Natale e Capodanno: controlli della polizia locale per tutto il periodo delle festività in centro storico con due agenti che presidieranno le vie con maggiore afflusso e gli annessi esercizi commerciali soprattutto durante l’orario di chiusura. Controlli anche per il contrasto al commercio illegale di fuochi d’artificio, movida e spaccio di stupefacenti con utilizzo unità cinofila – Da domani sabato 20 Dicembre al 6 Gennaio 2026 la sosta sulle strisce blu sarà gratuita per tutti.
L’amministrazione comunale ha potenziato i controlli da parte della polizia locale per tutto il periodo delle festività, prevedendo servizi appiedati in centro storico con due agenti che presidieranno le vie con maggiore afflusso e gli annessi esercizi commerciali soprattutto durante l’orario di chiusura. L’intenzione è quella che i cittadini e turisti possano vivere la città e la bellissima atmosfera natalizia in sicurezza e nel rispetto delle regole. Particolare attenzione anche alle attrazioni dello spettacolo viaggiante oggetto ripetutamente di atti di inciviltà e fenomeni predatori.
Contemporaneamente – si precisa dal comando della polizia locale – saranno intensificati i controlli per il contrasto al commercio illegale di fuochi d’artificio, movida e spaccio di stupefacenti con utilizzo unità cinofila.”
“La presenza, in questo periodo particolare dell’anno, della polizia locale nel centro della città – ha dichiarato l’assessore Rodolfo Braccalenti – rappresenta un impegno per garantire tranquillità ai cittadini e visitatori, favorendo la vitalità del commercio locale in un ambiente sereno e accogliente e far vivere a residenti e turisti le festività in piena sicurezza. La presenza del personale di polizia locale è senza dubbio una figura di riferimento e di relazione con i cittadini e turisti a cui chiedere anche informazioni.”
Nel frattempo a Natale nel centro storico di Città di Castello la sosta sulle strisce blu sarà gratuita per tutti: da sabato 20 dicembre a martedì 6 gennaio nei posti auto a pagamento dentro e fuori le mura urbiche si potrà parcheggiare nella fascia oraria 15.00-20.00 senza alcun costo e senza limiti di tempo. “Come l’anno scorso, insieme al gestore Edarco abbiamo pensato di agevolare i cittadini e dare loro un motivo in più per scegliere il centro storico di Città di Castello nel periodo delle festività natalizie”, ha proseguito l’assessore alla Polizia Locale e alla Viabilità Rodolfo Braccalenti. “Un modo – prosegue Braccalenti – per invitare tutti, anche i turisti che soggiorneranno nel territorio, a trascorrere nel cuore della città il tempo con la famiglia e gli amici, approfittando della ricca offerta di eventi del calendario di Natale in città e delle opportunità di fare shopping nei negozi che si affacciano sulle vie e sulle piazze principali”.
Lo Sportello del Consumatore di Città di Castello, situato presso lo Sportello del Cittadino in Corso Cavour 5, chiude per le festività natalizie. L’appuntamento del lunedì pomeriggio con l’Associazione ADIC riprenderà lunedi 12 gennaio 2026 dalle ore 15,00 alle ore 17,00 mentre l’Associazione MDC riprenderà l’attività da giovedì 8 gennaio 2026 dalle ore 15,00 alle ore 17,00.
Si ricorda che le associazioni ricevono solo su appuntamento. Per prenotare, si prega di contattare lo Sportello del Cittadino al numero 075 8529232/312 o di recarsi personalmente presso l’Ufficio in Corso Cavour 5, dal lunedì al sabato, negli orari di ufficio.
Si tratta di una iniziativa del senatore Walter Verini, presa d’intesa con la Fondazione Palazzo Albizzini, che vedrà – dopo la proiezione del bellissimo cortometraggio – anche alcuni interventi, a partire da quello del Ministro della Cultura Alessandro Giuli, che porterà il suo saluto all’appuntamento.
Dopo di lui, prenderanno la parola il Presidente della Fondazione Burri, Bruno Corà e il Regista Valeri anche Consigliere della stessa. Sarà poi la volta di Francesca Corrao, Presidentessa della Fondazione Orestiadi di Gibellina (e figlia del Sindaco Corrao che, dopo il disastroso terremoto nel Belice, chiamò a raccolta i migliori artisti per la “nuova” Gibellina e lo stesso Alberto Burri che diede vita allo straordinario Cretto sulle macerie della vecchia città distrutta). Sarà poi la volta della Direttrice della GNAMC (Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma) Cristina Mazzantini.
“Credo sia un appuntamento significativo – ha affermato il senatore Verini – per portare in un prestigioso luogo istituzionale il racconto filmato della gestazione e della realizzazione di una delle opere artistiche più importanti del Novecento, che il genio creativo di Alberto Burri ha regalato al mondo e che rappresenta un patrimonio da conoscere, proteggere, valorizzare. La stessa presenza del Ministro della Cultura Giuli accresce il significato dell’evento. Voglio ringraziare la Fondazione Burri, a partire dal Presidente Corà, per il contributo decisivo dato all’impostazione e alla realizzazione dell’iniziativa”.
Nell’ambito della IV edizione de Le Domeniche del Circolo si terrà domenica 21 dicembre alle ore 18.00 presso Il Circolo Tifernate Accademia degli Illuminati la
Conferenza
“Un ponte per l’Europa: la Valtiberina umbra e Piero della Francesca”
Relatore prof.Fabrizio Fornari
In collaborazione con l’Associazione “Storicamente” di Montone
A portare i saluti Il Presidente del Circolo Avv. Gregorio Anastasi e la curatrice dell’iniziativa dott.ssa Catia Cecchetti. Per l’occasione saranno presenti il Sindaco del Comune di Montone Mirco Rinaldi ed il Presidente dell’Associazione “Storicamente” Arch. Francesco Rosi.
