Dal primo novembre, il sabato mattina, a San Giustino ci sarà un ambulatorio in meno. L’Aggregazione funzionale territoriale (Aft), oggi aperta dalle 8 alle 14 il sabato e nei prefestivi, resterà chiusa in quei giorni. Lo ha deciso la Regione Umbria, e Corrado Belloni, consigliere comunale della Lega, parla di una scelta “inaccettabile”.
Secondo Belloni, l’Aft non è un doppione della Continuità assistenziale, l’ex guardia medica. Quest’ultima interviene per le necessità che non possono aspettare. L’Aft invece svolge il lavoro del medico di famiglia: ricette per le terapie continuative, richieste di esami, prescrizioni di visite specialistiche. “Eliminarla – sostiene – significa togliere un punto di riferimento a centinaia di cittadini, soprattutto anziani, persone fragili e famiglie”.
Il consigliere sottolinea che la situazione è già difficile, perché tra San Giustino e Citerna mancano 11 medici. Belloni ricorda di aver lanciato l’allarme già a luglio. “Nessuno ha voluto credermi – dice – e qualcuno ha detto addirittura che mi ero inventato tutto”. Per questo chiama in causa anche l’amministrazione comunale, che accusa di inerzia.
La sua critica principale è però rivolta alla giunta regionale. Belloni contesta la scelta di risparmiare sui presidi del territorio. Ricorda che di recente sono stati destinati un milione e 200mila euro alla sanità privata e che Irpef e tasse sono state aumentate fino al 2029. “La presidente Proietti deve spiegare con quale coraggio chiede agli umbri di pagare di più mentre riduce i servizi”, attacca. Richiama poi le promesse della campagna elettorale su una sanità pubblica più vicina ai cittadini e il calo dell’Umbria nelle classifiche nazionali sui tempi d’attesa.
Belloni rivolge infine un appello al sindaco Stefano Veschi, perché si opponga con fermezza alla chiusura. Secondo lui, San Giustino e Citerna non possono continuare a essere trattati come territori di serie B.



