Perugia, il Pd: “Nessun Centro di Salute Mentale va chiuso, la rete va rafforzata”

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Tre Centri di Salute Mentale, uno ogni 60mila abitanti, radicati nei rispettivi territori dagli anni ’70. È questa la rete che il Partito Democratico di Perugia chiede di difendere, dopo aver esaminato il Piano di Azioni Regionale per la Salute Mentale (PARSM), preadottato dalla Giunta regionale a fine giugno in vista del nuovo Piano Socio Sanitario Regionale.

Il punto critico, secondo i dem, riguarda proprio Perugia: il Piano prevederebbe per i CSM cittadini chiusure, spostamenti e riorganizzazioni che, a quanto risulta al partito, non troverebbero riscontro in nessun altro territorio della regione. Una scelta che il Pd definisce disfunzionale, sia per gli spazi necessari alla cura sia per l’accessibilità degli utenti, e che rischia di trasmettere “un messaggio negativo verso tutti gli operatori”.

La richiesta è netta: mantenere gli attuali tre Centri di Salute Mentale di Via XIV Settembre, Bellocchio e Ponte San Giovanni. Se le sedi avranno bisogno di adeguamenti, come l’eliminazione delle barriere architettoniche, o di interventi di manutenzione importanti, per il Pd si dovranno trovare soluzioni alternative, ma sempre restando nei territori di competenza attuali.

Il partito respinge inoltre l’ipotesi che i Centri possano trasformarsi in semplici ambulatori dentro le Case di Comunità, una previsione che non troverebbe fondamento né nel Piano Azioni Nazionale Salute Mentale 2025-2030 né nel decreto ministeriale 77. La strada indicata è piuttosto quella dell’integrazione: una rete che tenga insieme CSM, Case della Comunità, medici di famiglia, servizi sociali, consultori, scuole, università e Terzo settore.

Il Pd cittadino richiama anche il documento “La Sanità Pubblica nel Territorio Perugino”, approvato all’unanimità dalla propria assemblea comunale, e si allinea alle parole della sindaca Vittoria Ferdinandi, secondo cui “la vera sfida è difendere la rete dei servizi” quale parte dell’identità democratica della città, che fu tra le protagoniste della riforma della psichiatria in Italia.

Il partito annuncia che parteciperà attivamente alla fase di confronto che precede l’adozione definitiva del Piano, chiedendo un dialogo reale con le istituzioni e con chi lavora ogni giorno nei servizi.

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