Fabrizio Fornari è socio di Storicamente. E’ Professore Ordinario di Sociologia generale e Metodologia della ricerca sociale per Presso Dipartimento di Scienze Giuridiche e Sociali Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara; Direttore del Dipartimento di Scienze giuridiche e sociali, ricercatore. Tiene conferenze in tutta Italia, ha avuto numerosi riconoscimenti ed è autore di numerose pubblicazioni in ambito sociologico e filosofico.
Visto il numero limitato di posti è necessaria la prenotazione:
Babbo Natale al volante di auto d’epoca per la gioia dei bambini. Domenica 21 dicembre dalle ore 16,00 alle ore 19,00 in Piazza Matteotti i Babbo Natale dell’AutoMotoStoriche Altotevere, arriveranno con le auto e saluteranno i bambini presenti.
Una consueta iniziativa che il presidente del sodalizio Giovanni Rossi ha organizzato anche questo anno nel migliore dei modi. Il colore rosso di babbo natale con la barba bianca è quello delle auto che hanno segnato la storia faranno da cornice in centro storico a tante altre iniziative pre natalizie
In merito all’accordo stipulato in queste ore in Umbria non possiamo ignorare che Leonardo è un’azienda impegnata nella produzione di armamenti. La dicitura “uso civile” non può essere considerata, da sola, una garanzia sufficiente sull’effettiva natura delle attività previste né sulle loro prospettive di lungo periodo. L’accordo tra Leonardo e alcune aziende umbre rappresenta certamente un passaggio rilevante, ma proprio per questo merita di essere approfondito e chiarito nel suo significato concreto. Parlare di uso civile non può ridursi a una formula generica o rassicurante: implica una scelta strategica precisa sul modello di sviluppo economico, occupazionale e sociale che si intende promuovere nel territorio.
In un quadro di grave crisi economica, sia a livello locale che nazionale, la politica ha il dovere di non lasciare spazio ad ambiguità. Per l’Umbria, terra che storicamente si richiama ai valori della pace, questa responsabilità assume un significato ancora più profondo. Pensarsi come territorio promotore di una vera economia di pace richiede coraggio, chiarezza e coerenza politica. Occorre indicare con decisione una direzione di futuro fondata su produzioni realmente civili, sostenibili e socialmente utili, escludendo ogni possibile commistione con il comparto militare.
La produzione di armi e di mezzi militari non è soltanto incompatibile con una prospettiva di pace, ma comporta anche un impatto ambientale enorme. È responsabile di emissioni di gas climalteranti paragonabili, se non superiori, a quelle dell’intero comparto aeronautico civile mondiale. A questa criticità si aggiunge una contraddizione grave e inaccettabile: le emissioni legate agli armamenti e ai sistemi militari restano escluse dai principali accordi internazionali sul clima, a partire dagli Accordi di Parigi, come se fossero sottratte a ogni responsabilità ambientale.
Le armi, inoltre, non sono solo una fonte rilevante di inquinamento e di consumo di risorse, ma producono effetti diretti e irreversibili sulle vite umane. In un contesto internazionale segnato da conflitti che colpiscono duramente le popolazioni civili, il ruolo dei Paesi e delle industrie che producono ed esportano armamenti non può essere considerato neutrale. Anche alla luce delle gravi e ripetute denunce di violazioni del diritto internazionale, è necessario interrogarsi sulla coerenza tra scelte industriali, responsabilità etica e rispetto dei diritti umani, affinché la produzione e l’export di armi non contribuiscano a ulteriori tragedie umanitarie.
La vera sfida, dunque, non è semplicemente attrarre investimenti, ma accompagnarli all’interno di una visione di riconversione economica capace di creare lavoro di qualità, stabile e orientato ai bisogni reali della società. Transizione ecologica, ricerca, mobilità sostenibile, innovazione tecnologica e servizi ad alto valore aggiunto rappresentano ambiti nei quali le competenze industriali umbre possono trovare applicazioni durature, contribuendo a uno sviluppo responsabile e lungimirante.
In questo quadro, la tutela dell’occupazione non può essere separata dalla tutela del futuro. Difendere il lavoro e la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori significa anche battersi per un modello di sviluppo che non sia fondato sulla guerra e sulla distruzione, ma sulla pace, sulla solidarietà tra i popoli e sulla giustizia sociale. Non esiste vera protezione del lavoro senza una prospettiva di pace e senza uno sviluppo sostenibile per le nuove generazioni.
È quindi fondamentale che il richiamo all’uso civile si traduca in scelte coerenti e strutturali, sostenute da politiche industriali chiare e da un confronto reale, trasparente e continuo con lavoratori, lavoratrici e comunità locali.
Solo attraverso un modello di sviluppo realmente sostenibile, fondato sulla pace, sulla giustizia sociale e sull’innovazione responsabile, è possibile contrastare in modo strutturale disuguaglianze, disoccupazione e precarietà. Un modello capace di creare lavoro dignitoso e stabile, tutelare il territorio e le risorse comuni e garantire alle future generazioni prospettive di crescita che non siano fondate sullo sfruttamento, sulla guerra e sul consumo irreversibile dell’ambiente.
Solo così gli accordi annunciati potranno diventare un’opportunità concreta per fare dell’Umbria una sentinella di un altro modello di sviluppo, capace di contrastare le logiche di guerra, disuguaglianza e precarietà e di costruire un futuro solido, responsabile e autenticamente orientato alla pace.
