Abbonamenti bus a 70 euro, Pileri (SI-AVS): “Così la Regione tutela gli studenti”

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Settanta euro per un anno intero di corriera. È la cifra su cui il segretario provinciale di Sinistra Italiana-Alleanza Verdi e Sinistra di Perugia, Roberto Pileri, costruisce la sua rivendicazione politica, all’indomani dell’avvio della campagna abbonamenti scolastici per il trasporto pubblico locale.

La tariffa bloccata riguarda gli studenti delle scuole medie e superiori e resta legata a una soglia Isee, che secondo Pileri l’amministrazione regionale ha voluto alzare da 25mila a 30mila euro. Un merito che il segretario attribuisce interamente alla giunta di centrosinistra e al lavoro dell’assessore Fabio Barcaioli.

I numeri che cita sono quelli di una misura ad ampio raggio. Su un bacino stimato di circa 18mila ragazzi che nel perugino usano il bus per andare a scuola, sostiene Pileri, l’80% delle famiglie rientrerebbe nella soglia prevista. Il confronto è con i prezzi di listino: un abbonamento urbano ordinario si aggira sui 296 euro, mentre per le tratte extraurbane più lunghe si superano i 500-600 euro. Il risparmio, secondo i conti del segretario, oscilla quindi tra i 220 e gli oltre 500 euro l’anno per ogni figlio. A finanziare l’operazione, spiega, un piano da 10 milioni e 420mila euro a valere sul Fondo sociale europeo, ai quali si aggiungono risorse dirette del bilancio regionale.

Poi l’affondo politico. Pileri accusa il centrodestra locale di non aver mosso un dito, negli anni di governo del territorio, sul caro-trasporti scolastico, lasciando i costi delle tratte extraurbane sulle spalle delle famiglie. E punta il dito anche su Roma, parlando di un regime di fondi scarsi imposto dal governo nazionale.

Sul tetto Isee, il segretario si difende in anticipo dalle critiche: allargare la platea senza nuove risorse strutturali, sostiene, significherebbe solo diluire il beneficio a vantaggio di chi già può permettersi il servizio. L’obiettivo dichiarato resta la gratuità del trasporto pubblico, ma passa – dice – da una tassazione più progressiva sui grandi redditi e patrimoni. “Quello di oggi è un passo”, conclude, guardando alle politiche del 2027.

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