A 89 anni il maestro della cancellatura entra per la prima volta in un carcere. Con lui fra Marco Moroni, custode del Sacro Convento di Assisi
Pagine di riviste coperte di inchiostro, da cui spunta solo qualche parola. Sono le parole che le detenute hanno scelto di salvare per raccontare qualcosa di sé. Venerdì 30 ottobre l’autore di quel gesto, Emilio Isgrò, le ha incontrate nella casa circondariale di Perugia Capanne, insieme a fra Marco Moroni, custode del Sacro Convento di Assisi.
Per l’artista, 89 anni e una lunga carriera alle spalle, è stata la prima volta in un carcere con delle detenute. «Non mi sarei mai aspettato di sentirmi in una famiglia allargata – ha raccontato –. Ho detto alle detenute che il tempo trascorso qui non va cancellato, come accade nelle mie opere: è un tempo per riconnettersi con se stesse. Questo progetto mi ha commosso».
L’incontro chiude “Il Museo in valigia”, il progetto di Fondazione CariPerugia Arte che ha vinto il bando per il welfare culturale di Sviluppumbria. Tutto è partito da Palazzo Baldeschi. Lì i ragazzi dei centri per persone con disabilità hanno decorato delle valigie e le hanno riempite di materiali, lettere e pensieri. Le valigie sono poi arrivate in carcere, nelle residenze protette e nella casa di quartiere, e chi le ha ricevute ha risposto. Ne è nato uno scambio di messaggi scritti a mano.
In carcere le donne sono rimaste colpite dal “Cantico delle Creature” cancellato di Isgrò, esposto nella mostra “San Francesco nostro contemporaneo”. Hanno usato la stessa tecnica sulle pagine di libri e giornali. Fra Moroni ha definito il progetto «profondamente educativo», un modo per ritrovare attraverso l’arte la pace con se stessi.
La direttrice reggente di Capanne, Giada Gatticchi, ha sottolineato il valore di potersi confrontare direttamente con l’autore: la cancellatura, ha spiegato, è un atto creativo e non demolitorio, e aiuta a riconoscere la dignità delle persone detenute.
Nel pomeriggio, a Palazzo Baldeschi, i lavori delle detenute sono stati esposti accanto alle valigie dei ragazzi, in occasione del finissage della mostra. Erano presenti anche Bruno Corà, direttore della Fondazione Burri, e Veruska Picchiarelli, direttrice della Galleria Nazionale dell’Umbria.



