“Con il concerto in fabbrica alle Ceramiche Noi, simbolo della resilienza e ripresa solidale, la città, la comunità locale e regionale ha consegnato al Paese nel giorno del primo maggio festa del lavoro una bella pagina di vita vera che non dimenticheremo. Vedere gli operai della cooperativa, maestri nella lavorazione della ceramica, assistere al concerto dal proprio posto di lavoro e scorgere nei loro occhi, soddisfazione, orgoglio e qualche lacrima e’ stato per tutti noi il più bel segnale di coesione e di speranza per il futuro. Il concerto delle eccellenze artigianali, artistiche, culturali ha colpito nel segno. Grazie”. E’ quanto dichiarato dal sindaco di Città di Castello, Luciano Bacchetta al termine della messa in onda sui canali social e Tv del concerto in fabbrica, del duo Fabio Battistelli, clarinetto e Stefano Falleri, chitarra, registrato alle Ceramiche Noi di Città di Castello azienda simbolo per la sua storia di grande coraggio. Una novità assoluta nella giornata del Primo Maggio. Dal palcoscenico alla fabbrica: clarinetto e chiatarra per il concerto del primo maggio della resilienza e della speranza per la ripartenza. Mezz’ora di musica, intervallata da brevi interventi istituzionali e lettura di brani della Divina Commedia trasmessi in streamimg questo pomeriggio sui canali social del comune di Città di Castello e su alcune emittenti locali e radio regionali. E’ andato in scena il concerto delle “eccellenze” registrato fra bancali, muletti, scatole e imballaggi. I maestri Fabio Battistelli al clarinetto e Stefano Falleri alla chitarra hanno eseguito una serie di brani “icone” del miglior repertorio del maestro Morricone, Carosone e Pixinguinha-Lacerda, un esibizione magistrale di “Um a zero”, intervallati dalla lettura del V° canto della Divina Commedia, interpretato in maniera superlativa dagli attori, Elena Galvani e Jacopo Laurino, Stradanova Slow Theatre. Per qualche ora i palcoscenici dei teatri si sono trasferiti idealmente ed anche concretamente in una location unica, mai realizzata in queste modalità, presso lo stabilimento di “Ceramiche Noi”, a Città di Castello (Pg), azienda artigianale di grande pregio simbolo di resilienza e tenacia nel superare mille ostacoli, pandemia compresa. Meno di venti dipendenti, 17 attualmente per la precisione fra soci della cooperativa e lavoratori (11 i soci, 9 uomini e 8 donne, età media 40 anni) che in due anni si sono ritrovati ad affrontare il dramma della chiusura della azienda per cui lavoravano, dopo aver ricevuto la notizia della possibile delocalizzazione del sito produttivo in Armenia, alla rinascita e rilancio in termimi di produzione e posti di lavoro: in pieno lockdown hanno addirittura incrementato di due unità il proprio organico. Il presidente della cooperativa Marco Brozzi e tutti gli altri soci-lavoratori hanno trovato la forza di ripartire mettendo in piedi, grazie alle proprie risorse finanziarie (tutta la loro Naspi e una parte del Tfr, il trattamento di fine rapporto, per un totale di 180.000 euro) ed al supporto di Legacoop Umbria e dei sindacati, una azienda che è diventata il simbolo della resilienza non solo al Covid ma alle avversità quotidiane. E così hanno riconquistato i vecchi clienti, per il 90 per cento negli Stati Uniti, senza mai fermarsi durante tutto il lockdown, sfornando manufatti in ceramica unici come il piatto “antibatterico”. Fra gli ambiziosi progetti c’è quello dello sbarco nei mercati di alta qualità e lusso in tutto il mondo con particolare riferimento al Giappone e Corea del Sud. I due artisti non nuovi a queste inedite performance hanno suonato davanti alla platea dei dipendenti dell’azienda, tutti in sicurezza, distanziati con le mascherine ben indossate ed una delegazione isitituzionale composta dal sindaco di Città di Castello, Luciano Bacchetta, assieme all’assessore allo Sviluppo Economico, Riccardo Carletti, a rappresentanti del mondo sindacale, Euro Angeli, segretario Generale Filctem Cgil e Dino Ricci, Presidente di Legacoop Umbria, da sempre vicini ai lavoratori della Cooperativa, in parte artefici dela loro rinascita e rilancio. Maria Cristina Goracci, presidente di “Castello Danza”, “portavoce” di tutti coloro che lavorano ed operano a vari livelli nel settore artistico-teatrale e dello spettacolo ha completato il qualificato “parterre”. Un concerto inedito anche per la “scenografia”. Fra un bancale e l’altro, pile di piatti e vassoi di ceramica nell’ampio magazzino accanto al laboratorio della produzione è stato allestito un angolo delle eccellenze a voler testimoniare l’accostamento fra la musica, l’arte, la cultura, tutto il panorama che ruota attorno allo spettacolo nelle diverse espressioni (in ginocchio da tempo causa pandemia) ed i simboli concreti di questi ambiti produttivi anch’essi eccellenze del territorio e della tradizione made in Italy. Sopra un tavolo in rovere realizzato dai maestri artigiani del Mobile in Stile di Città di Castello (unici a lavorare il legno secondo tecniche secolari) impreziosito da una sella in lino con fasce rosa realizzata su telai dell’800 dalle socie-lavoratici di Tela Umbra, appoggiata sopra un leggio in legno pregiato intarsiato, una prestigiosa copia della Divina Commedia, parte di una Collezione in edizione limitata: e poi ancora delle scarpette da punta di danza classica incrociate ed una maschera di teatro. Scenografia “mozzafiato” completata da una splendida riproduzione dello Sposalizio della Vergine di Raffaello eseguita in Pictografia ad olio su tavola antica dal maestro Stefano Lazzari, della Bottega Tifernate, in scala 1:2 rispetto all’originale custodito presso la Pinacoteca di Brera di Milano. Al termine della applaudita performance musicale, fra qualche lacrima di commozione e orgoglio dei dipendenti, Patrizia Venturini, sindacalista-attrice (in passato la più giovane prima segretaria donna nel comparto della scuola a livello nazionale) già vice-presidente “dell’Associazione Ottobre” fondata e presieduta da Valeria Ciangottini per 20 anni, quasi a voler suggellare un evento unico che sarà senza dubbio il simbolo della ripartenza del paese e della Festa del Lavoro, ha letto, accompagnata dalle note del clarinetto e della chitarra, un toccante passaggio di un intervento di Giuseppe Di Vittorio. Sindaco di Citta’ di Castello, Luciano Bacchetta e assessore allo Sviluppo Economico, Riccardo Carletti: “Il concerto di rara bravura e suggestione dei maestri Battistelli e Falleri che è stato registrato in un luogo insolito sarà l’emblema della ripartenza solidale di tutti i settori del nostro grande Paese e il primo maggio, la festa del lavoro avremo il piacere di condividerlo con tutti attraverso i canali social in streaming come impongono le regole anti-Covid. Noi come istituzioni ci saremo come sempre accanto a loro che ogni giorno difendono con orgoglio e straordinaria determinazione e passione il proprio lavoro realizzando prodotti di eccellenza come fa l’arte, la cultura, la musica e tutte le espressioni di creatività di cui è ricco il nostro paese, la regione Umbria, la nostra città. Un percorso che ci porterà nelle prossime settimane in altre realtà produttive e artiginali nella convinzione che la bellezza, sia essa musica, arte, spettacolo, artigianato e cultura, non si ferma. Con il vaccino prima di tutto e le misure di contenimento della pandemia e con messaggi positivi e solidali come questo ne usciremo più forti, insieme”.
