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Città di Castello, Baglioni (Lega), Rignanese (FdI) Campagni (FI): “Debiti, rinvii e multe: l’amministrazione scarica il conto della propria incompetenza sui cittadini. Noi al lavoro per costruire un’alternativa seria”

“Esprimiamo piena soddisfazione per il lavoro svolto nel corso del 2025 dai gruppi consiliari del Centrodestra di Città di Castello – dichiarano in una nota congiunta i segretari cittadini Giorgio Baglioni (Lega), Francesco Rignanese (Fratelli d’Italia) e Tommaso Campagni (Forza Italia) – che in Consiglio comunale hanno garantito un’opposizione seria, costante e responsabile. Un’attività portata avanti attraverso numerosi atti congiunti su temi centrali per la vita dei cittadini: sicurezza urbana, gestione delle società partecipate, qualità dei servizi, trasparenza amministrativa e tutela delle risorse pubbliche. Un lavoro non ideologico né strumentale, ma finalizzato esclusivamente a difendere l’interesse dei tifernati e a chiedere conto alla Giunta delle proprie scelte. Alla luce dei dati emersi nell’ultimo Consiglio comunale – proseguono – molte delle criticità da noi sollevate hanno purtroppo trovato piena conferma.

Il bilancio di previsione 2026–2028 fotografa un’amministrazione che rinvia i problemi anziché affrontarli: l’indebitamento dell’ente è destinato a sfiorare i 30 milioni di euro nel 2028, mentre nel solo 2026 verranno accesi nuovi mutui per quasi 2,8 milioni di euro. Parallelamente, oltre 20 milioni di investimenti vengono rinviati al 2027, scaricando sulle future amministrazioni il peso delle scelte mancate. Particolarmente preoccupante – sottolineano – è la scelta di fare sempre più affidamento sulle sanzioni come strumento strutturale di entrata. Il gettito previsto dalle multe passa infatti da circa 500–550 mila euro nel 2025 a oltre 917 mila euro nel 2026, un aumento direttamente legato all’attivazione dei varchi elettronici della ZTL.

Una misura che rischia di penalizzare cittadini e attività economiche senza risolvere i nodi strutturali del bilancio comunale. Restano inoltre irrisolte – aggiungono – le grandi questioni legate alle società partecipate, a partire da SOGEPU, che presenta un indebitamento superiore ai 28 milioni di euro. A questo si sommano le incertezze sull’effettivo avanzamento dei progetti PNRR e la totale assenza di una strategia organica su sicurezza, manutenzioni e presidio del territorio, nonostante il crescente senso di insicurezza avvertito dalla cittadinanza. Questo quadro –sottolineano Baglioni, Rignanese e Campagni – dimostra che il lavoro di opposizione svolto dal Centrodestra nel 2025 non solo era necessario, ma oggi appare più che mai fondato.

Città di Castello ha bisogno di una svolta vera, ed è per questo che siamo già al lavoro per costruire un’alternativa seria, credibile e competente in vista delle elezioni del 2027, capace di rimettere al centro solidità dei conti, sicurezza, qualità dei servizi e una prospettiva concreta di sviluppo. Un’opposizione responsabile oggi è la condizione indispensabile per un buona amministrazione domani”, concludono.

Giorgio Baglioni – Lega

Francesco Algeri Rignanese – Fratelli d’Italia

Tommaso Campagni – Forza Italia

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Motori: Guido Guerrini in gara alla Dakar 2026

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Il pilota di Sansepolcro in versione copilota dal 3 gennaio sarà a bordo della Porsche 959 Dakar Evo preparata e guidata dall’industriale trentino Lorenzo Delladio

Non è bastata la vittoria nella Bridgestone Fia Ecorally Cup, nell’E-Rallye di Monte Carlo e nell’Iberian Eco Rally Challenge: il pilota di Sansepolcro con licenza sammarinese Guido Guerrini inizia subito con il botto l’annata sportiva scendendo in gara in Arabia Saudita per l’edizione 2026 della Dakar. Per l’occasione tornerà a fare il copilota e salirà a bordo di un’auto eccezionale, una evoluzione della Porsche 959 che nel 1986 conquistò i primi due gradini del podio di quella che all’epoca era la Parigi-Dakar con i piloti René Metge e Jacky Ickx.

L’auto è stata preparata da Robert Sikkens Motorsport e ha visto Lorenzo Delladio titolare de “La Sportiva” e Presidente di Confindustria Trento, oltre ad altri industriali trentini ed altoatesini, sostenere economicamente il progetto che riporterà al centro delle cronache sportive un’automobile che ha fatto la storia di questa disciplina. Un motore 3600 cc da 340 cavalli, quattro ruote motrici e doppio ammortizzatore per ogni singola ruota. Grazie al telaio in carbonio il peso complessivo è di appena 1400 chilogrammi incluse due ruote di scorta. Realizzata in cinque esemplari dei quali due presenti alla Dakar categoria Classic, che vede 95 veicoli al via: si tratta della numero 781 con a bordo Lorenzo Delladio e Guido Guerrini e della 782 con Paolo Fellin e Werner Gramm.

“Dopo una vita passata tra le montagne, dopo mille progetti e tante cime raggiunte, sento il bisogno di un confronto diverso. La sabbia del deserto sarà la mia nuova parete, la macchina il mio nuovo compagno di cordata. Non per cambiare direzione ma per allargare l’orizzonte” sono alcune delle parole che il CEO de “La Sportiva” Lorenzo Dalladio ha utilizzato per descrivere la scommessa lungo le strade della Dakar che si svolgerà dal 3 al 17 gennaio in Arabia Saudita.

Un confronto, quello tra alpinismo e auto sportive, che si può ritrovare anche nei materiali innovativi come il carbonio o le mescole per realizzare pneumatici che, seppure in modo diverso, sono entrati a far parte di entrambi i mondi. A coniugare il tutto la passione per l’avventura che inizia dai materiali e dalle piccole cose che compongono gli strumenti dedicati a vivere emozioni. Se a Ziano di Fiemme sono nate calzature capaci di rivoluzionare l’alpinismo moderno, sempre in Trentino ha preso forma il progetto che ha visto nascere cinque Porsche 959 Dakar EVO con una storia speciale.

Ad assistere lungo le piste sabbiose e sassose della penisola arabica ci sarà proprio Sikkens Motorsport e i veterani di questo tipo di competizioni R-Team. Delladio si è affidato a coloro che conoscono meglio il veicolo e allo stesso tempo alla squadra che da anni affianca i concorrenti italiani in questa difficile avventura chiamata Dakar Classic.

Essendo Lorenzo Delladio un pilota proveniente dalla velocità e con nel proprio palmares la vittoria al Rally di San Martino di Castrozza, oltre a numerosi piazzamenti e podi nei campionati nazionali italiani, è stato scelto un copilota con esperienza nelle gare di regolarità alla francese e con trascorsi nella navigazione nei deserti. Guido Guerrini affiancherà il pilota trentino, e per il toscano di nascita e sammarinese di adozione sportiva è la realizzazione di un sogno: la possibilità di coniugare finalmente i viaggi avventura nel deserto con la gara sportiva.

