A San Giustino, nel negozio Cicli Effe F, scopriamo insieme al titolare Cesare Franceschini una delle proposte più interessanti della casa spagnola. Una bici pensata per chi ama pedalare e cerca qualcosa in più.
Basta guardarla per capire che non è una bicicletta qualunque. La Megamo Pulse ha linee decise, un telaio che sembra disegnato per correre e una cura dei particolari che si nota subito. Ma al di là dell’estetica, quello che interessa davvero a un ciclista è sapere come si comporta su strada. Ne abbiamo parlato con Cesare Franceschini, titolare di Cicli Effe F a San Giustino, che conosce bene le esigenze di chi passa in negozio, dal semplice appassionato a chi macina chilometri ogni settimana.
Cesare, partiamo proprio da questa Megamo. Che impressione ti ha fatto?
«È una bella bici, su questo non ci sono dubbi. Ma la cosa che mi piace è che dietro quell’aspetto così sportivo c’è tanta sostanza. Megamo ha lavorato molto sull’aerodinamica e sulla rigidità del telaio. È una bicicletta pensata per andare forte, per rispondere bene quando spingi».
Cosa la distingue dalle altre bici da corsa?
«Direi il modo in cui riesce a mettere insieme diverse caratteristiche. Il telaio in carbonio è progettato per essere rigido dove serve, le forme sono studiate per limitare la resistenza all’aria e tutto è pensato per rendere la pedalata più efficace. Non è soltanto una questione di peso».
Uno che esce la domenica con gli amici si accorge davvero di queste differenze?
«Certo, soprattutto se è abituato a pedalare. Quando rilanci dopo una curva, quando aumenti il ritmo in pianura oppure affronti una salita, la risposta della bicicletta conta. Poi è chiaro che le gambe bisogna sempre mettercele, quelle non te le regala nessuno».
E in discesa? Perché andare forte è una cosa, sentirsi sicuri è un’altra.
«Esattamente. Una buona bici deve darti fiducia. La precisione di guida, la posizione in sella e la qualità dei componenti sono aspetti importanti. Non basta avere una bicicletta veloce, bisogna anche riuscire a gestirla bene».
Oggi si parla tanto di cambi elettronici, ruote in carbonio e tecnologia. Quanto incidono?
«Incidono, eccome. Un cambio elettronico, per esempio, offre precisione e rapidità. Le ruote possono cambiare parecchio il comportamento della bici. Però bisogna ragionare sull’allestimento complessivo. Non sempre la soluzione più costosa è quella giusta per tutti».
È una bici soltanto per chi fa gare?
«No, anche se ha un’impostazione decisamente sportiva. Ci sono tanti appassionati che non gareggiano ma vogliono una bella bicicletta, performante, con cui divertirsi e togliersi qualche soddisfazione. L’importante è capire cosa cercano davvero».
E qui entra in gioco il lavoro di Cicli Effe F.
«Sì, perché vendere una bicicletta non significa consegnare una scatola e basta. Noi parliamo con il cliente, cerchiamo di capire quanti chilometri fa, che percorsi affronta, come gli piace pedalare. La taglia e la posizione sono fondamentali. Puoi avere anche una bici eccezionale, ma se non è adatta a te finisci per non godertela».
Cesare, un ultimo consiglio a chi sta pensando di cambiare bici?
«Di non fermarsi alle fotografie o alle caratteristiche scritte su un catalogo. Venite a vederla, facciamo due chiacchiere e valutiamo insieme. La Megamo Pulse è una bicicletta che ha davvero tanto da offrire. Poi la scelta deve essere fatta con la testa, oltre che con gli occhi. Perché alla fine la bici migliore è quella che ti fa venire voglia di uscire a pedalare».