Covid-19 a Città di Castello: Bacchetta “Ieri 5 guariti e 2 nuovi casi di positività”. “Oggi festa del primo maggio segnata dalle restrizioni, ma molto sentita”
Covid-19, dichiarazione del sindaco Luciano Bacchetta: “Ieri 5 guariti e 2 nuovi casi di positività”. “Oggi festa del primo maggio segnata dalle restrizioni, ma molto sentita: la mattina con i sindacati sui canali social e il pomeriggio alle ore 15 il concerto in streaming dalle Ceramiche Noi siano il segno della ripartenza”.
“I dati di ieri, con 5 guarigioni e 2 nuovi casi di positività, confermano ancora un andamento altalenante della pandemia nel nostro territorio comunale, che, senza eccessivi allarmismi o talvolta prematuri proclami positivi ci deve indurre alla massima cautela e al rispetto di tutte le prescrizioni”.
Lo ha dichiarato stamattina il sindaco Luciano Bacchetta, nel rivolgere oggi 1 Maggio “Festa del Lavoro” gli auguri più sentiti a tutta la comunità locale e non solo. “Sarà quindi anche oggi come lo scorso anno – ha detto il sindaco – un 1 maggio all’insegna della prudenza e della sobrietà quando proprio il tema del “lavoro” è in primo piano per le pesanti ripercussioni che l’epidemia ha comportato e comporta. Proprio per questo non bisogna lasciare che questa giornata cada nel vuoto.
Con questo auspicio auguro a tutti un buon 1 maggio con l’invito a partecipare alle manifestazioni in streaming (questa mattina con i sindacati e nel pomeriggio con il concerto in “fabbrica” dalle ore 15 sui canali social del comune e nelle emittenti televisive e radio) che comunque sono organizzate in questo giorno che ci riporta all’articolo 1 della Costituzione che sancisce la nostra Repubblica democratica fondata proprio sul Lavoro”. ”In un contesto di grande difficoltà economica come quello che stiamo vivendo, conseguente a oltre un anno di quasi paralisi del Paese per l’emergenza da Covid-19, il primo maggio dovrà essere un momento di resistenza, proiettato verso il futuro, con il tema del lavoro, in particolare per i giovani e le donne, al centro dell’attenzione”, ha sottolineato Bacchetta, ringraziando i sindacati per il grande ruolo che interpretano nella nostra comunità e per il loro impegno”.
Oltre 800 tifernati hanno partecipato alla campagna di screening seriologico alla Croce Rossa di Città di Castello. Bassini: “Individuati 12 casi di positività, contributo alla prevenzione e al tracciamento”
Si è conclusa ieri la campagna di test rapidi test sierologici presso la Croce Rossa di Città di Castello fino al 30 aprile, che ha interessato oltre 800 tifernati e tra questi sono stati individuati 12 casi di positività al Coronavirus. “L’adesione è stata importante a testimonianza di come i tifernati sappiamo che la prevenzione è un’arma potente anche contro il Coronavirus” commenta Luciana Bassini, assessore alle Protezione civile del comune di Città di Castello, ora dobbiamo applicare la stessa maturità ai nostri comportamenti e fare il modo che le riaperture non siano effimere. Per questo motivo la prima settimana abbiamo concentrato la campagna verso gli operatori del commercio, della ristorazione e degli esercizi pubblici, più esposti al rischio e al contagio, per poi allargare lo screening a tutti i tifernati. I risultati sono più che soddisfacenti e siamo certi che la campagna ha dato un contributo per una ripartenza sicura delle attività”. La campagna di screening sierologico è stat promossa dal comune di Città di Castello in collaborazione con il Centro Operativo Regionale della Regione Umbria che ha messo a disposizione test sierologici rapidi per la rilevazione degli anticorpi di classe IgG ed IgM anti SARS-CoV-2 da destinare alla popolazione.
“Il tracciamento di massa, alla vigilia delle riaperture, è stato possibile, è grazie ad una collaborazione su più fronti: Francesco Serafini, presidente di Croce Rossa, che fornisce la base logistica e il supporto tecnico, ribadisce “l’importanza delle campagne di screening e la disponibilità della Croce Rossa che è impegnata su questo fronte dall’inizio dell’Emergenza sanitaria e che in questo momento sta promuovendo la campagna vaccinale”; i medici che volontariamente hanno eseguito il test, il colonnello medico della Croce Rossa Gabrio Spapperi, Augusto Corsi, Franco Biagioni e Giancarlo Martinelli che parla di un’esperienza “molto importante sia dal punto professionale che umano. I medici in questo momento devono contribuire in ogni modo. Continuerò l’esperienza del volontariato ed ho intenzione di continuare nella battaglia per immunizzazione di massa”. Francesco Nocchi, responsabile del Centro Operativo comunale, che coordina la campagna, i Servizi informativi e telematici del comune per la gestione delle procedure digitali, che hanno gestito tutto l’aspetto organizzativo delle prenotazioni e dei referti. Il test sierologico impiegato rapido con pungidito è stato eseguito da personale qualificato presso la sede della Croce Rossa Italiana. Questo tipo di test individua i soggetti che sono entrati in contatto con il virus Covid-19 avendo la capacità di rilevare gli anticorpi lgM e lgG prodotti dal sistema immunitario in risposta al virus Covid-19.
L’esito era comunicato al soggetto e nei casi di positività, il cittadino veniva introdotto nel protocollo previsto in questi casi.
“La campagna vaccinale nei prossimi mesi dovrà convivere con le campagne di screening che sono un sostegno al contenimento del contagio e alla protezione dei soggetti fragili – conclude l’assessore – Come abbiamo invitato tutti a partecipare allo screening, così, terminata la campagna, rivolgiamo un appello alla vaccinazione da un lato e all’osservazione scrupolosa delle regole per evitare che un aumento del contagio costringa ad assumere misure restrittive che si ripercuoto in primo luogo su studenti, economia e cittadini vulnerabili”.
Riapre in presenza la Biblioteca Carducci di Città di Castello. Ecco come.
A partire da martedì 4 maggio 2021, la Biblioteca comunale Giosuè Carducci di Città di Castello riattiva, in via sperimentale per questo mese, anche il servizio consultazione dei libri della Biblioteca su prenotazione, adottando le necessarie misure di sicurezza volte a tutelare la salute di tutti.