“Sono lieto di portare la mia esperienza al servizio di Lorenzo e farò tutto il necessario per provare anche a centrare un risultato sportivo soddisfacente e che dia ulteriore prestigio a questa entusiasmante scommessa” racconta Guerrini alla vigilia della partenza per l’Arabia Saudita.

Gli equipaggi arriveranno in terra saudita lunedì 29 dicembre per poi essere impegnati nelle verifiche tecniche e amministrative oltre ai test pre-gara. Il 3 gennaio si svolgerà il prologo mentre dal 4 al 17 gennaio le tredici tappe che metteranno a dura prova mezzi e concorrenti.

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Custodire la speranza: la Chiesatifernate ha chiuso il Giubileo 2025

Si è concluso, nel tempo luminoso del Natale, il Giubileo 2025 nella Diocesi di Città di Castello. Un anno santo intenso, vissuto come autentico pellegrinaggio di fede nelle chiese giubilari della cattedrale e del santuario della Madonna del Transito di Canoscio, segnato da celebrazioni penitenziali, ascolto della Parola, catechesi e cammini comunitari.

Il momento culminante è stato la solenne celebrazione di sabato 27 dicembre, nella cattedrale dei Santi Florido e Amanzio, presieduta dal vescovo Luciano Paolucci Bedini, in occasione della Festa della Santa Famiglia.

“La speranza che non delude”

Nell’omelia, il vescovo ha subito collocato la chiusura del Giubileo dentro il mistero del Natale: «Con il volgere dell’anno, nel tempo santo del Natale, si chiude anche l’anno giubilare che abbiamo vissuto all’insegna della Speranza che non delude, quella di Gesù, morto e risorto per noi». Una speranza che non nasce dall’illusione, ma dall’amore di Dio «che lo Spirito Santo ha riversato nei nostri cuori».

Richiamando il cammino dell’intera Chiesa universale, mons. Paolucci Bedini ha ricordato come il Giubileo sia stato aperto da papa Francesco e guidato fino alla conclusione «con il desiderio che tutta la Chiesa, pellegrina di speranza, possa essere casa e scuola di comunione e di unità per tutto il genere umano».

Una grazia che chiede conversione

Con realismo evangelico, il vescovo ha riconosciuto che l’Anno santo non ha cancellato le ferite del mondo: «Il Giubileo non ha magicamente risanato le tante ferite dell’umanità». Eppure, ha aggiunto, è stato spazio fecondo di grazia: «La preghiera di molti, soprattutto dei più piccoli e fragili, ha manifestato il desiderio struggente di pace e salvezza che abita il cuore dei popoli».

Un’immagine forte ha attraversato l’omelia: quella della porta spalancata. «Come spalancate sono le braccia di Dio per ogni suo figlio, così quella porta è stata occasione di rinnovamento per chi ha avuto il coraggio di uscire dalle proprie comodità e intraprendere il cammino della conversione».

La Santa Famiglia, grembo di speranza

Non casuale il riferimento alla Festa della Santa Famiglia: «La santità della loro vicenda credente – ha detto il vescovo – diventa per noi grembo di fede e di speranza nel cammino della storia». In Gesù che “venne ad abitare in mezzo a noi”, Dio ha scelto la via della prossimità: «Il progetto della salvezza ha preso casa tra le mura della nostra vita quotidiana».

Le case degli uomini, luoghi da abitare

Ampio spazio è stato dedicato al tema delle case, come luogo concreto dove custodire la speranza: «L’inizio di ogni speranza per il nostro mondo passa dalla cura delle case degli uomini». Case chiamate a tornare a essere «accoglienti e ospitali, capaci di custodire relazioni di cura e di rispetto».

Un richiamo diretto ha riguardato le famiglie: «Troppo spesso belle, ma vuote… perché tornino a essere culle della vita e santuari dell’amore». E lo sguardo si è allargato a chi una casa non ce l’ha, alle case di cura, alle case di accoglienza, luoghi che «hanno bisogno di volti e di cuori capaci di ascoltare e stringere mani tremanti».

Parrocchie e casa comune

Non sono mancate parole forti sulle parrocchie, chiamate a essere «case tra le case», con porte e finestre aperte, capaci di non restare «estranee alla storia degli uomini». Infine, l’attenzione alla casa comune, il creato: «Santa madre terra che gratuitamente abitiamo, di cui siamo custodi distratti e ingrati», ma che ci educa al rispetto e alla fraternità.

La speranza custodita nella carità

La conclusione dell’omelia ha affidato all’assemblea un mandato chiaro: «L’anno santo si chiude, ma non è chiuso il cuore di Dio». La speranza va custodita nella carità, come ricorda san Paolo: «Sopra tutte queste cose rivestitevi della carità, che le unisce in modo perfetto». «È nella carità – ha ribadito il vescovo – che si custodisce la speranza».

La bellezza che diventa preghiera

Ad accompagnare la celebrazione è stata la Schola Cantorum Anton Maria Abbatini, diretta da Alessandro Bianconi, che ha sostenuto la liturgia con canti di grande intensità spirituale. In particolare, il O Magnum Mysterium di Morten Lauridsen ha avvolto la cattedrale in un clima di profonda contemplazione del mistero dell’Incarnazione.

Il Giubileo si è così concluso nella Chiesa tifernate, ma il suo frutto resta affidato alla vita quotidiana delle comunità: l’anno santo termina, la speranza resta, come riconsegna e come vocazione per tutti.

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Nicoletta Bombardiere nominata direttore generale per l’Africa subsahariana, America Latina, Asia e Oceania

A Citta’ di Castello ha iniziato, subito dopo gli studi, a muovere i primi passi verso la carriera diplomatica

Nicoletta Bombardiere già’ ambasciatrice d’Italia in Libano, e’ stata nominata con D.P.R. 25 novembre 2025, direttore generale per l’Africa subsahariana, America Latina, Asia e Oceania presso il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale a decorrere dal 1 gennaio 2026. Un prestigioso incarico che non e’ passato inosservato nella sua città, Citta’ di Castello dove ha iniziato, subito dopo gli studi, a muovere i primi passi verso una carriera diplomatica a livello internazionale caratterizzata da straordinari risultati.

Alla neo direttore generale a nome della comunità Tifernate sono giunte le congratulazioni del sindaco Luca Secondi che con “orgoglio e riconoscenza” ha rivolto le più sentite congratulazioni alla dottoressa Nicoletta Bombardiere. “Un ulteriore e significativa tappa di una carriera vissuta ad altissimi livelli con incarichi di massima responsabilità in luoghi e territori del mondo caratterizzati spesso da situazioni difficili e critiche che ha sempre saputo affrontare con straordinaria capacità ed alto senso dello Stato nel solco dell’insegnamento lasciato in eredità dal padre Nicola, indimenticato e massino dirigente del comune di Città di Castello”, ha dichiarato il sindaco di Città di Castello.

