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Coronavirus, servizio telefonico in lingua per gli stranieri Alcuni mediatori faranno da “cerniera” tra i cittadini e il loro medico

Numeri di telefono a cui rispondono alcuni mediatori, i quali possono aiutare i cittadini stranieri residenti nel territorio della Sud Est a reperire le informazioni sul Coronavirus.

Il servizio, voluto e organizzato dalla Asl, si rende necessario perché a volte gli stranieri non riescono a comunicare con il loro medico di famiglia o con l’Azienda per motivi linguistici. E’ invece importante, in questo momento storico, che le informazioni sul Coronavirus siano chiare a tutti. Entrano quindi in gioco i mediatori che potranno fare da “filtro” tra il cittadino straniero e il suo medico.

Il servizio è attivo da oggi, dal lunedì al sabato in orario 14 – 16.

Ecco i numeri da chiamare:

Lingua inglese: tel 389 0917542
Lingua francese: tel 327 1973237
Lingua bengalese: tel 380 2183601
Lingua urdu: tel 389 0917542
Lingua hindi: tel 389 0917542
Lingua araba: tel 327 1973237

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Covid 19 emergenza a Badia Tedalda: piena solidarietà dalla Provincia di Arezzo

La vicenda di Badia Tedalda tiene con il fiato sospeso tutta la comunità provinciale aretina, sono stati infatti registrati in questi giorni un numero altissimo di positivi, 28 infettati e  due deceduti. Silvia Chiassai Martini ha dichiarato :”Sto seguendo con attenzione la delicata questione dell’emergenza sanitaria a Badia Tedalda,  dove il numero dei contagi è preoccupante se consideriamo che la cittadina conta solamente 600 abitanti. Per circoscrivere e tenere sotto controllo il diffondersi del virus sono già stati avviati tutti i protocolli sanitari ed eseguiti 70 tamponi a coloro che hanno avuto contatti diretti con le persone risultate positive al Covid-19. In un momento come questo è indispensabile parlare della nostra Provincia come di una comunità unica, siamo tutti attivi in soccorso al Sindaco di Badia Tedalda Alberto Santucci, al quale esprimo la mia vicinanza e solidarietà, che sta facendo l’impossibile. Tanti sono i Comuni del territorio che si stanno adoperando e voglio ringraziarli personalmente; anche io, ho inviato 200 mascherine e 16 camici, per cercare di dare un sostegno ad una comunità che sta avendo un’incidenza fortissima. E’ fondamentale che alla Provincia tutta, vengano dati  i dispositivi di sicurezza e i tamponi necessari in primis agli operatori dei presidi sanitari e alla forze dell’ordine sempre in prima linea, non possiamo aspettare oltre, bisogna fare presto e subito per circoscrivere il fenomeno e avere contezza della situazione di positività per non creare focolai che si potrebbero estendere in tutto il nostro territorio .”

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Covid 19: Enea Paladino (sindaco Citerna) “primo decesso nel nostro Comune. Dobbiamo farci forza, insieme e uniti, ne usciremo”

“Devo comunicare il primo decesso, nel nostro Comune. Alla famiglia va tutta la mia vicinanza, ci lascia un perno, un punto di riferimento del nostro comprensorio, Pistrino piange, tutto il nostro comune piange, sono affranto, ma dobbiamo farci forza. Sono momenti difficili, serve unità, senso civico, responsabilità, quella che avete mostrato fino ad ora. Mai sarà più come prima, ma sono sicuro ne usciremo più forti e consapevoli”. Queste le parole del sindaco di Citerna, rilasciate poco fa alla nostra redazione

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coronavirus: 17 i decessi per infezione covid-19, oggi in Umbria

Alle ore 18,30 di lunedì 23 marzo, in Umbria si registrano 17 decessi di persone positive al coronavirus. Stamani, in una nota della Regione, è stata già data comunicazione di 16 decessi avvenuti entro le 8 del 23 marzo.

Nella tarda mattinata di oggi l’Azienda ospedaliera di Perugia ha dato comunicazione del decesso di un paziente di 76 anni ricoverato nell’Unità di terapia intensiva.

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Chiuso il monastero e la chiesa di santa Veronica Giuliani. Il messaggio delle suore a tutti i fedeli

Riportiamo il messaggio delle suore riguardo alla chiusura temporanea della chiesa ai fedeli:

“Carissimi fratelli e sorelle,

da venerdì scorso (20 marzo) abbiamo deciso di chiudere completamente le porte del monastero e della chiesa a causa dell’emergenza sanitaria. La decisione, non facile né indolore, è stata presa come atto di responsabilità e di amore verso di voi e verso tutta la Città.

