Altotevere, le ottime impressioni di Bellucci: “Ambiente top per lavorare”

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Il palleggiatore marchigiano è entusiasta: “Sala pesi superattrezzata e se il calendario ci mette di fronte all’inizio le avversarie più forti, tanto meglio: ci togliamo subito il dente”

Dopo quattro stagioni da avversario (la prima con Garlasco, la seconda con Sorrento e le ultime due con San Donà di Piave), il palleggiatore Alessandro Bellucci indossa la casacca della ErmGroup Altotevere nel quinto campionato consecutivo di Serie A3 Credem Banca che la società biancazzurra si appresta a disputare. Nativo di Urbino, Bellucci ha compiuto 29 anni lo scorso 7 luglio e nel suo curriculum vi sono anche due stagioni in A2 con Brescia e Lagonegro, più altre esperienze in A3 con Palmi e con ancora San Donà di Piave, prima del suo ritorno in terra veneta nel 2024. L’impatto con l’ambiente di San Giustino è stato buono sotto ogni aspetto, compreso quello operativo.

 “Mi sono intanto riavvicinato a casa – esordisce Bellucci – perché vivo a una settantina di chilometri da qui, vicino a Urbino e c’è anche la strada diretta che mi porta proprio davanti al palasport. Detto questo, le impressioni ricavate non avrebbero potuto essere migliori: l’ambiente è top, la sala pesi è superattrezzata e quindi credo che esistano le migliori condizioni per poter lavorare e programmare obiettivi importanti”. Il discorso scivola inevitabilmente sull’inizio del campionato, fissato per domenica 18 ottobre, ma con un calendario che fino al 1° novembre è un vero e proprio tour de force: Acqui Terme in casa, poi Cantù e Sarroch in trasferta. “Va bene così, almeno ci togliamo subito il dente – replica il neo-regista della ErmGroup Altotevere – e in effetti ci attende subito in trio importante. Ci sono tante variabili legate all’inizio del campionato, sta quindi a noi il compito di lavorare bene per farci trovare pronti in occasione della prima partita”.

Le tre avversarie da affrontare in sequenza nelle prime giornate e la stessa ErmGroup Altotevere sono indicate come le principali candidate al salto di categoria, senza dimenticare che la sorpresa – o l’outsider che dir si voglia – è sempre dietro l’angolo. Magari il San Donà di Piave, da dove proviene il giocatore marchigiano. “La pallavolo è una disciplina sportiva che purtroppo non manca di imprevedibilità – sottolinea Bellucci – e quindi ritengo che sia prematuro fare ora pronostici su prima, seconda e terza fascia di squadre.

Di compagini attrezzate ve ne sono senza dubbio diverse; tanti anche i nomi molto validi: sta perciò a noi e al campo fare le ultime considerazioni. Che si possa inserire anche il San Donà di Piave, chi lo sa? La palla è “rotonda” anche nel volley: vediamo chi se la giocherà meglio”.  

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