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Cappelletti, ‘re’ degli ace spinge l’Altotevere: “Siamo saliti di livello”

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La formazione biancazzurra vanta il primato di punti in battuta (53), grazie in primis alle performance del laterale perugino: “Ci è servito staccare la spina. Ora ripartiamo più carichi”

Alla vigilia del 28 dicembre, cioè dell’ultima giornata di andata nel girone Bianco della Serie A3 Credem Banca, la ErmGroup Altotevere si è appropriata di un primato che la colloca in testa all’intera categoria: quello degli ace, con 53 punti messi a segno direttamente dai nove metri. Acqui Terme con 52, Reggio Emilia e Mantova con 50 ciascuno sono immediatamente dietro. Nella media per set, Acqui Terme precede i biancazzurri di una inezia: 1,62 contro 1,61. Certamente, le ultime due partite contro Mantova e San Donà di Piave (13 e 10 punti) hanno alzato sensibilmente la media, che diventa ancora più sostanziosa se si ricorda che nelle prime due giornate – quelle che hanno visto soccombere Biffi e compagni per 1-3 al cospetto di Belluno e Reggio Emilia – lo scout aveva registrato un solo ace. Questo fondamentale è quindi tornato a essere più che mai un punto di forza della squadra di Bartolini (al di là dei dati statistici), stentando un tantino all’inizio per poi cominciare a funzionare sempre meglio. Non solo: ai punti diretti bisognerebbe poi aggiungere quelli che in una efficace battuta hanno trovato il loro presupposto, nel senso che hanno messo in difficoltà la ricezione degli avversari, impedendo loro di attaccare o di farlo nella maniera migliore e quindi creando le condizioni per una risposta con slash vincenti o con ricostruzioni offensive. Niccolò Cappelletti è ancora il “re” degli ace: ne ha piazzati 14 (con Matteo Alpini a 11 e Simone Marzolla a 10) e contro Mantova e San Donà il suo braccio destro, caricato a dovere, è stato decisivo per le stesse sorti dei due incontri. Al servizio, lo schiacciatore perugino ha raggiunto quota 180 in carriera, non dimenticando che anche a muro è vicino al traguardo dei 100: gli mancano sette monster. Sulla pausa del campionato che il calendario ha previsto per la ErmGroup proprio nell’ultima giornata, il “Cappe” è perentorio: “Sicuramente – dice – era giusto per noi staccare la spina, perché con l’inizio del 2026 ci attende un tour de force importante fra campionato e Coppa Italia. Ci confronteremo con compagini molto attrezzate, le uniche con le quali abbiamo finora perso. Alludo quindi a Belluno e a Reggio Emilia, che però stavolta affronteremo con un piglio differente, ovvero con la consapevolezza di aver disputato una fase di andata strepitosa. Siamo quindi super positivi come atteggiamento e allo stesso tempo anche smaniosi di tornare in campo per poterci di nuovo misurare con queste due compagini e dimostrare che rispetto a ottobre siamo nettamente saliti di livello”.

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Storie e immagini di vita in 12 scatti, nella settima edizione del del Monastero di Santa Veronica Giuliani

 
Memoria e futuro: storie e immagini di  laboriosità, preghiera e vita di “clausura” in 12 scatti pubblicati nella settima edizione del calendario del monastero di Santa Veronica Giuliani, Laus Deo, delle monache clarisse cappuccine, a Città di Castello. Foto suggestive, realizzate dalle nove sorelle del monastero con la collaborazione del fotografo Enrico Milanesi  corredate da frasi e pensieri particolari per ogni mese del 2026. Foto che sono in alcuni casi vere e proprie opere d’arte, immagini catturate nel silenzio del monastero da una stagione all’altra, di giorno e di notte: in bianco e nero e a colori. “Il nostro Monastero fondato nel 1643 – precisa la madre Chiara Veronica Sebastiano, badessa del Monastero e presidente della Fondazione Santa Veronica Giuliani ETS – parla di un passato che ha lasciato anche tracce visibili sui nostri muri, nei pavimenti solcati dai passi delle sorelle, nelle porte di legno trasformate dal tempo. Un passato fatto di storie, volti, esistenze nascoste ma ancora presenti.

Ma questo passato chiede di diventare memoria perché solo la memoria – biblicamente intesa – ci dischiude il futuro. La rilettura del passato feconda il presente rendendolo gravido di futuro” (Lidia Maggi)”. “La memoria che questi scatti fotografici richiamano ci parla della storia che il Signore ha scritto con noi, con la nostra comunità e grazie a questa memoria una luce si accende nella nostra vita e nel nostro oggi. Il bellissimo progetto grafico è a cura di Fabrizio Manis, che riesce ogni volta a interpretare e a dare la giusta veste alla nostra vita e al nostro messaggio.

Ringraziamo come sempre per la stampa e la confezione – conclude Suor Chiara Veronica – la tipografia Petruzzi e la
legatoria Cartoedit. Ma in maniera tutta particolare vogliamo dire il nostro grazie a Simona e Lucio Ciarabelli come anche a Enrico Milanesi per la preziosa collaborazione.” Info: www.santaveronicagiuliani.it, info.santaveronicagiuliani@gmail.com, fb: @monasterocappuccinesantaveronicagiuliani. Per richiedere il calendario mail: calendario.svg@gmail.com oppure presso il monastero.
 

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Umbertide: Crea disordini aggredendo passanti, arrestato uomo di 27 anni

Nella notte scorsa, i Carabinieri delle Stazioni di Umbertide e Citerna (PG) hanno arrestato in flagranza di reato un 28enne italiano, già noto alle forze dell’ordine, per oltraggio, violenza, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. L’intervento è stato richiesto dopo una segnalazione al Numero Unico di Emergenza – NUE – 112 riguardante un uomo in evidente stato di alterazione psico-fisica, che stava creando disordini e aggredendo passanti.

Giunti sul posto, i militari hanno trovato il soggetto in uno stato di aggressività estrema, che si opponeva alla resistenza ai tentativi di mediazione. Per garantire la sicurezza degli astanti e degli operatori, si è reso necessario l’intervento di una volante del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Città di Castello. Solo grazie a questo supporto si è potuto fermare il 27enne, che durante l’azione ha provocato lievi lesioni a due Carabinieri.

A seguito dell’arresto, l’uomo è stato condotto presso le camere di sicurezza del Comando Compagnia di Perugia. Il Giudice del Tribunale ha convalidato l’arresto, imponendo misure cautelari che prevedono l’obbligo di dimora e il divieto di allontanamento dalla propria abitazione durante la notte.

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Incendio in un’azienda agricola a Montelovesco di Gubbio: necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco di Citta’ di Castello e Gubbio

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Oggi, 27 dicembre 2025, alle ore 16:20, i Vigili del Fuoco di Città di Castello e Gubbio sono stati chiamati a intervenire in località Montelovesco, nel comune di Gubbio, per spegnere un incendio che ha interessato un’azienda agricola. Le fiamme hanno coinvolto un annesso agricolo dove erano stoccate diverse attrezzature agricole, bombole di GPL e legname, creando una situazione di potenziale pericolo.

Sul posto sono intervenute due squadre dei Vigili del Fuoco e un’autobotte dalla sede centrale per garantire un adeguato rifornimento idrico. L’azione tempestiva ha permesso di contenere rapidamente l’incendio, evitando danni maggiori alla struttura e all’area circostante. Presenti anche agenti della polizia locale per gestire la situazione e garantire la sicurezza dei passanti. Al momento non si segnalano feriti. Le cause del rogo sono ancora in fase di accertamento.

