L’abbassamento delle temperature in atto in questi giorni alza la soglia di attenzione anche sugli impianti idrici esterni alle abitazioni, in particolare sui contatori dell’acqua, che possono arrivare a rompersi causa il gelo. Umbra Acque ricorda alcuni semplici accorgimenti che possono evitare disagi nella fruizione del servizio e spese impreviste, poiché ai clienti spetta la corretta custodia di questi apparecchi.
Ecco alcuni semplici ma fondamentali suggerimenti:
§ se il contatore si trova in un fabbricato disabitato nel periodo invernale, bisogna chiudere il rubinetto a monte del misuratore e provvedere allo svuotamento dell’impianto; negli altri casi, in genere, è sufficiente verificare che siano ben chiusi i vani di alloggiamento del contatore;
§ se il contatore si trova in un punto particolarmente esposto al freddo, si consiglia di fasciare l’impianto con specifici materiali isolanti (come polistirolo, poliuretano espanso, etc.) avendo comunque cura di lasciare scoperto il quadrante delle cifre, per consentire l’eventuale lettura del contatore;
§ se ad un controllo il contatore risultasse congelato, ma non ancora rotto, è assolutamente sconsigliato manovrare le valvole di afflusso e chiusura o scongelarlo con fiamme libere e fonti intense di calore (lo stress provocato ai materiali di cui è composto l’impianto potrebbe danneggiarlo in modo irreparabile); è consigliabile piuttosto avvolgere il contatore con una coperta vecchia o con fogli di giornale, aspettando con pazienza che si scongeli, oppure utilizzare una fonte di calore modesta, come un asciugacapelli.
Se infine il contatore dovesse risultare rotto, è necessario mettersi subito in contatto con Umbra Acque S.p.A. (numero verde gratuito 800.25.04.45, attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7) affinché si attivi la procedura di sostituzione del contatore.
Umbra Acque: neve e gelo, attenzione ai contatori dell’acqua
Chiusura di alcuni uffici postali, il sindaco Fratini invia lettera ufficiale a Poste Italiane
Illustrissimi, Amministratore Delegato di Poste Italiane, Presidente della Regione Umbria e Prefetto di Perugia, buongiorno,
con la presente vi comunico tutto il mio personale disappunto, relativamente alla chiusura di alcuni uffici Postali nel Comune di San Giustino (PG). Ho appreso solo ieri che di tre uffici postali presenti nel territorio comunale ne rimarrà aperto solo uno, quello del capoluogo, mentre rimarranno chiusi quelli di Lama e di Selci. Questa decisione presa in totale autonomia da parte delle Poste Italiane è del tutto non condivisibile e arriverei a dire irresponsabile in questo momento di emergenza. Ciò significa concorrere a creare situazioni di assembramento, soprattutto delle persone più anziane nel momento del ritiro delle pensioni. Persone che hanno necessità di recarsi allo sportello, perché sprovviste di conto corrente od di altre modalità di accredito della pensione. Siamo una comunità composta da circa 12.000 abitanti e questa decisione esporrà i nostri cittadini, soprattutto quelli più vulnerabili, ad un maggiore rischio contagio.
Confidando in un Vostro ravvedimento, colgo l’occasione per inviare distinti saluti:
Il Sindaco di San Giustino
Paolo Fratini
Cassonetti e strade, Comune e Sei Toscana in sinergia contro il contagio. Attività di sanificazione in corso
L’amministrazione comunale di Sansepolcro, in collaborazione con Sei Toscana, ha organizzato un’attività di sanificazione dei cassonetti e delle strade per ridurre il rischio di contagio tra i cittadini.
“Già la scorsa settimana sono stati sanificati tutti i cassonetti del territorio comunale – spiega l’assessore Gabriele Marconcini – In questi giorni, è stato completato un altro giro. Nei prossimi, saranno ancora disinfettati quelli che si trovano nelle zone più popolate”.
Per il servizio “Porta a porta” è stato deciso di esporre soltanto i sacchi di immondizia senza mastelli, in modo da evitare il rischio di una eventuale diffusione del virus attraverso la superficie dei contenitori utilizzati abitualmente.
Grande attenzione viene dedicata alle abitazioni dove sono presenti cittadini risultati positivi. Lì, vengono seguite particolari procedure per il ritiro della spazzatura e per il suo smaltimento.
“Per quanto riguarda le strade, è stato deciso che all’attività ordinaria di spazzamento, si associ anche la sanificazione attraverso l’utilizzo di ipoclorito di sodio – conclude Marconcini – Come amministrazione comunale stiamo mettendo in campo tutte le misure utili e necessarie ad arginare il virus e a garantire l’erogazione di servizi in linea con quanto previsto dalla legge in questo momento così particolare”.
