inattese incertezze sul futuro dalla recente evoluzione della contrattazione commerciale legata all’acquisto e alla trasformazione del prodotto. La massima assise cittadina ha approvato all’unanimità dei presenti (Pd, Psi, Lista Civica Luca Secondi Sindaco, Unione Civica Tiferno, Lista Civica Marinelli Sindaco, Fratelli d’Italia, Lega) la mozione del capogruppo del Pd Gionata Gatticchi che impegna il sindaco Luca Secondi e la giunta “ad intraprendere ogni percorso utile per garantire stabilità e sicurezza lavorativa ai lavoratori della filiera tabacchicola dell’Alta Valle del Tevere coinvolti nella vicenda, facendosi all’uopo promotori di reti sinergiche tra istituzioni, produttori e rappresentanti dei lavoratori”. Per il consiglio comunale è necessario “promuovere un confronto istituzionale con l’ente regionale, il governo nazionale e la multinazionale, coinvolgendo anche i parlamentari del territorio, i produttori ed i rappresentanti dei lavoratori, per ribadire la necessità che la filiera tabacchicola dell’Alta Valle del Tevere possa contare sulla certezza dei prezzi che verranno riconosciuti ai produttori e sul mantenimento dei livelli occupazionali, a garanzia del futuro di un comparto storicamente fondamentale per l’economia del territorio”.
“Mi auguro ci sia la convergenza dell’intero consiglio comunale su un tema di fondamentale importanza per lo sviluppo del territorio, perché siamo chiamati tutti a un gesto di responsabilità nei confronti dei lavoratori di un comparto storicamente strategico”, ha auspicato il consigliere Gatticchi (Pd), presentando la mozione e richiamando i rappresentanti istituzionali regionali e nazionali a “stare in prima linea a tutela delle aziende e dei lavoratori altotiberini”. “Come territorio rischiamo di perdere l’autosufficienza della filiera e la tenuta occupazionale di un settore che coinvolge complessivamente 2.500 addetti”, ha chiarito l’esponente della maggioranza facendo riferimento alla recente evoluzione della contrattazione commerciale che porterebbe fuori dalla vallata, a Bastia, la trasformazione del prodotto. A condividere i contenuti della mozione sono stati tutti i partecipanti al dibattito, a cominciare dal sindaco Luca Secondi (che stamattina è intervenuto alla manifestazione davanti ai cancelli dello stabilimento della TTI di Cerbara, ndr), dal quale è venuta la forte preoccupazione per le prospettive del comparto in Altotevere. “Tutti i sindaci della vallata si sono mobilitati a sostegno alle istanze delle aziende, che hanno diritto al riconoscimento di un giusto prezzo per la produzione, e dei lavoratori, ai quali spettano garanzie occupazionali per il futuro”, ha sostenuto Secondi, auspicando che “possa essere convocato prima possibile il tavolo nazionale con il sottosegretario Gian Marco Centinaio, della cui necessità abbiamo investito la Regione Umbria attraverso l’assessore Roberto Morroni”. “Questo settore deve essere difeso – ha puntualizzato il sindaco – non ci può essere una riconversione senza la garanzia di alternative possibili e investimenti compatibili”.
Sulla stessa linea si è espresso il capogruppo della Lega Valerio Mancini, chiarendo: “se a livello nazionale non si vogliono fare le politiche che portano a riconoscere un maggior prezzo ai produttori, si prevedano le risorse per il nostro territorio e per l’Umbria che permettano agli agricoltori di intraprendere un programma di riconversione”. Nel riferire che “il tavolo dovrebbe essere convocato il 3 febbraio”, Mancini, ha sostenuto che “la politica deve trovare le soluzioni, perché altrimenti non serve a niente”. “Abbiamo il dovere di affiancare le aziende e i lavoratori in questa battaglia – ha aggiunto – perché non possiamo permetterci di perdere il patrimonio rappresentato nel nostro territorio dalla filiera tabacchicola e da tutto l’indotto”. “E’ impensabile che sia trasferita a Bastia una lavorazione per la quale a Città di Castello e in Altotevere abbiamo tutte le strutture necessarie”, ha eccepito la capogruppo della Lista Civica Luca Secondi Sindaco Rosanna Sabba, sottolineando l’esigenza di tutelare le famiglie dei lavoratori, mentre dalla capogruppo del Psi Loriana Grasselli e dal consigliere del partito Luigi Gennari è venuta “massima solidarietà a tutta la filiera”, insieme alla “doverosa necessità dell’affermazione del ruolo della politica a tutela degli interessi del territorio”. “Le multinazionali non devono venire a speculare nel territorio, riconoscendo prezzi per il prodotto che non coprono i costi”, ha affermato il consigliere dell’Unione Civica Tiferno Filippo Schiattelli, sostenendo la necessità che la politica “agisca in maniera unitaria, al di là degli schieramenti”.