Il giovane laterale della ErmGroup racconta gli alti e bassi di inizio stagione: “Solo una questione psicologica”. E sulla squadra: “Vogliamo chiudere al meglio il 2025”
Con i suoi 117 punti sulle 9 partite fin qui disputate, è per ora il secondo marcatore stagionale della ErmGroup Altotevere dietro a Simone Marzolla, che guida con 138. E i 4 ace di Mantova lo fanno salire anche in questo caso al secondo posto, preceduto da Niccolò Cappelletti che è a 11. Ma soprattutto Matteo Alpini è tornato a essere uno dei protagonisti a pieno titolo nella bella impresa esterna dei biancazzurri dopo un breve periodo che per lui era stato meno brillante. “In effetti – spiega Alpini – dal punto di vista personale ci sono state due-tre partite nelle quali mi sono trovato più in difficoltà, ma non per problemi fisici: forse si è trattato di una questione più psicologica che altro, anche se ho risolto questa situazione, che forse mi ero creato da solo. Ora sono di nuovo “io” e già da un po’ di gare.
Il fondamentale che mi funziona più degli altri è la battuta ed è già un importante passo avanti”. Sui quattro punti dai nove metri messi a segno contro la Gabbiano Farmamed, peraltro tutti nel quarto set, Alpini ricorda un particolare: “Quattro ace li avevo già fatti in una partita, ma in Serie B, quindi è un altro discorso. Direi che, tolti gli aspetti personali e analizzando la questione dal punto di vista della squadra, quella di Mantova è stata una bella prova di carattere, perchè abbiamo mostrato una buona consapevolezza della nostra forza, il che non era scontato dopo un secondo set nel quale gli avversari ci avevano preso le misure sotto tutti i punti di vista. Abbiamo subito tanti muri e reagire in quel modo non era semplice; invece, abbiamo ripreso la partita in mano, rimanendo calmi e lucidi su quello che dovevamo fare. È chiaro che quando vai a giocare una partita contro una squadra forte come Mantova, animata da obiettivi ambiziosi, devi capire che davanti hai una compagine solida, quindi non puoi pensare di stravincere tutte le partite. E allora, abbiamo risposto facendo il nostro”.
Certamente, la chiave di soluzione del match è stata la dinamica della terza frazione, iniziata male ma ribaltata dalla metà in poi grazie in primis alla battuta: “Non ci siamo fatti prendere dal panico quando avrebbe potuto subentrare l’affanno per un andamento favorevole a loro – commenta lo schiacciatore di Prato – ma siccome vincere aiuta a vincere, se si viene da una serie di successi hai anche delle sicurezze in più. Ecco, siamo stati bravi nel non far crollare queste sicurezze dopo aver ceduto il secondo set, alzando il livello al servizio, che nei primi due set non era stato così esaltante. Direi pertanto che siamo stati anche fortunati, perché i colpi dai nove metri sono entrati”. Secondo posto al giro di boa praticamente acquisito: così sentenzia la matematica, anche se la logica suggerisce di non accontentarsi. “Quanto successo nella giornata di campionato ci offre la possibilità di giocare con serenità; tuttavia, noi vogliamo i tre punti anche contro il San Donà di Piave per chiudere l’anno 2025 con l’ottava vittoria di fila, per consolidare il secondo posto e per dare un’ulteriore dimostrazione di compattezza anche mentale”, conclude Alpini.
Con una cerimonia partecipata e particolarmente apprezzata, il sindaco di Città di Castello e barone di Monte Ruperto Luca Secondi ha consegnato a Luigi Sponticcia, ultimo nato nella Baronia accompagnato dalla sorella Renata, il primo “Ruperto”, la moneta appositamente coniata per l’occasione con l’opuscolo che illustra le vicende storiche dell’exclave tifernate. L’iniziativa, alla presenza della Compagnia dei Balestrieri di Città di Castello in costume storico, è stata aperta dalla lettura di alcuni passi di un documento datato 25 giugno 1256 con cui “gli uomini di Monte Ruperto decidono di assoggettarsi a Città di Castello giurando di voler osservare i precetti del podestà”.
Alla presenza del vice sindaco Giuseppe Stefano Bernicchi e dell’assessore alla Cultura Michela Botteghi, il sindaco Secondi ha sottolineato sia il valore simbolico della moneta, che verrà consegnata annualmente ad un personaggio legato alla città o alla storia della Baronia, sia le peculiarità del testo illustrativo che roicostruisce la storia di Monte Ruperto. Un segnale concreto in questa direzione era già stato dato nel maggio 2024, con la giornata di studi “La Baronia di Monte Ruperto”, in collaborazione con i comuni di Apecchio e Sant’Angelo in Vado, e con le iniziative sviluppate in seguito, quali l’installazione di un’apposita segnaletica turistica di colore marrone, l’escursione promossa da Club Alpino Italiano (Sezione di Città di Castello) e I Cammini degli Appennini, nonché il piatto celebrativo realizzato dai maestri della Cooperativa “Ceramiche Noi” e il 1° Trofeo “Baronia di Monte Ruperto”, organizzato dal Club Auto Moto Storiche Altotevere. Il primo cittadino ha, quindi, ringraziato tutti gli attori coinvolti nell’operazione presenti in sala, a partire dal personale comunale, con il capo di gabinetto Gaspare Pierangeli in prima fila, fino alla Bottega Orafa Bartoccioni, ai curatori dell’opuscolo, gli ingegneri Marco Conti e Giovanni Cangi, fino alle Edizioni Nuova Prhomos di Fabio Fratini.
Francesco Izzo, presidente della Compagnia dei Balestrieri, ha rimarcato l’importanza della riscoperta di questo territorio, che si inserisce in una più ampia strategia di tutela e di valorizzazione della memoria storica promossa dall’associazione.
