Il consigliere provinciale della Lega contesta la scelta e le motivazioni di Presciutti. Appello alla Regione e all’Ufficio scolastico regionale: «Il calo delle iscrizioni non consente di sostenere due indirizzi nello stesso territorio».
L’apertura di un nuovo indirizzo linguistico a Città di Castello rischia, secondo Giovanni Dominici, di compromettere il futuro di quello già presente al Campus “Leonardo da Vinci” di Umbertide. Il consigliere provinciale della Lega interviene dopo l’approvazione del Piano provinciale dell’offerta formativa, contestando una scelta che, a suo giudizio, non ha tenuto conto della contrarietà espressa dall’amministrazione umbertidese.
Al centro della polemica ci sono anche le motivazioni del presidente della Provincia, Massimiliano Presciutti. Nella dichiarazione riportata da Dominici, Presciutti sostiene che non si tratterebbe di una duplicazione dell’offerta: mentre Umbertide continuerebbe a proporre i percorsi linguistici consolidati, Città di Castello introdurrebbe il cinese mandarino, considerato una lingua strategica.
Una spiegazione che Dominici definisce «a dir poco surreale». Per il consigliere, la diversa lingua proposta non risolve il problema della presenza di due indirizzi linguistici nello stesso bacino territoriale. La Provincia avrebbe assunto una posizione «totalmente sbilanciata verso Città di Castello», senza considerare adeguatamente l’andamento delle iscrizioni e il calo demografico.
È su questi elementi che Dominici fonda la propria opposizione. Secondo la sua analisi, già oggi il linguistico di Umbertide fatica a mantenere i numeri necessari e il raddoppio dell’offerta renderebbe insostenibile la presenza di entrambi i percorsi.
«Il risultato di questa scelta è la chiusura dell’indirizzo linguistico di Umbertide nell’arco di un ciclo scolastico», afferma. Per Dominici, dunque, la questione riguarda direttamente la sopravvivenza del corso umbertidese: «Nei fatti la Provincia, numeri alla mano, ha scelto di chiudere il linguistico di Umbertide. Non possiamo rimanere silenti di fronte a questo scempio».
Il passaggio successivo riguarda la Regione e l’Ufficio scolastico regionale, ai quali il consigliere rivolge un appello. Dominici richiama il punto 3.2 delle linee guida regionali sulla programmazione territoriale degli indirizzi di studio 2026-2029, sostenendo che la decisione contrasterebbe con due criteri fondamentali.
Il primo è evitare interferenze e sovrapposizioni nell’offerta formativa. Due indirizzi linguistici a pochi chilometri di distanza, nello stesso ambito territoriale, rappresenterebbero, nella sua lettura, proprio la sovrapposizione che le linee guida chiedono di scongiurare.
Il secondo riguarda la stabilità dei percorsi nel lungo periodo, da valutare sulla base del bacino reale di studenti. Anche sotto questo profilo, secondo Dominici, le proiezioni demografiche non consentirebbero di sostenere due indirizzi di fatto identici.
«Io e la maggioranza di centrodestra che governa Umbertide ci batteremo con tutte le forze perché il linguistico di Umbertide possa continuare a vivere», assicura il consigliere. Alla Regione e all’Usr chiede una decisione fondata sulle regole, evitando quello che, a suo giudizio, rischierebbe di apparire come un accanimento politico contro il territorio.
Infine, Dominici interviene sulla mancata partecipazione del Comune di Umbertide alla Conferenza sul dimensionamento scolastico. Secondo quanto riferisce, l’invito sarebbe stato indirizzato all’ex sindaco Marco Locchi. Per riunioni di questa importanza, sottolinea, le convocazioni devono essere trasmesse tramite Pec, anziché alle email personali degli amministratori.


