Ex ospedale San Florido, Fratelli d’Italia lancia l’idea: “Facciamone il polo culturale della città”

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Mozione dei consiglieri Elda Rossi e Riccardo Leveque: auditorium, sale prova e spazi per le associazioni nella parte non destinata al socio-sanitario

Da una parte un edificio fermo da decenni, in pieno centro storico. Dall’altra decine di associazioni che ogni anno devono arrangiarsi per trovare una sala dove provare. Fratelli d’Italia prova a mettere insieme le due cose.

I consiglieri comunali Elda Rossi e Riccardo Leveque hanno depositato una mozione che chiede di destinare a funzioni culturali la parte dell’ex ospedale San Florido che non finirà al socio-sanitario. Dentro ci vedono un auditorium per concerti, spettacoli e conferenze, e poi sale polivalenti e sale prova da girare alle realtà del territorio: musica, teatro, danza, storia, tradizioni, folklore.

“Città di Castello ha un patrimonio associativo e culturale straordinario – dicono i due consiglieri – ma troppo spesso chi fa cultura è costretto a cercare spazi inadeguati. Il recupero dell’ex ospedale può finalmente rappresentare una risposta strutturale a questa esigenza”.

Non solo associazioni, però. Gli stessi ambienti, secondo la mozione, potrebbero ospitare istituti ed enti che si occupano di formazione, ricerca e divulgazione.

Il timing non è casuale: in questi giorni la città è nel pieno del Festival delle Nazioni. “Pensiamo a un auditorium che in futuro possa accogliere anche alcune iniziative del Festival – aggiungono Rossi e Leveque – e a un polo capace di rafforzare la vocazione culturale della città. Non vogliamo semplicemente recuperare un edificio: vogliamo restituirgli una funzione”.

C’è poi la questione della posizione. Pinacoteca comunale, San Domenico, area dell’ex Piazza dell’Archeologia e San Florido stanno a pochi passi l’uno dall’altro: per Fratelli d’Italia possono diventare un unico circuito, invece di quattro pezzi separati.

La mozione chiede all’amministrazione di portare la proposta alla Regione Umbria, che dell’immobile è proprietaria, e di aprire fin da subito un confronto con le associazioni e le realtà culturali cittadine.

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