Città di Castello Pallavolo ha scelto di non rinunciare alla serie C. Poteva essere la stagione in cui tagliare qualcosa, dopo gli sforzi economici già affrontati per la promozione in B della squadra maschile e in B2 di quella femminile. Invece la società ha deciso di fare l’ennesimo sacrificio e mantenere anche la squadra in serie C maschile.
Non è una novità nel percorso del club, che in questa categoria era già presente. È la scelta di tenerla in piedi, in un momento in cui i costi si sono moltiplicati su più fronti, a dire qualcosa di preciso sul progetto biancorosso.
La serie C, per come la intende la società, non è un campionato fine a se stesso: è il passaggio necessario per far crescere i ragazzi del vivaio in un contesto competitivo vero, prima che siano pronti per il salto in prima squadra. Alcuni di loro hanno cominciato con la palla rilanciata, i primi allenamenti da bambini nella propria città, e oggi si trovano a un passo dalla B.
È la logica del chilometro zero applicata allo sport: costruire in casa i giocatori che un domani potranno vestire la maglia della prima squadra, invece di andarli a cercare altrove. Una strada che costa, in termini economici e di pazienza, ma che la società ha scelto ancora una volta di percorrere fino in fondo.