Umbertide: aggiornamento su uno dei tre casi positivi al Covid-19 comunicati dalla Usl Umbria 1 il 24 marzo
“Uno dei nuovi tre casi di positività al Covid-19 in isolamento domiciliare comunicati dalla Usl Umbria 1 nella serata di martedì 24 marzo, è stato trasferito in una struttura sanitaria più idonea”: a renderlo noto è il sindaco Luca Carizia.
Emergenza corona virus : Ciubini (Presidente Muzi Betti) “grazie a tutti quanti ci stanno aiutando, in questo momento difficile”
Il PRESIDENTE dell’ASP Muzi Betti , a nome del Consiglio di Amministrazione ritiene doveroso ringraziare tutti quanti si stanno adoperando a difesa e tutela degli Ospiti che sono, in questo particolare momento , le persone più fragili da tutelare.
In particolare, il personale di tutti i servizi interni che si sta adoperando in maniera encomiabile, sia dal punto di vista assistenziale che emotivo.
Ci siamo attivati direttamente per dotare tutti dei dispositivi di protezione necessari .
Vogliamo però ringraziare sin d’ora anche chi vorrà dimostrare con supporti economici o donazioni la solidarietà verso questa Struttura .
A tal fine si comunica il codice IBAN BONIFICO BANCARIO sul c.c. di tesoreria intestato a A.S.P. Muzi Betti COD IBAN IT94N0306921697000000081703
Si ringrazia la SOGEPU SPA e l’ASSOCIAZIONE “Fiori di Lillà” per le donazioni già effettuate
Pensioni: tutte le aperture degli uffici postali di Città di Castello
In vista della scadenza delle pensioni e su sollecitazione del sindaco di Città di Castello Luciano Bacchetta, Poste Italiane ha comunicato ufficialmente le aperture degli uffici. In primo luogo bisogna ricordare che le pensioni del mese di aprile per i pensionati, titolari di un Conto BancoPosta, di un Libretto di Risparmio o di una Postepay Evolution, saranno accreditate in anticipo il 26 marzo. Se si possiede una carta Postamat, una Carta Libretto o una Postepay Evolution, è possibile prelevare in contanti da oltre 7000 Postamat, senza recarti allo sportello. Se, invece, si vuole ritirare in contanti la pensione, nell’ufficio di Città di Castello in via Gramsci ed a Cerbara si dovrà seguire lo scaglionamento per lettera del cognome. In particolare per l’Ufficio di via Gramsci, aperto mattina e pomeriggio tranne il sabato fino al 1 aprile: giovedì 26 Marzo dalla A alla B, venerdì 27 Marzo dalla C alla D, sabato mattina 28 Marzo dalla E alla K; lunedì 30 Marzo dalla L alla O; martedì 31 Marzo dalla P alla R; mercoledì 1 Aprile dalla S alla Z. L’ufficio di Cerbara aperto solo la mattina seguirà le stesse modalità e cioè giovedì 26 Marzo dalla A alla B, venerdì 27 Marzo dalla C alla D, sabato mattina 28 Marzo dalla E alla K; lunedì 30 Marzo dalla L alla O; martedì 31 Marzo dalla P alla R; mercoledì 1 Aprile dalla S alla Z. Inoltre per la consegna delle pensioni sono previste aperture straordinarie: venerdì 27 Marzo dell’Ufficio l’Ufficio postale di San Leo Bastia sarà aperto la mattina 8,15 – 13,35; Sabato 28 Marzo sarà aperto l’Ufficio postale di Morra, 8,15-13,35.
Strategia di sorveglianza attiva mediante “drive-through”. La Misericordia di Arezzo si mobilita
Sorveglianza attiva
Così viene denominata una serie di procedure mirate e ampliate tendenti a costituire una possibile alternativa alla chiusura totale in materia di contenimento del contagio da COVID-19. Ma è proprio quello che sta accadendo o – nel migliore dei casi – siamo appena all’inizio?
Mentre stiamo tutti sperimentando il morso doloroso di un lockdown (chiusura totale) che colpisce praticamente tutte le attività non connesse alla produzione di generi di primissima necessità, oggi anche ad Arezzo è iniziata quella che sembra essere una nuova fase strategica, e cioè quella della sorveglianza attiva.
In questo caso specifico trattasi di una prima seduta – prima per la nostra città – di esecuzione di test tampone mirati e ampliati, con la metodica del “drive-through”, una specie di pit-stop in cui coloro che devono essere fatti oggetto del famoso tampone vengono convocati a recarsi con l’auto presso una postazione all’aperto in grado di prelevargli il tampone in pochi minuti, senza che debbano neppure scendere dall’auto, in maniera del tutto riservata ma soprattutto assai più sicura per tutti, operatori e soggetti da esaminare.
