Sei giorni di incontri a Case Nuove, oltre 50 ospiti e più di 15 iniziative. Il segretario comunale guarda già al 2027: «Il Pd deve essere perno e fattore di coesione dell’alleanza progressista»
Dopo undici anni la Festa dell’Unità è tornata a Perugia. E per il Partito Democratico cittadino i sei giorni di Case Nuove non rappresentano soltanto il ritorno di un appuntamento storico, ma anche il tentativo di rimettere il partito al centro del confronto politico e della costruzione dell’alternativa progressista.
La manifestazione si è chiusa con oltre 50 ospiti e più di 15 iniziative dedicate a sanità, lavoro, diritti, ambiente, infrastrutture, cultura, sicurezza e scenari internazionali. Una cinquantina anche i volontari impegnati nell’organizzazione, con una presenza significativa dei Giovani Democratici.
Ma al di là dei numeri è soprattutto il messaggio politico che il Pd di Perugia prova a portarsi dietro. La parola scelta per la Festa, “Unità”, viene indicata come la linea sulla quale lavorare nei prossimi mesi: tenere insieme sensibilità diverse e ricostruire un rapporto più diretto con quartieri, frazioni, associazioni e società civile.
«Riportare la Festa dell’Unità a Perugia dopo undici anni ha richiesto coraggio e anche una dose di sana sfrontatezza», sottolinea il segretario comunale Stefano Moretti, che guarda già agli appuntamenti futuri. «Non volevamo che fosse soltanto un traguardo, ma un’anteprima importante in vista del 2027. Da Perugia parte un segnale chiaro: siamo pronti a fare la nostra parte».
Il punto politico è proprio qui. Il Pd perugino rivendica per sé un ruolo di raccordo all’interno dell’area progressista e punta a rafforzare la presenza sui territori, evitando che il confronto si limiti alle sole scadenze elettorali.
Moretti insiste anche su un altro aspetto emerso durante la Festa: il bisogno di tornare al confronto diretto. «In una fase dominata dai social e da una connessione permanente ma spesso solo apparente – osserva – abbiamo trovato una forte domanda di incontro, di prossimità e di rapporto tra le persone».
La Festa si chiude, dunque, ma il Pd di Perugia prova a trasformare la partecipazione di questi giorni in un punto di partenza. L’obiettivo dichiarato è quello di consolidare il partito come “perno e fattore di coesione dell’alleanza progressista”, riportando il confronto politico nei quartieri e nei luoghi della città.



