Inaugurata al Parco delle Terme del Palagio Fiorentino l’opera dei maestri fabbri per i cinquant’anni della Biennale Europea d’Arte Fabbrile
Millecinquecento chili tra ferro e acciaio, 2.400 saldature, cento elementi intrecciati. E tutto sta in piedi su un solo punto di equilibrio. È l’opera ispirata al Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto, inaugurata sabato pomeriggio a Stia, nel Parco delle Terme del Palagio Fiorentino, per i cinquant’anni della Biennale Europea d’Arte Fabbrile.
L’idea di partenza arriva da un gioco: lo Shangai, dove basta un movimento sbagliato per far crollare tutto. Gli elementi si incastrano l’uno sull’altro e generano una composizione che sta insieme per tensione, non per peso. I numeri raccontano il resto: cinquanta pezzi formano il nucleo centrale, uno per ogni anno della manifestazione, gli altri cinquanta si distribuiscono venticinque per lato. Le estremità sono in acciaio inox lucidato, così la struttura cattura la luce e cambia a seconda dell’ora. Ed è pensata per muoversi con il vento, nonostante il materiale.
A realizzarla sono stati cinque fabbri: i maestri Roberto Magni e Martino Stenico, che hanno firmato il bozzetto, e tre allievi, Jonas Biggeri, Matteo Corvi e Michele Andreoli. Il progetto è curato da Hexisart — Loris Innocenti e Tommaso Venco — in collaborazione con la Fondazione Pistoletto Cittadellarte. L’opera resta a Stia ed entra nella collezione permanente del Comune di Pratovecchio Stia.
Alla presentazione al Teatro Comunale c’erano anche Paolo Naldini, direttore della Fondazione Cittadellarte, e Armona Pistoletto, che ha portato i saluti del Maestro. “Qui ho avuto l’impressione di sentire un senso di comunità e di appartenenza, dove pur nella differenza non ci sono divisioni”, ha detto Naldini.
Il sindaco Luca Santini ha legato l’opera alla storia del posto: “Il Terzo Paradiso richiama la ricerca di un equilibrio tra natura, lavoro e sviluppo. Stia ha una lunga storia artigianale e industriale, in un contesto ambientale di straordinario valore”.
Piero Milli, presidente dell’associazione che organizza la Biennale, ha chiuso ringraziando Pistoletto “per averci permesso di reinterpretare il simbolo attraverso una materia che per noi è identità, storia e futuro”.
La Biennale è nata nel 1976 da un’idea di Pier Luigi della Bordella e Ivan Bruschi ed è la più longeva rassegna al mondo dedicata al ferro forgiato.