Per prenotarsi occorre telefonare al n. 075 8523171 oppure scrivere a biblioteca@cittadicastello.gov.it. Gli orari al pubblico sono i seguenti:
dal martedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 13.00 e dalle ore 15.00 alle ore 19.00; sabato chiuso.
Gli utenti potranno sempre usufruire dei servizi di prestito, restituzione ed iscrizione alla Biblioteca.
La prenotazione dei libri può avvenire anche tramite il catalogo Umbria Cultura:
http://opac.umbriacultura.it/SebinaOpac/.do. Ulteriori informazioni di dettaglio sono disponibili nel sito istituzionale del Comune di Città di Castello.
Giorgio Lacrimini (Sansepolcro) “giusto congelare l’anno, per i sottoquota, il rischio è un impoverimento tecnico delle società”
“In questo anno abbiamo visto cambiare le regole in corso in varie occasioni, questo per provare a dare, un qual certa continuità, al calcio. Credo che la questione del congelamento di un anno in merito alla questione sottoquota, sia una scelta di buonsenso, il rischio concreto è, l’impoverimento tecnico, di molte società, che potrebbero rischare di perdere tutti quei ragazzi giunto all’ultimo anno in varie categorie. Serve dare qualcosa ai giovani atleti, sia dal punto di vista umano, che tecnico. Noi ci battereom per questo, ma sono ocnvinto che la federezione ci stia lavorando”
Pallavolo serie B/M: In Job Italia, contro Bellaria per la griglia Play off, un successo pieno garantirebbe il secondo posto
In extremis rispetto alla scadenza del 2 maggio fissata dalla Fipav per i recuperi di gare rinviate causa emergenza Covid-19, la Job Italia Città di Castello chiude la regular season in casa contro la Dinamo Bellaria proprio domenica prossima alle 17,30 al Pala Ioan. I tifernati di coach Marco Bartolini, reduci dalla buona prestazione contro la capolista Sangiustino, cercheranno di migliorare la classifica finale che li vede già qualificati per il turno successivo ad eliminazione diretta.
Sarà proprio il risultato della sfida ai romagnoli, che avevano iniziato al meglio la stagione e vinto all’andata per 3-1, a stabilire chi si piazzerà in seconda, terza e quarta posizione nel minigirone F2 e come saranno gli incroci ad eliminazione diretta con gare di andata e ritorno con il minigirone F1.
Per terminare al secondo posto e sfidare quindi la terza dell’altro girone (la Bontempi Ancona allenata dall’ex biancorosso in A2 e gloria del volley italiano Leondino Giombini), Marra e compagni dovranno vincere da tre punti. In caso di vittoria per 3-2 la Job Italia sarebbe terza e giocherebbe contro il Volley Potentino mentre una sconfitta con qualsiasi risultato lascerebbe invariata la classifica per la compagine tifernate che sarebbe quarta e giocherebbe contro la Paoloni Macerata. Nel caso di vittoria piena e di secondo posto finale la gara di ritorno sarà giocata a Città di Castello (vige il regolamento delle coppe europee).
Insomma ci sono tutti gli ingredienti per assistere, purtroppo solo in streaming, a una partita avvincente anche se sia la Job Italia che Bellaria non sono al massimo della forma per i noti problemi di positività. Ma a dare forza alle speranze dei ragazzi di Marco Bartolini c’è proprio, come ha detto anche qualche giorno fa il direttore sportivo Antonello Cardellini, la bella partita giocata contro Sangiustino una decina di giorni fa. E rispetto a quel match c’è sicuramente qualche giocatore reduce da covid che avrà recuperato in modo più completo.
Al Pala Ioan ha vinto solo Sangiustino mentre l due compagini folignati e Pesaro hanno alzato bandiera bianca, quindi si spera che tra le mura amiche si possa portare a casa un successo che renderebbe ancora più gratificante la stagione.
Così in campo (domenica 2 maggio, ore 17,30, Pala Ioan, arbitri Filippo D’Amico e Giorgia Adamo):
JOB ITALIA CITTA’DI CASTELLO: Mattei-Fuganti Pedoni, Valenti-Cipriani, Raffanti-Zangarelli, Marra (L). A disp.: Cioffi, Cherubini, Briganti, Celestini, Volpi, Pitocchi. All. Marco Bartolini.
DINAMO BELLARIA: Cucchi-Morichelli, Kessler-Ciandrini, Tosi Brandi-Pianezza, Maggioli (L). A disp.: Pivi, Sampaoli M., Sampaoli N., Botteghi, Evangelisti, Spiga. All. Fortunati.
La “cittadella” dello sport riapre i battenti al pubblico da lunedi 3 maggio in maniera graduale. Lo annunciano l’assessore allo Sport Massimo Massetti e il presidente di Polisport, Stefano Nardoni
La “cittadella” dello sport riapre i battenti al pubblico da lunedi 3 maggio in maniera graduale – Lo annunciano l’assessore allo Sport Massimo Massetti e il presidente di Polisport, Stefano Nardoni
“Finalmente, dopo la presentazione dei nuovi lavori di restyling completo dei due campi in superficie sintetica, e completati i lavori di manutenzione ordinaria dei due campi esterni di tennis in terra rossa, in ottemperanza al nuovo DPCM dal prossimo, lunedi 03 maggio, riaprono al pubblico non agonistico la pista di atletica leggera, i due campi di tennis in terra rossa e il campo da beach Volley oltre al campo da calcetto già in funzione dal 26 aprile scorso. E’ un primo passo importante, che da la possibilità a Polisport di riprendere nei prossimi giorni, anche le proprie attività sportive come ad esempio il Tennis academy riservato ai corsi dei giovanissimi tennisti purtroppo interrotti a causa della pandemia”. E’ quanto dichiarato dall’assessore allo Sport, Massimo Massetti e dal Presidente di Polisport, Stefano Nardoni. “Proprio in questi giorni – precisano – stiamo valutando con i dipendenti, la possibilità di riavvicinare i giovani tennisti ai nostri impianti inserendoli per chi vorrà, in iniziative estive , per poi riprendere la piena attività nel mese di settembre. Naturalmente – concludono Massetti e Nardoni – l’offerta sportiva si potrà completare per la prossima estate con la riapertura della piscina esterna e i centri estivi: a breve, verranno comunicate date e modalità di accesso e utilizzo degli impianti”.
Covid-19 a Città di Castello Bacchetta: “Ieri 12 nuovi casi di positività e cinque guariti”. “Andamento altalenante della pandemia. Domani festa del primo maggio segnata dalle restrizioni”
“I dati di ieri, con 12 nuovi casi di positività e 5 guarigioni, confermano un andamento altalenante della pandemia nel nostro territorio comunale, che, senza allarmismi, ci deve indurre ancora alla massima cautela e al rispetto di tutte le prescrizioni”. Lo ha dichiarato stamattina il sindaco Luciano Bacchetta, prendendo atto di “un nuovo incremento dei contagi, dopo giorni contraddistinti da numeri contenuti”.
