Il consiglio comunale di Città di Castello ha approvato a maggioranza il piano economico finanziario della Tari 2026–2029 e la relativa articolazione tariffaria della tassa per l’anno 2026. Assessore Mariangeli: “Aumento del 3 per cento, ma continuiamo a pagare in media il 15 per cento in meno della generalità dei Comuni e addirittura il 30 per cento in meno rispetto ad alcune città dell’Umbria”. Per AURI non ci sono le anomalie nella gestione della Tari da parte di Sogepu segnalate dall’ex amministratore unico
Il consiglio comunale di Città di Castello ha approvato a maggioranza, con i 14 voti favorevoli di PD, PSI, Lista Civica Luca Secondi Sindaco e i 6 voti contrari di Castello Cambia, Gruppo Misto-Azione, FDI, Castello Civica, Lega e Lista Civica Marinelli Sindaco, le determinazioni riguardanti il piano economico finanziario della Tari 2026–2029 e la relativa articolazione tariffaria della tassa per l’anno 2026. L’assessore al Bilancio Mauro Mariangeli ha spiegato che il Piano Economico Finanziario (PEF) della Tari validato dall’AURI è stato approvato “con un incremento per Città di Castello del 3 per cento, che ritengo basso, a fronte di un decremento che l’anno scorso era stato dell’1 per cento”. “Va però chiarito – ha puntualizzato Mariangeli – che a Città di Castello si paga una Tari che è in media è più bassa del 15 per cento rispetto alla generalità degli altri Comuni, ma arriva a essere inferiore addirittura del 30 per cento nei confronti di qualche città della regione. Questo non significa che siamo virtuosi, non significa che saremo i più bravi, ma abbiamo sempre mantenuto un comportamento corretto, sobrio, oculato per quanto riguarda la spesa per il servizio”. L’assessore ha colto l’occasione per riferire anche i contenuti delle comunicazioni inviate al Comune da AURI e Sogepu in merito alla segnalazione da parte dall’ex amministratore unico della società partecipata tifernate di presunte irregolarità nella gestione della Tari. “AURI, che è l’autorità competente in materia – ha sostenuto Mariangeli – ha chiarito in maniera netta che non sussistono anomalie nella gestione tariffaria della Tari da parte di Sogepu per quanto riguarda il calcolo dei costi legati ai rifiuti speciali e che, pertanto, non trovano riscontro le contestazioni contenute nella segnalazione protocollata presso questo Comune da parte dell’ex amministratore unico dell’azienda. In sostanza, AURI ci dice che l’operato di Sogepu, nel passato e nel presente, è stato corretto e che non c’è stata una gestione della Tari a danno dei cittadini”. L’assessore ha anche spiegato perché le modalità di invio gli avvisi di pagamento della Tari 2026 e le scadenze siano stati diversi rispetto agli anni precedenti. “A Città di Castello abbiamo fatto esattamente come gli altri comuni, ma qui sono state sollevate polemiche che altrove non ci sono state. Bastava leggere la delibera di giunta 65 dell’aprile scorso per capire che il tutto è nato dalle normative che sono cambiate. Quest’anno è stato, infatti, introdotto con decreto del Consiglio dei Ministri il bonus sociale rifiuti, che in precedenza non c’era, tant’è che noi abbiamo previsto a bilancio, come ogni anno i rimborsi per gli utenti fragili con un certo parametro ISEE. In base alla normativa, l’invio della Tari sarebbe dovuto avvenire entro il 30 giugno per consentire di ottenere il bonus ai cittadini che soddisfano i parametri previsti. Nel momento in cui abbiamo avviato questa operazione, però, il PEF che elabora AURI non era pronto. Di conseguenza era impossibile da parte nostra calcolare quello che avremmo dovuto far pagare ai cittadini. Ecco perché abbiamo spalmato le tre rate, la prima con scadenza 30 giugno, la seconda il 30 settembre, la terza rata a dicembre, a conguaglio, sulla base della tariffa reale che avremmo avuto a disposizione successivamente”. Mariangeli ha quindi fatto presente che Poste Italiane non è riuscita a recapitare in tempo utile gli avvisi di pagamento della Tari e che, per questo, l’amministrazione comunale ha prontamente informato i cittadini che il pagamento della prima rata sarebbe potuto slittare al 20 luglio, senza oneri aggiuntivi. La capogruppo di Castello Cambia