E’ stata quindi la volta dei curatori dell’opuscolo storico Cangi e Conti, che hanno illustrato i punti salienti delle vicende storiche della Baronia con il singolare connubio “istituzionale-nobiliare” in cui il Comune di Città di Castello è titolare di Monte Ruperto, che ricade nelle Marche, un piccolo territorio conteso fra fazioni confinanti, che ne rivendicavano il controllo, fino al 1256 quando fu annesso a Città di Castello. Tale situazione è analoga a quella di Cospaia, la repubblica sorta nel 1441 fra lo Stato Pontificio e il Granducato di Toscana. Gli autori hanno sottolineato come l’opuscolo presenti una sintesi documentata delle origini, delle caratteristiche e delle peculiarità della Baronia, con l’obiettivo di valorizzarne il patrimonio storico e ambientale, con attenzione anche alle tradizioni.
Un’altra lettura ha chiuso la manifestazione, quella della leggenda legata alla nascita del legame con la nostra città “nel XIII secolo una grande carestia, dovuta ad incredibili nevicate, colpì Monte Ruperto: né Apecchio, né Sant’Angelo in Vado inviarono aiuti e solo dalla lontana, per mezzi e strade del tempo, Città di Castello arrivò il cibo necessario a far sopravvivere la comunità: il barone, privo di eredi, cedette alla città il piccolo territorio in segno di gratitudine”.
La moneta:
Realizzata dalla BOTTEGA ORAFA BARTOCCIONI di Città di Castello (PG).
Fronte: veduta del castello di Monte Ruperto.
Filippo Titi, Città di Castello Latine Tiphernum in Umbria (XVII sec.), particolare.
Nella pianta il castello viene rappresentato in alto a destra con la scritta Baronia dell’Illustrissimo Magistrato, titolo che spetta tuttora al Sindaco di Città di Castello, Barone di Monte Ruperto.
Retro: stemma del Comune di Città di Castello.
L’opuscolo:
Il testo è tratto dalla pubblicazione Architettura e Territorio Alta Valle del Tevere, a cura di Giovanni Cangi e Marco Conti, Edizioni Nuova Prhomos 2025.
La stampa è promossa dalla Compagnia dei Balestrieri di Città di Castello.
Torna Tempi Supplementari. Ospiti del programma condotto da Michele Tanzi, Fabio Bellucci allenatore giovanili del Trestina e l’opinionista Roberto Pasqui
Gli eventi culturali del fine settimana 12-14 dicembre 2025. Varie iniziative Natalizie, appuntamenti culturali e mostre. Sabato 20 Torna il tradizionale concerto natalizio sotto l’albero con gli allievi della scuola di musica G. Puccini.
In occasione delle festività natalizie domenica 21 dicembre ore 15:30 presso la Pinacoteca si svolgerà “Tra arte e meraviglia” un percorso legato al Natale realizzato da PoliedroCultura, in collaborazione con il Comune. Dopo aver osservato alcune opere del museo all’interno delle sale di palazzo Vitelli, i piccoli partecipanti saranno coinvolti in un laboratorio natalizio. Per bambini dai 6 ai 10 anni. Costo: € 7,00 Prenotazione obbligatoria a 0758520656
Venerdì 19 il primo degli appuntamenti delle festività natalizie della scuola di Musica con i saggi degli allievi che si terranno presso l’auditorium della scuola alle ore 15:30. Sabato 20 dicembre invece sono tre gli appuntamenti: durante la mattina presso l’auditorium della scuola si svolgeranno i Concerti per le Famiglie: ore 10.00 MUSICOCCOLE DI NATALE (gruppi propedeutica 3-5) e alle ore 11.00 MUSICOCCOLE DI NATALE (gruppi propedeutica 0-3) e nel pomeriggio alle ore 16.30 “InCanto di Natale” il Concerto del Coro di voci bianche. In Piazza Matteotti alle ore 18:00 un evento aperto a tutta la cittadinanza che porterà musica e spirito natalizio nel cuore di Città di Castello “Note sotto l’albero”, il tradizionale concerto di Natale sotto l’albero che trasformerà la piazza in un grande palcoscenico a cielo aperto dove la musica sarà momento di incontro, condivisione ed emozione.
Nell’ambito della IV edizione de Le Domeniche del Circolo domenica 21 alle ore 18.00 presso Il Circolo Tifernate Accademia degli Illuminati si terrà la conferenza “Un ponte per l’Europa: la Valtiberina umbra e Piero della Francesca”, relatore prof. Fabrizio Fornari L’iniziativa svolta in collaborazione con l’Associazione “Storicamente” di Montone si aprirà con i saluti del Presidente del Circolo Avv. Gregorio Anastasi, della curatrice dell’evento dott.ssa Catia Cecchetti; saranno presenti il Sindaco del Comune di Montone Mirco Rinaldi ed il Presidente dell’Associazione “Storicamente” Arch. Francesco Rosi. Visto il numero limitato di posti è necessaria la prenotazione: eventi@circolotifernate.it – 339 7203829
Mostre Pinacoteca God Year”, mostra personale di Paolo Canevari promossa dal Comune di Città di Castello, a cura dello storico e critico d’arte Lorenzo Fiorucci allestita all’interno del percorso del museo.
Presso la manica lunga è visitabile “La via di ferro” a cura di Alessio Acquisti, Julian Biagini e Paolo Pettinari, una mostra fotografica che nasce dall’incontro di tre sguardi diversi, ma uniti dall’ obiettivo di raccontare la memoria visiva e storica di una ferrovia dimenticata che attraversa la Valtiberina Umbro Toscana.
Allestita nella Event Room “Forme del Sacro. Alessandro Bruschetti oltre il Futurismo”, la nuova mostra dedicata alla produzione sacra dell’artista perugino Alessandro Bruschetti curata da Eleonora Reali.
Nell’ala nuova del museo “Nuvolo for Kids”, una mostra didattica per i più piccoli per incentivare la loro espressione artistica e la creatività. Ad accompagnare i giovani visitatori durante il percorso ci sarà lo stesso Nuvolo (in versione fumetto) che offrirà alcune pillole sulle sue opere.
