Un euro. Con un ISEE di 30.001 euro l’abbonamento scolastico costa 70 euro. Con 30.001 se ne pagano circa 295. In mezzo non c’è niente: nessuno scaglione, nessuna riduzione graduale. Solo un salto secco di oltre 200 euro.
È il punto su cui Forza Italia Giovani Umbria torna a battere dopo l’annuncio dell’assessore regionale Barcaioli sull’estensione di “Umbria Vai” agli studenti umbri iscritti alle superiori fuori regione. L’estensione, dicono i giovani azzurri, non la contestano. Contestano il modo in cui viene presentata: come se il problema fosse risolto.
«Ma cosa ha da festeggiare l’assessore?». La domanda arriva dal gruppo degli studenti delle superiori di FI Giovani Umbria, coordinato da Andrea Urbani e Sabrina Barrucci. Il nodo sollevato nei giorni scorsi, sostengono, è rimasto dov’era: il tetto ISEE di 30.001 euro taglia fuori migliaia di famiglie. «Tanti ragazzi vengono discriminati e continuano a pagare l’intero costo dell’abbonamento».
Il confronto che mettono in fila è quello tra due categorie di studenti. Gli universitari accedono ai 70 euro senza alcun limite di reddito. Chi frequenta le superiori deve stare sotto la soglia. «Una discriminazione che non ha ragione di esistere», ripetono.
Nel mirino finisce anche il metodo. Secondo il gruppo, l’assessore avrebbe risposto alle critiche sui social «nascondendosi dietro i profili di partito anziché metterci la faccia». E c’è il capitolo tasse: «Prima si aumentano, poi, quando si introduce un’agevolazione, si decide di escludere proprio una parte di quelle famiglie». Quelle del ceto medio, che secondo FI Giovani hanno già pagato il conto della manovra regionale.
La richiesta è sempre la stessa: cancellare il limite ISEE per gli studenti delle superiori, o almeno introdurre un sistema a scaglioni. E arriva da un fronte largo, ricordano i promotori: Consulta Provinciale degli Studenti, Azione Studentesca, ma anche UdU e Rete degli Studenti Medi, cioè rappresentanze di area opposta.
«Umbria Vai non è per tutti», è la sintesi. «Il diritto allo studio non può dipendere da un euro».