Un nostro mezzo ormai ben testato per fare da base appoggio agli infermieri ASL in questi casi, cioè l’ambulatorio mobile – alias camper sanitario – di cui abbiamo l’opportunità di usufruire, si è recato in zona Stadio, sulla sinistra dell’impianto sportivo, nello spazioso piazzale all’aperto normalmente adibito a parcheggio, e lì è stato allestito un percorso orientato per le auto in arrivo che ha consentito in pochi minuti per ciascuno lo svolgimento dei previsti test a tutti i convocati.
Come funziona, a monte, il dispositivo?
È presto detto: la prima fase riguarda la valutazione che il medico di famiglia fa del singolo caso, compresa la visita al domicilio (perché ricordiamo che è tassativo NON recarsi in ospedale né al pronto soccorso in caso di sintomi sospetti per COVID-19 bensì chiamare il proprio medico di famiglia, o il 118). Il medico di famiglia, valutato che in base a sintomi e storia epidemiologica personale sospetti il soggetto sia nei parametri per necessitare di un esame tampone, attiva l’Igiene pubblica del territorio la quale a sua volta attiva il Distretto sanitario di pertinenza perché incarichi proprio personale infermieristico ASL di eseguire i test tampone.
Ed è qui che può scattare la nuova modalità del drive-through, alternativa alla sola possibilità esistente finora, che era quella dell’esecuzione del tampone a domicilio.
Con il “test in auto” è indubbio che si guadagni molto tempo nelle esecuzioni dei test, che sono anche più sicure per tutti e certo più mirate, potendo essere ampliate rispetto a tutte le altre tipologie di test effettuabili finora.
Ma è lecito chiedersi se ciò sia abbastanza e purtroppo dobbiamo dubitarne: con ogni evidenza si tratta invece di poco più di un inizio di nuova strategia, quella cioè della “sorveglianza attiva” – basata sul vero “contact-tracing” – cui accennavamo in precedente articolo.
Bisogna infatti ammettere che ancora si stia tracciando in realtà i soli sintomatici – sebbene ci si sia allargati almeno ai sintomatici lievi, dato che sono in grado se non altro di guidare l’auto fino all’appuntamento con il test in piazza – ma che ne è di tutti i possibili positivi al contagio sebbene asintomatici e quindi pericolosamente infettivi? Insomma che ne è dei contatti (almeno di primo grado) dei sintomatici? Dov’è la loro tracciatura? Non lo sappiamo.
Non lo sappiamo perché non è dato di sapere se i decisori abbiano una qualsiasi strategia epidemiologica almeno di medio termine dietro queste iniziative che, altrimenti, rischiano di restare dei virtuosi esperimenti, dimostrativi di ciò che sapremmo fare ma che non potremo fare.
Ribadiamo ancora una volta che non basta “chiudere tutto”, né ampliare i test, perché non serve farli a tappeto a chiunque, ma farli in maniera mirata, così da individuare tra i contatti tracciati coloro che debbano essere isolati (in quanto positivi) anche se non hanno alcun disturbo, permettendo – in un futuro che ci auguriamo prossimo – ai sicuramente negativi perfino di tornare il libertà, e allentando così la pericolosa morsa sociale che i provvedimenti di solo lockdown altrimenti innescheranno, quando mineranno le capacità di resistenza e tolleranza della popolazione.
(Nelle foto del servizio il personale oggi sul posto del “drive-through” allo Stadio: nostro autista con camper sanitario, ASL – infermieri in tenuta da biosicurezza integrale –, Polizia Municipale, Polizia di Stato. Già solo oggi, in poco più di 2 ore effettive, sono stati effettuati una cinquantina di test mirati!).
Emergenza coronavirus: l’associazione Altotevere contro il cancro apre un crowdfounding per l’ospedale tifernate
Dopo la donazione di guanti, copriscarpe, mascherine FFP2, respiratori pieghevoli, camici, cuffie e visiere, effettuata nei giorni scorsi, l’Associazione Altotevere Contro il Cancro è tornata in campo proponendo un crowdfounding per l’acquisto di altri prodotti monouso per l’Ospedale di Città di Castello. L’emergenza Coronavirus continua e quindi il Presidente Italo Cesarotti, insieme a tutti i volontari, e al fianco di altre associazioni e aziende private del territorio, ha deciso di continuare a sostenere i medici, gli infermieri, i tecnici e tutto il personale che opera all’interno dell’ospedale tifernate, affinché possano svolgere la loro importantissima funzione nelle migliori condizioni di sicurezza.
Ecco perché da circa 48 ore, all’interno del portale Gofundme.com, è attiva la sottoscrizione benefica dal titolo “Altotevere Contro il Covid-19”. L’obiettivo è quello di raggiungere la cifra di 5.000 Euro e già in poco meno di due giorni, grazie alla generosità di tanti altotiberini, il totalizzatore sta segnando circa 2.700 Euro.
