Un cellulare a terra, raccolto da un passante poco prima di mezzogiorno. È stato quel ritrovamento a indirizzare le squadre nel punto giusto. Poco dopo, nella zona di Umbertide, i soccorritori hanno trovato il corpo dell’uomo che cercavano da giovedì.
Aveva circa ottant’anni, era residente a San Venanzo, in provincia di Terni, e soffriva di Alzheimer. Le ricerche sono andate avanti per quattro giorni.
La prima svolta era arrivata venerdì a tarda sera, quando è stata individuata la sua auto, una Suzuki Jimny nera, in località Racchiusole. Da quel momento tutto il dispositivo si è riposizionato lì. Perlustrazioni nell’area circostante, senza interruzioni, anche di notte. Il coordinamento sul posto era dei Vigili del Fuoco, con l’Unità di Comando Locale e il personale TAS, la topografia applicata al soccorso.
Poi, oggi verso le 12, il cellulare. Il raggio d’azione si è ristretto ancora. Le squadre si sono spostate a circa un chilometro in linea d’aria dal punto dell’auto, in un’area con vegetazione fitta, dove procedere a piedi era lento e faticoso. Il corpo è stato individuato poco dopo.
Sul campo hanno lavorato i Vigili del Fuoco di Perugia con i nuclei TAS, SAPR — i droni —, il nucleo cinofilo e l’elicottero Drago. Con loro i volontari della Protezione Civile, i Carabinieri e il SASU, il soccorso alpino e speleologico umbro.
In casi come questo il tempo è la variabile decisiva. Chi convive con l’Alzheimer può allontanarsi senza una meta, coprire distanze che nessuno si aspetta e non essere in grado di chiedere aiuto. Per giorni decine di persone hanno battuto i boschi della zona. Oggi la ricerca si è chiusa con l’esito che nessuno voleva.