“E’ da dimostrare che il processo economico della tabacchicoltura debba concludersi, ma – ha rimarcato – la transizione, se ci sarà, in ogni caso non potrà essere lasciata a se stessa”. Nel ribadire che “la filiera tabacchicola è un valore fondamentale per il nostro tessuto sociale ed economico”, il consigliere Riccardo Leveque (Fratelli d’Italia) ha evidenziato come “l’approvazione della mozione sarà un indirizzo che dovrà essere accolto dagli enti sovracomunali e nazionali perché possano tutelare i lavoratori e le loro famiglie”. In sede di replica il consigliere Gatticchi ha espresso gratitudine a tutti gli intervenuti per la condivisione della mozione, dichiarando: “questa problematica, al di là delle appartenenze politiche, coinvolge una comunità e da comunità questo consiglio comunale si sta comportando”. “Sono convinto – ha concluso – che questo dibattito e questa mozione possano servire da stimolo e da input per rappresentanti regionali e nazionali”.
In un tempo così lungo e difficile, segnato dalla pandemia da Covid-19, forte e incisiva continua ad essere la sinergia tra Amministrazione Comunale di San Giustino, Scuola, Impresa e Associazionismo. Da questa collaborazione, di prioritaria importanza per la comunità, nasce l’iniziativa fortemente voluta da Comune, Direzione Didattica, Istituto Comprensivo, Farmacia Polverini e Croce Bianca, volta ad effettuare con tamponi antigenici rapidi la tracciabilità delle classi del territorio poste in sorveglianza o quarantena.
Ciò permetterà agli alunni delle classi interessate di essere tutti tracciati nello stesso giorno, garantendo un veloce ritorno in presenza a scuola. Al contempo, ai genitori è offerto un servizio che li sgrava dal pensiero della prenotazione. Questa prestazione, che ha avuto inizio il 24 gennaio scorso, è effettuata dal lunedì al sabato nei locali della ex-Stazione di San Giustino ed è gestita tramite una stretta e proficua collaborazione tra Scuola, Farmacia Polverini e Volontari della Croce Bianca.
“Questo periodo di pandemia – affermano Amministrazione comunale e i Soggetti che stanno lavorando a questa iniziativa – mostra ancora una volta come la sinergia tra le parti riesce sempre a trovare soluzioni e risposte ai problemi della Comunità”. “Come Amministrazione – conclude Milena Crispoltoni, assessore alle Politiche Scolastiche -siamo grati a tutti coloro che, ancora una volta, si mettono in gioco in modo generoso ed altruista, avendo a cuore il bene della collettività”.
AREZZO – Tre ori nei lanci per l’Alga Atletica Arezzo. Quattro atleti della società aretina sono scesi in pedana a Sesto Fiorentino nella fase regionale dei Campionati Italiani Invernali di Lanci e sono tutti riusciti a cogliere i record personali nelle discipline in cui hanno gareggiato, a testimonianza dell’ottimo stato di forma e della bontà della preparazione impostata dal tecnico Fabio Forzoni. La più importante gara invernale organizzata in Toscana ha visto emergere Noemi Biagini del 2003 che, nella categoria Giovanile, si è imposta con un doppio oro nel disco con 33.12 metri e nel giavellotto con 37.20 metri. In quest’ultima disciplina, inoltre, è riuscita nell’impresa di ottenere già nella prima prova dell’anno la prestazione minima per qualificarsi per i Campionati Italiani. L’altro oro è merito di Antonio De Rosa del 2004 che ha trionfato nel peso da 6kg nella categoria Juniores con 11.45 metri, mentre l’ultima medaglia è il bronzo di Joshua Vagheggi del 2005 nel martello da 6kg nella categoria Giovanile con 38.32 metri. A chiudere la squadra dell’Alga Atletica Arezzo è stata Emma Andreoni del 2005 che si è piazzata ottava nel martello da 4kg con 24.42 metri nella categoria Giovanile.