Dal 1643 le porte del nostro monastero sono state sempre aperte, a significare che la scelta di ritirarsi dal mondo non equivaleva a fuggirlo, ma era necessaria per allargare gli spazi del cuore e accogliere tutti nell’abbraccio vivo della preghiera.
Ci commuove ricordare come le sorelle che si sono succedute nel corso degli anni, hanno scelto ogni volta di essere fedeli alla storia – a volte anche drammatica – che si trovavano a vivere. Questa fedeltà è stata per loro lo spazio per incontrare il Dio vivente e riuscire a camminare insieme all’umanità spesso ferita e confusa.
In questo tempo altrettanto drammatico, anche noi scegliamo di essere fedeli a questa storia difficile e di obbedire, cioè ascoltare nel profondo, cosa essa ci stia dicendo.
La chiusura delle nostre porte per preservare chiunque dal contagio, non spegne la supplica che giorno e notte si innalza da questo luogo a voi tanto caro: la nostra vita è donata e lo sarà sempre, soprattutto in questi giorni difficili e tragici per tutti.

Fatte le debite differenze, anche santa Veronica conobbe anni in cui non poté parlare né incontrare nessuno, fu privata dell’eucarestia e dei sacramenti perché ritenuta pazza e visionaria: fu quello il suo periodo più fecondo perché in un abbandono confidente in Colui che è Padre, riuscì a riconoscere Gesù che le veniva incontro.
A lei vi affidiamo ogni giorno nell’intercessione e nella comunione ecclesiale, affinché possiamo tutti riscoprire che il tempio, quello che non andrà mai distrutto, siamo noi, perché edificati e fondati sulla pietra d’angolo che è lo stesso Cristo Gesù (cfr. Ef 2,21-22).

La vostra paura e il vostro dolore ci appartengono.
Camminiamo insieme nell’attesa di poterci guardare di nuovo negli occhi e scoprire di essere stati custoditi tutti nello stesso abbraccio di Amore”.

Le vostre Sorelle Cappuccine
Monastero Santa Veronica Giuliani
Città di Castello

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Coronavirus, Rossi: “Tre coordinatori per le intensive, più tamponi e screening sui sanitari”

Tre coordinatori, uno per ogni Asl territoriale, avranno il compito di organizzare al meglio l’utilizzo dei posti di terapia intensiva in tutti gli ospedali delle rispettive aree vaste e in casi di necessita, attraverso il Cross di Pistoia, anche oltre i confini delle singole aziende. E’ questa la principale novità che il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha annunciato oggi attraverso un videomessaggio trasmesso sulla sua pagina facebook.

I tre responsabili saranno i dottori Adriano Peris per la Asl Toscana Centro, Ferdinando Cellai per la Nord Ovest e Marco Feri per la Sud Est. Loro sarà il compito di far funzionare al meglio un “sistema di vasi comunicanti”, così lo ha definito il presidente, che consenta di utilizzare nella maniera più efficiente i posti di terapia intensiva presenti in Toscana. “E’ un’ opera – ha ricordato Rossi – che sarà resa più facile anche dalle caratteristiche dei nuovi ospedali toscani, con la loro capacità di trasformare i letti in postazioni di terapia intensiva, come ho verificato stamani visitando gli ospedali della Nord Ovest, l’area più colpita. “A Massa – ha sottolineato – si è potuti passare da 15 a 40 posti e così anche a Lucca”.

Il presidente ha poi annunciato che da domani partirà lo screening sierologico sul personale sanitario: “saranno 25 mila – ha detto – i medici, infermieri e operatori coinvolti”. Protagonisti di quella battaglia che si sta combattendo negli ospedali toscani e che il presidente ha ancora una volta voluto ringraziare per il loro impegno e sacrificio.

Novità anche per i controlli sui tamponi. Ogni giorno verrà realizzato un monitoraggio di tutti quelli fatti, con l’obiettivo di arrivare a 40mila. Si sta infine mettendo a punto il sistema di alberghi sanitari, uno per provincia, dove saranno accolti e seguiti tutti i pazienti Covid-19 che non potranno stare in isolamento a casa o che non potranno subito rientrare nelle proprie abitazioni dopo le dimissioni dall’ospedale.

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Coronavirus, Rossi: “Tre coordinatori per le intensive, più tamponi e screening sui sanitari”

Tre coordinatori, uno per ogni Asl territoriale, avranno il compito di organizzare al meglio l’utilizzo dei posti di terapia intensiva in tutti gli ospedali delle rispettive aree vaste e in casi di necessita, attraverso il Cross di Pistoia, anche oltre i confini delle singole aziende. E’ questa la principale novità che il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha annunciato oggi attraverso un videomessaggio trasmesso sulla sua pagina facebook.

