Ex Seccatoi del Tabacco, 36 anni di arte nel segno di Alberto Burri

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A ricordare quell’inaugurazione è la Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri

Il 27 luglio 1990 Città di Castello viveva una giornata destinata a entrare nella storia culturale della città. Aprivano infatti al pubblico gli Ex Seccatoi del Tabacco, trasformati nel grande spazio museale dedicato all’opera di Alberto Burri.

Un luogo nato da un edificio industriale e diventato, nel tempo, uno dei simboli più forti dell’arte contemporanea italiana. Nei grandi ambienti degli ex essiccatoi trovarono spazio le opere monumentali dell’artista tifernate, in un allestimento capace di mettere in dialogo materia, architettura e memoria del territorio.

A ricordare quell’inaugurazione è la Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri, che ha riproposto uno degli articoli pubblicati all’epoca: il servizio di Franco Fanelli apparso su “Vernissage”, supplemento de “Il Giornale dell’Arte”.

A trentasei anni di distanza, gli Ex Seccatoi continuano a rappresentare uno dei poli culturali più importanti di Città di Castello e una tappa di riferimento per chi vuole conoscere l’opera di Burri.

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