La salute del personale medico corrisponde alla salvezza dei nostri cittadini ed è quindi giusto esprimere la nostra gratitudine e vicinanza agli operatori sanitari dell’ospedale tifernate. Oggi abbiamo bisogno, ancora di più, di una grande alleanza tra persone e istituzioni affinché si possa battere finalmente questo Coronavirus.
Comunicati altri tre casi di positività al virus Covid-19 nel Comune di Umbertide
“Poco fa abbiamo ricevuto dal Dipartimento prevenzione-Servizio igiene e sanità pubblica della Usl Umbria 1 la segnalazione di tre nuovi casi positivi al virus Covid-19 nel Comune di Umbertide. I tre soggetti si trovano in isolamento domiciliare e uno di essi era già in sorveglianza sanitaria. Diventano così sette le persone positive al virus residenti nel nostro Comune”: ad affermarlo è il sindaco Luca Carizia.
La società rionale Salaiolo, dona somma di denaro all’ospedale di Città di Castello
“Una piccola somma devoluta al pronto soccorso dell’ospedale di Città di Castello per l’enorme e prezioso lavoro che tutto il personale sanitario sta svolgendo in questi drammatici giorni di emergenza”. Così Massimo Granci, in qualità di presidente, a nome di tutto il Consiglio Direttivo della Società Rionale Salaiolo – La Tina, comunica che la società ha devoluto una piccola somma di denaro a favore dell’ospedale tifernate. “Come tante altre associazioni o privati, anche noi del rione Salaiolo – La Tina abbiamo voluto dare un contributo sperando che questo periodo di emergenza termini al più presto e possiamo tutti tornare alla normalità quotidianità. Ringrazio, a nome della società, tutti i medici, infermieri, oss che ogni giorno affrontano con determinazione questa situazione alla quale nessuno di noi era preparato”.
Coronavirus: appello del presidente Rossi perchè i sanitari pensionati tornino in servizio
Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha rivolto un appello a tutti gli operatori della sanità toscana che hanno lavorato direttamente o in convenzione con la sanità pubblica, a tornare in servizio “perchè la Toscana ha bisogno di tutta la vostra esperienza e capacità di lavoro”.
Il presidente ha spiegato che sarà possibile assumere tutti coloro che si dichiareranno disponibili a rientrare in servizio attraverso contratti libero professionali di sei mesi, rinnovabili, e con un compenso pari all’incirca a quello che ciascuno percepiva prima di andare in pensione.
Il suo invito è dunque quello a telefonare, a partire dalla mattinata di domani, agli uffici del personale delle rispettive Aziende di riferimento per fornire i propri dati e la propria disponibilità a tornare temporaneamente al lavoro.
Rossi ha detto che “si può sperare il meglio, ma occorre essere pronti al peggio” e ha aggiunto che chi si dichiarerà disponibile “se ci sarà bisogno, verrà chiamato”.
“Stiamo predisponendo – ha spiegato il presidente – nuove strutture e nuovi servizi, nuovi posti di terapia intensiva, ma anche cure intermedie sul territorio, alberghi sanitari, così da sviluppare più possibile la capacità di cura del Servizio sanitario regionale. Spero di no, ma temo che avremo bisogno di voi”.
Per Rossi sanità e salute sono beni essenziali e quello sanitario è un servizio che ci fa sentire partecipi di una comunità in cui si condividono sofferenze, gioie e dolori.
“Spero molto – questa la sua conclusione – e con me tutti i cittadini della Toscana, in una vostra risposta positiva e per questo vi ringrazio”.
Federalberghi e Aziende Sanitarie: strutture ricettive a disposizione per evitare le occasioni di contaminazione ed il contagio in famiglia
L’unione fa la forza. Infatti, il sistema sanitario è coadiuvato da tutte le forze proattive del territorio in questa delicata fase di gestione dell’emergenza del coronavirus.
Sulla scorta del protocollo per l’emergenza Covid “ALTEC-19” firmato tra la Regione Toscana e Federalberghi, la AUSL Toscana sud est ha approvato oggi le linee d’indirizzo per il
convenzionamento con le strutture alberghiere del territorio.
Questa misura, infatti, rientra tra le tante messe in atto, su tutto il territorio aziendale, per l’alleggerimento del carico assistenziale sulle strutture ospedaliere dell’AUSL e favorisce il contenimento del contagio del coronavirus. È utile sia dal punto di vista della sicurezza degli operatori sanitari che dei cittadini.
La convenzione consentirà all’AUSL Toscana sud est di poter utilizzare, nel caso in cui ve ne fosse necessità, le strutture alberghiere al fine di ottenere la massima efficacia della misura della quarantena e dell’isolamento fiduciario. L’intero costo dell’operazione sarà a carico dell’Azienda USL Toscana sud est, che provvederà anche, tra le altre cose, alla sanificazione delle stanze e alla fornitura dei pasti.