I tre responsabili saranno i dottori Adriano Peris per la Asl Toscana Centro, Ferdinando Cellai per la Nord Ovest e Marco Feri per la Sud Est. Loro sarà il compito di far funzionare al meglio un “sistema di vasi comunicanti”, così lo ha definito il presidente, che consenta di utilizzare nella maniera più efficiente i posti di terapia intensiva presenti in Toscana. “E’ un’ opera – ha ricordato Rossi – che sarà resa più facile anche dalle caratteristiche dei nuovi ospedali toscani, con la loro capacità di trasformare i letti in postazioni di terapia intensiva, come ho verificato stamani visitando gli ospedali della Nord Ovest, l’area più colpita. “A Massa – ha sottolineato – si è potuti passare da 15 a 40 posti e così anche a Lucca”.

Il presidente ha poi annunciato che da domani partirà lo screening sierologico sul personale sanitario: “saranno 25 mila – ha detto – i medici, infermieri e operatori coinvolti”. Protagonisti di quella battaglia che si sta combattendo negli ospedali toscani e che il presidente ha ancora una volta voluto ringraziare per il loro impegno e sacrificio.

Novità anche per i controlli sui tamponi. Ogni giorno verrà realizzato un monitoraggio di tutti quelli fatti, con l’obiettivo di arrivare a 40mila. Si sta infine mettendo a punto il sistema di alberghi sanitari, uno per provincia, dove saranno accolti e seguiti tutti i pazienti Covid-19 che non potranno stare in isolamento a casa o che non potranno subito rientrare nelle proprie abitazioni dopo le dimissioni dall’ospedale.

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Emergenza coronavirus: rosticceria del centro storico denunciata, dalla Polizia Municipale, per vendita di cibo da asporto

Durante la consueta attività di controllo sul territorio di Città di Castello da parte della polizia municipale impegnata in servizi di ordine e sicurezza pubblica previsti a seguito dell’ emergenza covid-19, è stata rilevata un’attività commerciale non autorizzata. Nello specifico, una rosticceria, del centro storico che effettuava vendita da asporto ai clienti consentendone l’ accesso all’interno del locale.
Dopo i dovuti accertamenti è emerso che l’ attività era compresa in quelle vietate dall’ art. 1 al punto 2 del dpcm ( attività di servizi e ristorazione) e pertanto si è proceduto al deferimento all’ autorità giudiziaria competente.

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Tutte le attività selvicolturali sospese fino al 3 aprile

La Regione Toscana informa le imprese e i cittadini che tutte le attività selvicolturali sono sospese fino al 3 aprile, secondo quanto riportato all’art 1 comma 1 lettera a).
Le imprese hanno tempo fino al 25 marzo per completare le attività necessarie alla sospensione, compresa la spedizione. Per evitare comportamenti difformi sul territorio, se qualcuno ritenesse di rientare in una delle possibili deroghe previste dal DPCM, deve rivolgersi alla Prefettura, così come disposto dal provvedimento.

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Coronavirus: D’Urso (AUSL sud est) “gli ultimi giorni hanno fatto registrare un contenuto aumento dei casi, il più basso della Toscana”

Sono 461 le persone sul territorio della sud est risultate, alla mezzanotte, positive al coronavirus, ovvero il 10% degli assistiti con sintomatologia influenzale, che erano state sottoposte a tampone. In totale tra Arezzo Siena e Grosseto: 4.693 persone. I positivi sono: 130 casi a Grosseto, 187 ad Arezzo e 144 a Siena. Oltre ai 461 positivi, le persone messe in quarantena per possibile contatto sono 2.860.

Sette i pazienti tra gli 80 ed i 90 anni – con quadri clinici complessi- deceduti in seguito a complicanze correlate all’influenza da Coronavirus. Cinque i guariti clinicamente e virologicamente, ovvero, che hanno fatto il doppio tampone che è risultato negativo.

La maggior parte dei positivi (circa l’80%), considerata la sintomatologia non grave, è seguita a domicilio dai servizi dell’ASL e dal proprio medico di famiglia (356 persone).

I pazienti, il cui stato di salute è tale, invece, da necessitare cure più approfondite per via di sintomi più gravi, sono ricoverati presso gli ospedali aziendali (94 persone). Questi, dal monitoraggio continuo, reagiscono positivamente alle terapie. I casi più gravi, quelli che presentano difficoltà respiratorie, sono ricoverati in Terapia Intensiva degli ospedali di Arezzo e Grosseto (23 persone).