“Tutto ci porta a pensare che è necessario continuare ad adottare comportamenti responsabili, perché la circolazione del virus è evidente”, ha rimarcato il primo cittadino, nell’auspicare che “l’attuazione di una campagna di vaccinazione più efficace nei due punti per la somministrazione dei sieri nel nostro territorio comunale, della quale ribadiamo l’assoluta necessità all’Usl Umbria 1 e alla Regione, possa agevolare quanto prima un ritorno alla normalità atteso da tutti”. “Domani si festeggia il primo maggio, che per il secondo anno dovremo celebrare senza iniziative tali da comportare assembramenti, ma certamente in maniera sentita, con la massima vicinanza dell’amministrazione comunale a tutti i lavoratori e ai sindacati”.
”In un contesto di grande difficoltà economica come quello che stiamo vivendo, conseguente a oltre un anno di quasi paralisi del Paese per l’emergenza da Covid-19, il primo maggio dovrà essere un momento di resistenza, proiettato verso il futuro, con il tema del lavoro, in particolare per i giovani e le donne, al centro dell’attenzione”, ha sottolineato Bacchetta, ringraziando i sindacati per il grande ruolo che interpretano nella nostra comunità e per il loro impegno”. “Saremo chiamati a sfide importanti, drammatiche e complesse, dalle quali dipenderà il futuro dei nostri giovani”, ha evidenziato il sindaco, concludendo con l’invito a seguire il concerto del primo maggio registrato presso le Ceramiche Noi di Città di Castello, che sarà on line sui canali social del Comune a partire dalle ore 15.00 di domani e sarà trasmesso da emittenti televisive e radiofoniche regionali, e ricordando che domattina si svolgerà regolarmente anche il mercato settimanale.
Ferroni (Rifondazione comunista): Primo Maggio: nessun rispetto per lavoratrici e lavoratori del commercio
Dopo Pasqua e 25 aprile anche nel giorno della Festa dei Lavoratori governo e gran parte delle regioni mostrano la propria mancanza di rispetto per le lavoratrici e i lavoratori del commercio.
Cassiere/i sono stati in prima linea durante la pandemia e la categoria ha subito durante il 2020 un aumento dei decessi del 67%. Eppure governo e regioni non li hanno inseriti tra le categorie da vaccinare subito.
Intanto grazie a una legge di liberalizzazione selvaggia delle aperture voluta da centrodestra e centrosinistra saranno costretti a lavorare anche il Primo Maggio.
Le regioni avrebbero potuto emanare un’ordinanza. ma la gran parte non l’ha fatto. Certo, dalla Giunta Tesei non ci aspettavamo niente di diverso. Del resto sul tema si registra anche il silenzio assordante delle opposizioni.
Rifondazione Comunista continua invece ad essere dalla parte delle lavoratrici e dei lavoratori del commercio e a chiedere con loro l’abrogazione della legge sul commercio.
Pinacoteca comunale intitolata a Raffaello? Meglio una sala. La commissione Servizi di Città di Castello a confronto sulla proposta di Tiferno Insieme
Pinacoteca comunale intitolata a Raffaello? Meglio una sala. La commissione Servizi di Città di Castello a confronto sulla proposta di Tiferno Insieme.Vittorio Vincenti, consigliere di Tiferno Insieme, presidente della commissione Servizi del comune di Città di Castello, ha introdotto il tema della seduta, dando la parola a Nicola Morini, capogruppo di Tiferno Insieme, che ha illustrato la proposta come “un modo per legare la nostra città ad un altro genio, dopo Burri, dell’arte. Il primato di aver dato i natali artistici di Raffaello dovrebbe essere rivendicato sia per noi che per i turisti. La Pinacoteca conserva solo un quadro e potrebbe essere fuorviante non trovare altre opere per il visitatore. Ma la scelta di Monterchi è stata quello di intitolare i musei ad una sola opera, la Madonna del Parto. Noi non dovremmo mostrare opere ma disvelare una storia, raccontare un percorso artistico di cui Raffaello è l’espressione più celebre. Si tratterebbe di ricalcare, stando anche al titolo della prossima mostra, la sua maniera e le influenze che ha determinato in cui lo ha seguito. Il visitatore potrebbe camminare sui suoi passi e fare della Pinacoteca un punto di partenza per visitatore i luoghi di Raffaello, in cui riprodurre le copie fedeli delle opere o rendere permanente le proiezioni. Il visitatore si aspetta di essere accompagnato in una storia non di assistere all’opera. L’intitolazione della Pinacoteca a Raffaello, nel Cinquecentenario, è un percorso da svolgere in questo senso, proposta per riappropriarsi di un tesoro che la città pensa di non possedere, valorizzare la sua maniera pittorica e tradizione e vocazione artistica che può essere il tratto distintivo della nostra città. Dar vita ad una degna celebrazione per una città che è tesa tra rinascimento e contemporaneità”.
Sara Borsi, studiosa di arte tifernate, è intervenuta dicendo che “l’obiettivo di cambiare nome per valorizzare Raffaello giovane a Città di Castello, che per la prima volta firmò da magister una pala. Ma cambiare nome risolverà il problema? Forse è il punto di arrivo. Serve una visione e un posto dove far atterrare la visione. Servono risorse e tempo. Serve anche una trasformazione del luogo. Quanto al nome: i musei intitolati ad altri grandi hanno una una panoramica di opere noi avremmo solo lo Stendardo, che è un’opera non certificata di Raffaello. Quindi dovremmo preparare la città con pannelli virtuali e prospetti che ricostruiscano un’atmosfera in cui trovino spazio anche altri pittori importanti che lavorarono con lui. Abbiamo anche di Luca Signorelli, che non è Raffaello ma lo abbiamo molto attestato. Infine la storia di Palazzo Vitelli alla Cannoniera che è molto antico e non è legato alla fonderia di cannoni ma da Palazzo del giardino, acquista una nuova denominazione. La Pinacoteca è quella che ci ha donato nel 1912 Elia Volpi. I tempi per me non sono maturi. Ci sono tante opere da valorizzare Pomarancio, Sguazzino. E’ importante rileggere quello che abbiamo e poi cambiare nome”.
Andrea Czortek, esperto di archivi e biblioteche, ha sottolineato: “i musei legati ad un nome sono o quasi monotematici o legati a lasciti degli autori. La storia di Città di Castello è ricca e non si esprime con un solo nome, per quanto di grande risonanza come Raffaello. Associare questo nome alla Pinacoteca può essere attrattivo ma è il rischio del negozio monomarca. Dobbiamo tenere insieme tante eccellenze, attestazioni e vocazioni artistiche che il territorio conserva dai secoli precedenti”.
Dino Marinelli, custode onorario della Pinacoteca e studioso di storia, leggende, dialetto, usi e costumi locale, ha detto che “da custode della Pinacoteca avevo Elia Volpi come direttore, non avendone mai avuto uno. Prima di parlare del nome del museo, sarebbe bene che uscisse il nome del nuovo direttore o direttrice, dato che è il secondo museo dell’Umbria. Il nome di Raffaello va scorolandosi; a lui è intitolata la piazza. Intitolare la Pinacoteca sarebbe un doppione, sa di provinciale. Rimettiamo la lapide e una direttrice. Elia Volpi fu uno dei più grandi antiquari del suo tempo, manteniamolo”.
