“La rincorsa disperata a destra di Giorgia Meloni, nella competizione con Vannacci, rischia di produrre danni profondi sul piano dei principi costituzionali, della convivenza civile e del ruolo stesso della scuola pubblica. Quella annunciata dalla presidente del Consiglio è una proposta scellerata: pensare di mettere un’etichetta a bambine e bambini sulla base della loro origine significa imboccare una strada profondamente sbagliata. La scuola è il luogo nel quale le differenze si incontrano, si costruiscono inclusione e uguaglianza e si formano i cittadini di domani, non un terreno sul quale alimentare divisioni.
Se esistono situazioni nelle quali la presenza di alunni con difficoltà linguistiche richiede un maggiore sostegno, la risposta è fornire più strumenti per svolgere pienamente la funzione educativa e sociale: investire sul personale, sui servizi e sulle attività in grado di favorire l’apprendimento della lingua e l’integrazione. Alla vigilia della legge di bilancio è su questo che il Governo dovrebbe concentrare risorse e attenzione. In Toscana continueremo a difendere un sistema pubblico capace di accogliere e offrire a ogni bambina e a ogni bambino le stesse opportunità, indipendentemente dalla famiglia in cui è nato o dal Paese da cui proviene”.
È quanto dichiarano Simone Bezzini, capogruppo Pd in Consiglio regionale, e Simona Querci, consigliera regionale Pd e vicepresidente della commissione istruzione, formazione beni e attività culturali, commentando la proposta annunciata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni sul numero di alunni stranieri nelle classi.