Gli ultimi giorni hanno fatto registrare un contenuto aumento dei casi, il più basso della Toscana. Ciò non toglie che la curva dei contagi possa salire nei prossimi giorni. Anche per questo, la direzione aziendale sta lavorando per potenziare la capacità di accogliere pazienti coronavirus e specializzare il più possibile i due poli Covid individuati nella rete ospedaliera della sud est (il San Donato di Arezzo ed il Misericordia di Grosseto), liberando le strutture da tutte le attività non riconducibili alla cura del Covid.

Gli altri ospedali della rete aziendale mantengono la loro attività, seppur ridotta e contratta, destinata a pazienti con patologie no Covid.

Queste misure, oltre al potenziamento delle capacità laboratoristiche e all’aumento della disponibilità di personale medico e sanitario, rendono più potente la risposta della AUSL Toscana sud est al coronavirus.

 Risposta che comprende anche l’attività territoriale. A questo proposito nei prossimi giorni sarà attivata una nuova modalità organizzativa per il tampone, già sperimentata a livello internazionale, che la Asl Toscana sud est sta avviando nelle varie Zone. Si chiama Drive thru: chi deve sottoporsi a tampone, cioè chi è individuato dal servizio di Igiene Pubblica, sarà contattato dalla Asl e dovrà recarsi al posto indicato. Le persone, senza scendere dall’auto ma solo abbassando il finestrino, faranno il tampone grazie al personale preposto. Questa modalità serve a velocizzare le procedure e a ridurre il contatto tra operatore e cittadino ottimizzando, al contempo, l’utilizzo dei Dispositivi di protezione.

Il Drive thru è stato già sperimentato anche nella nostra Asl, a Badia Tedalda nei giorni scorsi, dove in poche ore sono state sottoposte a tampone circa 70 persone. Ecco dove, per il momento, verrà seguito:

–       Grosseto città, dal 24 marzo

–       Arezzo città, dal 24 marzo

–       Siena, dal 25 marzo

–       Valdarno, dal 26 marzo

–       Valtiberina, dal 24 marzo

–       Chianciano, dal 24 marzo

“Non si tratta di una modalità aperta a tutti – sottolinea il direttore generale D’Urso – ma saranno chiamati solo coloro che rispondono ai requisiti previsti. Riceveranno quindi comunicazione dalla Asl e l’invito a presentarsi nei luoghi individuati”.

Nelle altre località il numero totale dei tamponi richiesti sono ancora pochi per poter attuare questa modalità.

Altro tema su ciò il Direttore si è soffermato è stato quello delle RSA. Infatti, all’interno di queste strutture sono stati registrati casi positivi. “Per l’AUSL Toscana sud est la tutela della salute dei pazienti fragili ricoverati nelle RSA è sicuramente un obiettivo prioritario – ha dichiarato Antonio D’Urso – Per questo abbiamo istituito un’Unità di crisi, diretta dal direttore dei servizi sociali Lia Simonetti e dal direttore di Zona Distretto competente per la Zona, che darà direttive chiare e risposte appropriate alla gestione dei casi di Covid”.

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Covid 19: Failp CISAL “prossimo 26 marzo, data critica per i lavoratore di poste italiana, servono più tutele”

Prossimo appuntamento fissato dal 26 marzo per il pagamento delle pensioni sarà momento di  rischio sia per i lavoratori di Poste sia per i pensionati che appartengono a quella fascia della popolazione particolarmente fragile alla epidemia.. La chiusura di molti Uffici, operata in via di prevenzione, potrebbe nonostante la calendarizzazione dei pagamenti, provocare affollamenti pericolosi.  Restano aperti meno del 40% degli uffici , tra questi gli UP aperti doppio turno lavorano solo la mattina ed in molti comuni l’unico ufficio presente lavora a giorni alterni. Resta per di più aperto il problema della mancata chiarezza circa le operazioni da evitare per la mancanza del requisito dell’urgenza. E’ solo consigliato, non c’è obbligo, di usare i postamat in alternativa alla riscossione direttamente in ufficio.   Per questi motivi la Failp CISAL ha segnalato ai Prefetti dell’Umbria  e delle Marche la nostra preoccupazione. E’ necessario che venga   valutata  la possibilità di sorvegliare le operazioni necessarie ai pagamenti delle pensioni e ciò sia all’esterno che all’interno degli Uffici per garantirne la regolarità, il rispetto delle distanze di sicurezza, la necessità ed inderogabilità delle operazioni richieste e cosi via.  Il rischio che le misure di sicurezza non siano rispettate comporta un grave problema. Il rispetto delle norme preventive non può essere demandato ai lavoratori di Poste a cui vanno garantite sicurezza e tranquillità.  Ad aggravare i rischi dei lavoratori postali con ricadute sulla cittadinanza e possibili conseguenze per il nostro sistema ospedaliero, è la mancata distribuzione a tutti dei DPI e l’apertura di uffici lay out privi di schermatura a dividere gli operatori dal pubblico. La richiesta di schermatura seppur provvisoria avanzata da tempo dalla Failp  Umbria Marche ha trovato accoglienza a livello nazionale. I tempi di realizzazione sono però lunghi a differenza di quanto già accaduto in molti negozi di alimentari e farmacie della nostra regione. Tutti i lavoratori di Poste stanno operando   tra grandi difficoltà, garantendo   quotidianamente  e responsabilmente  l’offerta dei servizi pur  con alti rischi e scarsa protezione. La Failp CISAL li ringrazia tutti sollecitando la solidarietà collaborativa  dei cittadini e delle Istituzione nella speranza che possa manifestarsi anche dal 26 marzo.