Fazio Perla, rappresentante dell’Associazione storica dell’Alta Valle del Tevere, ha detto: “L’intitolazione va interpretata come omaggio a Raffaello o come elemento di promozione turistica o entrambe? In tutte le opere tifernati Città di Castello si portò dietro il panorama e l’ambiente di questa città. Fu influenzato da pittori conservati nella Pinacoteca, altri maestri superati come Il Perugino ed altri a cui è stato maestro come il Caravaggio. E’ riduttivo intitolarla a Raffaello perdendo il sostrato culturale di questo museo, che è più articolato. Se vogliamo investire su Raffaello investiamo su percorsi e promozione e non solo sul nome”.
Alvaro Tacchini, storico locale e presidente dell’Istituto V. Gabriotti, ha detto: “Alcune cose sono state dette, una guida sicura della Pinacoteca e un sistema-città pronta ad accogliere e sostenere il patrimonio artistico. Capisco l’esigenza di strutturare un percorso per valorizzare Raffaello ma vorrei difendere l’aspetto civico comunitario del museo di Città di Castello”.
Emanuela Arcaleni, consigliere di Castello Cambia, ha detto: “Abbiamo provato a superare un’empasse, che è stato rilevato anche da voi. C’è un gap tra Raffaello e la città, la sua arte e quanto è presente nell’immagine esterna della città. Lo avete chiamato un inizio: pensiamo qualche che dia respiro alla città. Mi sembra che la maggioranza non ha intenzione di cambiare il nome. In realtà abbiamo un problema che va affrontato per riportare Città di Castello ad un livello alto”.
Massimo Minciotti, consigliere del PD, ha detto: “La Pinacoteca ha già un nome, Palazzo Vitelli alla Cannoniera e un fondatore Elia Volpi, grazie al quale è il secondo museo dell’Umbria. Nessuna sede museale ha il nome dell’artista di cui ospita le opere e nel caso della Pinacoteca non ci sarebbe questa evenienza. Negli spunti siano aperti o all’intitolazione di un Sala o per rivedere la figura di Elia Volpi. Siamo contenti che alla fine sia prevalente la nostra posizione e siamo d’accordo sulle ipotesi per valorizzare Raffaello emerse dagli interventi”.
Il sindaco Luciano Bacchetta si è fatto portatore del messaggio dell’avvocato Fabio Nisi: “Come personale opinione, io credo che per la dedicazione sarebbe meglio Elia Volpi, che creò quello spazio e lo mise a disposizione di Città di Castello. Ha ringraziato Morini per le sue proposte, che sono una provocazione che dobbiamo accogliere. Ospiteremo una delle più grandi mostre che sia mai esistita di Raffaello. La faremo perché teniamo al legame di Raffaello con questa città. Mi piego alle opinioni di Nisi. Ritengo opportune le figure di direttori per Pinacoteca e Biblioteca ed anche un luogo intitolato a Raffaello, che potrebbe essere una soluzione appropriata. Dino Marinelli è stato il profeta della Pinacoteca: in coincidenza con la mostra di Raffaello gli riserveremo un pensiero pubblico ufficiale per l’amore che ha per questa città e per la Pinacoteca di cui è stato un sacerdoti laico”.
L’assessore alla Cultura Vincenzo Tofanelli ha parlato di un “confronto molto costruttivo”.
Monte Santa Maria Tiberina: Palazzo Museo Bourbon del Monte pronto a diventare un centro culturale d’eccellenza. Il progetto del Comune può contare su un finanziamento di 1 milione di euro
Creare un centro culturale d’eccellenza all’interno del Palazzo Museo Bourbon del Monte Santa Maria Tiberina, che abbia una ricaduta positiva in termini di turismo e visibilità per l’intero territorio comunale.
E’ questo l’obiettivo dell’Amministrazione, guidata dal sindaco Letizia Michelini, incoraggiata dal finanziamento di 1 milione di euro ottenuto dal Ministero dei Beni Culturali e destinato alla riqualificazione del Castello Bourbon.
E proprio per questo il Comune di Monte Santa Maria Tiberina ha avviato una stretta collaborazione con il gruppo culturale Caravaggio and Contemporary (C&C), fondato e diretto da Jane Adams e Roberta Lapucci, e con la Scuola Pubblica IMT di Lucca, al fine di organizzare eventi culturali nel Palazzo Museo Bourbon del Monte, con il contributo di Massimo Gazzarri e Antonio Vignali, esperti di arte e amanti del territorio montesco.
Due iniziative si sono appena concluse: la prima si è svolta con un cantiere aperto al pubblico, seguendo le norme anti Covid, all’interno della Chiesa di Santa Maria Assunta, con il restauro della scultura lignea devozionale del XVI secolo “La Madonna e il Bambino”. Il lavoro è stato eseguito dalla dottoressa Roberta Lupucci sotto la direzione della Soprintendenza di Perugia, responsabile la dottoressa Maria Brucato, con il sostegno della Diocesi Città di Castello, il Vescovo Domenico Cancian, e del parroco don Adrian Barsan.
La seconda, invece, riguarda la catalogazione della collezione Fremantle. Si tratta di settecento opere di arte contemporanea che saranno ospitate a Palazzo Museo Bourbon del Monte, per poi essere utilizzate in futuro con una bella serie di mostre.
Passando alle prossime iniziative, il 2 giugno è prevista l’apertura del Museo Del Monte, il 15 luglio la visita guidata della prima sezione della collezione Fremantle, il 16 luglio l’inaugurazione della mostra dedicata a Elisabeth Chaplin e l’11 e 12 settembre il Convegno intitolato “Da Artemisia alle altre: le donne del Caravaggio”, nella prestigiosa sede, la Sala Francesco Maria Cardinal del Monte, al Palazzo Museo Bourbon del Monte.
Il sindaco Letizia Michelini, sempre attenta alla valorizzazione culturale del proprio territorio, ha accettato ed accolto tali proposte, con l’entusiasmo e la professionalità che da anni contraddistingue la propria amministrazione nell’essere parte attiva all’organizzazione di giornate di studio legate al mondo caravaggesco. Per questo sono stati inseriti nell’elenco dei conferenzieri studiosi affermati italiani e stranieri, che forniranno nuova linfa vitale con indagini molto approfondite su temi specifici legati al naturalismo e al gender studies.
