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Dopo dieci anni Andrea Piccini torna alla 24 ore di Le Mans al volante della Ferrari 488 gte del team Kessel racing

Dopo dieci anni esatti, Andrea Piccini torna a correre la 24 Ore di Le Mans. L’ultima volta era stato nel 2009 con la Lola Judd nella Lmp2 e prima ancora il pilota di Sansepolcro era salito sul podio con la Aston Martin ufficiale nel 2006; stavolta, sarà al volante della Ferrari 488 Gte numero 60 del team Kessel Racing nella categoria Am, assieme ai compagni di equipaggio con i quali sta disputando la stagione 2019 nella European Le Mans Series: Sergio Pianezzola e Claudio Schiavoni. “Non pensavo che avrei avuto l’occasione di partecipare di nuovo alla più grande gara automobilistica del mondo – ha commentato il 40enne pilota di Sansepolcro – ma è proprio vero che, spesso, la vita riserva sorprese speciali”. La sfida emozionante sui 13 chilometri e 626 metri del “Circuit de la Sarthe” è in programma sabato 15 e domenica 16 giugno, ma il prossimo fine settimana – nella giornata di domenica 2 giugno – vedrà impegnati Piccini, Pianezzola e Schiavoni nei test ufficiali, che a Le Mans sono obbligatori per tutti i partecipanti, i quali debbono completare almeno 10 giri a testa. “Sarà l’occasione, per tutti noi – sono ancora parole di Piccini – per prendere confidenza con la pista e lavorare al meglio sulla messa a punto della vettura, visto che è l’unica giornata dell’anno riservata ai test sul circuito della 24 Ore. Non essendo un tracciato permanente (viene usata solo una piccola parte del “Bugatti”) inizialmente la pista sarà scivolosa e poco gommata e occorrerà almeno mezza giornata per avere condizioni di tracciato simili a quelle del weekend di gara”. Come si prospetta la battaglia nella categoria Am? “Siamo in totale 17 equipaggi, tutti ovviamente composti da tre piloti, otto dei quali con la Ferrari 488; vi sono poi 6 Porsche 911, 2 Aston Martin Vantage e una Ford Gt; sarà una bella battaglia! Per Sergio Pianezzola e Claudio Schiavoni si tratta della prima “24 Ore” in assoluto: nei loro curriculum, tre “12 Ore” di Abu Dhabi, che peraltro nel 2017 abbiamo vinto assieme. Claudio e Sergio conoscono però bene il tracciato, dal momento che entrambi hanno disputato più volte la “Road to Le Mans” con la Ferrari 488 GT3. La gestione del traffico, la differenza di velocità con i prototipi e la notte saranno gli aspetti più difficili con i quali tutti dovremo confrontarci e per loro sarà ancora più dura, essendo la prima volta. Il regolamento prevede che tutti e tre i piloti debbano guidare per almeno 6 ore ciascuno, quindi sarà importante trovare un setup condiviso che permetta a tutti di esprimersi al meglio”. Obiettivo? “Quello principale è di portare a termine la lunga maratona senza commettere errori: se dovessimo farcela, penso che avremmo ottime possibilità di guadagnarci un gradino sul podio”. I test di domenica 2 giugno sono in programma in due sessioni: al mattino dalle 9 alle 13 e al pomeriggio dalle 14 alle 18. La gara prenderà il via sabato 15 giugno alle ore 15.