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“Sospendere le attività non indispensabili, si garantisca la sicurezza di chi deve lavorare, pronti a mobilitazioni e scioperi”: Cgil-Cisl-Uil Firenze oggi hanno incontrato sindaco e prefetto. Chiesta anche la chiusura domenicale dei supermercati

“Sospendere le attività non indispensabili, si garantisca la sicurezza di chi deve lavorare, pronti a mobilitazioni e scioperi”: Cgil-Cisl-Uil Firenze oggi hanno incontrato sindaco e prefetto. Chiesta anche la chiusura domenicale dei supermercati Firenze, 23-3-2020 – “Oggi è il momento di mettere la salute di tutte e tutti al primo posto. Così come il Governo giustamente invita i cittadini a stare a casa, anche i lavoratori e le lavoratrici hanno il diritto di tutelarsi e di restare a casa, per la salute loro e per non mettere in ulteriore difficoltà il servizio sanitario nazionale. Quindi, si sospendano tutte le attività realmente non indispensabili”: lo sostengono Paola Galgani (segretaria generale Cgil Firenze), Roberto Pistonina (segretario generale Cisl Firenze) e Paola Vecchiarino (Responsabile Uil Firenze). I tre sindacalisti, a seguito dell’uscita del DPCM del 22 marzo 2020 che individua le attività economiche non essenziali che dovranno sospendere la produzione per far fronte al diffondersi del virus Covid-19 nella provincia di Firenze, hanno aperto un confronto con il sindaco della Città Metropolitana e il Prefetto di Firenze. Questo il report degli incontri di oggi con sindaco e prefetto stilato da Galgani, Pistonina e Vecchiarino: “Negli incontri che si sono tenuti nella giornata di oggi abbiamo ribadito le nostre posizioni, già espresse a livello nazionale: l’elenco dei settori individuati dal DPCM è troppo ampio rispetto alla definizione di “attività indispensabili” ed è quindi necessario che il governo corregga l’Allegato 1 al DPCM (come tra l’altro previsto dall’Art. 1 comma 1 lettera a); anche all’interno delle aziende che hanno codici Ateco realmente indispensabili si identifichino le attività essenziali, in modo da prevedere una riduzione della produzione utile all’effettivo rispetto degli obiettivi di salute pubblica; in tutte le attività lavorative, senza alcuna distinzione, si provveda a far rispettare il “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro” del 14 marzo u.s. come previsto dall’Art. 1 comma 3 del DPCM del 22 marzo 2020 e in caso ciò non sia possibile si attivino gli ammortizzatori sociali previsti; in particolare si verifichi che in tutte le attività che restano aperte vi sia l’effettiva distribuzione dei DPI; si intervenga per ridurre la pressione sui supermercati, provvedendo alla chiusura domenicale, a incentivare la spesa di vicinato, ad evitare assembramenti comunque pericolosi in una fase di diffusione del contagio. In particolare al Prefetto abbiamo rappresentato la richiesta di CGIL CISL e UIL nazionali di incontro con il Ministro dell’Economia e quello dello Sviluppo Economico per ridurre le attività ancora considerate essenziali in base al Decreto e perché intervenga attivamente per il rispetto della riduzione delle attività produttive e la tutela della sicurezza, non autorizzando le attività che non sono realmente funzionali ad assicurare la continuità delle filiere delle attività essenziali, che non siano a rischio in caso di interruzione e che non siano strategiche per l’economia nazionale”. Concludono Galgani, Pistonina e Vecchiarino: “Cgil, Cisl e Uil del territorio fiorentino invitano e sostengono le proprie categorie e le Rsu a mettere in campo tutte le iniziative di lotta e di mobilitazione, fino alla proclamazione dello sciopero, per sostenere le proposte avanzate e valuteranno iniziative territoriali qualora si rendano necessarie, in accordo con quanto verrà stabilito a livello nazionale. Oggi è il momento di mettere la salute di tutte e tutti al primo posto: deve essere una responsabilità di tutti. Responsabilità che non è mai mancata da chi lavora nei servizi essenziali, a partire dalla Sanità: è indispensabile che queste lavoratrici e lavoratori siano messi in condizione di lavorare con risorse e dispositivi adeguati”.