Il mese di gennaio è stato ulteriormente arricchito dalla trasferta all’ultima prova del Meeting Nazionale Indoor di Ancona che ha coinvolto circa quaranta atleti della società aretina, permettendo loro di vivere un confronto con coetanei di tutta la penisola. L’Alga Atletica Arezzo è tornata dalla Marche con ben tre medaglie in virtù dell’oro di Anna Visibelli del 1993 nel salto in lungo Donne con 5.75 metri, dell’argento di Chiara Salvagnoni del 2000 nel getto del peso Donne con 12.25 metri e del bronzo di Nicholas Gavagni del 2006 nel salto in lungo Allievi con 6.53 metri, ma la società ha trovato soddisfazioni anche dalle prove di molti altri atleti. Rachele Pellegrini e Giovanni Gennai del 2005 sono arrivate rispettivamente quinta e ottava nel salto in lungo Allieve con 5.12 metri e con 4.80 metri, mentre Lorenza Da Silva del 2007 ha chiuso all’ottavo posto i 200 piani con 27.45 secondi e al nono posto i 60 piani con 8.25 secondi. Nel getto del peso hanno ben figurato anche De Rosa (quarto tra gli Juniores con 12.19 metri) e Biagini (settima tra le Donne con 10.00 metri), poi sono stati realizzati una serie di record personali da Leonardo Zanchi del 2007 nei 60 piani con 8.01 secondi e nei 200 piani con 25.73 secondi, da Riccardo Cincinelli del 2005 nei 200 piani con 23.72 secondi, da Danyella Brunelli del 2003 nei 200 piani con 26.34 secondi e da Lorenzo Fazzi del 2006 nei 400 piani con 54.10 secondi.
Nella numerosa squadra dell’Alga Atletica Arezzo in pista ad Ancona hanno ben figurato anche Carlotta Anatrini del 2008 nei 200 piani con 28.56 secondi, Luca Asprella Libonati del 2005 nel salto in alto con 1.75 metri, Giada Cicerone del 2005 nei 60 piani con 8.10 secondi e nei 200 piani con 26.99 secondi, Emma Mazzeschi del 2007 nei 60 piani con 8.55 secondi, Edoardo Giaccherini del 2008 nei 60 piani con 8.25 secondi, Victoria Giaccherini del 2003 nei 200 piani con 26.56 secondi e Lapo Madiai del 2005 nei 400 piani con 53.19 secondi. Due positivi piazzamenti, infine, portano la firma delle staffette 4×200 Cadette, con il decimo posto di Anatrini, Dounia El Guatraoui, Francesca Iannaco e Alessandra Tiberi, e con l’undicesimo posto di Mazzeschi, Annalisa Coleschi, Chiara Felaco e Ilaria Tarantino. Il ricco fine settimana vissuto dall’Alga Atletica Arezzo è stato ulteriormente impreziosito da un successo in terra d’Arezzo firmato da Duccio Sandroni del 2009. L’atleta ha trionfato nella categoria Ragazzi del Gran Prix Toscano di Cross ospitato al parco Pertini, piazzandosi al primo posto nei 1.500 metri con 5.02 minuti in una gara che ha visto la partecipazione di ottantuno atleti provenienti da ogni zona della Toscana con cui ha dato seguito alla recente vittoria del titolo di campione provinciale di cross 2022.
Nel 2021 Laboratori Permanenti in coproduzione con la compagnia Theater Rotwelsch di Stoccarda, ha intrapreso un lavoro sul progetto La paura mangia l’anima di Rainer Werner Fassbinder, elaborazione teatrale dal film “AngstessenSeeleauf” film del 1973. La traduzione e la regia sono affidate ad Alberto Fortuzzi, gli interpreti principali sono Caterina Casini, Wael Habib e Mauro Silvestrini e il resto del cast è strutturato dagli allievi della scuola dei teatri ospitanti e dai cittadini interessati dei territori di volta in volta coinvolti. Lo scorso anno il progetto ha preso corpo, strutturandosi in residenza a Sansepolcro (Ar) a maggio e agosto 2021, a Officine Caos di Torino a luglio 2021, con Diesis Teatrango presso il Teatro Comunale di Bucine (Ar) settembre/ottobre 2021 e con SettimoCielo presso il Teatro La Fenice di Arsoli (Rm) ottobre 2021, presentato al pubblico a Sansepolcro e Arsoli.