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Pallavolo: Gregori (SIA coperture San Giustino) smentisce categoricamente l’interesse per il titolo di A2 dello Spoleto

“San Giustino non è assolutamente interessata, all’acquisto del titolo di A2 dello Spoleto. Stiamo lavorando per preparare la prossima stagione di B. Sono iniziati i contatti con gli sponsor, per le eventuali conferme dei contratti in essere, finita questa fase, il direttore Goran Maric, inizierà a lavorare per allestire il roster per la nuova stagione. Siamo stati chiari fin dall’inizio, il nostro è si un progetto ambizioso, per provare nel medio periodo a salire di categoria, ma questo avverrà nei modi e nei tempi necessari alla crescita dell’intero comparto, sportivo e dirigenziale. Sarebbe opportuno, che certe notizie, fossero pubblicate dopo le verifiche del caso”. Queste le dichiarazioni rilasciate pochi minuti fa dal presidente del San Giustino Gregorio Gregori

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2 giugno in trasferta per i sodalizi musicali di Pieve Santo Stefano

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Un 2 Giugno in trasferta per i due sodalizi musicali di Pieve, la filarmonica Ermanno Brazzini e il Coro Altotiberino , impegnati in due distinte, prestigiose rassegne.
La Filarmonica Brazzini, diretta dalla Maestra Marta Paceschi,  si recherà ad Omegna , località sulle rive del lago d’Orta nel nord del Piemonte, distretto dei laghi,  invitata alla tradizionale rassegna bandistica Omegnese, mentre il coro Altotiberino, con il suo Direttore Andrea Pisani, si esibirà ad Urbino alla XXI rassegna di musica sacra che si terrà alla Pieve San Cassiano a Castelcavallino di Urbino, assieme alla Corale Musicanova di Falconara Marittima e alla Corale del Montefeltro di Montecalvo in Foglia.
Nel caso del Coro Altotiberino si tratta del primo impegno di rilievo della sua breve storia, che quindi servirà anche per testare le qualità artistiche del gruppo in vista dei successivi impegni.
La Filarmonica Brazzini  invece, con  oltre 300 anni di vita alle spalle, vanta una storia fitta di partecipazioni a rassegne musicali, ottenendo sempre ottimi riscontri di pubblico e critica.
In ogni caso Pieve Santo Stefano ,  piccolo paese ma con grandi tradizioni musicali ( si pensi anche alla stagione di Pieve Classica),  si accinge poi ad ospitare il proprio grande raduno bandistico nel week end del 15 e 16 Giugno prossimi.  
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Minciotti e Tavernelli (PD) interrogano la Giunta sul Torrione

Il Torrione al centro di un’interrogazione dei consiglieri comunali del PD di Città di Castello Massimo Minciotti e Luciano Tavernelli: in particolare il documento tende a verificare se il locale risulti in regola con le autorizzazioni relative sia all’attività museale legata a mostre e convegni culturali, sia alle vigenti leggi che regolano gli eventi di pubblico spettacolo; se tali autorizzazioni, prevedono, orari di chiusura, o abbattimento dei rumore dopo le 24, il tetto degli accessi massimi e i meccanismi con cui vengono calcolati”. Tavernelli e Minciotti partono dal fatto che “Il Torrione da anni risulta riqualificato con grande qualità, restituendo alla città, un contesto e un contenitore molto adatto per attività culturali” ma si chiedono se “il pubblico spettacolo nell’autorizzazione rilasciata non svolga un ruolo accessorio. Quando invece, l’attività di spettacolo, musica e intrattenimento, non risulti accessoria, ma prevalente, con l’allestimento di specifiche sale, allestimenti scenici, dove è previsto anche l’ingresso a pagamento, richiamando un pubblico più ampio al quale ci si rivolge normalmente, tornano obbligatorie le autorizzazioni di pubblico spettacolo, da rilasciare secondo precise indicazioni attraverso la valutazione del piano e progetti sulla sicurezza, sistemi di soccorso elettrico in linea, video sorveglianza, presenza di personale sanitario e altro con adeguata preparazione e formazione”. L’interrogazione nasce “dalla principale preoccupazione, oltre che per il rumore che potrebbe giustamente infastidire i residenti limitrofi al locale, della sicurezza e incolumità delle persone. La necessità di tutelare la quiete oltre che la sicurezza pubblica dai rumori e schiamazzi notturni, dai fenomeni acustici derivanti dalle attività di alcuni locali inseriti in contesti residenziali popolati, ha richiamato la nostra attenzione, relativamente alla verifica del rispetto delle norme vigenti. E’ accaduto che il Torrione protraendo l’attività nelle ore piccole della notte quasi fino al mattino, ha arrecato disturbo oltre gli orari consenti per legge”. Da qui la richiesta di informazioni tra le quali se “è previsto un monitoraggio da parte del servizio di pubblica sicurezza, Carabinieri in collaborazione con i Vigili urbani, anche attraverso sistemi digitali di videosorveglianza interna ed esterna e se non si ritenga opportuno procedere alle autorizzazioni per eventi speciali, previo utilizzo del parcheggio dell’area ex Sogema (zona centro commerciale via della Robbia) a soli 200 metri di distanza, evitando l’utilizzo improprio dei parcheggi riservati ai residenti o addirittura determinare la congestione e blocco della normale circolazione, situazione di estrema pericolosità in caso di accesso a mezzi di soccorso”.

