Città di Castello, al Mercato Coperto arriva un nuovo spazio per l’agricoltura sociale

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Inaugurato ieri il box della Cooperativa La Rondine a Maccarello: a gestirlo saranno persone con disabilità coinvolte nei percorsi di autonomia e inserimento lavorativo

Non sarà soltanto un nuovo punto vendita. Il box inaugurato al Mercato Coperto di corso Cavour, a Città di Castello, porta con sé un’idea precisa: mettere insieme agricoltura, lavoro, inclusione e comunità.

Il nuovo spazio è gestito dalla Cooperativa La Rondine a Maccarello e sarà aperto dal lunedì al sabato mattina. A occuparsi direttamente della vendita saranno persone con disabilità già impegnate nei progetti di autonomia e inserimento lavorativo promossi sul territorio.

Sui banchi troveranno posto innanzitutto gli ortaggi coltivati dalla cooperativa nelle sedi operative di Uppiano e Maccarello, ai quali si aggiungeranno prodotti provenienti da piccole aziende locali e da altre cooperative agricole sociali umbre collegate alla rete costruita negli anni da La Rondine a Maccarello.

Un progetto che vuole quindi dare un valore in più anche alla spesa quotidiana: acquistare un prodotto significa conoscere chi lo ha coltivato, ma anche sostenere un percorso di autonomia e partecipazione.

«Per la Cooperativa La Rondine questo è un evento importante ed emozionante – ha sottolineato il presidente Luciano Veschi – perché abbiamo sempre creduto molto nell’agricoltura sociale come riferimento e punto fisso per la vera integrazione lavorativa di molti soggetti deboli».

Veschi ha evidenziato anche il significato della posizione del nuovo punto vendita, proprio nel cuore della città: «Darà modo a chi lo gestirà di farsi conoscere e di aprire un rapporto nuovo sia con gli altri esercenti che con i passanti, diventando protagonisti di uno dei più importanti e storici centri commerciali della città».

Soddisfazione anche da parte del presidente Marco Romanelli, che guarda già alle prossime evoluzioni del progetto. «Il nostro obiettivo è sempre più rivolto non solo a un’inclusione sociale attiva, ma anche a renderci protagonisti e attori sempre più presenti all’interno della comunità. Questo spazio non vuole essere semplicemente un box vendita, ma un reale contenitore per lo sviluppo di nuove idee e un luogo d’incontro per i cittadini».

Al taglio del nastro erano presenti anche gli assessori Letizia Guerri e Benedetta Calagreti, oltre ai rappresentanti della cooperativa e agli operatori storici del Mercato Coperto. Tra loro Fiorella Flavi, per tutti Denise, insieme alla figlia Alessandra Guerrucci, Angelo Venturini con il figlio Marco e Patrizia Donini per la pescheria.

Per il sindaco Luca Secondi e gli assessori, l’apertura del nuovo spazio rappresenta «un’opportunità concreta per coniugare l’agricoltura sociale con la vita di comunità», offrendo ai cittadini la possibilità di fare una spesa «etica, solidale e attenta sia alla qualità dei prodotti che alle relazioni umane».

Un mercato che torna a vivere

L’inaugurazione si inserisce nel percorso di rilancio del Mercato Coperto, tornato pienamente fruibile dopo i lavori di riqualificazione.

L’intervento, del valore di 189mila euro, è stato finanziato dal PNRR e cofinanziato dal Comune per circa 73mila euro. Il complesso conserva la sua vocazione commerciale storica, ma oggi accoglie anche nuove esperienze legate all’inclusione sociale.

Sono complessivamente dieci gli spazi disponibili per le attività: cinque box doppi, tre singoli e due postazioni aperte destinate alla pescheria.

Un luogo che per generazioni di tifernati ha rappresentato un punto di riferimento per la spesa quotidiana e che oggi prova a costruire una nuova fase della propria storia, mantenendo insieme tradizione e nuove esigenze della comunità.

La giornata inaugurale ha avuto anche un finale particolarmente significativo. Gli allievi dei corsi di cucina della Scuola di Arti e Mestieri G.O. Bufalini hanno preparato il buffet della cerimonia, mentre alcuni piccoli studenti della scuola primaria di San Filippo hanno donato ai gestori del nuovo box alcune piante per abbellirne gli spazi.

Un gesto semplice, ma forse il più bello per raccontare lo spirito della giornata: un mercato storico che torna a vivere, persone diverse che si incontrano e una comunità che prova a costruire insieme qualcosa di nuovo.

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