L’installazione “Riverberi (2009)”, di Valdi Spagnulo, è ospitata negli spazi esterni della Pinacoteca.
Le mostre saranno visitabili 10:00-13:00 15:00-18:00
Altre Mostre Palazzo del Podestà: “Around you” di Tarek Komin, mostra personale di pittura di Sabrina Bambagiotti e Nico Maggini, organizzata con il patrocinio del Comune di Città di Castello. Orario: venerdì 16:00-19:30; sabato-domenica. Per informazioni: 3396785218
Basilica Cattedrale: XXIV Mostra internazionale di “Arte presepiale”, ampia sezione di presepi napoletani e rassegna dei più grandi maestri del presepe italiano
Per regalo di Natale chiedono il mantenimento del posto di lavoro ed un futuro più certo e solido. Anche se non hanno scritto la classica “letterina” se lo augurano i dipendenti dello storico stabilimento SIGIT di San Giustino (dal 1972 specializzato nella attività di soffiaggio materie plastiche ed interessato da varie trasformazioni nel corso degli anni) che stanno partecipando ad un corso di saldatura e componenti elettriche presso i laboratori della Scuola di Arti e Mestieri “G.O.Bufalini” Per regalo di Natale chiedono il mantenimento del posto di lavoro ed un futuro più certo e solido. Anche se non hanno scritto la classica “letterina” se lo augurano i dipendenti dello storico stabilimento SIGIT di San Giustino (dal 1972 specializzato nella attività di soffiaggio materie plastiche ed interessato da varie trasformazioni nel corso degli anni) che stanno partecipando ad un corso di saldatura e componenti elettriche presso i laboratori della Scuola di Arti e Mestieri “G.O.Bufalini” che ha preso il via a metà ottobre e terminerà a gennaio del prossimo anno. Sette donne e tre uomini di età media 50 anni che si sono rimessi in gioco, indossando tute, maschere e attrezzi da lavoro per essere pronti ad affrontare un nuovo percorso lavorativo questa volta con il metallo in produzione. Altri 15 dipendenti sono impegnati in un ulteriore corso su parte elettrica sempre legato al progetto GOL ( Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori, attuato in Umbria attraverso il Piano Attuativo Regionale (PAR) e finanziato dal PNRR). ll polo di formazione “Bufalini”, una vera e propria eccellenza a livello regionale e nazionale con ben 116 anni di storia alle spalle si conferma dunque come punto di riferimento concreto per le politiche attive del lavoro in Umbria, affiancando imprese e lavoratori nei processi di transizione produttiva e di aggiornamento delle competenze. Emblematico dunque il caso di SIGIT, azienda che sta affrontando una riconversione industriale, passando dalla produzione di componenti in plastica e gomma alla realizzazione di un dispositivo medico. Un cambiamento che richiede nuove professionalità, in particolare operai specializzati in saldatura. Per rispondere a questa esigenza, dieci lavoratori dell’azienda – sette dei quali donne – stanno frequentando un corso di 300 ore di saldatura presso la Scuola di Arti e Mestieri G.O. Bufalini, con docenti interni e un percorso formativo costruito su misura, direttamente collegato alle nuove esigenze produttive dell’impresa. “Nella mia esperienza pluriennale nel settore meccanico come docente – ha raccontato, Alvaro Bianconi, storico insegnante della Scuola Bufalini – trovarmi davanti persone adulte che scelgono di rimettersi in gioco con questa voglia di imparare e con un impegno così serio è stato davvero entusiasmante. C’è grande attenzione, motivazione e senso di responsabilità: elementi che rendono questo percorso non solo formativo, ma anche profondamente umano”. L’iniziativa rientra nello Strumento 5 del Programma GOL – Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori, attuato in Umbria attraverso il Piano Attuativo Regionale (PAR) e finanziato dal PNRR. Sì tratta del primo progetto GOL in contratto di solidarietà a livello regionale e fra i primi in Italia. Il Percorso 5 è rivolto a lavoratori coinvolti in situazioni di crisi o transizione aziendale, percettori di ammortizzatori sociali o con significative riduzioni dell’orario di lavoro, con l’obiettivo di sostenere la riqualificazione professionale e favorire il mantenimento o il reinserimento occupazionale. “Questo progetto dimostra in modo molto chiaro come la formazione possa accompagnare i cambiamenti industriali senza lasciare indietro nessuno – ha affermato il direttore della Scuola Bufalini, Marco Menichetti –. Lavoriamo a stretto contatto con le imprese per costruire percorsi concreti, che diano ai lavoratori competenze immediatamente spendibili e alle aziende le professionalità di cui hanno bisogno”. “Il Programma GOL, e in particolare il Percorso 5 – ha aggiunto il presidente della Scuola Bufalini, Giovanni Granci – rappresenta uno strumento fondamentale per trasformare le fasi di crisi in opportunità di rilancio. La scuola Bufalini è orgogliosa di essere uno dei luoghi in cui queste politiche diventano realtà, con un’attenzione particolare anche alla valorizzazione della presenza femminile nei settori tecnici e specialistici”. L’accesso al Programma GOL avviene attraverso i Centri per l’Impiego di ARPAL Umbria, che orientano i lavoratori verso percorsi personalizzati di formazione e accompagnamento. L’esperienza avviata con SIGIT rappresenta un ulteriore esempio concreto di come la collaborazione tra sistema formativo, imprese e istituzioni possa generare risposte efficaci alle sfide del mercato del lavoro. I dipendenti sono soddisfatti della competenza e organizzazione che l’istituto ha messo loro a disposizione. “Cercheremo di trascorrere il Natale ancora fiduciosi ma preoccupati in quanto il nuovo progetto esiste e