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Sauro Anniboletti aderisce al Gruppo PD: “Guardare avanti con generosità. Ritengo conclusa fase della coalizione elettorale del 2023”

Con una sua comunicazione alla Presidente del Consiglio comunale Sauro Anniboletti ha ufficializzato la sua adesione al gruppo consiliare del Partito Democratico, lasciando quello che portava il nome di quella che era la coalizione che lo sostenne nel 2023 quale candidato a Sindaco, “Progressisti per l’Innovazione”. Questo il testo arrivato in Comune: “Con la presente comunico formalmente la mia adesione al gruppo consiliare del Partito Democratico in seno al Consiglio Comunale di Umbertide. Ritengo, per rispetto degli elettori che mi hanno votato, di continuare la mia esperienza in seno al Consiglio Comunale.

Scelgo, altresì, di convergere nel gruppo del Partito Democratico, ritenendo conclusa la fase della coalizione elettorale del 2023. Occorre guardare avanti con generosità, evitando di restare attaccati a formule bocciate dagli elettori. Ho scelto di seguire questa strada, per coerenza e serietà. Si apre uno scenario nuovo dove l’unità di tutte le forze di centrosinistra e progressiste sarà fondamentale, ed io, da uomo e da rappresentante delle istituzioni, resto a disposizione di tutti coloro che nel PD e fuori dal PD pervicacemente vorranno costruire l’unità delle forze di centro sinistra e progressiste.” Dal PD intanto sostengono che “Anniboletti entra a far parte del percorso politico che il PD di Umbertide sta costruendo in Consiglio e nella città.

Con questo passaggio, si amplia -di fatto- il gruppo consiliare collegato al Partito, oggi composto dai nostri consiglieri Spartaco Montanucci, Tiziano Riberti, Tommaso Fiorucci e Filippo Corbucci. Il fatto che il Partito continui a crescere conferma la solidità del lavoro svolto e la coerenza del progetto politico che stiamo rilanciando. Umbertide ha bisogno di una visione ampia, non di piccoli ritocchi o di manutenzioni trasformate in traguardi. Oggi Umbertide vive una mediocrità che non si nasconde più, ma si autocelebra. Noi vogliamo un’altra prospettiva: una città che abbia il coraggio di guardare lontano.

Nei prossimi mesi ci confronteremo con forze politiche, associazioni, realtà sociali e culturali, e con tutti i cittadini che non accettano questa rassegnazione a un presente senza prospettive. L’iniziativa dei tavoli tematici lanciata a inizio dicembre ha preso il via: si è già svolto quello sulla sanità coordinato dal Dott. Gabriele Fossi, nel quale hanno preso parte molti professionisti e operatori del settore, ma anche alcuni semplici cittadini. Bisognerà dare chiarezza su quale progetto si vuole costruire. Umbertide non ha più tempo per personalismi o ambizioni individuali: rimanere fermi significherebbe condannare la città ad altri anni di mediocrità e improvvisazione. Noi crediamo nei progetti collettivi.

Le scorciatoie – conclude la nota – e le investiture personali non possono appartenere alla nostra cultura politica. Il PD è pronto, con coraggio e disponibilità, in tutto il tempo a disposizione, ad affrontare questa sfida.

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Deposito incontrollato di rifiuti a Perugia: denunciato il titolare di un’azienda

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I Carabinieri del NOE (Nucleo Operativo Ecologico) di Perugia hanno denunciato un 30enne italiano, legale rappresentante di una società specializzata nella produzione di prefabbricati in calcestruzzo e vasche per il trattamento delle acque, per gravi violazioni ambientali. L’operazione è scaturita da un’ispezione effettuata dai militari, durante la quale sono state riscontrate numerose irregolarità ai sensi del Testo Unico Ambientale.

In particolare, i Carabinieri hanno scoperto un deposito incontrollato di rifiuti, sia pericolosi che non, all’interno dell’area aziendale, privo di autorizzazioni e misure di sicurezza adeguate. I rifiuti, accatastati in prossimità di terreni agricoli e di una casa colonica, includevano scarti della produzione cementizia e hanno provocato il rilascio di sostanze liquide potenzialmente contaminanti per il suolo e le falde acquifere circostanti.

Tra i materiali rinvenuti, vi erano contenitori metallici e plastici disordinatamente accatastati, pneumatici usati e residui di plastica, tutti privi di indicazioni sulla tipologia dei rifiuti. Allarmante è stata la scoperta di imballaggi vuoti contenenti sostanze pericolose, accanto a bombole di gas anche queste considerate a rischio.

Per evitare ulteriori danni ambientali, i Carabinieri hanno sequestrato l’intera area e, oltre alle violazioni ambientali, sono emerse presunte irregolarità edilizie, motivo per cui è stato coinvolto l’Ufficio Tecnico comunale. Il legale rappresentante dell’azienda è stato deferito alla Procura della Repubblica di Perugia. Le procedure amministrative per il ripristino dell’area e lo smaltimento corretto dei rifiuti sono già state avviate.

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Corale “Alboni”: la cattedrale gremita abbraccia la musica della speranza

La basilica cattedrale di Città di Castello, venerdì 26 dicembre, si è trasformata in un grande spazio di ascolto, preghiera e condivisione in occasione del concerto che ha segnato la chiusura dell’Anno giubilare nella diocesi. Un appuntamento atteso, che ha richiamato un pubblico numeroso e partecipe, tanto che molte persone sono state costrette a seguire l’esecuzione rimanendo in piedi, riempiendo ogni angolo dell’edificio sacro.


La Cattedrale colma per un evento di fede e cultura
L’affluenza straordinaria ha confermato il forte legame tra la città e le sue realtà corali, ma anche il desiderio diffuso di vivere un momento di musica sacra come esperienza comunitaria. In un clima di silenzio raccolto e di grande attenzione, il pubblico ha accompagnato con ascolto intenso l’intero percorso musicale, trasformando il concerto in un vero evento ecclesiale.
L’iniziativa, promossa dalla Chiesa tifernate in collaborazione con la Corale “Marietta Alboni” e inserita nel cammino giubilare “Pellegrini di Speranza”, ha saputo unire dimensione artistica e spirituale, offrendo una conclusione solenne e partecipata all’Anno santo.


Il “Lobgesang”: dalla notte alla lode
Cuore del pomeriggio musicale è stata l’esecuzione della Sinfonia-Cantata n. 2 “Lobgesang” di Felix Mendelssohn-Bartholdy, pagina monumentale che intreccia linguaggio sinfonico e parola biblica. L’opera ha condotto l’assemblea in un itinerario sonoro che dalla domanda e dall’attesa approda alla lode piena, in un crescendo di luce e speranza.
La scelta di proporre il Lobgesang proprio nel momento conclusivo del Giubileo ha assunto un valore fortemente simbolico: un canto di ringraziamento che ha dato voce, attraverso la musica, al cammino vissuto dalla diocesi nel corso dell’anno.


