La tappa aretina del Tour Under30 regionale ha riunito giovani e amministratori. Al centro lavoro, servizi e opportunità per chi vuole restare o tornare dopo un’esperienza fuori.
BIBBIENA – Studiare e lavorare altrove, senza dover rinunciare alla possibilità di tornare. È attorno a questa prospettiva che si è sviluppato a Bibbiena il confronto promosso dai giovani di Azione, in occasione della tappa aretina del Tour Under30 regionale, dedicata alla partecipazione giovanile e allo spopolamento.
All’incontro hanno partecipato Filippo Vagnoli, sindaco di Bibbiena, ed Enrico Anselmi, consigliere comunale di Castiglion Fibocchi con deleghe ad ambiente, energie rinnovabili e transizione digitale. Per Azione è intervenuto Alberto Cruciani, responsabile provinciale dei tavoli tematici di Arezzo.
Ad aprire i lavori è stato Claudio Strat, referente provinciale dei giovani del partito. «Abbiamo un problema, non ci sono più giovani», ha detto, richiamando le conseguenze del calo demografico sulla vita dei territori. «Non avere giovani vuol dire meno lavoro, meno servizi e il progressivo spegnersi della vita di comunità».
La domanda alla base del confronto è concreta: quali condizioni possono rendere un paese un luogo in cui i giovani scelgano di costruire il proprio futuro? Dal dibattito, secondo quanto riferisce Azione Arezzo, è emersa la necessità di mantenere vivo il rapporto con il territorio anche quando i percorsi di studio e professionali portano lontano da casa.
Perché il ritorno sia possibile, però, servono occasioni di lavoro e servizi adeguati. Il legame affettivo con i luoghi d’origine deve poter trovare risposte nella vita quotidiana: collegamenti, formazione, accesso alle tecnologie, offerta culturale e qualità della vita.
Sono questi gli ambiti sui quali si è concentrata la discussione sulle aree interne. Accanto alle opportunità economiche e ai servizi, è stata sottolineata anche l’esigenza di coinvolgere maggiormente i giovani nelle decisioni delle amministrazioni locali, dando loro spazio nella definizione delle scelte che riguardano il futuro delle comunità.
Azione Arezzo indica nella partecipazione giovanile e nel contrasto allo spopolamento due priorità del proprio lavoro sul territorio. L’incontro di Bibbiena ha portato questi temi al confronto diretto con gli amministratori, mettendo al centro le condizioni necessarie per poter scegliere di restare o di tornare.