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Bici, auto elettriche, tre linee di bus urbani: il PUMS entra nella fase di partecipazione

Presentata a Città di Castello la prima redazione del PUMS, il Piano urbano della mobilità, che, in 22 azioni strategiche prova a cambiare il modo di spostarsi, collegandosi ad Agenda Urbana nell’obiettivo di rendere più vivibile, più accogliente e a basso impatto ambientale la città. Nella Sala del Consiglio comunale l’assessore al Turismo e Commercio Riccardo Carletti e l’assessore all’Urbanistica Rossella Cestini hanno ribadito come “il PUMS è un cambiamento di mentalità finalizzato a rendere migliore l’esperienza del sistema urbano per cittadini e turisti. Collegandosi a strumenti di innovazione come Agenda Urbana, il PUMS costituisce uno degli strumenti che l’Amministrazione sta mettendo a leva per aumentare l’attrattività del centro storico sia come meta turistica sia come polo di funzioni ed attività economiche. Inoltre i centri storici di pregio per trasformarsi in un elemento di valore e non limitarsi ad essere un museo hanno bisogno di una fruizione rispettosa ma adeguata alle esigenze di chi vive, lavora e si sposta dentro il centro. Per questo, soprattutto dopo il poderoso piano di interventi di recupero di quartieri e palazzi storici non ultima la Biblioteca e le Logge Bufalini, ormai in dirittura d’arrivo, così come l’apertura definitiva della Torre civica, il PUMS ha bisogno del contributo di tutti, che invitiamo a non far mancare in questa fase partecipativa”.

