“Città di Castello torna all’assetto scolastico previsto dal piano regionale. Lo ha stabilito il Tar dell’Umbria, dando ragione al ricorso del Comune contro il dimensionamento imposto lo scorso gennaio. Una battaglia lunga mesi, che Sinistra Italiana – AVS ha seguito e sostenuto sul territorio dal primo giorno, insieme a famiglie, scuole e istituzioni.
Come circolo territoriale siamo soddisfatti, ma vogliamo essere chiari su alcuni punti.
Non abbiamo mai fatto una battaglia di campanile. Non proviamo alcuna soddisfazione per le difficoltà che la riorganizzazione porta oggi nel ternano, dove alcuni istituti vengono ridefiniti a ridosso dell’avvio dell’anno scolastico. La nostra vicinanza va a quelle comunità tanto quanto è andata alla nostra. Quello che abbiamo difeso, e continueremo a difendere ovunque, è un principio: la scuola pubblica non si tratta come una voce di bilancio da sistemare in fretta e senza ascolto. Chi la pensa così, a Roma come altrove, ha torto — a prescindere da quale territorio colpisce.
Ma c’è un secondo motivo, forse più importante, per cui questa vicenda ci riguarda da vicino. Città di Castello ha vinto perché la Regione ha lavorato alacremente e perché il Comune ha avuto il coraggio di fare ricorso e di tenere il punto in sinergia con l’amministrazione regionale e con la comunità scolastica tutta. Quando le amministrazioni lavorano insieme, in sinergia tra i diversi livelli istituzionali, e quando c’è un modo corretto di amministrare le nostre comunità, mettendo al centro il bene comune invece delle convenienze, si vince. È la dimostrazione che si può governare con le proprie idee, con radicalità, senza inseguire l’agenda altrui e senza travestirsi da destra moderata per sembrare più credibili, e che proprio questo — la sinergia autentica tra chi condivide una visione, non la subalternità — è ciò che permette di ottenere risultati concreti, verificabili, per la comunità.
E arriviamo a un terzo punto, che non possiamo tacere. In questi mesi la destra locale ha costruito una campagna di disinformazione senza precedenti su questa vicenda: annunci trionfalistici, accuse infondate, tentativi di scaricare su altri – principalmente la Regione – le responsabilità di una serie di disastri che loro stessi, con il commissariamento, avevano combinato. Oggi i fatti smentiscono quelle bugie, uno per uno. Il Tar ha dato ragione a Città di Castello. Il Ministero ha dovuto fare marcia indietro su tutta la linea. Ogni intervento del Governo su questa vicenda è stato bocciato. Non è un dettaglio: è la certificazione che la destra locale, di fronte a una scelta tra difendere il territorio e obbedire ai leader romani, ha scelto la seconda strada. Chi doveva rappresentare Città di Castello e l’Umbria a Roma è rimasto in silenzio, o peggio ha difeso l’indifendibile, mentre a vincere questa battaglia sono state le amministrazioni di sinistra, la comunità scolastica, genitori ed insegnanti in testa, e chi non ha mai smesso di crederci.
È questo lo spirito con cui Sinistra Italiana – AVS si siederà ai tavoli della coalizione in vista delle prossime comunali: unità e radicalità. Non sono parole in contraddizione tra loro, sono le due condizioni di una stessa proposta politica. Unità, perché nessuna battaglia si vince da soli, e questa vicenda lo dimostra. Radicalità, perché l’unità senza contenuti chiari rischia di diventare solo un contenitore vuoto, incapace di rispondere ai problemi reali delle persone. Andremo a costruire una coalizione, ma non a costo di svendere le nostre idee: la scuola pubblica, il lavoro, i diritti, i territori”.



