Città di Castello, gli allievi della Bufalini restaurano il cancello dell’istituto

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Gli studenti del corso GOL Saldatura hanno lavorato durante l’estate applicando le procedure di sicurezza di un vero cantiere

La formazione professionale che diventa anche cura del bene comune. È questo il significato dell’intervento realizzato durante l’estate dagli allievi del corso GOL Saldatura della Scuola di Arti e Mestieri “G.O. Bufalini” di Città di Castello, che hanno restaurato e riverniciato il cancello d’ingresso e la recinzione dell’istituto.

Un lavoro concreto, svolto direttamente dagli studenti, ma anche un’importante esperienza formativa. L’intervento è stato infatti organizzato seguendo una precisa procedura operativa di sicurezza, riproducendo le diverse fasi di un vero cantiere.

Si è partiti dalla spazzolatura a ferro, necessaria per eliminare ruggine e vecchia vernice, per poi procedere con l’applicazione dell’antiruggine, la verniciatura e infine il rimontaggio del cancello, ricomposto pezzo per pezzo.

Ogni passaggio è stato eseguito nel rispetto delle norme sulla sicurezza sul lavoro, trasformando l’attività in una vera esperienza sul campo per i corsisti, che potranno ritrovare gli stessi principi nei futuri contesti lavorativi.

A rendere ancora più significativo l’intervento è la storia della recinzione. Fu realizzata nel 1948 dagli allievi e dai docenti Busatti, Gambini e Marini e rappresenta quindi un elemento con un particolare valore storico per la scuola e per la sua continuità nel tempo.

Gli studenti impegnati nel percorso di riqualificazione professionale hanno così scelto di mettere le proprie competenze al servizio di uno spazio comune, prendendosi cura di un luogo che ogni giorno accoglie studenti e famiglie.

«È un esempio concreto di ciò che la nostra scuola vuole essere – ha commentato il presidente Giovanni Granci – un luogo dove si impara un mestiere, ma anche il valore della cura, della responsabilità e del rispetto per gli spazi che si condividono con gli altri».

Granci ha sottolineato anche l’importanza del metodo seguito: «Il fatto che tutto sia stato realizzato in sicurezza, passo dopo passo, dimostra che questi ragazzi hanno già fatto propria la cultura del lavoro ben fatto».

A seguire e coordinare il gruppo durante l’intervento è stato il professor Alvaro Bianconi: «I ragazzi hanno lavorato con serietà e precisione, rispettando ogni fase della procedura di sicurezza. Vederli applicare con tanta cura quello che hanno imparato in laboratorio è la soddisfazione più grande per chi insegna».

L’attività arriva inoltre in un momento positivo per la Scuola G.O. Bufalini. Il nuovo anno scolastico si è aperto con 60 iscritti al primo anno dei percorsi, mentre il numero complessivo degli studenti iscritti ai diversi percorsi professionali ha raggiunto quota 170.

Numeri che accompagnano un’esperienza concreta di formazione, nella quale l’apprendimento di un mestiere si intreccia con la sicurezza, la responsabilità e il rapporto con la comunità.

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