Ad illustrare la redazione è stato Tito Berti Nulli, progettista per Sintagma e autore anche del primo piano del traffico in Umbria, che nel 1984 gli fu commissionato dal Comune di Città di Castello. A distanza di 35 anni, con un quadro profondamente mutato dalla tecnologia e da imperativi ambientali non più rimandabili, Berti Nulli ha articolato gli interventi sulla base di 22 azioni strategiche integrate sia nei canali di finanziamento che di progettazione ad Agenda Urbana, al nuovo prg e al Piano del commercio. “Non si tratta solo di cambiare il regime della sosta ma di ripensare con quale mezzo ci spostiamo nella quotidianità per un’esigenza ambientale ma anche di sicurezza, dato che gli incidenti in città sono in aumento” ha detto sulla base di alcuni studi sul traffico dai quali emerge che “ogni giorni sono circa 85mila i veicoli che transitano nel territorio del comune, 36mila solo per attraversarlo, 6500 convergono intorno al capoluogo nelle ore di punta, 2000 in entrata e altrettanti in uscita. Ogni 10 veicoli 2 potrebbero essere dirottati su corridoi esterni. Delle auto che si muovono all’interno, il 50% compie uno spostamento non superiore ai 4 chilometri, “distanza che potrebbe essere coperta anche con altri mezzi, ad esempio la bicicletta, stante la conformazione pianeggiante del territorio. Per questo abbiamo ipotizzato la creazione di 8 itinerari ciclabili longitudinali e di 6 trasversalicon 9 zone 30, dove cioè il limite orario è di 30 chilometri”. Per fluidificare il traffico e renderlo più sicuro, sono stati proposti regimi di senso unico e rotatorie tra i quali alle uscite nord e sud della e45, con una rettifica del percorso del cosiddetto Ponte della morte, in via Bologni all’incrocio con via delle Terme, nella zona delle piscine, nel quadrante di Piazza Burri, per centralizzare i 250 parcheggi ora inutilizzati dell’ex Sogema. Al posto del Ponte di ferro si prevedono una serie di rampe più accessibili e un nuovo sottopasso all’altezza della stazione che colleghi più facilmente le due parti della città separate dai binari della FCU, il cui ruolo nel contesto è legato alle implicazioni del passaggio a Rti. Il PUMS, con l’imminente attivazione dei varchi della videosorveglianza, ritiene sufficiente l’attuale regime di ZTL, che comprende con un orario diversificato via San Florido, via dei Casceri e il sistema delle piazze, a patto che sia rispettato. Un’ultima posta importante è quella del trasporto pubblico locale, attualmente caratterizzato da un coefficiente di utilizzo molto basso: la proposta del PUMS è un’articolazione su tre linee, 1 e 2 circolare e la 3 di collegamento verticale per il capoluogo che garantiscano attraverso 5 mezzi elettrici, finanziati da bandi di Regione e Ministero, un passaggio ogni venti minuti circa. Nelle frazioni il trasporto pubblico sarebbe a chiamata con una coppia di corse, mattina e primo pomeriggio. Sul fronte dei servizi turistici invece i circa 1000 questionari compilati dai visitatori, suggeriscono l’attivazione di una navetta (56%), il gradimento di un eventuale car o bike sharing (71%). Una variabile è costituita dalla velocità di transizione alle auto elettriche, attualmente con 3 fonti di approvvigionamento, 8 in installazione e 12 in progetto. Il costo di cambiare abitudini inveterate sarebbe compensato da un risparmio notevole di emissioni, che Berti Nullo ha calcolato “in circa 3757 tonnellate/quintali in meno di CO2 all’anno a PUMS completamente attuato”. Il dibattito ha già evidenziato un notevole interesse intorno al piano con interventi di Marcello Rigucci, capogruppo della Lega, Vittorio Morani, capogruppo del PSI,

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Viabilità – Mezzo pesante si ribalta dentro un campo agricolo lungo la strada provinciale di Lerchi che collega Città di Castello ad Arezzo Traffico chiuso sabato 1 giugno dalle 8 per consentire il recupero del camion

Sabato 1 giugno la strada provinciale 221 di Lerchi che collega Città di Castello ad Arezzo,  sarà chiusa al traffico dalle ore 8 per consentire il recupero di un mezzo pesante che questa mattina, a causa del maltempo, si ribaltato all’interno di un appezzamento agricolo che costeggia la strada.

L’incidente per il quale non si segnalano feriti, non ha intralciato il traffico in quanto l’automezzo si trova completamente all’esterno della “provinciale”. Per rimuovere il camion che trasportava gelati destinati allo smaltimento, dovrà intervenire una gru. Le operazioni potrebbero terminare intorno alle 13 e la Provincia di Perugia, proprietaria della strada, in accordo con la polizia stradale ha deciso di procedere all’operazione di sabato, quando il traffico pesante è più limitato.

Si consiglia per chi viene da Arezzo di utilizzare il percorso alternativo Vingone-Cerbara-svincolo piastra logistica; mentre da Città di Castello è previsto il rientro sulla E45 con uscita a San Sepolcro.

