Torna in consiglio comunale il nodo dell’incrocio tra via Europa e via Francesco Tifernate, al bivio per Lama. A sollevare il caso è stato il consigliere della Lega Valerio Mancini, con un’interrogazione che punta il dito su uno dei punti più delicati della viabilità cittadina.
Non è un incrocio qualunque. Di lì passa il traffico che collega il centro urbano alle zone industriali e alla frazione di Lama, proseguendo poi verso Selci e San Giustino. Un flusso continuo di mezzi pesanti, furgoni commerciali e auto private, alimentato dalla doppia vocazione produttiva e residenziale della zona. Il problema, secondo Mancini, è che la carreggiata non è più all’altezza di quel traffico: troppo stretta in ingresso e uscita da via Tifernate per garantire manovre sicure, soprattutto ai veicoli più ingombranti. Il risultato sono rallentamenti, rischi di collisione e una pericolosità che la scarsa visibilità in certe ore del giorno non fa che aggravare.
Nell’interrogazione il consigliere ha richiamato anche due articoli del Codice della Strada – il 208 e il 142 – che destinano una quota dei proventi delle sanzioni, comprese quelle per eccesso di velocità, alla manutenzione e alla messa in sicurezza delle infrastrutture stradali. Un aggancio non casuale: per Mancini, visto che l’incrocio ricade sotto la competenza diretta del Comune e mette in comunicazione Città di Castello con San Giustino, è proprio lì che l’amministrazione dovrebbe intervenire con quei fondi.
Le domande poste al sindaco e alla giunta erano dirette: l’amministrazione è consapevole della gravità della situazione? Intende avviare con urgenza uno studio di fattibilità per allargare la sede stradale e aumentare il raggio di curvatura, coinvolgendo eventualmente la Provincia di Perugia vista la rilevanza sovracomunale del traffico? E nell’immediato, quali interventi si mettono in campo su segnaletica e illuminazione pubblica? Infine, quanto delle sanzioni del Codice della Strada finirà su quest’opera nel prossimo Piano Triennale delle Opere Pubbliche?
A rispondere è stato il vicesindaco Giuseppe Bernicchi, che ha innanzitutto inquadrato meglio il punto esatto della questione: l’incrocio si trova nel centro abitato di Cerbara, dove un tratto dell’ex statale Tiberina 3 bis (via Biturgense) incontra la strada che porta al cimitero della frazione e poi prosegue verso Lama, nel comune di San Giustino.
Dai dati storici sugli incidenti, ha spiegato Bernicchi, emerge un quadro piuttosto preciso: i sinistri si sono concentrati quasi tutti in orario notturno, in condizioni di scarsa visibilità, e a provocarli sono stati soprattutto veicoli provenienti dalla strada secondaria, quella del cimitero. Sulla base di questa lettura, il Comune ha già concordato con la Polizia Locale un pacchetto di interventi: rallentatori ottici e acustici sulla segnaletica orizzontale, nuovi segnali di preavviso di incrocio pericoloso su entrambe le strade e lampeggianti gialli sul ramo che arriva dal cimitero.
Più articolato il discorso sui lavori strutturali. Un allargamento della carreggiata e un aumento dei raggi di curvatura, ha chiarito il vicesindaco, non si possono progettare senza fare prima i conti con i canali di scolo delle acque piovane che corrono lungo le due strade, in parte tombati e in parte a cielo aperto: servirà uno studio idraulico su tutto il versante a monte, anche perché gli allagamenti a Cerbara, causati dalle acque che scendono dalla zona di Lama, si stanno facendo sempre più frequenti. A questo si aggiunge un altro nodo, quello dell’esproprio: l’ampliamento richiederebbe l’acquisizione di aree private, il che rende impossibile, al momento, anche solo stimare un costo dell’opera. Bernicchi ha comunque precisato che una parte dei proventi delle multe del Codice della Strada finisce già oggi nei capitoli di bilancio dedicati alla manutenzione ordinaria della viabilità: segnaletica verticale, rifacimento delle strisce, sistemazione di griglie e pozzetti.
Mancini, in replica, si è detto soddisfatto della risposta, ma non ha rinunciato a un appunto: ha chiesto che nelle opere da realizzare vengano coinvolti, anche economicamente, gli enti sovracomunali come la Provincia, direttamente interessati dalla gestione delle strade in questione.