Adesso, dopo qualche mese di pausa, il progetto torna in prova al Teatro Comunale di Monterchi, il giorno 5, 6 e 11, 12, 13 febbraio con gli attori e gli allievi dei corsi di teatro di Laboratori Permanenti e attori del territorio, che si metteranno nuovamente al lavoro sul testo di Fassbinder. Per questo appuntamento il progetto trova accoglienza a Monterchi, inserendosi all’interno di una progettazione più ampia che va a sancire e strutturare ulteriormente la collaborazione che Laboratori Permanenti porta avanti con il Comune di Monterchi.
Il teatro è aperto a chi vuole assistere alle prove, munito di green pass e mascherina FFP2. La paura mangia l’anima è un progetto site-specific aperto e malleabile, che si adatta allo spazio che di volta in volta lo ospita e che si sviluppa in stretta relazione con l’ambiente che lo circonda. Infatti, abbiamo deciso di aprire il progetto alle comunità che andremo a incontrare: per la composizione dei personaggi del coro vengono coinvolti gli allievi delle scuole di teatro e i cittadini dei territori dei teatri dove operiamo, affinché le persone vivano la vicenda insieme ai protagonisti. Mettere in scena La paura mangia l’anima diventa anche un pretesto per sensibilizzare la comunità partecipante su tematiche importanti quali il razzismo e l’esclusione. Lo sviluppo intende coinvolgere, sui temi presenti nel testo, i cittadini che desidereranno partecipare nei diversi territori, per farli immergere nella realtà narrata ed esserne maggiormente consapevoli.
Per info Laboratori Permanenti 379 1253567 potete chiamare da lun. al ven dalle 9.00 alle 13.00 oppure contattarci tramite whatsapp
“La Comunità di Montone è stata davvero orgogliosa del conferimento al nostro concittadino Alfredo Ricci della “Medaglia d’onore”, in qualità di internato nei campi di prigionia tedeschi”. Sono le parole del sindaco Mirco Rinaldi, e dell’intera amministrazione comunale, appresa la notizia della cerimonia di consegna da parte del Prefetto di Perugia di undici Medaglie d’Onore, concesse dal Presidente della Repubblica a cittadini deportati ed internati nei lager nazisti durante la seconda guerra mondiale, tra cui Alfredo Ricci, nato e ancora residente nel borgo dell’Altotevere. “Ho creduto opportuno – prosegue il primo cittadino – ringraziarla ufficialmente come sindaco di Montone e, con l’occasione, esprimere il mio pensiero a ridosso della Giornata della Memoria. L’istituzione di una data e di una ricorrenza così importante per ricordare le vittime dell’Olocausto è per tutti un valore assoluto. Assume poi, nel Comune di Montone, dove è nato e vive Alfredo Ricci, eroico sopravvissuto nonché testimone di quelle atrocità e barbarie, un valore ASSOLUTO.
Avremmo avuto piacere di essere presenti in questa importante giornata celebrativa ma siamo lo stesso molto lieti, come comunità, per questo riconoscimento al nostro concittadino, vero esempio dei Giusti. È questo un momento di grande difficoltà legata a molteplici fattori, come quelli sanitari, economici, sociali, ma la negazione dei diritti, la violenza e la sopraffazione, si stanno riaffacciando prepotentemente. C’è un PATRIMONIO della MEMORIA che dobbiamo assolutamente preservare e far conoscere. Alfredo Ricci, rappresenta LA MEMORIA, del e per il nostro territorio, di quella tremenda storia legata al totalitarismo nazista e al genocidio di tutte le categorie indesiderate o considerate inferiori, per razza, sesso, religione. Mai come oggi, nella società globalizzata, occorrono modelli positivi, esempi inoppugnabili, ai quali ispirarsi per costruire percorsi basati sul rispetto umano. Le “armi” di queste persone sono il contrario della sopraffazione, della negazione! Solo con immane sacrificio, profonda sofferenza, durissime privazioni, si sono opposti eroicamente, riconquistando dignità e rispetto dei diritti umani.
