I giovani del M5S alle Feste dell’Unità: “Non basta chiederci il voto”

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Due palchi, due città, lo stesso tema. Il Network Giovani del Movimento 5 Stelle Umbria è salito prima sul palco della Festa dell’Unità di Bastia Umbra, poi su quello di Terni. In mezzo, una domanda che torna: che spazio c’è davvero per i ragazzi in politica, oltre alla scheda elettorale.

A Bastia si è andati domenica 6 settembre, su invito del Partito Democratico locale e del segretario Alessandro Barbanera. Uno dei momenti di confronto tra le forze del Patto Avanti. Il panel si intitolava “La voce, il voto e il dovere civico nell’Italia contemporanea”, lo moderava Mariangela Esposito. Sul palco il referente regionale del Network Giovani M5S Alessio Lanfaloni e Simone Emili, segretario regionale dei Giovani Democratici.

“Il voto resta uno strumento fondamentale — ha detto Lanfaloni — ma la partecipazione non può esaurirsi nel momento delle elezioni. Significa anche impegnarsi, organizzarsi, studiare i problemi e mettere le proprie competenze a disposizione della comunità”. Il riferimento è all’esperienza del Network, nato per far incontrare ragazze e ragazzi con percorsi diversi attorno ai problemi concreti dei territori. “Prima ancora di un partito, la politica nasce da persone che si fidano tra loro”.

A Terni è toccato a Diego Diomedi, in un confronto sulla città che verrà. Il punto, ha spiegato, è smettere di parlare del futuro come di qualcosa che riguarda qualcun altro. “Quando discutiamo del futuro di una città non possiamo limitarci a immaginare cosa sarà tra dieci o vent’anni. Dobbiamo ricordarci che saremo noi giovani ad abitarla, a lavorarci, a costruire qui le nostre famiglie e le nostre vite”.

Dal dibattito sono uscite le difficoltà di Terni, ma anche le possibilità aperte. E la necessità di far entrare i ragazzi nelle scelte, non solo nei sondaggi. “Il futuro non è qualcosa che arriva da solo — ha chiuso Diomedi —. È una responsabilità che abbiamo il dovere di prenderci, insieme”.

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