Le strutture ricettive, il cui elenco è stato stilato sulla base delle disponibilità fornite dalle associazioni di categoria degli albergatori e dai Comuni, saranno quindi utilizzate come veri e propri complessi collettivi d’assistenza. In questi sarà dunque possibile garantire l’isolamento per diverse categorie.
Gli alberghi saranno infatti destinati a pazienti paucisintomatici, quelli cioè senza necessità di ricovero, a pazienti a cui è stato diagnosticato il coronavirus ancora in fase iniziale, o a quelli dimessi dall’ospedale che sono ancora positivi ma presentano condizioni stabili. Potranno essere ospitati negli alberghi convenzionati, ma in strutture esclusivamente dedicate, anche i pazienti che non abbiano ancora effettuato il tampone e che necessitano di un periodo di quarantena.
Queste strutture potranno ospitare anche operatori sanitari positivi al coronavirus ma asintomatici, oppure negativi al coronavirus, che siano residenti fuori la provincia dove lavorano o in servizio presso il servizio sanitario toscano e che continuino a lavorare nel proprio reparto. Una ulteriore misura di sicurezza a tutela dei familiari degli operatori sanitari, anche per tutti quelli che si sono da poco trasferiti, o dovranno farlo, per poter iniziare a lavorare negli ospedali dell’Azienda Toscana Sud Est.
Casi coronavirus nelle RSA: istituita l’Unità di crisi coordinata dal Direttore dei Servizi Sociali e dal Direttore di Zona
È ufficialmente operativa da oggi l’unità di crisi per la gestione delle emergenze Covid nelle residenze sanitarie assistenziali (RSA) della AUSL Toscana sud est.
Fortemente voluta dal direttore generale Antonio D’Urso, annunciata nella diretta facebook di lunedì in cui il vertice dell’ASL fa il consueto punto della situazione sull’emergenza coronavirus, è stato deliberato ufficialmente oggi il provvedimento d’istituzione del nuovo organismo aziendale.
“Per far fronte ai casi degli ultimi giorni anche nelle RSA, abbiamo istituito l’unità di crisi” ha dichiarato Antonio D’Urso “Sarà di supporto, per un governo coordinato e deciso dell’emergenza Covid, alle strutture e ai Sindaci sul territorio in questo delicato momento”.
L’unità di crisi sarà coordinata e presieduta da Lia Simonetti, direttore aziendale dei servizi sociali, con il supporto della direzione sanitaria e dalle strutture aziendali competenti per materia.
La delibera, inoltre, istituisce la task force dell’AUSL sud est. Questa si occuperà di stilare le linee guida aziendali per la gestione dell’emergenza Covid in RSA e sarà di supporto alle strutture e ai Sindaci dei Comuni dove queste sono collocate.
Le RSA infatti ospitano pazienti fragili, anziani non autosufficienti affetti da patologie gravi. Per questo, nel quadro complessivo di tutela della salute delle persone ricoverate, l’AUSL Toscana sud est ha voluto porre in essere ogni accorgimento utile per evitare la diffusione del contagio del coronavirus.
L’unità di crisi aziendale quindi rafforza ulteriormente le misure che l’AUSL Toscana sud est ha messo in campo per tutelare la salute di categorie fragili e degli operatori che lavorano all’interno delle RSA.
“Misericordia” e “San Donato”, gli ospedali Covid della Sud Est Ecco come sono riorganizzati i due ospedali di riferimento
Essere “Ospedale Covid” significa che l’intera struttura, o un’ala del complesso, viene interamente dedicata alla presa in carico, attraverso il ricovero, di pazienti risultati positivi al tampone con sintomatologia grave e che quindi necessitano di assistenza medica e infermieristica continua.
Per consentire questo, l’Azienda ha messo in atto una riorganizzazione degli ospedali, rimodulando le attività in base alle necessita dettate dalla situazione di emergenza, per ottenere quanti più possibili posti letto da dedicare ai pazienti positivi. La nuovo organizzazione non è funzionale solo alle persone già ricoverate, ma è pensata in previsione di un eventuale aumento dei casi, sempre con l’obiettivo di “separare i percorsi”, come ripete il direttore D’Urso da tempo.
