Corezzo, al “Vieni a vivere a Corezzo” il premio nazionale Cai “Custode delle Terre Alte”

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Il riconoscimento del Club Alpino Italiano premia il lavoro quotidiano dell’associazione contro lo spopolamento e per mantenere viva la comunità

COREZZO – In montagna non basta abitare un paese per tenerlo vivo. Servono persone, servizi, lavoro e soprattutto la volontà di continuare a esserci. È per questo che assume un significato particolare il Premio Nazionale “Custodi delle Terre Alte 2026” che il Club Alpino Italiano ha deciso di assegnare all’associazione “Vieni a Vivere a Corezzo”, realtà impegnata da anni nella vita quotidiana della piccola comunità del Casentino.

Il riconoscimento, istituito dal Comitato Scientifico Centrale del Cai, arriva su proposta della Sezione Cai di Arezzo e premia, come recita la motivazione, “la quotidiana opera svolta a favore dei territori montani”.

La consegna ufficiale della targa è prevista domenica 13 dicembre alle ore 12 a Corezzo. Una giornata che comincerà già alle 9.30 con un’escursione verso Serra, attraverso i boschi, durante la quale saranno illustrate le essenze arboree presenti da Fulvio Ducci, già presidente del Crea e attuale presidente del Comitato Scientifico Regionale Cai.

Dietro il premio c’è una realtà che va ben oltre la semplice organizzazione di iniziative. L’associazione, presieduta da Maria Elisa Grandi, contribuisce concretamente a mantenere servizi e occasioni di incontro in un paese dove il rischio dello spopolamento è una realtà con cui fare i conti.

A Corezzo ci sono un emporio, un negozio di generi alimentari, un bar e un punto di ritrovo. In collaborazione con la cooperativa di comunità vengono inoltre garantiti servizi legati alla scuola, dalla mensa alla sorveglianza dello scuolabus. Sono attività apparentemente normali, ma in un piccolo centro montano rappresentano una parte essenziale della possibilità di continuare a vivere sul territorio.

È proprio questo il valore che il Cai ha voluto mettere in evidenza. La presenza umana nelle Terre Alte significa infatti anche cura del territorio, conservazione della memoria, tutela delle tradizioni e costruzione di nuove opportunità.

La candidatura è stata sostenuta dal presidente del Cai di Arezzo Luciano Micheli, con il supporto di Sandro Vasarri, consigliere del Gruppo Regionale Cai della Toscana. L’obiettivo è stato quello di portare all’attenzione nazionale una realtà locale capace di dimostrare come anche nei piccoli paesi di montagna sia possibile costruire un modello di comunità.

Corezzo, nel cuore delle Foreste Casentinesi, si trova in una posizione particolare, tra La Verna e Camaldoli, lungo una rete di percorsi che negli anni ha richiamato sempre più escursionisti e pellegrini. Da qui passano infatti il Cammino di Francesco, il Cammino di San Vicinio, il Cammino di Sant’Antonio, oltre ai percorsi delle Foreste Sacre e alla Via Romea Germanica del Passo Serra.

E poi c’è una tradizione che a Corezzo ha trovato anche una forma di economia locale: il tortello alla lastra, specialità dell’Appennino tra Toscana e Romagna, nato dalla cucina contadina e legato alla storia della transumanza.

La sua preparazione è diventata un’occasione di lavoro. Una cooperativa locale impiega infatti cinque donne del posto, tutte con contratto a tempo indeterminato, trasformando una ricetta tramandata nel tempo in una piccola ma concreta opportunità occupazionale. Il tortello alla lastra si è inoltre candidato come Presidio Slow Food.

È un esempio di come tradizione, lavoro e turismo possano incontrarsi e contribuire a mantenere viva una comunità.

Il premio del Cai racconta proprio questo: non una montagna immobile da conservare, ma un territorio nel quale continuare a vivere, lavorare e costruire futuro. E Corezzo, con le sue poche ma preziose realtà, ne è una testimonianza concreta.

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