Voci, coro e direzione: un’esecuzione intensa
Protagonisti dell’esecuzione sono stati i soprani Veronica Marinelli e Cristina Tirigalli, il tenore Federico Savini, la Corale “Marietta Alboni”, diretti da Marcello Marini. L’accompagnamento di Simone Nocchi al pianoforte e di Angelo Silvio Rosati all’organo ha conferito all’opera un carattere essenziale e solenne, particolarmente adatto allo spazio liturgico della cattedrale.
L’impegno corale, frutto di uno studio lungo e meticoloso, è apparso evidente nella compattezza delle voci e nella capacità di rendere la complessità della partitura senza perdere intensità espressiva. Il pubblico ha seguito l’intera esecuzione con attenzione partecipe, “sciogliendosi” al termine della sinfonia cantata in un lungo e fragoroso applauso.


Il saluto del vescovo e il ringraziamento alla comunità
Al termine del concerto, il vescovo Luciano Paolucci Bedini ha rivolto un saluto al pubblico, ringraziando calorosamente la Corale “Marietta Alboni”, il Coro “Nuove Note”, i solisti, il direttore e tutti coloro che hanno reso possibile l’iniziativa. Le sue parole hanno richiamato il valore della musica come linguaggio capace di unire, di evangelizzare e di accompagnare la preghiera della Chiesa, soprattutto in un momento così significativo come la conclusione dell’Anno giubilare.


Il congedo natalizio tra tradizione e calore umano
Dopo la solennità del Lobgesang, la serata si è conclusa in un clima più familiare e festoso. La Corale “Marietta Alboni” e il Coro “Nuove Note” – quest’ultimo diretto in alcuni brani da Anna Marini – hanno infatti salutato il pubblico con canti della tradizione natalizia, accolti con particolare calore e partecipazione. Un gesto semplice ma eloquente, che ha riportato il concerto dentro l’atmosfera del Natale e della comunità riunita.


Una chiusura che diventa inizio
Il concerto del 26 dicembre non è stato soltanto un evento musicale, ma un vero atto comunitario, capace di sintetizzare fede, cultura e partecipazione. In una cattedrale gremita, la musica ha dato forma alla gratitudine per il cammino giubilare appena concluso e ha lasciato intravedere, nelle sue ultime note, l’invito a continuare il percorso con rinnovata speranza.

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Secondi risponde ad Arcaleni (Castello Cambia) sul rifacimento di via dei Casceri: “per noi è una priorità

“L’amministrazione comunale di Città di Castello ha ritenuto una priorità il rifacimento di via dei Casceri e ha scelto pertanto di concentrare su questo intervento le risorse disponibili nell’ambito del piano operativo triennale di Auri, considerando che attraverso il PNRR erano già state garantite altre opere necessarie in zone come Riosecco e Madonna del Latte. I lavori di rifacimento della condotta idrica di distribuzione e separazione fognaria delle acque nere, dell’importo di 800.000 euro, saranno eseguiti da Umbra Acque e inizieranno il prossimo gennaio: la loro conclusione è prevista entro la fine del 2026.

Sulle modalità di esecuzione della ristrutturazione, quindi sul mantenimento della stessa forma e dello stesso materiale, la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’Umbria ha posto un vincolo a tutela della storicità del manufatto. Pertanto, abbiamo chiesto che in fase realizzativa vengano adottate tutte le accortezze necessarie a proteggere i palazzi posti sui lati e a impedire che si possano ripetere fenomeni di ristagno delle acque piovane e allagamenti. Oltre a questo, abbiamo investito i gestori degli altri sottoservizi della necessità di valutare, nel corso dei lavori, le esigenze di intervento per l’eventuale sostituzione delle linee elettriche e del metano”.

E’ quanto ha chiarito in consiglio comunale il sindaco Luca Secondi, rispondendo all’interrogazione della capogruppo di Castello Cambia Emanuela Arcaleni sul progetto di via dei Casceri. Nel ricordare “le problematiche di dissesto della carreggiata, teatro di frequenti rotture delle condotte idriche e di allagamenti che hanno contribuito a rendere pericoloso il percorso”, la consigliera aveva accolto favorevolmente l’intervento, segnalando però la necessità di garantire non soltanto il rifacimento della linea di adduzione dell’acqua e della condotta fognaria, ma anche degli altri sottoservizi. “

I residenti hanno compreso che si riutilizzeranno gli stessi sanpietrini, un fatto che da una parte è positivo, perché viene conservato il materiale, ma dall’altra lascia presagire che nel giro di pochi anni dall’intervento si possa rischiare di ritrovarsi nelle medesime condizioni attuali”, aveva eccepito Arcaleni, evidenziando la disomogeneità nei rivestimenti che si accentuerebbe rispetto alle altre vie risistemate nelle vicinanze. “Si è previsto di risolvere il problema degli allagamenti dovuto alle caditoie e alla forma a schiena d’asino della carreggiata?”, aveva aggiunto la rappresentante della minoranza, evidenziando la preoccupazione dei residenti che le acque piovane possano tornare a raccogliersi a ridosso dei garage delle abitazioni.

Il sindaco Secondi ha spiegato che l’intervento su via dei Casceri sia stato ritenuto prioritario in ragione delle problematiche della rete fognaria e della rete idrica, la cui fatiscenza, tradotta in perdite sotterranee delle acque, ha determinato il dissesto del piano stradale. “Gli uffici comunali hanno prontamente segnalato ai progettisti le criticità e le soluzioni attese, a cominciare dall’ipotesi di dare una forma concava alla carreggiata come in via San Florido e di valutare l’utilizzo di un materiale alternativo”, ha detto il primo cittadino, puntualizzando: “la Soprintendenza però si è espressa in maniera netta sulle modalità di esecuzione dei lavori e sul mantenimento delle caratteristiche originarie della carreggiata, quindi della stessa forma e dello stesso materiale, per cui a un certo punto il bivio era tra fermarsi o proseguire nel rispetto del vincolo posto da questa istituzione.

Ovviamente abbiamo preferito proseguire e non rinunciare ai lavori, ma attraverso i nostri uffici comunali, mediando anche per conto dei residenti, abbiamo chiesto ai progettisti di Umbra Acque di adottare tutta una serie di accortezze che scongiurassero il riproporsi delle vecchie problematiche legate al deflusso delle acque piovane. I progettisti ci hanno assicurato che le criticità attuali verranno affrontate attraverso le nuove pendenze che saranno date alla pavimentazione e l’aumento del numero delle caditoie.

Le stesse rassicurazioni sono state date anche sulla durata negli anni della pavimentazione che verrà sistemata”. Il sindaco ha quindi riferito che ai gestori Enel e Tecniconsul è stato chiesto di valutare le migliorie impiantistiche che si renderanno necessarie in fase di esecuzione dei lavori. La consigliera Arcaleni si è detta “moderatamente soddisfatta” della risposta. “I proprietari e i residenti credo possano sentirsi rassicurati dalle parole del sindaco ed è importante che sia stata chiarita anche la posizione assunta dalla Soprintendenza, di cui non ero a conoscenza”. “Ci auguriamo che le accortezze tecniche di cui ha parlato non siano attuate come al Cassero, ma confidiamo in chi realizzerà i lavori”, ha aggiunto la consigliera, giudicando importante che siano stati coinvolti anche gli altri gestori dei sottoservizi.