Emanuela Arcaleni ha preso la parola per precisare: “io non ho fatto polemiche, ho cercato invece spiegazioni e ho chiesto anche la convocazione della commissione Servizi, che dovremmo riuscire a fissare per settembre”. “Un confronto di cui c’è bisogno, anche alla luce di fatti nuovi come la segnalazione dell’ex amministratore unico di Sogepu e le risposte di appena due ore fa di AURI e Sogepu”, ha aggiunto la rappresentante della minoranza, chiarendo: “Bisognerà arrivare ad una discussione tabelle alla mano, perché non devono esserci dubbi rispetto a quello che i cittadini devono pagare, costi che dovevano essere in diminuzione, ma in diminuzione non sono”. Arcaleni ha evidenziato a questo proposito: “Grazie alla gara dovevamo avere una Sogepu più forte e tariffe più basse, ma abbiamo esattamente il contrario: una Sogepu più debole, un socio privato più forte, e tariffe in continuo aumento. Anche se paghiamo meno di altri comuni, infatti, siamo comunque sopra la media nazionale pro capite”. Nel far presente la notizia positiva di un recupero dell’evasione della Tari per 400 mila euro, la capogruppo di Castello Cambia ha parlato di “un aumento del 3 per cento solo perché ci sono state detrazioni, ma queste detrazioni da cosa vengono? Dalle sanzioni che ha subito il gestore per un maggior conferimento di rifiuti in discarica non autorizzato e per il mancato raggiungimento della quota di raccolta differenziata”. Arcaleni ha, quindi, espresso la necessità di “ragionare su un nuovo piano di impresa di Sogepu, con gli investimenti necessari a implementare nuove attività di riciclo e recupero dei rifiuti nei nostri impianti, ma anche politiche virtuose come la tariffa puntuale”. Nel condividere le considerazioni della collega sulla mancanza dei benefici per i cittadini derivanti dalla gara per la gestione dei rifiuti, la consigliera Luciana Bassini (Gruppo Misto-Azione) ha eccepito: “L’assessore ci dice che abbiamo la Tari più bassa e questo è vero, però l’aumentiamo in questo momento e tra le righe dei documenti che ci sono arrivati si capisce che forse nel 2027-2028 la tariffa subirà un aumento maggiore”. “Serve chiarezza”, ha proseguito l’esponente della minoranza, che ha parlato di una comunicazione insufficiente ai cittadini sulle modalità di calcolo e pagamento della Tari 2026. “Bisogna dire alle persone che stanno affrontando momenti difficili, convinti che magari la TARI sia diminuita in base agli avvisi di pagamento che hanno ricevuto, che a dicembre arriverà una bolletta ancora superiore”, ha affermato Bassini, rimarcando l’importanza di un confronto in commissione Servizi a settembre. Il capogruppo della Lega Valerio Mancini ha osservato: “La gente non comprende che il servizio di igiene urbana, con tutti i turni giornalieri, le attività straordinarie per eventi e festività, costa e questo costo dove finisce? Nella Tari. Più si raggiungono obiettivi di raccolta differenziata, più ci vogliono mezzi, personale, impianti, gasolio, energia”. In questo contesto, Mancini ha richiamato l’attenzione sui problemi gestionali di Sogepu, “che derivano da una gara partita in ritardo, con quotazioni tariffarie assolutamente non attinenti alla realtà, parametri energetici e costi estremamente diversi rispetto a oggi”. “La verità – ha continuato il rappresentante della minoranza – è che le tariffe continueranno aumentare perché non si vuole chiudere il ciclo dei rifiuti, una scelta ideologica sbagliata, antieconomica e antiambientale, anche perché le discariche costano, sia per costruirle che per riempirle e mantenerle”. Il capogruppo di Castello Civica Andrea Lignani Marchesani ha riconosciuto che “anche in una situazione di crescita della tariffa, la Tari di Città di Castello si posiziona in ambito regionale ancora su posizioni più basse rispetto ad altri comuni”. Il consigliere di minoranza ha parlato di un costo complessivo del servizio in aumento rispetto agli anni scorsi, “che – ha detto – sembra sostenibile perché ci sono delle voci di sgravio, alcune delle quali lasciano aperte interpretazioni, perché la voce del recupero da evasione quest’anno è stranamente più del doppio di quella dell’anno scorso: 443.000 mila euro