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Umbria, sono 5.286 le Società che potranno continuare fino al 3 aprile

Umbria, sono 5.286 le Società che potranno continuare fino al 3 aprile
Le aziende avranno eventualmente tempo fino al 25 marzo
per completare la chiusura
Sono 5.286 le società di capitali umbre (SpA, Srl e Cooperative) che rientrano nel nuovo decreto anti coronavirus dove sono indicati i settori ATECO che sfuggono al principio del “chiudere tutto”.
Lo studio è stato condotto da ACACIA Group che, attraverso l’Osservatorio delle Imprese, ha messo sotto la lente i “numeri” delle Società di Capitali della nostra regione.
Il raggruppamento evidenziato sviluppa un fatturato aggregato di oltre 12 miliardi di Euro e impiega 52.096 addetti, il 74,06% delle 5.286 Società ha sede legale nella Provincia di Perugia e il restante 25,94% nella Provincia di Terni. (Fonte dati AcaciaCompany.it)


Le città con più concentrazione di imprese
CITTA’ N° Aziende %
Perugia 1301 24,61%
Terni 822 15,55%
Foligno 343 6,49%
Città di Castello 268 5,07%
Spoleto 196 3,71%
Corciano 170 3,22%
Assisi 158 2,99%
Gubbio 158 2,99%
Bastia Umbra 147 2,78%
Narni 143 2,71%
Orvieto 127 2,40%
Todi 107 2,02%

Per quanto concerne il volume di affari, la fascia predominante è popolata dalle Società con un fatturato inferiore al milione di euro (77,22%), seguita con netto distacco da quella 2-20 Milioni Euro (10,16%).


La suddivisione delle imprese per fascia di fatturato
FASCIA FATTURATO N° Aziende %
OLTRE 100 Milioni di Euro 12 0,23%
50-100 Milioni di Euro 23 0,44%
10-50 Milioni di Euro 143 2,71%
2-10 Milioni di Euro 537 10,16%
1-2 Milioni di Euro 489 9,25%
MENO DI 1 Milioni di Euro 4082 77,22%
Analizzando invece il numero addetti per azienda si evidenziano 75 grandi aziende con un organico superiore ai 100 dipendenti (1,44% delle 5.286 Società), la fascia centrale di 2.781 PMI con organico tra i 2 e 100 dipendenti, e la fascia delle microimprese che occupa il 45,97% del totale.


La suddivisione delle imprese per numero addetti
FASCIA ADDETTI N° Aziende %
OLTRE 500 11 0,21%
DA 100 a 500 64 1,21%
DA 50 A 100 87 1,65%
DA 10 A 50 897 16,97%
DA 2 A 10 1797 34,00%
0-1 2430 45,97%
E’ difficile dire cosa ci aspetta e fare previsioni senza margine di errore. Quotidianamente, e ancor più in queste lunghe giornate, – conclude Francesco Pace, Founder di ACACIA Group – mi confronto con imprenditori e professionisti, che sottolineano la priorità assoluta di risolvere l’emergenza sanitaria. Senza dimenticare che l’Umbria proviene da anni difficili e speriamo non subisca ripercussioni peggiori rispetto al panorama nazionale.
Quali saranno le conseguenze economiche lo sapremo più avanti, quando avremo modo di analizzare i numeri reali. Aspettiamoci certamente un nuovo modello economico… da dopoguerra.


Fonte Dati:
https://www.AcaciaCompany.it (Database delle Società Italiane)
Osservatorio delle Imprese – Umbria – Edizione 2020

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Coronavirus, 184 nuovi casi in Toscana. In tutto sono 2461 i contagi

ono 184 i nuovi casi positivi al Coronavirus registrati in Toscana a ventiquattro ore dal precedente bollettino. Salgono dunque a 2461 i contagiati dall’inizio dell’emergenza, 21 le guarigioni virali (i cosiddetti “negativizzati”), 30 le guarigioni cliniche e 109 i decessi. I casi attualmente positivi in cura sono 2.301.