Piano Nazione di Ripresa e Resilienza (PNRR). Incontro in comune fra il sindaco Luciano Bacchetta e i consiglieri regionali, Michele Bettarelli (Pd) e Valerio Mancini (Lega)
Piano Nazione di Ripresa e Resilienza (PNRR) Incontro in comune fra il sindaco Luciano Bacchetta e i consiglieri regionali, Michele Bettarelli (Pd) e Valerio Mancini (Lega). “Un incontro importante per ribadire ai due consiglieri regionali che rappresentano anche il territorio da dove provengono, che abbiamo forti perplessità sulla elaborazione di questo significativo strumento di sviluppo e rilancio del paese e delle realtà regionali e locali. Sul versante della grafica non viene riconosciuto il ruolo storico che ha l’altotevere in questo settore produttivo, sul vecchio ospedale le risorse sono poche ed inserite in modo un po’ confuso e poi non c’e’ nessun accenno legato ai finanziamenti da destinare all’impiantistica dei rifiuti pur essendo il nostro impianto al servizio di tutta la collettività regionale da diversi anni.
E’ inutile poi mettere nel capitolo dedicato alle infrastrutture viarie e di collegamento, cento milioni di euro previsti per la E78 perché quelli sono di Anas, governativi quindi. Questo piano nella sostanza sembra avere alcune carenze che oggi abbiamo sottoposto all’attenzione dei due consiglieri regionali per tentare di condividere con loro un percorso costruttivo, ma estremamente chiaro”, ha concluso il sindaco Bacchetta. Nel condividere le perplessità e le sollecitazioni del sindaco ad una revisione ed integrazione del piano, il consigliere regionale Michele Bettarelli, ha ricordato di aver già evidenziato ufficialmente in commissione ed in consiglio alla Presidente Tesei gli aspetti mancanti che riguardano da vicino l’altotevere. “Garantisco il mio totale impegno per trovare delle adeguate soluzioni che riequilibrino le risorse rispetto a tematiche importanti per l’altotevere e Città di Castello”.
“Massima collaborazione ed impegno – ha precisato Mancini – lo faccio in tutta l’Umbria e chiaramente in questo territorio, l’ho fatto quando ero all’opposizione ed oggi lo farò da rappresentante della maggioranza. In qualità di presidente della Seconda Commissione ho proposto il raddoppio delle sedute per parlare di tutti i temi economici che sono in questo Piano non di meno quelli del trasporto. Già da mercoledi prossimo come seduta di commissione parleremo dei rifiuti, uno di quei argomenti giustamente sollevati dal sindaco: in due sedute chiuderemo questo aspetto.
Anche la questione della grafica e di un giusto riconoscimento progettuale di rilancio ad un territorio cardine come quello altotiberino sarà affrontata in commissione. Sul tema dell’ospedale vecchio, abbandonato da venti anni, è stato inserito un mio emendamento nel Def in cui c’è il progetto di valorizzazione da parte della regione delle strutture ex sanitarie a patrimonio della regione”, ha concluso Mancini.
Citerna: Poesia, musica e arte per raccontare la bellezza del borgo. Il Comune lancia un nuovo progetto video per promuovere il territorio. Paladino e Conti: “Un bel modo di ripartire insieme”
Con l’arrivo della bella stagione, il Comune di Citerna guarda con ottimismo al ritorno dei turisti e lancia un nuovo progetto di video promozionali dal titolo “Citerna tra musica e poesia”.
Nonostante le chiusure e le restrizioni, l’Amministrazione ha continuato a portare avanti la sua intensa operazione promozionale, che si è svolta su molteplici direttrici e forme: dalla tv, alla carta stampata, ai canali virtuali.
“Grazie al nuovo DPCM che ha aperto la maggior parte dei confini regionali – fa sapere il sindaco Enea Paladino – ci auguriamo che i turisti tornino a visitare le tante bellezze del nostro Comune e di tutta la Valtiberina, trascorrendo un intero weekend tra arte, storia, buon cibo e relax, immersi nel verde. I siti museali possono riaprire e anche i nostri ristoratori sono pronti a ripartire, potendo garantire un servizio di qualità in spazi aperti in tutta sicurezza”.
A spiegare nel dettaglio la nuova proposta per il rilancio del territorio è l’assessore alla cultura e al turismo Anna Conti, che ha seguito con cura il progetto: “Si tratta – racconta – di una nuova serie di video che mostrano le bellezze del nostro territorio con un nuovo format. L’idea è stata quella di unire varie forme d’arte attorno ad un tema culturale, storico o paesaggistico del nostro territorio: così i capolavori della poesia italiana si intrecciano con la grande musica eseguita dal vivo, per raccontare le ricchezze di Citerna in una magica sinergia. Il primo video è un omaggio alla donna, come musa e ispiratrice delle opere d’arte presenti nel nostro comune”.
Il progetto ha avuto modo di coinvolgere musicisti del territorio, che dopo mesi di stop, hanno suonato dal vivo per la realizzazione del video.
“Voglio ringraziare – conclude l’assessore – tutti coloro che hanno partecipato al progetto con grande professionalità ed entusiasmo. Credo che sia un bel modo di ripartire insieme e mi auguro che questi video possano dare un messaggio di nuova vitalità e di ottimismo a tutti”.
Ultimo giorno di lavoro oggi per Pietro Panizzi storico “usciere” del comune da oltre 43 anni al servizio dell’ente, fra sedute consiliari, commissioni ed eventi ufficiali
Ultimo giorno di lavoro, oggi per Pietro Panizzi, storico “usciere” del comune da oltre 43 anni in servizio fra consigli comunali, commissioni, ricevimenti, iniziative ufficiali sempre a fianco dei sindaci che si sono succeduti, degli amministratori e soprattutto dei cittadini. Il “volto” del comune, Panizzi è stato sempre il vero e proprio front-office dell’istituzione che ha servito con grande diligenza e senso di appartenenza, benvoluto da tutti, colleghi e cittadini per il suo fare garbato e la battuta sempre pronta. “L’Amministrazione Comunale a Pietro Panizzi con riconoscenza e stima per l’impegno e la diligenza nell’attività svolta nelle istituzioni con grande professionalità e competenza al servizio dei cittadini”, questa la motivazione impressa sulla targa che il sindaco, Luciano Bacchetta, ha consegnato a Panizzi da domani in “pensione” (primo maggio Festa del Lavoro, guarda caso data piu’ simbolica non poteva esserci). “Pietro – ha detto il sindaco Bacchetta, per tanti anni vicino di casa nel rione San Pio X, ha accompagnato il mio percorso istituzionale in comune fin dai primi anni in consiglio comunale ed ora come sindaco, sempre presente e disponibile verso tutti, amministratori, colleghi e cittadini. Un pezzo di storia della nostra bellissima città, testimone assieme a tanti di noi di momenti belli e tristi che hanno caratterizzato la vita della comunità e il funzionamento della macchina amministrativa.” Visibilmente commosso e riconoscente nel ricevere tanti attestati di stima Panizzi si è detto “orgoglioso di aver servito per oltre 43 anni la massima istituzione della città, di aver vissuto da dentro eventi e fatti che ne hanno caratterizzato la storia e di aver avuto sempre un contatto diretto con i cittadini: “l’esperienza più bella di questo lavoro – ha detto – che non dimenticherò mai”.