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Kiwanis Club: Natale di solidarieta’ internazionale e locale

E’ stata come di consueto una Festa degli Auguri nel segno della solidarietà quella del KIwanis tifernate: i proventi della serata sono stati distribuiti tra un service di carattere internazionale della massima rilevanza quale l’acquisto di una culla incubatrice neonatale per i Paesi africani in collaborazione con UNICEF e uno di ambito locale di altrettanta significativa valenza con il supporto tangibile a quattro famiglie alto-tiberine in grossa difficoltà. Nella circostanza, alla presenza dell’assessore municipale Rodolfo Bracalenti ) che ha portato il saluto del sindaco Secondi) è stato ufficializzato l’ingresso di tre nuovi soci accolti dalle parole calorose del Presidente Daniele Lucaccioni, e dall’indirizzo di saluto del Luogotenente Governatore Divisione 9 Umbria-Sabina Massimo Stortini nonché del Presidente del Kiwanis di Assisi Ivano Bocchini: si tratta dell’imprenditore Francesco Gustinelli, dell’artigiano Federico Carobbi e del commerciante Sefano Selvi, innesti giovani destinati a dare nuova linfa al club che continua ad avvalersi del sapiente, insostituibile apporto della past-Governor Nazionale Valchiria Do che rappresenta l’anima dell’ideale kiwaniano e allo stesso tempo il motore concreto della conseguente attività.

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ErmGroup Altotevere: è un 2025 da ricordare

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Su 23 partite disputate nell’anno solare, ben 16 le vittorie e nessun ko per 3-0. Il progetto di Claudio Bigi sempre più di livello

Il 3-0 sulla Personal Time San Donà di Piave ha chiuso un anno solare 2025 che per la ErmGroup Altotevere vanta numeri di assoluto rilievo, fra la seconda parte della passata stagione e quella iniziale dell’attuale nel campionato di Serie A3 Credem Banca, a dimostrazione dell’importanza di una programmazione mirata da parte della società presieduta da Elena Gragnoli e con l’amministratore delegato Claudio Bigi sempre in prima linea. Il bilancio complessivo dall’11 gennaio (avvio in quel di Sarroch con il 3-0 che segnò definitivamente la svolta in positivo) fino al 21 dicembre scorso è di 23 partite disputate, delle quali ben 16 vinte e le restanti 7 perse, ma soltanto in quattro circostanze i biancazzurri non sono andati a punti, perché 3 di queste sconfitte sono maturate al tie-break.

I set complessivamente conquistati sono 58, contro i 27 persi; se poi andiamo a vedere i risultati, vi sono 11 successi per 3-0 (e 7 appartengono alla eccezionale striscia dal 1° novembre a oggi), 4 per 3-1 e uno al tie-break; passando alle sconfitte, abbiamo già evidenziato le 3 al quinto set, alle quali aggiungere le 4 per 1-3. Altro dato significativo: nessun ko per 0-3. L’ultimo della serie risale al 1° dicembre 2024 in quel di Belluno per opera di una formazione che costituisce la “bestia nera” della ErmGroup: contro di essa, infatti, cinque sconfitte negli altrettanti scontri diretti e soltanto un punto strappato in terra veneta nel febbraio del 2023.

Al contrario, la Gabbiano Farmamed Mantova è stata battuta per ben quattro volte nel corso del 2025, di cui tre al Pala “Marco Sguaitzer”: 3-2 nella regular season e 3-0 nei play-off dello scorso campionato, più il 3-1 del 13 dicembre e quello del ritorno dei play-off passati. Il secondo posto a fine andata (indipendentemente dagli esiti della 11esima giornata, in scena domenica 28 dicembre) eguaglia quello di due anni fa: anche allora, Biffi e compagni virarono alle spalle della capolista – che era Banca Macerata – e si garantirono il pass casalingo per la gara secca di Coppa Italia.

Il prologo di 2026 sarà all’insegna dei big-match: subito Belluno sabato 3 gennaio, ore 20.30, al palasport di San Giustino (sarà la volta buona per interrompere la serie negativa contro i “rinoceronti”?), poi martedì 6 la sfida nella tana della capolista Conad Reggio Emilia, nuovo match interno contro il Sarroch l’11 e mercoledì 14 – sempre in casa – ancora Belluno in Coppa Italia. Come dire, in altre parole, che già a metà del prossimo mese ne sapremo molte di più sulla dinamica del girone Bianco di A3 e sull’effettivo ruolo che la ErmGroup Altotevere sarà in grado di recitare.    

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Il 2026 sarà l’anno della consacrazione del nuovo corso del “Premio Castello”

Il 2026 sarà l’anno della consacrazione del nuovo corso del “Premio Castello”. Come avvenuto per tutte le edizioni, il mese di dicembre rappresenta un momento di riflessione sull’annata appena conclusa ma al tempo stesso l’Associazione Culturale “Tracciati Virtuali” è già al lavoro per la programmazione della prossima edizione che, in questo caso, non sarà un’edizione come le altre. Il 2026 coincide infatti con il ventennale del premio letterario, una manifestazione che guarda al futuro ma che non può non riconoscersi con tutto ciò che è stato costruito e messo in atto nelle precedenti diciannove edizioni.

Il 2025 ha in qualche modo fatto da trampolino al nuovo corso: è stato infatti il primo anno con Alessandro Masi in veste di presidente della giuria: il Segretario Generale della Società Dante Alighieri ha raccolto con entusiasmo il testimone ricevuto da Alessandro Quasimodo, che è stato per diciannove anni instancabile guida e anima del Premio, che ha contribuito alla sua nascita e al suo sviluppo, portandolo ad essere uno dei concorsi letterari più prestigiosi nel panorama culturale italiano. Alessandro Masi, dall’alto della sua professionalità e competenza, si è avvalso della collaborazione in giuria di altrettanto qualificate professionalità del mondo della cultura e del giornalismo.

Agli ormai storici giurati come Osvaldo Bevilacqua, Marino Bartoletti, Benedetta Rinaldi, Luciano Monti, Claudio Pacifico, Maria Borio per citarne solo alcuni, hanno accettato di collaborare con il Premio Castello altri illustri professionisti: dall’editorialista del “Corriere della Sera” Paolo Conti, al Vicedirettore del “TGLa7” Andrea Pancani, dall’attrice Daniela Poggi al Consigliere del Ministro per il Turismo Claudio Mattia Serafi. Questo pool di professionisti accrescerà ancora di più il prestigio della manifestazione che sta facendo parlare da tempo di sé anche nelle più alte Istituzioni del Paese.

Anche le Sezioni speciali, come ad esempio quella dedicata a tutti i reclusi dei penitenziari italiani dal titolo “Destinazione Altrove – La scrittura come esplorazione di mondi senza tempo” rappresenta un unicum in Italia e riveste una straordinaria importanza sotto l’aspetto letterario ma anche sociale. Nel corso del 2025 sono stati realizzati infatti numerosi eventi in vari istituti penitenziari del nostro Paese, da Rebibbia (Roma) a Latina, da Spoleto a Perugia, ecc. La preziosa collaborazione con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e la Società Dante Alighieri è indubbiamente fondamentale per la nascita e la crescita di questo progetto che assume tanto più valore quanto più complesse sono le problematiche dello stato delle carceri in Italia.

