Ex Mulini Brighigna, il consiglio comunale adotta la variante urbanistica per la riqualificazione dell’area

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Capannoni chiusi da anni, un consorzio agrario dismesso, un parco pubblico a due passi dal centro storico. È la fascia urbana tra gli ex Mulini Brighigna, l’ex Consorzio Agrario e il parco del Centro Le Fonti, lungo la ex ferrovia Fcu, che il consiglio comunale di Città di Castello ha deciso di rimettere in moto. Con 17 voti favorevoli (PD, PSI, Lista Civica Luca Secondi Sindaco, Castello Cambia, Gruppo Misto-Azione, Unione Civica Tiferno) e cinque astensioni (FDI, Castello Civica, Lega, FI, Lista Civica Marinelli Sindaco), l’aula ha adottato la variante parziale al PRG che apre la strada al Masterplan dell'”Operazione Complessa 2 Ex Mulini”.

Il progetto, nato da una cabina di regia tra Comune e proprietari, prevede case, servizi privati, attività terziarie, parcheggi e verde, oltre a una nuova viabilità carrabile e ciclopedonale. Quattro i comparti coinvolti: gli ex Mulini Tifernati della proprietà Brighigna verso via Labriola, l’ex Consorzio Agrario di Caselli-Baldinelli, l’area della proprietà Edarco e i terreni sul lato opposto di via Luca della Robbia. Il parco del Centro Le Fonti resta pubblico: per la sua riqualificazione il Comune ha già presentato un progetto da 800mila euro, in graduatoria per un finanziamento regionale.

Il percorso non finisce qui. Dopo l’adozione, la variante sarà pubblicata per le osservazioni e tornerà in consiglio per l’approvazione definitiva, prima del via libera della giunta. Solo a quel punto i privati firmeranno l’accordo e avranno un anno di tempo per presentare i progetti delle opere di urbanizzazione a cui si sono impegnati.

Il sindaco Luca Secondi e il vicesindaco con delega all’Urbanistica Giuseppe Stefano Bernicchi hanno parlato di un tassello che si aggiunge ad altri interventi di riqualificazione portati avanti nel mandato, dall’ex Cinema Vittoria all’ex scuola Garibaldi fino all’ansa del Tevere. Bernicchi ha spiegato che la variante non cambia il dimensionamento complessivo del PRG, ma alza dal 50 al 70 per cento la quota di Superficie Utile Coperta residenziale, e che la Regione ha già dato parere favorevole sotto il profilo idraulico e geologico. Tra le modifiche anche l’eliminazione dei parcheggi interrati previsti in origine, per la presenza del torrente Scatorbia tombato nell’area.

Dai banchi della minoranza, pur riconoscendo il valore dell’operazione, sono arrivate osservazioni sulla necessità di collegare bene le nuove costruzioni al resto della città e alcune perplessità sulla scelta di realizzare nuova residenzialità fuori dal centro storico, oltre a dubbi sui tempi di attuazione.

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