Servizio civile, la Biblioteca comunale è una bella opportunità. Le domande dovranno arrivare entro il 28 maggio. Sono disponibili 3 posti
Servizio civile, la Biblioteca comunale è una bella opportunità
Le domande dovranno arrivare entro il 28 maggio. Sono disponibili 3 posti
SANSEPOLCRO – C’è anche il progetto del Comune di Sansepolcro tra quelli del servizio civile rifinanziati dalla Regione Toscana. Si intitola “Promuovere il servizio di biblioteca comunale Dionisio Roberti” e consentirà a 3 giovani di svolgere il servizio civile proprio in biblioteca e nel suo ufficio amministrativo. Le domande devono essere presentate entro il 28 maggio alle 14, solo in modalità on-line.
Possono partecipare alla selezione tutti coloro che, alla data di presentazione della domanda:
– siano regolarmente residenti, domiciliati o soggiornanti in Toscana;
– siano in età compresa fra diciotto e ventinove anni (ovvero fino al giorno antecedente il compimento del trentesimo anno);
– siano disoccupati, inattivi;
– siano in possesso di idoneità fisica;
– non abbiano riportato condanna penale anche non definitiva alla pena della reclusione superiore ad un anno per delitto non colposo.
La durata del servizio civile regionale è di 12 mesi e ai giovani in servizio sarà corrisposto direttamente dalla Regione Toscana un assegno di natura non retributiva pari a 433,80 euro
La domanda di partecipazione, corredata dal curriculum vitae debitamente datato e firmato, può essere presentata accedendo al sito: https://servizi.toscana.it/sis/DASC
La domanda on-line può essere presentata accedendo al sito utilizzando la propria carta sanitaria elettronica (CNS – carta nazionale servizi sanitari rilasciata dalla Regione Toscana) munita di apposito PIN, tramite un lettore di smart card; la carta sanitaria elettronica (CNS) deve essere stata preventivamente attivata; oppure con accesso senza carta sanitaria elettronica (CNS) accedendo al sito, seguendo le istruzioni presenti nel sito stesso; in questo caso è necessario allegare alla domanda la copia fronte retro di un documento di identità.
Le domande trasmesse con modalità diverse da quelle indicate nel bando, e pervenute oltre i termini stabiliti, non saranno prese in considerazione. Il calendario dei colloqui sarà pubblicato nella sezione dedicata del sito web del Comune di Sansepolcro. La pubblicazione avrà valore di notifica della convocazione.
Per informazioni: Comune di Sansepolcro – Biblioteca comunale “Dionisio Roberti”, tel. 0575732283 – 0575732219. Il bando può essere consultato al link https://www.comune.sansepolcro.ar.it/it/page/progetto-servizio-civile-regionale-2018-approvazion
1 Maggio – Intervento del Presidente della Provincia di Perugia Luciano Bacchetta: “Il Recovery Fund apre alla speranza di ritrovare la strada dello sviluppo e dell’occupazione”
“Il 1 maggio, festa internazionale dei lavoratori, è una delle ricorrenze con più anni di storia alle spalle. La data infatti fu stabilita a Parigi nel 1889 prendendo spunto da una protesta operaia, per chiedere la riduzione della giornata lavorativa a 8 ore, avvenuta tre anni prima a Chicago da cui tutto è iniziato.
In Italia dal 1947 è festa nazionale e, fino al 2019 è stata celebrata con grandi manifestazioni popolari interrotte bruscamente dallo scorso anno a causa della pandemia.
Sarà quindi anche nell’edizione 2021 un 1 maggio all’insegna della prudenza e della sobrietà quando proprio il tema del “lavoro” è un primo piano per le pesanti ripercussioni che l’epidemia ha comportato e comporta. Proprio per questo non bisogna lasciare che questa giornata cada nel vuoto.
Le difficoltà economiche, soprattutto legate alle categorie più colpite dal lockdown, sono sotto gli occhi di tutti. Esprimere vicinanza non basta, occorrono azioni concrete e urgenti per recuperare il terreno perduto e riprendere il cammino dello sviluppo e del benessere della collettività.
Tra i vari provvedimenti previsti dal Recovery Fund ci sono investimenti significativi sui giovani e le donne. I primi beneficeranno, tra l’altro, dei progetti nei campi dell’istruzione e della ricerca, del ricambio generazionale nella pubblica amministrazione e del rafforzamento del Servizio civile universale.
Per “Inclusione e Coesione” sono stanziati complessivamente 22,4 miliardi, di cui 19,8 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 2,6 miliardi dal Fondo. L’obiettivo è facilitare la partecipazione al mercato del lavoro, anche attraverso la formazione, rafforzare le politiche attive del lavoro e favorire l’inclusione sociale. Il governo inoltre intende investire nello sviluppo dei centri per l’impiego e nell’imprenditorialità femminile, con la creazione di un nuovo Fondo Impresa Donna. Inoltre, l’ampliamento dell’offerta di asili, il potenziamento della scuola per l’infanzia e il miglioramento dell’assistenza ad anziani e disabili aiuteranno indirettamente le donne, che spesso devono sostenere la maggior parte del carico assistenziale delle famiglie.
Si tratta di un percorso che deve vedere la partecipazione di tutti, un percorso che richiede determinazione e motivazioni. Credere nella ripresa e affrontare con ottimismo il futuro sarà determinante perché il nostro Paese possa uscire dalle difficoltà che esistevano già da anni e che il Covid 19 ha semplicemente accentuato e accelerato.
Da parte delle Istituzioni a tutti i livelli dovrà essere fatto uno sforzo in più: facilitare al massimo l’accesso ai benefici previsti dal Recovery Fund e per questo la pubblica amministrazione dovrà essere modernizzata in tempi brevissimi e implementata dall’accesso di nuove professionalità al passo con i tempi e in specifiche branche. Anche in questa direzione si vedono segnali positivi da parte del Governo. Scuola, sanità, opere pubbliche, trasporti, aiuti alle imprese, energia verde, digitalizzazione facilitazioni all’accesso al mondo del lavoro per giovani e donne, riforme: potranno non essere più una mera elencazione di necessità, ma un passaggio concreto del nostro Paese da uno stato di precarietà a uno stabile e progressivo sviluppo. La Provincia di Perugia con le sue peculiarità, i suoi borghi, l’alto livello della qualità della vita dovrà saper cogliere questo momento irripetibile e tornare ad essere quel laboratorio di idee e di progetti che affondando le radici nella tradizione sappiano guardare al futuro e alla modernità.
Con questo auspicio auguro a tutti un buon 1 maggio con l’invito a partecipare, laddove possibile in presenza, altrimenti online alle manifestazioni che comunque saranno organizzate in questo giorno che ci riporta all’articolo 1 della Costituzione che sancisce la nostra Repubblica democratica fondata proprio sul Lavoro”.
“Umbria Coast to Coast”: 25 tappe per Popy e tutti i bambini con disabilità. Il primo maggio parte la traversata in e-bike di Giorgio Massoli insieme ai suoi quattro amici. “Una marcia per sostenere e migliorare la vita di tanti ragazzi”
Pronti, attenti, si parte.