Tracciando un bilancio dell’edizione 2025 possiamo senza dubbio affermare che il Premio Castello è una realtà consolidata nel panorama culturale italiano. Anche quest’anno centinaia di opere inedite iscritte nelle tre sezioni (narrativa, poesia e saggistica): scrittori provenienti da tutte le regioni italiane e anche dall’estero. Sono state iscritte infatti opere dalla Turchia, dalla Francia, dal Portogallo, dal Regno Unito, dalla Germania, dal Madagascar, dalla Cina. Questo dato testimonia quanto sia radicato nel mondo il Premio che, grazie alla rete dei Comitati della Società Dante Alighieri, delle Ambasciate e degli Istituti di Cultura all’estero, può davvero raggiungere tutti gli angoli del pianeta.

“Siamo grati alle istituzioni che rivolgono una grande attenzione a questo progetto culturale”- ha dichiarato il patron del Premio Antonio Vella. “Dal Comune di Città di Castello alla Regione Umbria, dalla Società Dante Alighieri alla Provincia di Perugia, registriamo un crescente apprezzamento che si traduce non solo in sostegno economico ma anche in supporto organizzativo ai tanti eventi che si svolgono per tutto l’arco dell’anno sotto l’egida del Premio”. Nel 2025 sono stati realizzati oltre 40 eventi, tra presentazioni di libri, seminari, incontri con gli studenti, reading letterari: la maggior parte in Umbria, ma molti anche in altre regioni italiane. Il nome della città ma non solo, il brand della nostra Regione Umbria, che unisce storia, arte, letteratura e anche enogastronomia, sono diventati grazie al Premio Castello ancora più conosciuti. La letteratura quindi come ponte fra le varie culture ma anche fra le varie lingue, in un universo variegato di esperienze che affondano le proprie radici nel passato glorioso ma che guardano avanti con rinnovato entusiasmo. Ed è quello che fa il Premio Castello, sotto la guida sapiente di Antonio Vella e di Alessandro Masi, per portare Città di Castello e l’Umbria al centro della cultura europea e mondiale.

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Natale tra luce, pace e speranza nelleChiese di Città di Castello e Gubbio

Le comunità cristiane delle diocesi di Città di Castello e di Gubbio stanno vivendo anche quest’anno il Natale come un tempo intenso di fede, raccoglimento e condivisione, segnato da celebrazioni partecipate e da un forte richiamo spirituale affidato alle parole dei sacerdoti e del vescovo Luciano Paolucci Bedini, che ha guidato i fedeli nella Veglia di mezzanotte nella cattedrale tifernate dei Santi Florido e Amanzio e nella Messa del giorno di Natale nella basilica eugubina di Sant’Ubaldo.


Città di Castello: la luce che entra nella storia
Il centro delle celebrazioni è stato il mistero dell’Incarnazione, riletto dal Vescovo con uno sguardo profondamente pastorale e attuale. Nella notte di Natale, a Città di Castello, mons. Paolucci Bedini ha invitato i fedeli a non fermarsi all’emozione esteriore della festa, ma a interrogarsi sul senso profondo di ciò che accade a Betlemme: «Gesù, il Figlio di Dio, nasce come una luce di cui il mondo ha bisogno, così piccola da sembrare incapace di rischiarare le tenebre, eppure destinata a cambiare completamente la storia».
Una luce fragile, nascosta, che rivela però il modo sorprendente con cui Dio sceglie di salvare l’umanità: non attraverso la potenza, ma attraverso l’umiltà.

«Dio poteva scegliere vie più eclatanti – ha ricordato il Vescovo – e invece ci viene incontro come un bambino povero, in una notte silenziosa, affidandosi alle mani degli uomini». È qui, ha spiegato, che si nasconde il “perché” del Natale: l’umanità ha bisogno di pace, di riconciliazione, di un amore capace di guarire le ferite generate da divisioni, ingiustizie e violenza.
Gubbio: la luce che non viene vinta dalle tenebre
Lo stesso messaggio è risuonato con forza nella mattina di Natale a Gubbio, dove il vescovo ha presieduto la Messa nella basilica di Sant’Ubaldo. Commentando il Vangelo, mons. Paolucci Bedini ha ricordato che «la Parola di Dio si è fatta vicina nel bambino Gesù e quella luce, di cui il mondo ha continuamente bisogno, torna ad accendersi nelle tenebre dell’umanità».


Il Natale, ha sottolineato, non è un ricordo da custodire nel passato, ma un evento che continua ad accadere nella storia quotidiana: «Dio non passa per i grandi eventi, ma per la vita ordinaria, per le relazioni, per le scelte di ogni giorno». Una luce che può essere facilmente confusa con le luci effimere del mondo, ma che resta l’unica capace di donare speranza e di rimettere in cammino l’umanità ferita. «Abbiamo ancora bisogno del Natale – ha affermato – perché solo l’amore di Dio può prendere in mano la storia e trasformarla».


Da qui l’appello alla responsabilità dei credenti: tenere accesa quella piccola luce, prendendosi cura di chi soffre, di chi è solo, di chi rischia di perdere la speranza. «La missione della pace e dell’amore di Dio – ha concluso – continua a passare per le nostre povere mani».
Le celebrazioni dei prossimi giorni e la chiusura del Giubileo


Il tempo natalizio prosegue con altri appuntamenti significativi. Mercoledì 31 dicembre, alle 18.30, nella cattedrale tifernate, la Messa di ringraziamento con il canto del Te Deum accompagnerà la fine dell’anno civile, mentre il nuovo anno si aprirà il primo gennaio, solennità di Maria Madre di Dio, con la Messa per la Giornata mondiale della Pace presieduta dal vescovo alle 18.30 nella chiesa di San Giovanni a Gubbio. Il tempo natalizio si concluderà poi con l’Epifania del Signore, il 6 gennaio, con le celebrazioni a Gubbio (alle ore 10, nella casa di riposo “Mosca”) e in cattedrale a Città di Castello, alle ore 18.30.


Molto significativi saranno anche i riti di chiusura del Giubileo. A Città di Castello, la celebrazione conclusiva si terrà sabato 27 dicembre alle 18.30 in cattedrale; a Gubbio, domenica 28 dicembre alle 17, nella cattedrale dei Santi Mariano e Giacomo. Sarà il momento per consegnare al Signore il cammino compiuto e per accogliere l’invito a trasformare la grazia ricevuta in stile di vita quotidiano.


Come ha ricordato lo stesso vescovo, il Giubileo si conclude, ma non termina la sua chiamata: la speranza resta, non come semplice ricordo, ma come vocazione concreta, affidata ancora una volta alla testimonianza delle comunità cristiane.

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Castello danza: “Scugnizza” il 2 gennaio la conferenza stampa di presentazione

Castello Danza comunica che il giorno 02 gennaio p.v. alle ore 11,00 si terrà, presso la sede della Scuola Comunale di Musica G. Puccini, la Conferenza Stampa di presentazione del Progetto formativo abbinato alla messa in scena di “Scugnizza” prevista per il prossimo 11 gennaio al Teatro degli Accademici Illuminati, con la Compagnia Italiana di Operette.


Saranno presenti l’Assessore alla Cultura Michela Botteghi, il M°Fabio Battistelli Direttore della Scuola Comunale di Musica G. Puccini, Maria Teresa Nania Impresaria della Compagnia Italiana di Operette, Maria Cristina Goracci, Presidente Consorzio Castello Danza, una rappresentanza degli allievi selezionati all’audizione, i docenti delle Scuole consorziate.


