Il vicepresidente del Consiglio regionale chiede nuovi criteri per l’assegnazione dei posti nelle residenze universitarie e maggiore trasparenza. Dai dati allegati all’interrogazione risultano 1.929 studenti extra-Ue su 4.029 alloggiati
FIRENZE – Torna al centro del confronto politico toscano il tema degli alloggi universitari. A sollevarlo è Diego Petrucci, consigliere regionale di Fratelli d’Italia e vicepresidente del Consiglio regionale, che interviene sui numeri delle residenze del diritto allo studio e chiede una revisione dei criteri di assegnazione.
Secondo i dati allegati alla risposta a una sua interrogazione, aggiornati al 15 luglio 2026, nelle residenze universitarie DSU della Toscana risultavano 4.029 studenti alloggiati, dei quali 1.929 provenienti da Paesi extra-Ue, pari al 47,88 per cento. Una percentuale che cambia sensibilmente da struttura a struttura e che in alcuni casi supera il 70 per cento.
Petrucci cita, tra gli altri, i casi della residenza La Tognazza di Monteriggioni, dove la quota indicata è del 77,45 per cento, della De Nicola di Siena con il 73,77 per cento, del Camplus di Firenze con il 73,68 per cento e della Mattei di Sesto Fiorentino con il 71,62 per cento.
Per l’esponente di Fratelli d’Italia il problema va inserito in una questione più ampia: quella della disponibilità di alloggi per gli studenti e delle conseguenze che la domanda abitativa produce nelle principali città universitarie toscane, a partire da Firenze, Pisa e Siena.
Petrucci sostiene inoltre che i criteri utilizzati per valutare la situazione economica degli studenti provenienti da Paesi extra-Ue possano creare disparità rispetto ai controlli effettuati sulla documentazione degli studenti italiani.
Da qui la proposta avanzata in Consiglio regionale: introdurre un limite percentuale per i posti assegnati agli studenti provenienti da Paesi extra-Ue e predisporre report periodici sulle assegnazioni e sui controlli delle dichiarazioni reddituali.
L’ordine del giorno presentato dal consigliere di Fratelli d’Italia non è stato approvato dalla maggioranza. Petrucci annuncia comunque l’intenzione di continuare a portare avanti il tema nei prossimi mesi.
Resta quindi aperto un confronto che riguarda non soltanto i criteri di accesso alle residenze universitarie, ma anche la disponibilità complessiva di posti letto e il crescente problema degli affitti nelle città sedi degli atenei toscani.