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Guardia di Finanza denunciati 2 soggetti per spaccio di sostanze stupefacenti, di cui uno in stato di arresto. sequestrate 20 dosi di eroina

Nell’ambito dei servizi disposti in attuazione del Dispositivo Permanente per i traffici illeciti
e di controllo economico del territorio, i finanzieri della Compagnia di San Giovanni
Valdarno hanno individuato un’abitazione al cui interno un soggetto extracomunitario
deteneva complessivamente ben 19 dosi di eroina.
Il servizio ha avuto inizio dall’osservazione da parte di una pattuglia delle Fiamme Gialle di
San Giovanni Valdarno di uno strano via vai di soggetti, per lo più giovani, che entravano
in una palazzina, per poi uscirne dopo pochi istanti ed allontanarsi in tutta fretta.
E’ stato quindi predisposto il controllo di uno di questi, all’esito del quale è stato trovato in
possesso di una dose di eroina. L’immediata perquisizione domiciliare del giovane ha
portato al sequestro di altro stupefacente.
I successivi riscontri portavano, quindi, all’individuazione del potenziale spacciatore, un
giovane cittadino nigeriano, con regolare permesso di soggiorno, nulla facente, che viveva
con altri connazionali in un piccolo appartamento posto alla prima periferia di San
Giovanni Valdarno.
Nel corso delle operazioni di perquisizione domiciliare si rinvenivano e sottoponevano a
sequestro 19 dosi di eroina confezionate, pronte per lo spaccio, presumibilmente, nelle
adiacenze dei locali notturni frequentati dai giovani nel fine settimana ed all’interno del
parcheggio di un supermercato, dove il giovane nigeriano era già stato individuato di
recente, nonché un bilancino di precisione, 3 cellulari nella disponibilità dello stesso e 150
euro in contanti, provento della vendita di stupefacente. Il soggetto è stato, quindi,
arrestato per detenzione e spaccio di sostanza stupefacente e condotto presso la casa
circondariale di Arezzo.
Il servizio si incardina tra quelli disposti dal Comando Provinciale di Arezzo a contrasto dei
traffici illeciti ed allo spaccio di sostanze stupefacenti, con particolare riguardo alle aree più
“sensibili” della provincia aretina, per garantire la legalità e la sicurezza dei cittadini.

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Partito Democratico, Porzi: “Si guardi al centro”

di Donatella Porzi
Il risultato delle ultime elezioni, specialmente quelle per la scelta dei parlamentari europei, ci consegna una Regione sostanzialmente differente da quella che politicamente per anni ha identificato l’Umbria. Una stagione che ha portato profondi interventi nello sviluppo e nelle prospettive di crescita regionali, ma verso la quale la risposta degli umbri assume una connotazione che necessita di una riflessione profonda e non solo limitata alle ultime vicende che hanno interessato l’amministrazione umbra e per le quali gli organi competenti, più che la politica, sapranno con celerità affermare le verità e le responsabilità. Specialmente in questi giorni e in quei comuni, importanti per l’Umbria, dove si tornerà al voto per il turno di ballottaggio dovremmo tenere unita tutta la nostra comunità democratica, evitando di ridurre la discussione politica alla sistemazione personale.
L’Umbria del centrosinistra ha sicuramente difeso la sua identità e lo ha fatto grazie alle tante persone che si sono spese nella campagna elettorale e soprattutto quanti, sindaci e consiglieri, hanno con le loro candidature rappresentato un argine alla politica dei populismi. A questi militanti, candidati, eletti e non eletti, deve giungere un ringraziamento sincero perché l’impegno politico è un valore non solo da difendere, ma da sostenere con l’obiettivo di non disperdere le molteplici sensibilità che rappresentano la forza reale del nostro progetto.
Con altrettanta convinzione dobbiamo comprendere le ragioni delle difficoltà che il centrosinistra e, in modo particolare, il nostro Partito Democratico, trova nel coinvolgere e rappresentare le sensibilità moderate, democratiche, liberali e cattoliche dell’Umbria e non solo. Sensibilità che in molti territori regionali sono emerse nel voto delle europee e delle comunali, ma che non hanno trovato eguale rappresentatività o riconoscenza nell’azione politica e amministrativa. A questo mondo va rivolta un’attenzione inclusiva e condivisa. Sostanzialmente diversa dalle intenzioni e dai percorsi che in questi ultimi mesi hanno condotto il Pd, nazionale e regionale, verso la ricostruzione di un partito “spostato a sinistra”, dove il senso dell’equilibrio e della sobrietà è stato talvolta superato dalla tentazione di correre dietro alla politica delle piazze e delle dichiarazioni precipitose.
Il Partito Democratico dell’Umbria dovrebbe affrontare questi argomenti aprendo una frase di confronto serio sul ruolo dei moderati nel panorama politico del centrosinistra, perché non si può immaginare che il futuro del Partito sia esclusivamente segnato da un percorso teso a recuperare stagioni ormai distanti. C’è la necessità di mettere in gioco tutto, rendersi conto di quello che non ha funzionato e di quello che poteva funzionare meglio. Occorre ripartire dal basso con la consapevolezza di interpretare le sensibilità di molte persone ed avere la forza di rifarsi interlocutori di un nuovo fronte popolare, democratico e moderato. Se il Pd Nazionale, ma più segnatamente quello umbro, non riusciranno a ripercorrere queste strade, resta difficile per il centrosinistra riaffermare o intraprendere esperienze di governo di cui l’Umbria si è fatta portatrice di esperienza in Italia e all’estero.
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Servizio Civile Regionale: il Comune di Sansepolcro cerca 3 volontari per Biblioteca e Ufficio Cultura. Cultura La domanda può essere presentata esclusivamente online entro le 14 di venerdì 7 giugno. Tutte le info