La collaborazione del Consorzio Castello Danza con la Compagnia Italiana di Operette, giunta ormai alla quarta edizione, si è arricchita di un esperimento eccezionale, unico nel suo genere, sono stati selezionati infatti, per partecipare allo spettacolo, 22 giovanissimi allievi tifernati fra gli oltre 40 presenti all’audizione (fra i 9 ed i 12 anni) che avranno l’onore di esibirsi sul palco degli Illuminati con i professionisti della Compagnia, dopo un intenso percorso formativo tuttora in corso.

I bambini, oltre a cimentarsi nella danza, si misureranno anche con il canto, sapientemente formati dalla docente di canto della Scuola Puccini, M° Giovanna Pazzaglia.
Il percorso è stato accolto con notevole entusiasmo dai giovani talenti e dalle loro famiglie, sostenuto dal Comune di Città di Castello sempre sensibile a progetti culturali che arricchiscono e stimolano la linfa vitale delle Associazioni del territorio e fortemente apprezzato da docenti e direttori delle scuole di danza consorziate.


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XXIV° edizione della Mostra Internazionale di Arte Presepiale, un successo di presenze, nei primi giorni di apertura

Tante presenze, oltre il venti per cento in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno alla XXIV° edizione della Mostra Internazionale di Arte Presepiale, in programma fino al 6 Gennaio 2026, (dal giovedi alla domenica, festivi e prefestivi dalle ore 9.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 19.30) in una location unica, la cripta della basilica cattedrale, 500metri quadrati di storia plurisecolare che custodiscono i corpi dei patroni Florido e Amanzio, insieme alle reliquie di san Crescenziano (III sec.).

Un avvio col “botto” per la rassegna, fra le prime in Italia per numero di espositori, oltre 170, presepi e scuole artistiche-artigianali rappresentate. Fra i numerosi visitatori anche il Prefetto di Perugia, Francesco Zito, che ha percorso il suggestivo tour, fra le opere in vetrina all’interno della cripta del duomo, accompagnato dal Presidente dell’Associazione Amici del Presepio, “Gualtiero Angelini”, di Città di Castello, cavalier, Lucio Ciarabelli e dal vice- presidente, Claudio Conti. Il Prefetto di Perugia, è rimasto particolarmente colpito dalla bellezza delle opere esposte in un luogo ricco di storia e fascino come la cattedrale. Al termine della visita il Presidente Ciarabelli ed il vice Conti hanno consegnato al Prefetto di Perugia, una copia del bellissimo catalogo della mostra ringraziando per la gradita sorpresa che “rende orgogliosi tutti noi e la comunità tifernate e ci spinge già a guardare alla prossima edizione con rinnovato entusiasmo, nella consapevolezza di proseguire sul versante del coinvolgimento di tutte le scuole italiane e straniere legate al mantenimento di una tradizione simbolo e secolare”.

Entrando nella suggestiva cripta della basilica cattedrale, il visitatore può immergersi nell’atmosfera natalizia ed incamminarsi in un percorso di straordinaria bellezza storico-artistica, quasi fosse un museo dedicato al “presepe”, inteso non solo come tradizione e simbolo dell’artigianato ed eccellenza nazionale della laboriosità, ma come arte unica della creazione, lavorazione di simboli che spesso travalicano la sfera prettamente religiosa per lanciare messaggi sociali e di attualità, universali. Sono circa 170 le opere in “vetrina”, in rappresentanza di 65 maestri artigiani presepisti e associazioni provenienti da tutta Italia e dall’estero.

Storia e tradizione sotto l’albero di Natale impreziosite anche dalla presenza accanto alla cattedrale, del suo campanile cilindrico, 43 metri di altezza con un diametro medio di 7 metri ed uno spessore medio della muratura di 1 metro, uno dei rari esempi di struttura cilindrica che lo rende particolare, caratteristico ed assolutamente inconfondibile. Di grande rilievo una raccolta di circa 30 statue di Gesù Bambino opere di artisti degli ultimi 300 anni. “Fra i bambinelli, la maggior parte sono quelli della natività – spiega, Vincenzo Saccardo, dell’Associazione presepistica Irpina – fra cui alcuni molto antichi, due del ‘700 e cinque dell’ottocento.” Fra loro figura anche una Madonna bambina. Si nota il bimbo di Praga, altri bimbi benedicenti e quelli cosidetti da bacio.

Le misure variano dai 5 ai 60 centimetri. I vestiti sono rigorosamente di seta antica con passamaneria in filo d’oro. I Gesù bambini del ‘700 sono in legno rifiniti con gesso di Bologna, gli occhi di vetro, le basi sono antiche ed alcune riprese in foglia d’oro. Una sezione della prestigiosa rassegna è interamente dedicata alla collezione Gualtiero Angelini, indimenticato dirigente del comune di Città di Castello, ideatore e promotore instancabile della manifestazione: un pensiero speciale nella ricorrenza del decimo anno dalla sua prematura scomparsa. In vetrina anche una delle novità da guinness dei primati rappresentata da un grande presepe Laziale di 5 metri per 4 e 2 di altezza, realizzato dall’Associazione Amici del presepio di Monte Porzio Catone (RM) sul tema del Giubileo con gli 800 anni di San Francesco.

Presenti poi, artisti provenienti dal Veneto con una meravigliosa rassegna di diorami ambientati nei luoghi più simbolici della regione con particolare attenzione ai monumenti di Venezia. Non potevamo mancare anche i tappetari di Camaiore reduci dai successi di Malta, Barcellona e Noto e che vedranno concretizzare nel 2025, la richiesta di entrare a far parte del patrimonio dell’Unesco.

Le esposizioni, rispettando il rigore della storia e tradizione, toccano anche situazioni con riflessioni attuali come ad esempio il tema dell’ambiente con una significativa opera di Paolo Durante di Maddaloni, il tema del consumismo, con la riflessione dettata dal lavoro di Giovanni Rosati di Monteprandone. Di sicuro interesse infine un bellissimo presepe realizzato dal maestro Vincenzo Saccardo nella sua bottega di Avellino, con l’intenzione di mantenere le tradizioni popolari, contadine, ed industriali del territorio, dedicato alla figura delle “tabacchine”, le donne lavoratrici simbolo della filiera del tabacco (a cui è stata dedicata a Città di Castello la piazza antistante la Pinacoteca comunale).

La mostra è ideata ed organizzata dall’associazione Amici del Presepio “Gualtiero Angelini” di Città di Castello, con il sostegno del comune di Città di Castello, della Regione Umbria, dell’Assemblea Legislativa dell’Umbria, Fondazione Cassa di Risparmio di Citta’ di Castello, Camera di Commercio di Perugia, ed è oramai riconosciuta come una tra le manifestazioni più prestigiose e qualificate a livello nazionale ed internazionale. Il catalogo della mostra è stato realizzato da Cartoedit srl. Info: Ufficio Informazioni Turistiche, Corso Cavour, 5 – 06012 Città di Castello (PG) – Tel. 0758554922 – 0758529254 – turismo@comune.cittadicastello.pg.it, www.presepicastello.org, www.cittadicastelloturismo.it,

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