La situazione di emergenza causata dal Covid-19, nonostante siamo entrati nella cosiddetta Fase 2, non sarà risolta finche non verrà introdotto il vaccino che permetterà il ritorno alla quotidianità interrotta dal diffondersi del virus. Bisognerà, però, attendere, sicuramente molti mesi prima che questo accada: forse il ritorno alla “vita di prima” non avverrà prima di un anno;
Nel frattempo le persone che gestiscono attività di ristorazione, bar, hotel che fanno anche servizio di ristorante stanno facendo i conti per mettersi in regola con le normative e poter riaprire le proprie attività. Non sarà semplice per loro. Hanno già calcolato ingenti somme di euro che dovranno investire per acquistare tutti i sistemi di sicurezza sanitari e no che, giustamente, vengono richiesti. Queste attività sono già chiuse – e dunque hanno un guadagno pari a zero, mentre le uscite sono continuate a rimanere invariate, come affitti, bollette – da due mesi e dovranno tenere abbassate le saracinesche almeno fino a giugno.
Dopo tre mesi di stop, i gestori di ristoranti e bar si troveranno a dover pagare le sanificazioni dei locali, a dover acquistare mascherine, guanti, copriscarpe, coperti usa e getta e per le consegne a domicilio, e tutte le attrezzature per garantire le distanze di sicurezza: spese che si sommano a quelle “tradizionali”, ovvero affitti, bollette e tasse e gli stipendi di eventuali dipendenti;
Quando potranno riaprire si stima una riduzione della clientela di circa un terzo per rispettare le distanze sociali: la nuova forma di fruibilità vedrà una perdita media di due terzi della clientela;
Le entrate saranno ridotte e molte delle attività, quelle che riusciranno a riaprire il prossimo mese di giugno, non riusciranno ad arrivare alla fine del 2020;
Aumenteranno, così, le attività chiuse e le persone disoccupate.
Chiedo quindi che si intervenga, con un gesto coraggioso, e allo stesso tempo lungimirante, da parte dell’Amministrazione, per salvare queste attività, esonerandole da tasse comunali almeno fino al ritorno alla normalità della situazione;
Vengano sospese per le dette attività tutte le tasse comunali: sul suolo pubblico, sulla nettezza urbana, l’addizionale Irpef comunale, le tasse sulla pubblicità e sulle insegne e quanto altro;
Venga concesso gratuitamente il massimo spazio nelle aree pubbliche fuori dal locale, così da poter allestire il maggior numero possibile di postazioni senza dover preoccuparsi di pagare lo spazio comunale;
Salvare queste attività rinunciando alle imposte sebbene sia un sacrificio per le casse comunali, è importante perché evitandone la chiusura definitiva ed aiutandoli in questo periodo economicamente preoccupante, garantirebbe che appena possibile gli stessi possano essere in grado, di nuovo, di pagare i tributi dovuti senza creare nuova disoccupazione. Senza un aiuto concreto da parte dell’Amministrazione, un domani la città si ritroverà con un terzo delle attività di ristorazione e bar chiusi e con un nuovo numero di disoccupati non più capaci di pagare alcuna tassa.