Grosseto: Per quanto riguarda il Misericordia, la zona Covid è stata concentrata nella nuova ala dove in particolare, oltre alla Terapia Intensiva e Sub intensiva che già erano presenti, è stato trasferito al primo piano il reparto di Malattie Infettive. Qui vi lavora personale medico e infermieristico dedicato, adeguatamente equipaggiato di tutti i dpi (mascherine, tute impermeabili, guanti, soprascarpe, occhiali) per la loro tutela. La rete ospedaliera viene in aiuto in questo quadro di emergenza: infatti molti reparti sono stati trasferiti negli ospedali di Orbetello e Massa Marittima. In particolare al San Giovanni di Dio vengono spostate le seguenti attività: la chirurgia oncologica (urologica, generale, ginecologica, otorinolaringoiatrica), la chirurgia oculistica di urgenza, la traumatologia ortopedica e tutta l’attività in urgenza. All’ospedale Sant’Andrea di Massa invece saranno eseguite la chirurgia senologica oncologica e la dermatologia oncologica. Inoltre, per consentire di proseguire l’attività di robotica, anche la relativa strumentazione è stata trasferita.
I due ospedali di prossimità gestiranno anche la preospedalizzazione e le agende.
Arezzo: indicazioni simili per trasformare il San Donato in ospedale Covid. Tutte le attività di chirurgia generale e specialistica, programmata e in urgenza sono già state spostate al Centro Chirurgico Toscano.
Alla Clinica San Giuseppe Hospital sono in corso di trasferimento la traumatologia minore, l’ortopedia oncologica, l’Hospice e lo Scudo.
L’attività oncologica sarà spostata nella palazzina del Calcit accanto al San Donato; la traumatologia ortopedica maggiore sarà eseguita alla Gruccia. L’endoscopia e la dermatologia sono affidate all’ospedale di Sansepolcro; le urgenze oculistiche alla Fratta e a Sansepolcro.
Coronavirus: 19 in Umbria i decessi per infezione covid-19
Alle ore 18,30 di martedì 24 marzo, in Umbria si registrano 19 decessi di persone positive al coronavirus e dei quali stamani, in una nota della Regione, è stata già data comunicazione.
Dei due decessi, avvenuti nella notte tra il 23 e il 24 marzo, nel corso della giornata hanno dato comunicazione anche le Aziende ospedaliere di Perugia e Terni.
La direzione dell’Azienda ospedaliera di Perugia ha comunicato che la notte scorsa è deceduto presso la struttura di Medicina un paziente di 86 anni con diagnosi di Covid-19. L’uomo era ricoverato da alcuni giorni ed era residente nel comune di Citerna.
L’azienda ospedaliera di Terni ha reso noto che, sempre la scorsa notte, è deceduto un uomo di 83 anni residente ad Amelia che era stato ricoverato nel reparto di Pneumologia-Covid dell’ospedale di Terni il 17 marzo.
Coronavirus, 238 nuovi casi in Toscana. In tutto sono 2.699 i contagi, 21 i nuovi decessi
Sono 238 (+ 54 rispetto a ieri) i nuovi casi positivi al Coronavirus registrati in Toscana a ventiquattro ore dal precedente bollettino. Salgono dunque a 2.699 i contagiati dall’inizio dell’emergenza, restano 21 le guarigioni virali (i cosiddetti “negativizzati”) e 30 quelle cliniche. I nuovi decessi sono 21 contro i 17 di ieri. I casi attualmente positivi in cura sono 2.519.
Questi i 21 decessi che si sono verificati in Toscana nelle ultime 24 ore, con l’indicazione di sesso, età, Comune di domicilio: M 82 anni Firenze F 76 Carrara, M 86 Cascina, M 85 Massa, F 90 Livorno, M 78 Capannori, F 95 Mulazzo, M 79 Carrara, M 75 Pontedera, M 80 Pieve a Nievole, M 80 Pistoia, M 69 Pistoia, M 82 Pistoia, F 65 Figline e Incisa, M 77 Montecatini Terme, M 80 Ponte Buggianese, F 81 Monsummano Terme, F 92 Serravalle Pistoiese, M 69 Scandicci, M 84 Piancastagnaio e M 78 Sestino.
Spetterà in ogni caso all’Istituto superiore di sanità attribuire le morti al Coronavirus.
Per quanto riguarda i ricoveri, ad oggi sono in totale 1.162 di cui 244 in terapia intensiva.
Questi i numeri che fotografano la situazione toscana alle ore 15 di martedì 24 marzo, così come sono stati trasmessi dall’assessorato al diritto alla salute al Ministero della salute.
Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 1.850 tamponi, il numero più alto dall’inizio della crisi.
Dei 2699 tamponi risultati positivi questa è la suddivisione per provincia di segnalazione, che non sempre corrisponde necessariamente a quella di residenza: 622 Firenze, 243 Pistoia, 159 Prato (totale Asl centro: 1.024), 387 Lucca, 314 Massa-Carrara, 285 Pisa, 162 Livorno (totale Asl nord ovest: 1.148), 140 Grosseto, 176 Siena, 211 Arezzo (totale sud est: 527).
