Difesa europea, Mazzanti (Azione): «La pace non significa impotenza, l’Europa deve sapersi difendere»

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Il commissario regionale interviene dopo le parole della presidente dei Giovani Democratici Virginia Libero: «Serve una vera difesa comune europea, superando la frammentazione dei sistemi nazionali»


Il tema della difesa europea torna al centro del confronto politico e anche Azione Umbria prende posizione. A intervenire è il commissario regionale Lorenzo Mazzanti, dopo le parole pronunciate dalla presidente dei Giovani Democratici Virginia Libero alla Festa dell’Unità di Reggio Emilia e il suo riferimento alla volontà di «organizzare i disertori». Una dichiarazione che ha provocato reazioni e discussioni anche all’interno del centrosinistra.


Per Mazzanti il punto è evitare una contrapposizione troppo semplice tra chi difende la pace e chi, invece, vorrebbe la guerra.
«Nessuno auspica la guerra – afferma il commissario regionale di Azione –. La questione politica è un’altra: se l’Europa debba avere o meno gli strumenti per garantire autonomamente la propria sicurezza e contribuire alla deterrenza».


La posizione di Azione, spiega Mazzanti, è quella di arrivare a una vera difesa comune europea, attraverso una maggiore integrazione delle capacità militari dei Paesi dell’Unione, investimenti coordinati e una politica estera e di sicurezza condivisa.
Un percorso sul quale anche le istituzioni europee stanno lavorando. Il programma Readiness 2030 punta a rafforzare le capacità di difesa europee, mentre lo strumento SAFE mette a disposizione fino a 150 miliardi di euro in prestiti per investimenti comuni nel settore della sicurezza e della difesa.


Secondo Mazzanti, dunque, parlare semplicemente di «riarmo» rischia di ridurre una questione più articolata. «Il problema non è spendere indiscriminatamente di più, ma spendere meglio e soprattutto insieme. Ventisette sistemi nazionali frammentati sono meno efficaci di una strategia europea integrata».
Il commissario regionale richiama anche la Costituzione, ricordando come l’articolo 11 stabilisca che l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa e di risoluzione delle controversie internazionali, mentre l’articolo 52 definisce la difesa della Patria «sacro dovere del cittadino».


Per Azione la prospettiva resta quindi quella di un’Europa maggiormente integrata non soltanto sul piano economico, ma anche su quello politico, industriale, energetico e della sicurezza.
«Se vogliamo un’Europa politicamente autonoma, capace di proteggere i propri cittadini e di contare nelle grandi crisi internazionali – conclude Mazzanti – dobbiamo dotarla anche degli strumenti necessari per la propria sicurezza».

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