Questi i 18 decessi che si sono verificati in Toscana nelle ultime 24 ore, con l’indicazione di sesso, età, Comune del domicilio: M. 87, Pontremoli; M. 69, Massa; M. 70, Piombino; M. 82, Lucca; F. 85, Fivizzano; M. 77, Casciana Terme; M. 90, Pontremoli; F. 86, Bagnone; M. 82, Carrara; M. 97, Fivizzano; M. 85, Pisa; M. 30, San Giuliano Terme; M. 81, Pisa; M. 89, Carmignano(PO); M. 85, Pontassieve; F. 90, Agliana(PT); M. 84, Quarrata(PT); M. 86, Chiusi (SI).

Spetterà in ogni caso all’Istituto superiore di sanità attribuire le morti al Coronavirus: si tratta di persone di età compresa tra i 30 e i 100 anni, tutte affette da più patologie.

Per quanto riguarda i ricoveri, a oggi sono in totale 1076 di cui 238 in terapia intensiva.

Questi i numeri che fotografano la situazione toscana alle ore 15 di lunedì 23 marzo, così come sono stati trasmessi dall’assessorato al diritto alla salute al Ministero della salute.

Dei 2461 tamponi risultati positivi questa è la suddivisione per provincia di segnalazione, che non sempre corrisponde necessariamente a quella di residenza: 548 Firenze, 229 Pistoia, 137 Prato (totale Asl centro: 914), 363 Lucca, 289  Massa-Carrara, 266 Pisa, 140 Livorno (totale Asl nord ovest: 1058), 128 Grosseto, 160 Siena, 201 Arezzo (totale sud est: 489).

Dal 1° febbraio a oggi nei laboratori toscani sono stati effettuati in tutto 13851 tamponi su 12612 casi. Nelle ultime 24 ore, sono stati fatti 587 tamponi. I laboratori impegnati nel testare i tamponi sono: i tre laboratori di microbiologia e virologia delle tre aziende ospedaliere universitarie di Careggi, Pisa e Siena, in funzione dall’inizio di febbraio, a cui negli ultimi giorni se ne sono aggiunti altri sei: Ispro (Istituto per lo studio, la prevenzione e la rete oncologica), i laboratori di Arezzo e Grosseto (Asl sud est), Livorno e Lucca (Asl nord ovest), più un laboratorio privato.

Dal monitoraggio giornaliero sono 9.324 le persone in isolamento domiciliare in tutta la Toscana: 3.569 nella Asl centro, 2.895 nella Asl nord ovest, 2.860 nella Asl sud est.

Le informazioni sui singoli casi saranno fornite dagli uffici stampa delle aziende sanitarie, nel rispetto della privacy, con successivi comunicati stampa o per telefono.

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Coronavirus, una task force regionale per analizzare tutte le proposte terapeutiche

Una task force regionale, con il compito di monitorare attentamente e in modo tempestivo tutte le proposte terapeutiche, le iniziative intraprese dalle singole Aziende sanitarie, nonché stabilire continui contatti con il livello nazionale, al fine di consentire ai cittadini toscani di poter usufruire nel tempo più breve possibile di tutte le terapie validate dal mondo scientifico.

Hanno ritenuto necessario istituirla il presidente Enrico Rossi, d’intesa con l’assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi. La task force sarà costituita da rappresentanti delle Aziende sanitarie e da rappresentanti dei comitati etici della Toscana, e coordinata dal dottor Loredano Giorni, dirigente nel Dipartimento diritti di cittadinanza e coesione sociale.In questi giorni assistiamo infatti a un continuo sviluppo di proposte relative a interventi farmacologici su pazienti affetti da Coronavirus. Alcune di queste proposte, che giungono sia dal mondo medico che dalle più comuni fonti di informazione, essendo prive di quelle necessarie ed essenziali evidenze scientifiche, contribuiscono a suscitare nei cittadini attese infondate, accentuando il disagio di questi giorni.

La task force non avrà nessun tipo di preclusione, analizzerà tutte le proposte in arrivo e farà le opportune verifiche e valutazioni.

