Dimensionamento scolastico, i sindacati: “A pagare non siano famiglie, studenti e lavoratori”

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FLC CGIL Umbria, CISL Scuola Umbria e UIL Scuola Rua Umbria intervengono sulla vicenda del dimensionamento scolastico dopo l’ultima comunicazione tra Ministero dell’Istruzione e Regione Umbria. Per i sindacati, la chiusura della partita è un fatto positivo, ma resta tutto il peso di una gestione che ha fatto perdere tempo prezioso alle scuole.
Secondo le tre sigle, la lunga vicenda tra contrapposizioni istituzionali, commissariamento, ricorsi e continui cambi di scenario ha finito per scaricare le conseguenze su chi con la scuola ha a che fare ogni giorno: lavoratori, famiglie, studenti, dirigenti scolastici e territori.


Il nodo, spiegano, è tutto qui: si arriva a rimettere mano all’organizzazione della rete scolastica in una fase già avanzata, quando molte operazioni per l’avvio del nuovo anno sono ormai partite o addirittura concluse.
I sindacati ribadiscono un concetto preciso: su temi come questi serve programmazione vera, confronto con i territori, con le autonomie locali e con le parti sociali. Non decisioni calate dall’alto, né tantomeno scontri politici sulla pelle della scuola.


Nella nota, FLC CGIL, CISL Scuola e UIL Scuola richiamano anche il senso della sentenza del Tar dell’Umbria, che ha messo in evidenza la necessità di scelte motivate e sostenute da un’istruttoria adeguata. Un passaggio che, di fatto, riporta al centro il valore della condivisione quando si interviene su un servizio pubblico essenziale.
Il giudizio delle organizzazioni sindacali è netto: la scuola umbra è stata trascinata dentro una contrapposizione tutta politica, mentre avrebbe avuto bisogno di responsabilità e chiarezza.


“Le lavoratrici e i lavoratori della scuola, le famiglie e gli studenti non possono continuare a pagare il prezzo di conflitti politici che nulla hanno a che vedere con la qualità del servizio di istruzione”, scrivono i sindacati.
Non manca poi una critica al Ministero, accusato di non aver indicato una soluzione tecnica capace di mettere davvero al riparo l’avvio dell’anno scolastico ed evitare nuovi contenziosi.
Il messaggio finale è chiaro: la scuola non può diventare terreno di scontro politico. Deve tornare a essere un luogo in cui contano responsabilità, collaborazione istituzionale e tutela dell’interesse generale.


A firmare la nota sono Moira Rosi, segretaria generale regionale FLC CGIL Umbria, Caterina Corsaro, segretaria generale regionale CISL Scuola Umbria, e Loretta D’Aprile, segretaria generale regionale UIL Scuola Rua Umbria.

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