L’abbonamento annuale Busitalia per gli studenti costa 70 euro, ma solo per chi ha un ISEE familiare fino a 30mila euro. Sopra quella cifra l’agevolazione non spetta più.
Su questo Edoardo Gentili, vice presidente del Consiglio comunale di Perugia e componente della segreteria nazionale di Forza Italia Giovani, aveva depositato un atto di indirizzo. Chiedeva al Comune di sollecitare la Regione a rivedere la misura “Umbria Vai”: più fasce ISEE, una tariffa progressiva o un tetto massimo, in modo che superare di poco la soglia non significhi perdere tutto.
La maggioranza non è entrata nel merito. Ha semplicemente negato l’urgenza dell’atto.
«Il punto politico oggi non è che la maggioranza abbia bocciato la nostra proposta – dice Gentili – ma che abbia scelto di non considerare urgente la questione. Abbiamo chiesto al Comune di attivarsi verso la Regione su una misura che riguarda famiglie e studenti. Evidentemente può aspettare».
Il ragionamento si allarga alla manovra fiscale regionale. «Il ceto medio è oggi una delle fasce più penalizzate. Rischia di pagare due volte: contribuisce in maniera significativa a sostenere il welfare e poi, quando si distribuiscono le agevolazioni, spesso non rientra tra i beneficiari». Il criterio in sé non è in discussione, precisa: giusto che chi ha meno riceva di più. «Ma equità non significa tracciare una linea invalicabile a 30mila euro e considerare automaticamente non meritevole chi si trova appena sopra».
Un precedente in città c’è già. Nel 2022 il Comune aveva promosso una convenzione che portava a 60 euro l’abbonamento annuale al trasporto pubblico per gli universitari, senza soglia ISEE.
«È urgente parlare delle famiglie escluse sistematicamente dai bonus mentre continuano a pagare per intero tasse e servizi – chiude Gentili –. Il ceto medio non chiede privilegi, chiede equità».



