Il crollo del ghiacciaio della Marmolada Documentario, immagini e testimonianze al cinema Nuova Aurora di Sansepolcro

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Giovedì 3 aprile alle 21,15 con il Cai di Sansepolcro e Arezzo. Ospite della serata il geologo Massimiliano Nocentini che ha partecipato alle operazioni di soccorso

SANSEPOLCRO – “Precipitavano blocchi di ghiaccio grandi come un camper, ancora non capiamo perché siamo vivi”. I sopravvissuti ricordano così il crollo del ghiacciaio della Marmolada del 3 luglio 2022. Quelle drammatiche immagini, viste in tv, ora fanno parte del documentario “Marmolada 03.07.22” che verrà proiettato al cinema Nuova Aurora di Sansepolcro, in via Pier della Francesca 47, giovedì 3 aprile alle 21,15 per iniziativa delle sezioni del Club Alpino Italiano di Sansepolcro e di Arezzo, con ingresso ridotto da 8 a 6 euro per tutti i soci muniti di tesserino. 

Un documentario, in selezione al Trento Film Festival e vincitore del Premio Cinema Veneto Leone di Vetro 2023, prodotto da Marianna Tolio per Cineblend, scritto e diretto da Giorgia Lorenzato e Manuel Zarpellon, che vuole rendere omaggio alle undici vittime, agli otto feriti e alle persone che ogni giorno lavorano per rendere le montagne più sicure, ma anche denunciare le fragilità di un territorio che deve confrontarsi con il cambiamento climatico.

I registi hanno ricostruito i primi momenti dei soccorsi, le interviste, le riprese inedite, le testimonianze dei sopravvissuti, dei feriti, dei rifugisti, delle guide alpine, dei tecnici e degli esperti, da chi ha coordinato a chi è salito sul ghiacciaio, fino a chi garantiva un pasto caldo ai soccorritori.

Tra questi anche il geologo e ricercatore sul rischio idrogeologico Massimiliano Nocentini, direttore tecnico del Centro per la Protezione civile dell’Università di Firenze, presente sul campo per monitorare la stabilità del ghiacciaio durante il recupero dei corpi, ma anche nei giorni successivi, attraverso il posizionamento di radar e sensori. Nocentini, ospite della serata, dopo la proiezione del film racconterà i giorni della tragedia e le sue esperienze che lo hanno visto intervenire anche dopo la valanga di  Rigopiano nel 2017 e sulla Costa Concordia. 

Tra gli obiettivi del film, realizzato con il contributo del Club Alpino Italiano, accendere i riflettori su come si mette in moto la macchina dei soccorsi e su chi lavora nell’ombra instancabilmente; invitare a un approccio consapevole e preparato alla montagna, sempre più frequentata, nel rispetto di chi, in caso di incidente, dovrà soccorrere rischiando la propria vita; far riflettere su come il cambiamento climatico stia velocemente trasformando il territorio e come di conseguenza debba cambiare il rapporto con la montagna. 

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