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Emergenza coronavirus: tricolore su belvedere e torre azzurra. Un modo per ricordarci che andra’ tutto bene, anche se la guardia deve rimanere alta”

Emergenza Coronavirus: Tricolore sul Santuario di Belvedere e Torre civica azzurra “per ricordarci che andrà tutto bene anche se per il momento non dobbiamo abbassare la guardia e adeguarci con serietà e convincimento alle misure prese dal Governo”. A dirlo è l’assessore alla Protezione civile del comune di Città di Castello Luciana Bassini illustrando l’iniziativa che si terrà domani, martedì 24 marzo, al tramonto. “Quando i Tifernauti ci hanno proposto di illuminare il santuario di Belvedere con il Tricolore abbiamo subito accolto l’idea con entusiasmo perché è sembrato un modo per comunicare gratitudine e vicinanza al personale sanitario in trincea e per stringerci come comunità in questo momento difficile, probabilmente uno dei più critici della nostra storia recente. Grazie dunque ai Tifernati per la disponibilità ed il lavoro svolto con senso civico e di appartenenza”. All’iniziativa ha collaborato il Comune di Città di Castello, il Servizio Pubblica Illuminazione, ed Enel Sole. “Contestualmente illumineremo di azzurro la torre civica, che è il nostro simbolo, ricca di significati per noi che siamo tifernati. E’ ormai da settimane che molti di noi sono chiamati ad un isolamento sociale, giorno dopo giorno meno difficile da accettare ma anche più alienante. I nostri giovani sono chiusi in casa da quasi un mese e sappiamo quanto questo stia cominciando a costare dalle loro espressioni. Ma come in altri frangenti difficili, dobbiamo tenere duro, pensando che questo sforzo comune non sarà invano, servirà a proteggere i nostri cari più vulnerabili, a superare l’emergenza e a cominciare un ritorno lento ma progressivo alla normalità”.

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Quinto caso coronavirus a Sansepolcro


“Nelle ultime ore ci e’ stato notificato ufficialmente un nuovo caso di Coronavirus a Sansepolcro.
Il quinto. Si tratta di un uomo di 78 anni. Anche a lui auguriamo una pronta guarigione”. Queste le parole del Sindaco Cornioli

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Cesare Sassolini: “servono interventi urgenti in materia di Coronavirus”

Uffici Postali periferici chiusi: dalle frazioni le persone sono costrette a recarsi a Città di Castello per usufruire dei servizi postali. Molti tifernati mi stanno segnalando questo problema, presente anche in altri Comuni: rimangono aperti solo gli uffici centrali, mentre gli altri sportelli vengono chiuso. Chiusure che generano problemi, soprattutto per la popolazione più anziana che ha difficoltà negli spostamenti. E’ vero: in questo periodo è preferibile utilizzare i servizi online, ma non tutti sono capaci di farlo, ed in vista dell’erogazione delle pensioni gli uffici postali conteranno l’afflusso di molte persone. Dalla periferia sud del comune di Città di Castello, da Trestina, Morra, Promano, per citare alcune frazioni, i pensionati e non solo si recheranno agli uffici postali del centro. Si aumenta così il pericolo di contagio, tra i cittadini che si recheranno alle Poste, ma si mette anche a rischio l’incolumità dei lavoratori. Queste persone, che magari finora sono state chiuse in casa rispettando le normative, potrebbero uscire tutte insieme andando a ritirare la pensione e poi a fare spesa. Così facendo aumentano i rischi di contagio, proprio ora che, come ha ben spiegato il sindaco nella comunicazione di domenica 22 marzo, sembra che nel nostro territorio i contagi stiano rallentando. Per questo motivo chiedo al sindaco di intervenire tempestivamente e chiedere l’apertura, anche in forma ridotta, degli uffici postali periferici. Basterebbe che questi aprissero mezza giornata, due ore al giorno, o qualche ora a settimana. E’ un intervento importante per la sicurezza dei cittadini e dei lavoratori.
Non solo. Chiedo al sindaco di adoperarsi per sospendere momentaneamente le tasse comunali: Tosap, Tari, la tassa sulle insegne pubblicitarie e l’addizionale Irpef del Comune. Sarebbe un gesto importante e di grande sensibilità soprattutto per aiutare i lavoratori con Partita Iva e i tanti negozianti che hanno obbligatoriamente chiuso la propria attività in questo periodo di emergenza. Le difficoltà per chi non ha un mensile fisso, sono numerose, e qualsiasi aiuto può garantir loro la sopravvivenza lavorativa. La sospensione, una riduzione o posticipare il pagamento, oppure fare un ‘anno bianco’ sarebbe un aiuto importante.
Infine invito tutti i supermercati e chi ha negozi di alimentari – ringraziandoli per l’importante servizio che svolgono in questo periodo di emergenza – a promuovere la vendita di prodotti locali, umbri e Made in Italy. Aiutiamo anche in questo modo le nostre aziende. Infine invito tutti i supermercati e i negozi di alimentari ad esporre in alcuni scaffali il cartello un cartello con la scritta “prodotti Italiani” e in altri prodotti Umbri e invito anche la popolazione a sostenere la nostra filiera acquistando soprattutto prodotti con questa indicazione! Nei momenti di difficoltà è importante sostenere la nostra economia.

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