I consiglieri replicano sul bilancio consolidato 2025: «Restano senza risposta le vere criticità»
CITTÀ DI CASTELLO – Fratelli d’Italia torna sul bilancio consolidato 2025 e replica ai gruppi consiliari di maggioranza. «La loro risposta conferma una precisa difficoltà – scrivono i consiglieri comunali Elda Rossi e Riccardo Leveque –: anziché entrare nel merito delle criticità che abbiamo evidenziato, preferisce contestare affermazioni che non abbiamo mai fatto».
«Non abbiamo mai sostenuto che tutte le società partecipate abbiano chiuso individualmente il 2025 in perdita – precisano –. Abbiamo evidenziato il risultato negativo del gruppo consolidato, passato da oltre 3,3 milioni di euro di utile nel 2024 a una perdita di circa 366 mila euro nel 2025. E soprattutto una serie di criticità finanziarie, economiche e gestionali che riguardano Sogepu e i suoi rapporti con Sog.Eco».
Per FdI un bilancio in utile non equivale automaticamente a una società sana. «Un utile di esercizio non cancella i debiti, non risolve i problemi di liquidità, non elimina i contenziosi e non garantisce la sostenibilità dei rapporti economici con altre società». I numeri citati sono questi. Sogepu presenta debiti per circa 24,7 milioni di euro, di cui 14,2 milioni da finanziamento. I fondi rischi e oneri superano i 5,17 milioni e le garanzie arrivano a circa 17,2 milioni. Soprattutto, Sogepu vanta crediti verso Sog.Eco per circa 8,2 milioni, cresciuti di 1,47 milioni in un solo anno, a fronte di debiti verso la stessa società per circa 3,8 milioni.
La maggioranza aveva ricordato che Sog.Eco ha chiuso con un utile di 40 mila euro e una posizione finanziaria netta positiva. «Bene – rispondono i consiglieri –, ma questo non risponde alla questione: quale sia la reale sostenibilità di rapporti economici così rilevanti tra due società della stessa filiera e quali conseguenze possano derivare dai contenziosi e dalle reciproche esposizioni». Lo stesso vale per Polisport, secondo FdI: un utile di appena 1.389 euro «non può far dimenticare la contrazione del valore della produzione e dei ricavi per i servizi affidati dal Comune».
Rossi e Leveque chiamano in causa anche le responsabilità politiche. «Questo quadro non nasce oggi – affermano –. È il risultato di una gestione che attraversa più esercizi e più amministrazioni. Le responsabilità di chi ha governato le società e di chi ne ha determinato gli indirizzi devono essere valutate alla luce delle scelte compiute».
Nessuna critica, invece, al lavoro di dipendenti e professionisti. «Proprio per rispetto dei lavoratori, delle risorse pubbliche e di un servizio essenziale – concludono –, non si può liquidare tutto con una somma di utili. La questione è capire in quali condizioni si trovino le società e quali prospettive abbiano. Su questo la risposta della maggioranza non chiarisce nulla».