Primo Levi in ‘Se questo è un uomo’, si chiede se possano definirsi uomini coloro che sono privati della loro umanità cosicché non possano più difendersi o reagire. Sono dure le immagini che emergono dal racconto di ciò che si viveva in un campo di concentramento; tuttavia Levi ci ha invitato a riflettere affinché l’errore e l’orrore non si ripetano, dicendo: ‘MEDITATE CHE QUESTO È STATO’. Su questo insegnamento continueremo ad impegnarci per conservare la memoria, rivolgendoci in particolare alle giovani generazioni con lo scopo di non dimenticare e non ripetere mai più quelle atrocità, così sarà onorato anche il concittadino Alfredo Ricci”.
La Medaglia d’onore consegnata alla nipote Annalisa Bargelli A ritirare la medaglia per Alfredo Ricci, durante la cerimonia che si è svolta in Prefettura, è stata la nipote Annalisa Bargelli, che nel portare il toccante ricordo di quanto vissuto dal nonno, nato nel 1922, ha voluto sottolineare la gioia per questo significativo riconoscimento da parte di tutta la famiglia, e in particolare dei figli del signor Ricci, Paola e Silvano, e degli altri nipoti, Eugenia, Gianluca e Rodolfo.
La testimonianza di Annalisa Bargelli, nipote di Alfredo Ricci: “All’epoca dei fatti – racconta – mio nonno era un militare del reparto sanità del distretto militare di Perugia. Nel giorno del suo ventunesimo compleanno, il 09/09/1943, fu fatto prigioniero dai tedeschi a Lubjiana nella ex Jugoslavia. Deportato in Germania, in una località ancora a noi sconosciuta, fu impiegato probabilmente per scavare trincee prima e per ricostruire una linea ferroviaria poi. Nel settembre del ‘44 fu spostato nei pressi del paese di Ahlen, qui fu costretto ai lavori forzati in una fabbrica che produceva proiettili per cannoni. Lavorò nel campo di WASTEDDER STRET 178 per un’industria metalmeccanica, tuttora operante, “BUSCHHOFF & CO” dal 1 settembre del 1944 fino alla sua liberazione.
Ricostruire la sua storia e individuare il campo di lavoro dove fu internato è stato difficile: il foglio matricolare del distretto militare di Perugia è incompleto con riferimento al suo periodo di prigionia, che va dal 09/09/1943 al giorno della sua liberazione il 01/04/1945. Ci siamo serviti dei suoi ricordi e di alcune registrazioni dei suoi racconti. Soltanto dopo lunghe ricerche e richieste di informazioni abbiamo ricevuto un fortunato riscontro. Ringraziamo, ancora emozionati, Mr. George Wendt e Mr. UweGrupp, Kreisarchivar del distretto di Wasseralfingen per aver creato, con grande sensibilità e professionalità, un’importante rete di comunicazione e contatti che ci ha permesso di risalire alla persona giusta: il dr. KNUT LANGEWAND, responsabile dell’archivio di Ahalen, che ci ha fornito le risposte che da tanto tempo stavamo cercando. Dall’archivio storico del distretto di WARENDORF (KREISARCHIV), a cui appartiene la città di AHLEN, abbiamo ricevuto dunque la “permit card”, documento che certifica che mio nonno fu prigioniero ad AHLEN dal 1944 al 1945 nella fabbrica di carpenteria metallica di BUSCHHOFF & CO.
Resta da ricostruire il periodo che va dal 9 settembre del 1943 all’arrivo al campo di Walstedder – Street 178 – di AHLEN. Mio nonno fu liberato dagli americani il 1° aprile 1945 e riuscì, dopo un lungo viaggio dovuto alla distruzione delle linee ferroviarie, ad arrivare alla frontiera italiana il 24 agosto 1945. Nonostante mio nonno, ad oggi, 99enne, presenti delle condizioni cliniche che ne determinano la totale non autosufficienza, sono sicura che riuscirà a comprendere e riconoscere l’onorificenza che ha ricevuto”.
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