Dal 1° febbraio ad oggi nei laboratori toscani sono stati effettuati in tutto 15.701 tamponi su 14.149 casi. I laboratori impegnati nel testare i tamponi sono: i tre laboratori di microbiologia e virologia delle tre aziende ospedaliere universitarie di Careggi, Pisa e Siena, in funzione dall’inizio di febbraio, a cui negli ultimi giorni se ne sono aggiunti altri sei: Ispro (Istituto per lo studio, la prevenzione e la rete oncologica), i laboratori di Arezzo e Grosseto (Asl sud est), Livorno e Lucca (Asl nord ovest), più un laboratorio privato.
Dal monitoraggio giornaliero sono 10.405 le persone in isolamento domiciliare in tutta la Toscana: 4.543 nella Asl centro, 3312 nella Asl nord ovest, 2.570 nella Asl sud est.
Le informazioni sui singoli casi saranno fornite dagli uffici stampa delle aziende sanitarie, nel rispetto della privacy, con successivi comunicati stampa o per telefono.
L’associazione “i fiori di lilla” lancia il concorso #iorestoacasaedisegno dal 26 marzo al 12 aprile
In questo momento di emergenza così delicato, l’Associazione di Volontariato I Fiori di Lillà, assieme ad altre attività di sostegno al territorio che sta mettendo in atto con i propri fondi e di cui a breve si darà informazione all’intera comunità, ha indetto il Concorso #iorestoacasaedisegno rivolto ai più piccoli, in partenza da giovedì 26 marzo fino a domenica 12 aprile.ambini dai 0 ai 10 anni (fino alla classe V della scuola primaria) potranno partecipare inviando, grazie all’aiuto dei genitori, all’indirizzo email dell’Associazione ifioridililla@libero.it un disegno a tema libero, realizzato in questi giorni nei quali siamo tutti costretti a casa. Saranno premiati da apposita giuria i 5 disegni più belli, e i vincitori riceveranno in premio materiale didattico e da disegno di alta qualità.
Ogni bambino compreso nella fascia di età indicata potrà inviare un solo disegno, indicando nella mail i seguenti dati: Nome, Cognome ed età (nel rispetto totale delle normative di privacy), località di residenza, classe e scuola di appartenenza, oltre ad un contatto telefonico in caso di vittoria.
La giuria dedicata sceglierà i vincitori e alla fine di questa emergenza saranno pubblicati sulla nostra pagina ufficiale Facebook e sul nostro sito www.ifioridililla.com data e luogo della premiazione.
Le opere ricevute entro i termini saranno valutate per espressività ed originalità, per questo sarebbe opportuno che il bambino o il familiare presentasse minimamente l’elaborato prodotto. Potranno partecipare anche le mamme in dolce attesa ed i genitori dei neonati, un modo particolare che l’Associazione ha ideato per coinvolgere tutto il mondo infantile, anche quello che sta per arrivare o che è arrivato da poco!
Con questa iniziativa, I Fiori di Lillà vogliono invitare tutti a stare a casa fino alla fine dell’emergenza e a seguire le regole che vengono impartite dalle autorità, ricorrendo al disegno non solo come un momento familiare ed esperienza creativa ma considerandolo importante strumento espressivo dei bambini. In giornate così cariche di tensioni e di preoccupazioni, il Concorso #iorestoacasaedisegno rappresenta un modo carino, solidale ed affettuoso per mostrare vicinanza ai più piccoli e tenerli con un motivo in più serenamente impegnati nel difficile momento storico che stiamo vivendo, che ci si augura possa passare il prima possibile.
Il tricolore illuminato sul santuario di Belvedere: dedicato agli operatori sanitari che potranno vederlo dall’ospedale. Il Vescovo: “affidiamoci all’immagine della Madonna e non perdiamo la speranza”. Torre civica azzurra
Il Santuario di Belvedere di Città di Castello illuminato con il Tricolore. Subito dopo il tramonto di martedì 24 marzo 2020, la facciata della Chiesa di Belvede-re si è illuminata di verde, bianco e rosso, ad opera del Comune e dei Tifernau-ti, a cui si deve l’idea e la realizzazione tecnica di un’installazione davvero suggestiva” ha detto il sindaco Luciano Bacchetta, presente all’accensione insieme al vescovo mons. Domenico Cancian, all’assessore alle Politiche sociali Luciana Bassini, a Padre Luigi Biscarini, rettore della Basilica-Santuario di Belvedere dei Frati Minori Cappuccini dell’Umbria. Alla stessa ora anche la torre civica si è illuminata di azzurro.
Il santuario di Belvedere è uno dei centri mariani più conosciuti dell’Italia centrale e nel 1703 la sacra immagine della Vergine Maria che custodisce fu solennemente incoronata con licenza del Capitolo Vaticano. Fu costruita in stile barocco negli anni 1669-84 su progetto di Antonio Gabrielli e Nicola Barbioni. Dal piazzale antistante la chiesa si gode uno splendido panorama non solo sulla città, con i suoi campanili, ma anche sull’Alta Valle del Tevere, dal monte della Verna fino a Monte Acuto, nei pressi di Umbertide.