contro i 190.000 degli anni precedenti”. Lignani Marchesani, ha poi, sollevato la questione del calcolo della Tari. “Mentre il 2025 ha rappresentato una positiva inversione di tendenza, con il parametro dei metri quadrati che era tornato leggermente a prevalere rispetto a quello dei componenti del nucleo familiare, per il 2026 si è tornati indietro, ancora più rispetto al 2024: le famiglie mononucleari pagheranno addirittura di meno dell’anno scorso, mentre pagheranno di più le famiglie classiche, di quattro persone”. Il capogruppo di Castello Civica ha concluso adombrando il rischio che “nei prossimi anni ci possa essere uno sviluppo negativo per le tasche dei contribuenti, anche dietro alla richiesta di Sogeco ad Auri di un riequilibrio della sua situazione finanziaria legata alla gestione della gara”. La capogruppo della Lista Civica Luca Secondi Sindaco, Rosanna Sabba ha parlato di una dinamica della Tari legata inevitabilmente a “un servizio i cui costi, aumentati soprattutto per l’incremento del gasolio, devono essere coperti” e ha ricondotto i ritardi nell’arrivo degli avvisi di pagamento 2026 al fatto che “il termine per l’approvazione dei PEF è slittato dal 30 aprile al 31 luglio”. “Gli avvisi di pagamento sono partiti con le due rate, come in tutti i comuni dell’Umbria, e sono arrivati anche oltre il termine di scadenza: sappiamo tutti benissimo, però – ha osservato Sabba – che il comune di Città di Castello non ha mai sanzionato i versamenti effettuati in ritardo, purché entro il termine di pagamento dell’ultima rata, cioè dicembre. Quindi i cittadini non andrebbero sviati da quello che è la realtà, bisognerebbe chiamare le cose con il loro nome”. A prendere la parola è stato, quindi, il consigliere del PD Domenico Duranti: “È la prima volta che lo sento dire da tutti, tranne da uno vabbè, che è vero che Città di Castello ha le tariffe della Tari più basse in Umbria”. L’esponente della maggioranza ha sottolineato che “quest’anno l’aumento è pari al tasso di inflazione, 3 per cento, nonostante quelli che sono tutti i vari aumenti e il mancato rispetto delle promesse da parte di chi a livello nazionale sbandierava abbassamenti di tasse e non ha fatto assolutamente niente”. In questo contesto, il consigliere del PD ha proposto di inviare una comunicazione ai cittadini per chiarire che chi paga la Tari entro il 31 dicembre non avrà sanzioni, in modo da rassicurare chi ha ricevuto in ritardo il primo invio degli avvisi di pagamento. Duranti ha poi concluso: “C’è qualcosa che non mi torna: sento dire che sono necessari ulteriori investimenti impiantistici, ma perché fino a pochi mesi fa si diceva che sono stati troppi gli investimenti fatti da Sogepu?”. Il consigliere di FDI Riccardo Leveque ha replicato alle osservazioni sul tema dell’aumento dei costi del carburante, segnalando il problema dei mancati investimenti per rinnovare il parco mezzi di Sogepu. “È di pochi giorni fa il nuovo evento, che si era già verificato altre volte nel centro storico, di un mezzo che perde olio. Queste situazioni sono determinate anche da una mancanza di programmazione, pure nella sostituzione del parco vetture. Un fatto che poi si riversa sulle tasche dei cittadini e su un servizio che viene a mancare nella sua qualità”. Nel ribadire l’opportunità della richiesta di chiarezza sulle modalità di emissione degli avvisi di pagamento 2026, Leveque ha segnalato che “lo stesso gestore ha trasmesso i dati progressivamente, in modo frazionato e con versioni sostitutive, costringendo AURI a riesaminare più volte le informazioni”. Il consigliere di FDI ha poi eccepito: “il costo teorico del servizio di igiene urbana sale enormemente, del 22 per cento, rispetto all’anno scorso: da 8,8 milioni di euro a più di 10 milioni di euro. Il limite di ARERA del 5,8 per cento fissa però i costi, che altrimenti sarebbero stati maggiori, ma questi costi, lo dobbiamo dire ai cittadini, non scompaiono. Vengono rinviati e inseriti in quella che potrà essere una dinamica di conguagli. Quindi è chiaro che nei prossimi anni ci aspettiamo che questi costi vengono poi riversati nelle tariffe. Sarà necessario farsi carico delle esigenze delle famiglie con figli”.



