CITTÀ DI CASTELLO – Ci sono traguardi che valgono molto più di un tempo cronometrico o di una medaglia. Quello raggiunto da Simona Nunzi, 51 anni, tifernate, è uno di questi. Una storia di coraggio, determinazione e voglia di tornare a vivere pienamente, culminata con un’impresa sportiva che oggi è diventata anche un simbolo di rinascita.
Questa mattina, nella sala consiliare del Comune di Città di Castello, il sindaco Luca Secondi ha consegnato a Simona una targa ufficiale per celebrare il suo percorso e la sua impresa.
Dopo aver affrontato una grave malattia e un lungo percorso di cure, anche grazie alla collaborazione tra gli ospedali di Città di Castello e Perugia, Simona ha scelto di ripartire dallo sport. E lo ha fatto con una sfida tutt’altro che semplice: attraversare a nuoto lo Stretto di Messina, da Calabria a Sicilia.
Oltre quattro chilometri in acqua, completati in un’ora e 12 minuti. Un’impresa preparata con allenamenti continui in piscina e al mare, insieme al coach Francesco Serafini e al tecnico atletico Daniele Meotti.
Al suo arrivo, ad aspettarla c’erano il marito Alessandro Barelli e i figli Riccardo e Chiara. Un abbraccio che ha racchiuso tutto il significato di quella traversata: lasciarsi alle spalle un periodo difficile e tornare a guardare avanti.
Questa mattina, accanto a Simona, c’erano anche familiari, amici, colleghi di lavoro e le sorelle dell’Istituto Sacro Cuore, dove presta servizio da alcuni anni. Presente anche la madre superiora, suor Daniela Littamè, insieme all’amica Daniela Salacchi, responsabile dei servizi demografici del Comune, che ha letto un messaggio dedicato a Simona.
Sulla targa consegnata dal sindaco si legge: «Donna straordinaria e atleta di indomito coraggio», definita un esempio di «resilienza, speranza e rinascita».
Parole che Simona ha raccolto con emozione, prima di lasciare spazio alla frase che forse più di tutte racconta questa giornata: «Le cure, la preghiera, la vicinanza e l’affetto della mia famiglia, delle persone che mi vogliono bene e lo sport hanno consentito di vincere la mia battaglia. Oggi è il giorno più bello della mia vita, grazie a tutti voi».
Per il sindaco Luca Secondi, quella di Simona è una storia che rappresenta l’orgoglio di un’intera comunità. Una comunità che oggi ha voluto dirle grazie non soltanto per un’impresa sportiva, ma soprattutto per il messaggio che porta con sé: dopo le prove più difficili, si può ancora ripartire.