Dopo tanta attesa e preparativi, sabato 1° maggio prende il via “Umbria Coast to Coast – Popy on the Road”: uno straordinario viaggio in e-bike di nove giorni lungo le strade dell’Umbria, per dare voce a tutti i bambini disabili e alle loro famiglie.
L’obiettivo principale dell’iniziativa, che partirà dall’Oasi di Alviano per chiudersi il 9 maggio a Castelluccio di Norcia, è sensibilizzare tutti sulle difficoltà quotidiane dei portatori di handicap per chiedere alle istituzioni una maggiore consapevolezza, praticità ed elasticità nelle decisioni che li riguardano.
L’idea è partita da Giorgio Massoli, papà di Caterina, detta Popy, una bimba di quasi otto anni nata con una rarissima mutazione genetica: “Una sera di circa 7 anni fa – racconta – mi trovavo in ospedale in attesa del responso sulle condizioni di salute di mia figlia Caterina, ricoverata qualche giorno prima. Quella sera alla tv trasmettevano il film “Basilicata Coast to Coast” e guardandolo mi sono fatto una promessa: quando Popy sarà guarita, per festeggiare farò anch’io la stessa cosa, attraverserò la mia regione da ovest ad est insieme agli amici di sempre. Purtroppo le cose sono andate diversamente. Caterina non è guarita, anzi le è stata riconosciuta una grave disabilità. Da allora la vita della mia famiglia è stata stravolta: di colpo ci siamo trovati a dover ridefinire la gerarchia delle priorità per cercare di ottenere il massimo possibile per Caterina. Oggi, grazie al sostegno di molte persone e organizzazioni, lottiamo quotidianamente per veder riconosciuti i suoi diritti in una modalità a lei fruibile in un numero sempre maggiore di contesti. E affinché questo avvenga sempre di più abbiamo bisogno dell’aiuto di chi crede, come noi, che sia possibile rendere la nostra società più attenta alle reali esigenze dei bambini disabili”.
E proprio sulla scia del film di Rocco Papaleo, Massoli ha chiamato al suo fianco quattro amici “storici”, con cui da sempre condivide passioni, sport, gioie e divertimento ma anche i momenti difficili della vita. Sono Federico, Lorenzo, Marco e Massimiliano che, nonostante ormai da tempo vivano in altre città, con grande entusiasmo hanno subito deciso di partecipare al bellissimo progetto.
Insieme i cinque amici, portando Popy idealmente con loro, quale portavoce di tutti i bambini disabili, percorreranno in bici 700 km facendo tappa nei diversi Comuni che si sono dimostrati sensibili e disponibili ad accogliere l’iniziativa. Quello che si augurano i promotori è che il viaggio non sia soltanto sensibilizzazione ma anche un impegno e una promessa: “Non vogliamo sostituire regolamenti, leggi regionali, ordinanze comunali, protocolli Asl o altro, proponiamo una “Dichiarazione di Intenti”, un “plus” da parte delle amministrazioni che vada oltre le normative, per cercare di semplificare la vita dei nostri ragazzi per aiutarli a crescere serenamente”.
Tra le proposte che di volta in volta verranno presentate alle amministrazioni umbre c’è la richiesta di istituire un registro pubblico in cui è possibile annotare preferenze, desideri, aspirazioni e aspetti legati ai sentimenti e alla quotidianità delle persone con disabilità che non trovano spazio in altri strumenti già normati.
“Voglio cercare – continua Massoli – di regalare un futuro migliore a mia figlia Caterina, e allo stesso tempo lasciare una traccia che spero venga seguita anche da altri. Infatti vorremmo che il nostro viaggio servisse ad incoraggiare tutte le famiglie di ragazzi disabili in Umbria, in Italia, e fin dove riusciremo a far arrivare la nostra voce, affinché si impegnino per ottenere ciò che è necessario per i propri figli. Si tratta certamente di un piccolo passo ma, insieme a tutti gli altri che potranno compiere coloro che vorranno accompagnarci nel nostro viaggio, si trasformerà in una marcia a sostegno e a salvaguardia di un avvenire migliore per i ragazzi con disabilità”.
Un progetto pieno di amore, sensibilità, ma anche utile per accendere i riflettori sulle bellezze, il patrimonio artistico e culturale, le verdi colline e i borghi medievali dell’Umbria.
Ma c’è dell’altro, accanto all’iniziativa è stata attivata una piattaforma di crowdfunding per raccogliere dei fondi che, al termine del percorso, saranno totalmente devoluti all’Associazione di promozione sociale Prendimi per Mano Umbria, che nasce con l’intento di offrire assistenza sociale e sanitaria ai minori con disabilità e in situazione di disagio.
“Sento e leggo quotidianamente quanto la gente si lamenta delle restrizioni legate alla pandemia: è ovvio, il periodo è davvero difficile e comprendo quanto sia importante la liberà per ognuno di noi, ma le attuali limitazioni non hanno cambiato nulla nella mia vita. Alcuni non si rendono conto, magari in buona fede neanche ci pensano, ma ci sono persone che vivono questa realtà tutta la vita, tutti i giorni, Covid o non Covid. L’emergenza sanitaria – conclude Massoli – mi ha spinto a fare qualcosa in più, perché proprio in questo periodo è stato ancora più faticoso continuare a garantire le attività giornaliere che contribuiscono alla crescita di Caterina”.
Tra le tante persone che si sono rese disponibili ad accompagnare, sia in bici che in modo virtuale, i cinque amici durante il viaggio, anche Chiara Pierassa dell’Associazione Prendimi per Mano: “Sono felice di salire in bici e prendere parte a questa bellissima iniziativa. Crediamo nei nostri bambini, nelle loro capacità – afferma – e ci rendiamo conto che trascorrere del tempo con loro giocando e divertendoci è la crescita più grande. Apprendere senza nemmeno accorgersi di imparare cose nuove si è dimostrato essere la carta vincente. Un ringraziamento va ai genitori di questo bimbi e ragazzi che hanno fiducia in noi e sono disposti a mettersi in gioco, giorno dopo giorno, per un obiettivo condiviso: il benessere emotivo e psicofisico dei propri figli”.
Calcio: Gianluca Marinelli (Selci Nardi) “la federazione prenda posizione sulla questione dei sotto quota, si rischia di penalizzare tanti ragazzi che potrebbero uscire dai radar del calcio”
“Se e quando si ripartirà, saranno indispensabili regole certe, sia in tema di sicurezza degli atleti che di tesseramenti. Auspico che la federazione prenda posizione sulla questione dei sotto quota, si rischia di penalizzare tanti ragazzi che potrebbero uscire dai radar del calcio, hanno perso oltre un anno, alcuni di loro potrebbero uscire, per raggiunti limiti di età, sarebbe ingiusto non dare loro la possibilità di continuare il percorso di crescita iniziato nelle giovanili”







