Città di Castello, l’Europa raccontata dai ragazzi: si chiude il concorso del Movimento per la Vita

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Come immaginano l’Europa i bambini e i ragazzi di oggi? Più unita, meno violenta, più attenta al futuro. È da questa domanda che si è sviluppata la 39ª edizione del Concorso Nazionale Scolastico promosso dal Movimento per la Vita Italiano, conclusasi nei giorni scorsi a Città di Castello.

Il tema scelto quest’anno non era dei più semplici: “Rifare l’Europa è un gioco da ragazzi”. Eppure proprio gli studenti, con elaborati, riflessioni e lavori di gruppo, hanno provato a dare una risposta, mettendo insieme idee, speranze e punti di vista spesso sorprendenti.

A partecipare sono stati bambini delle scuole primarie e ragazzi del biennio delle scuole superiori, chiamati a confrontarsi con un tema grande, forse persino difficile anche per molti adulti: che futuro immaginiamo per l’Europa?

La cerimonia finale, ospitata a Città di Castello, è stata anche l’occasione per premiare alcuni dei lavori che si sono distinti per originalità, sensibilità e capacità di guardare oltre.

Un riconoscimento è andato a un’alunna della scuola primaria di Rignaldello per la freschezza del suo elaborato, mentre la scuola primaria di San Secondo è stata premiata con un riconoscimento collettivo per il lavoro condiviso dalla classe. Per le scuole superiori, invece, il premio è andato a uno studente del biennio del liceo “Plinio il Giovane”, apprezzato per la maturità dimostrata nell’affrontare il tema dell’identità europea.

A raccontare il senso dell’iniziativa è Francesco Marconi, presidente del Movimento per la Vita di Città di Castello e membro del direttivo nazionale.

“Era un tema intenso e non semplice – spiega – ma attraverso lo sguardo dei bambini e dei ragazzi sono emerse idee diverse, tutte però unite da un filo comune: la vita. Forse oggi avremmo bisogno di ascoltare di più i giovani, perché spesso riescono a vedere cose che noi adulti rischiamo di perdere”.

Parole che raccontano bene anche il senso di un progetto che, anno dopo anno, continua a coinvolgere le scuole non solo come luogo di studio, ma anche di confronto e crescita.

Alla fine, più che un concorso, è sembrato quasi un invito ad ascoltare chi sarà chiamato a costruire davvero l’Europa di domani.

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