abbiamo toccato con mano il primo prototipo ma i tempi di una definizione di come sarà commercialmente posizionato sul mercato in termini di quantità non sono ancora definiti”, ha dichiarato Maurizio Celestini a nome dei colleghi che partecipano al corso fra cui sette donne per nulla intimorite dalla difficoltà del progetto e dalle “fiamme” della saldatura: “siamo un gruppo coeso e le difficoltà non ci spaventano e le affronteremo tutti insieme come sempre abbiamo fatto in questi anni nella consapevolezza di dover raggiungere l’obiettivo del posto di lavoro anche in futuro in altre specializzazioni”. Di rete virtuosa che si è creata da tempo a Città di Castello ed in altotevere fra formazione e lavoro, grazie alle scuole ed a centri di eccellenza come la “Bufalini”, hanno parlato i sindaci di Città di Castello e San Giustino, Luca Secondi e Stefano Veschi, sottolineando l’esempio dei dipendenti dell’azienda che si rimettono in gioco e puntano sulla formazione di qualità per mantenere il posto di lavoro: “un primo straordinario risultato è stato raggiunto. Le competenze e la capacità di fare rete fra pubblico e privato messe in atto dalla scuola di Arti e Mestieri, pagano e ci fanno guardare al futuro con ottimismo”, hanno concluso i sindaci augurando alle maestranze un sereno Natale. La procedura Sigit è la prima, in regione Umbria, che, in base alla normativa in materia di CIGS (cassa integrazione guadagni straordinaria) entrata in vigore nel 2025, promuove l’erogazione di politiche attive in favore di lavoratori soggetti a contratto di solidarietà difensivo. Nello specifico sono stati individuati percorsi formativi per i dipendenti individuati dall’azienda che dovranno operare in un nuovo contesto produttivo, oggetto di riorganizzazione aziendale. Il progetto di politiche attive è stato definito da Arpal Umbria in collaborazione con l’azienda, le organizzazioni sindacali, Sviluppo Lavoro Italia e prevede una efficace sinergia con le agenzie formative del territorio.
La Società Rionale San Giacomo organizza il tradizionale “Pranzo di Natale”, che si terrà domenica 21 dicembre alle ore 13: per cause di forza maggiore insorte negli ultimi giorni, l’iniziativa non si terrà come di consueto nella sede del sodalizio, bensì nelle sale parrocchiali di San Michele Arcangelo.
La riunione conviviale è riservata agli over 55 (menù di pesce, posti limitati) e vuole rappresentare un momento per scambiarsi gli auguri natalizi all’insegna dell’allegria, della convivialità e del piacere di stare insieme: le prenotazioni si ricevono al Bar San Giacomo, in Via XI Settembre.
Come sempre, nell’occasione verrà omaggiato con il “San Giacomino d’oro” un personaggio del rione (il nominativo è rigorosamente…top secret) che si sia distinto nei più svariati settori (sociale, lavorativo, sportivo, ecc.).
Città di Castello: una Natale di solidarietà con la campagna di donazione dei Carabinieri Nel clima di condivisione e vicinanza che caratterizza il periodo natalizio, a Città di Castello prende vita un’iniziativa di grande valore civico e umano. La Compagnia Carabinieri di Città di Castello, guidata dal Capitano Massimiliano Croce, promuove infatti una speciale giornata dedicata alla donazione del sangue, in collaborazione con l’AVIS locale, presieduta da Marcello Novelli, con il Dott. Silvio Pasqui, dirigente dell’Ospedale, e la Dott.ssa Elisabetta Agea, responsabile del Centro Trasfusionale. L’evento, sostenuto dall’Amministrazione comunale, si svolgerà venerdì 19 dicembre e vedrà la partecipazione di circa 15 carabinieri, pronti a mettere a disposizione il proprio contributo a favore della comunità. L’iniziativa nasce dalla volontà di ribadire un messaggio semplice ma fondamentale: il sangue è vita, e la sua disponibilità è essenziale per garantire cure, interventi e assistenza a chi ne ha più bisogno. Durante l’inverno, e in particolare nel periodo natalizio, le scorte di sangue tendono fisiologicamente a diminuire, mentre aumentano le necessità negli ospedali. Per questo, il gesto dei carabinieri assume un valore ancora più significativo, diventando un esempio concreto di servizio e responsabilità sociale. «Donare sangue significa donare speranza», sottolineano dall’AVIS, ricordando come ogni singola donazione possa salvare fino a tre vite. La sinergia tra istituzioni, forze dell’ordine, strutture sanitarie e associazionismo rappresenta uno dei punti di forza dell’iniziativa. È un modello di collaborazione virtuosa, capace di mobilitare la cittadinanza e sensibilizzare nuove persone a compiere un gesto semplice, sicuro e prezioso. In un Natale che invita alla solidarietà, la giornata del 19 dicembre si presenta dunque come un appuntamento simbolico ma anche estremamente concreto: un’occasione per ricordare che la generosità non è solo un valore, ma un’azione. L’auspicio è che l’esempio dei carabinieri possa stimolare un’ondata positiva, contribuendo ad aumentare le donazioni e a sostenere il lavoro quotidiano dell’Ospedale di Città di Castello e del suo Centro Trasfusionale. Una comunità è più forte quando si prende cura dei più fragili, e in questo Natale, a Città di Castello, la solidarietà passa attraverso un gesto che vale una vita.
Un grande appuntamento di musica sacra e vita ecclesiale accompagnerà la conclusione dell’anno giubilare nella diocesi di Città di Castello. Venerdì 26 dicembre 2025, alle ore 17, nella basilica cattedrale sarà eseguita la Sinfonia-Cantata n. 2 “Lobgesang” di Mendelssohn-Bartholdy: una pagina monumentale per soli, coro, organo e pianoforte, scelta come segno sonoro di lode e speranza nel tempo della chiusura giubilare.
