Attacco alla Regione: «Siamo l’unico comune dell’Alta Umbria non allineato, e l’unico escluso»
CITERNA – Diciannove cartelli, diciotto località umbre. Di Citerna, nessuna traccia. La seconda fase del progetto regionale di segnaletica turistica lungo la E45 ha acceso la protesta del borgo altotiberino: nell’elenco ci sono tutti gli altri comuni dell’Alta Umbria, Citerna no.
A sollevare il caso sono gli assessori Samuel Fedele e Valentina Ercolani, che non credono a una semplice svista. «Citerna è uno dei Borghi più belli d’Italia», ricordano. E mettono in fila quello che il paese custodisce: la Madonna di Donatello, opere di Signorelli, Pomarancio, Raffaellino del Colle e dei Della Robbia, un centro storico medievale tra i meglio conservati della zona.
Per loro, però, il punto è un altro. Citerna è l’unico comune dell’Alta Umbria guidato da una maggioranza di colore politico diverso da quella che governa la Regione. Una coincidenza che, secondo gli assessori, è difficile considerare casuale. «Se l’esclusione fosse dettata da ragioni politiche – scrivono – saremmo davanti a un fatto di una gravità inaudita».
Il ragionamento è semplice. Se l’obiettivo era colpire il sindaco e la giunta, a rimetterci sono i cittadini. Anche quelli che alle regionali hanno votato Stefania Proietti e che oggi, dicono Fedele ed Ercolani, hanno tutto il diritto di sentirsi mortificati.
Alla Regione viene chiesta una cosa precisa: rendere pubblici i criteri con cui sono state scelte le località e spiegare perché Citerna non compare. Intanto il Comune si muove. Partirà una raccolta firme e la questione sarà portata «in tutte le sedi istituzionali e politiche opportune».
«Non chiediamo privilegi, pretendiamo rispetto», è la linea degli assessori. Adesso tocca a Palazzo Donini spiegare come è stato compilato quell’elenco.