“E’ moto di incoraggiamento dedicato agli operatori sanitari, che dall’ospedale potranno vedere questo segno di riconoscenza e di incoraggiamento da parte di tutti i tifernati” ha detto il sindaco “Rappresenta un gesto simbolico in un mo-mento in cui molti vivono la concretezza della malattia e della sofferenza, nel quale tante categorie in trincea hanno bisogno di atti materiali ma proprio per-ché questa Emergenza tocca così profondamente ognuno di noi, le emozioni non sono un elemento di secondo piano o da sentimentali e possono aiutarci a resistere fino a quando ci saremmo lasciati alle spalle questa terribile situazione. Da questa sera per un mese il santuario sarà avvolto dai fasci di luce tricolori e ben visibile ogni sera in particolare da chi si trova all’interno dell’ospedale in linea d’area diretta quasi a voler testimoniare un abbraccio e gratitudine continua per operatori sanitari ad ogni livello. Grazie alla posizione del Santuario inoltre possiamo estendere fino oltre i confini la nostra vicinanza umana e collegarci idealmente alle Marche, chiamata ugualmente ad una dura prova in questi giorni”.
Il sindaco ha ringraziato i Tifernauti, Enel Sole, il Comune in particolare Aldo Fega-telli, il Vescovo e i religiosi che si occupano del Santuario. Contestualmente an-che la torre civica rimarrà per un mese illuminata di azzurro.
“Abbiamo convintamente condiviso questo piccolo segno perché simbolicamente illu-mina l’oscurità opprimente della pandemia” ha detto il vescovo Cancian “Non rite-niamo superfluo un segno che richiami tutti alla fiducia e alla speranza, ossia a quello che più conta in questa complicatissima situazione che può portare, oltre che stan-chezza, anche scoraggiamento.In più oggi è la Vigilia della solennità dell’Annunciazione del Signore, ossia il momento centrale della storia della salvezza. Maria che accoglie nel suo seno Gesù diventandone madre Sua e poi, sotto la croce, anche madre di tutti, ha tutto l’amore e il potere di venirci incontro. Per tutto questo vogliamo fiduciosamente ora affidare alla Madonna di belvedere questa situazione tanto dolorosa della nostra Città e della nostra Chiesa, invocando la sua potente e materna intercessione”. Chi non avrà la possibilità di vedere da casa Belvedere tricolore lo potrà fare attraverso i canali del Comune nei social Facebook, Instagram e Twitter.
MESSAGGIO INTEGRALE DEL VESCOVO MONS. DOMENICO CANCIAN
Carissimi Tifernati,
Il gesto che il sindaco ed io stiamo facendo non è uno spettacolo. Sarebbe del tutto fuori luogo in questo drammatico momento per il mondo, l’Europa e la nostra Italia in particolar modo.
Abbiamo convintamente condiviso questo piccolo segno perché simbolicamente illumi-na l’oscurità opprimente della pandemia.
Non riteniamo superfluo un segno che richiami tutti alla fiducia e alla speranza, ossia a quello che più conta in questa complicatissima situazione che può portare, oltre che stanchezza, anche scoraggiamento.
Belvedere è il colle prospiciente la città.
Di qui si vede bene la cattedrale con il suo caratteristico campanile, il Comune, il centro storico con le sue piazze, i suoi palazzi e le sue torri.
Belvedere è subito sopra il nostro ospedale, dove si concentrano le maggiori difficoltà. Questa luce vuole incoraggiare specialmente chi soffre e chi accompagna con ammi-revole dedizione e in tutti i modi possibili le sofferenze dei nostri cari.
È un segno suggestivo perché evidenzia con ammirevole bellezza di luci e colori la no-stra bandiera italiana, proiettandola sulla facciata di uno dei più bei santuari mariani della nostra città: la Madonna di belvedere.
La Madonna e la città, binomio storico vincente. Ce lo testimoniano i tanti santuari co-struiti nei secoli passati come ringraziamento per interventi prodigiosi ricevuti: Madonna delle grazie, Canoscio, Monte Santa Maria, Madonna dei rimedi, Petriolo e tanti altri ancora.
In più oggi è la Vigilia della solennità dell’Annunciazione del Signore, ossia il momento centrale della storia della salvezza. Maria che accoglie nel suo seno Gesù diventandone madre Sua e poi, sotto la croce, anche madre di tutti, ha tutto l’amore e il potere di venirci incontro.
Per tutto questo vogliamo fiduciosamente ora affidare alla Madonna di belvedere que-sta situazione tanto dolorosa della nostra Città e della nostra Chiesa, invocando la sua potente e materna intercessione.