Un evento diocesano tra arte e fede
Il concerto, promosso dalla Chiesa tifernate in collaborazione con l’associazione Corale “Marietta Alboni” e nel solco del Giubileo “Pellegrini di Speranza”, vuole essere un momento di elevazione artistica e spirituale. Il tradizionale appuntamento natalizio del 26 dicembre, che per anni ha accompagnato il pomeriggio festivo della città, quest’anno assume una valenza particolare proprio per la coincidenza con il calendario di chiusura del Giubileo diocesano.
Lo ricorda il vicario diocesano e parroco della Madonna delle Grazie, don Andrea Czortek, inserendo l’iniziativa dentro una storia concreta di comunità: la Corale “Marietta Alboni” nasce nel 1983 in parrocchia e, nel tempo, diventa “appartenente alla città intera”, con un radicamento che resta vivo nel santuario delle Grazie, descritto come “la casa di famiglia” a cui si torna sempre. E sul concerto del 26 dicembre sottolinea che quest’anno sarà “caratterizzato da un elemento che si richiama al Giubileo”, diventando un “inno di gloria” offerto “attraverso la bellezza della musica” come occasione di riflessione a conclusione dell’anno santo.
Il “Lobgesang”, un itinerario dalla notte alla luce
Il titolo dice già molto: Lobgesang significa “Canto di lode”. La partitura mendelssohniana coniuga tre movimenti strumentali e un grande finale in forma di cantata, costruito su testi biblici, fino all’inno conclusivo: “Ogni essere che respira dia lode al Signore”. È un cammino musicale che attraversa domanda, attesa e liberazione, fino all’esplosione luminosa della lode.
Nella presentazione critica dell’opera – curata da Francesco Banconi – emerge uno dei passaggi più intensi: l’interrogativo ripetuto con crescente pathos – “Sentinella, a che punto è la notte?” – a cui segue l’annuncio gioioso “La notte è passata”, amplificato dal coro in una progressione che conduce verso la luce. Un simbolismo che dialoga con il cuore del Giubileo, inteso come tempo di conversione e di speranza.
“Fraternità, pace e una grande lode a Dio”
A guidare l’esecuzione sarà Marcello Marini, direttore della Corale “Marietta Alboni”, che definisce il Lobgesang una “grande opera sinfonico-corale” accostabile ai grandi modelli che integrano voci e orchestra, come la Nona di Beethoven. Ma l’accento più forte, per l’occasione, è sul significato ecclesiale: “Abbiamo pensato dunque di offrire alla nostra gente, alla diocesi, questa esecuzione come canto di fraternità, di pace e una grande lode a Dio”.
Il maestro spiega anche una scelta che caratterizzerà l’appuntamento tifernate: non l’orchestra, ma una versione “abbastanza anomala” con pianoforte e organo. Una soluzione dettata da motivi organizzativi, ma che, nelle parole di Marini, “funziona, funziona molto bene”, valorizzando i temi essenziali della sinfonia-cantata e rendendo il linguaggio musicale particolarmente adatto allo spazio della cattedrale.
I cori “Alboni” e “Nuove Note”
Il concerto vedrà protagonisti i solisti Veronica Marinelli e Cristina Tirigalli (soprani) e Federico Savini (tenore), insieme al Coro “Nuove Note” e alla Corale “Marietta Alboni”, con il contributo strumentale di Simone Nocchi (pianoforte) e Angelo Silvio Rosati (organo), sotto la direzione di Marcello Marini, con la collaborazione del maestro del coro Anna Marini.
Dalla vita interna della corale emerge l’immagine di una comunità composita, che proprio nella diversità trova la sua forza. Il corista Stefano Bravi racconta la “Marietta Alboni” come “un gruppo di persone di diversa età, di diversa estrazione”, dove convivono esperienze decennali e nuovi ingressi, competenze musicali consolidate e passioni che diventano formazione nel tempo. E offre un’immagine che sa di pastorale oltre che di musica: “Il coro in fondo è questo, mettere insieme voci diverse per creare insieme un’armonia”.
Uno studio “accurato e meticoloso”
Il Lobgesang non è una partitura qualsiasi: richiede grande compattezza corale, resistenza, precisione e profondità espressiva. Patrizia Calabresi, corista della “Marietta Alboni”, lo definisce senza esitazioni “un’opera impegnativa, imponente”, che ha chiesto “uno studio accurato e meticoloso, dettagliato, che è durato anche molto tempo”.
Nelle sue parole compare anche un dettaglio dal forte valore simbolico per la città: l’opera fu presentata nel 1840 in occasione delle celebrazioni legate all’invenzione della stampa e dei caratteri mobili, e portarla oggi a Città di Castello – che ha nella tradizione tipografica uno dei suoi tratti distintivi – viene vissuta come una “coincidenza” capace di rendere “particolarmente orgogliosi”. Calabresi sottolinea inoltre la “maestosità corale” unita alla “maestosità del messaggio di speranza” contenuto nell’inno di lode.
Una chiusura giubilare che parla al presente
Tra la dimensione liturgica della cattedrale, la forza biblica dei testi e l’architettura musicale che conduce dalla notte alla luce, il concerto del 26 dicembre si presenta come un evento capace di parlare insieme alla città e alla comunità diocesana. La musica corale diventa linguaggio di comunione, la musica sacra torna a essere annuncio e preghiera, e la chiusura dell’anno giubilare trova un segno pubblico che unisce bellezza e fede.
Nella sintesi più efficace, resta l’intenzione dichiarata dal direttore Marcello Marini: offrire alla diocesi non solo un’esecuzione, ma un gesto corale di gratitudine, “una grande lode a Dio”, nel solco della speranza che il Giubileo ha posto al centro del cammino ecclesiale.
