Oltre 80 persone nelle aule dell’Università Link, sabato 17 ottobre, per i 25 anni di A.L.I.CE. Città di Castello, l’Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale. Un compleanno festeggiato a modo suo: con un convegno su come si previene, si riconosce e si cura l’ictus.
Ad aprire la mattinata sono stati l’assessore comunale Benedetta Calagreti e il professor Alessio Gili dell’Università Link. Calagreti ha parlato di un esempio di attenzione verso i pazienti e le loro famiglie, che sempre più spesso devono fare i conti con problemi neurologici. Gili ha lanciato una proposta: fare dell’appuntamento una ricorrenza fissa. «Il ruolo di un’università è anche quello di essere vicina alle esigenze della comunità», ha detto.
La presidente dell’associazione, Barbara Marini, ha ricordato cosa fanno i volontari di A.L.I.CE.: promuovono la prevenzione, sostengono le persone colpite dall’ictus e i loro familiari, e insistono su un punto, quello della tempestività delle cure. Quando si tratta di ictus, arrivare in fretta fa la differenza.
Il convegno, coordinato dal dottor Stefano Ricci e dalla dottoressa Silvia Cenciarelli, ha messo insieme specialisti di diversi reparti dell’ospedale di Città di Castello. Si è parlato dei fattori di rischio, delle novità nella diagnosi e nelle terapie, della riabilitazione. Al centro, il ruolo della Stroke Unit, il reparto dedicato alla cura dell’ictus, e l’importanza di un lavoro di squadra tra medici di discipline diverse. Con un’attenzione particolare a impostare presto il percorso di riabilitazione, già nelle prime fasi della malattia.