PREMONTATO DI IMMAGINI VIDEO DELLE PROVE DEL CONCERTO E INTERVISTE, SCARICA QUI:
Il Sindaco di Sansepolcro interviene in merito alla situazione di alcune strutture sportive cittadine, facendo chiarezza sul percorso che interessa in particolar modo Palasport e palestre.
“In riferimento alle notizie uscite sull’argomento” dichiara Fabrizio Innocenti “l’Amministrazione conferma che la palestra del Liceo è di proprietà della Provincia. Il 12 dicembre scorso la stessa Provincia ha informato la Dukes Basket e per conoscenza il nostro ufficio sport che l’impianto di riscaldamento non stava funzionando causa un guasto alle schede elettroniche dei due termoconvettori alimentati a metano. Il susseguente 17 dicembre l’ufficio manutenzione della Provincia, da noi sollecitato, ci ha informati che solo uno dei due termoconvettori è ripartito mentre per il secondo è prevista la sostituzione, a loro carico, in quanto sono introvabili le schede elettroniche. Sarà nostra cura monitorare con attenzione i tempi di questa sostituzione, che ci auguriamo più rapida possibile per limitare i disagi degli utenti. Precisiamo infine che la pulizia delle palestre del Liceo e della Buonarroti è affidata con convenzione alla società di basket mentre la società di pallavolo si occupa della stessa mansione per quanto riguarda le palestre Collodi e Giovagnoli”.
“Per quanto riguarda l’impianto di riscaldamento del Palazzetto dello Sport” precisa ancora il Sindaco “è noto ormai da tempo che la tecnologia delle apparecchiature è obsoleta, con conseguente rendimento bassissimo dello stesso. La sostituzione dell’impianto di riscaldamento è prevista tra i lavori dell’intervento di miglioramento sismico che inizierà a metà del 2026 dell’intero complesso sportivo. Nell’attesa, abbiamo attivato comunque un confronto con la società che gestisce la struttura per valutare una diversa accensione dell’impianto in base all’utilizzo delle società sportive”.
Con l’avvio della nuova rassegna per famiglie 2025/2026, il Teatro alla Misericordia di Sansepolcro si conferma, anche grazie a questi appuntamenti, uno spazio di incontro, fantasia e crescita condivisa per le famiglie del territorio. La rassegna “Ti racconto una storia”, realizzata dal Comune di Sansepolcro in collaborazione con Fondazione Toscana Spettacolo, propone un percorso pensato per avvicinare i più piccoli al linguaggio del teatro attraverso spettacoli di qualità, capaci di unire gioco, emozione e immaginazione.
Il primo appuntamento, in programma domenica 21 dicembre alle ore 16.00, segna simbolicamente l’inizio della stagione con “Bubble’s Natale”, uno spettacolo poetico e sorprendente di e con il Dottor Arcobaleno (Gianluca Pianigini). Tra clownerie, bolle di sapone giganti e magie natalizie, il pubblico sarà accompagnato in un viaggio fatto di stupore e leggerezza, dove il palcoscenico si trasforma in un luogo incantato capace di coinvolgere bambini e adulti. Uno spettacolo pensato per i più piccoli, ma in grado di parlare a tutte le età, nel segno della meraviglia e della condivisione.
La rassegna proseguirà nei mesi successivi con altri appuntamenti dedicati alle famiglie, confermando l’attenzione dell’Amministrazione comunale verso un’offerta culturale accessibile, educativa e di qualità, che mette al centro i bambini e il valore del teatro come strumento di crescita e comunità.
Biglietti in vendita già da oggi, giovedì 18 dicembre presso la Biblioteca Comunale Dionisio Roberti – 0575 732434
Gli amici animali protagonisti, insieme ai loro padroni, di “Città bestiali”, il progetto di ritratti fotografici ideato e realizzato dall’associazione culturale Terracomunica. Venerdì prossimo 19 dicembre, a Gubbio, sarà allestito un vero e proprio set fotografico, negli spazi di SEDICISTUDIO: il fotografo Paolo Tosti insieme a tanti altri amici di Terracomunica, che da oltre dieci anni portano avanti questo progetto, realizzeranno ritratti gratuiti di persone insieme ai propri animali. Il progetto anima diverse piazze italiane con iniziative dedicate al rapporto tra persone e animali e l’importanza di educare alla responsabilità di avere un animale. L’obiettivo è sensibilizzare i cittadini alla cura degli animali, a contrastare l’abbandono, dando agli animali il rispetto e le attenzioni che meritano. “Un impegno – afferma Paolo Tosti – che viene ripagato dall’affetto autentico e dalla compagnia che i nostri amici “bestiali” sanno donare. La forza del ritratto fotografico, in questo percorso, vuole essere un gesto di gratitudine che rafforza e rinnova questa consapevolezza, riscoprendo anche il valore del fotoritratto. “Città Bestiali” vuole offrire ai cittadini un’occasione speciale: vivere un’esperienza con il proprio animale domestico, in una città meravigliosa come Gubbio e durante un’atmosfera particolare, quella natalizia”. A tutti i partecipanti sarà regalata una stampa fotografica come ricordo della giornata. Per Terracomunica la memoria è un valore: una fotografia stampata conserva nel tempo un legame, un gesto, una presenza. “La memoria è fondamentale – prosegue Tosti – in ogni ambito e la stampa ritrae un momento di condivisione con il proprio animale domestico, dona valore alla memoria stessa, preservandolo nel tempo. “Città Bestiali” nasce anche per questo: trasformare una giornata qualunque in un ricordo da tenere, come fosse un piccolo giorno di festa. Grazie all’impegno volontario e professionale dei ragazzi di Terracomunica, il set fotografico sarà aperto a tutti e l’esperienza è gratuita”. Venerdì 19 dicembre 2025 dalle 9:30 alle 20:00 (orario continuato studi fotografici di SEDICISTUDIO – Paolo Tosti, via Leonardo da Vinci 30, Gubbio).
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