La Regione Toscana ha indetto un Bando per la selezione di 3.150 volontari da impiegare in progetti di Servizio Civile Regionale. Il progetto finanziato dell’Ente Comune di Sansepolcro è denominato “Promuovere il servizio di biblioteca comunale Dionisio Roberti” e coinvolge tre volontari. La durata del servizio civile regionale è di dodici mesi; ai giovani in servizio è corrisposto direttamente dalla Regione Toscana un assegno di natura non retributiva pari a 433,80 euro.
La scheda di valutazione predisposta dalla Regione per la stesura della graduatoria di merito prevede l’attribuzione di punteggi per esperienza professionale e formazione acquisita nel settore previsto dal progetto redatto dal Comune (in questo caso archivistica, catalogazione ecc.).
Il bando è consultabile sul sito web della Regione Toscana nella sezione dedicata ai cittadini (http://www.regione.toscana.it/cittadini/welfare/servizio-civile); sul sito www.giovanisi.it; sul sito web istituzionale del Comune di Sansepolcro www.comune.sansepolcro.ar.it.
Il termine per la presentazione delle domande è previsto per le ore 14:00 di venerdì 7 giugno 2019. La domanda di partecipazione può essere presentata esclusivamente online accedendo al sito: https://servizi.toscana.it/sis/DASC e seguendo le apposite istruzioni. Le domande trasmesse con modalità diverse da quelle indicate nel bando e pervenute oltre i termini stabiliti non saranno prese in considerazione. È possibile presentare domanda di partecipazione per uno solo progetto di servizio civile tra quelli indicati negli allegati a), b), c) del bando.
I candidati dovranno essere in possesso di vari requisiti: età compresa tra i 18 e 29 anni; residenza o domicilio in Toscana; stato di non occupazione, disoccupazione o inattività; idoneità fisica; assenza di precedenti collaborazioni con l’ente nell’ultimo anno o precedenti attività di servizio civile interrotte prima della scadenza. Per tutti i dettagli sui requisiti, si consiglia di consultare l’apposito bando.
Il calendario dei colloqui sarà pubblicato nella sezione dedicata del sito web istituzionale del Comune. Tale pubblicazione avrà valore di notifica della convocazione. I candidati sono pertanto invitati a consultare giornalmente questa sezione per conoscere data, ora e luogo dei colloqui.
Per maggiori informazioni: Comune di Sansepolcro – Biblioteca Comunale Dionisio Roberti tel. 0575 – 732219 – Email: protocollo.comunesansepolcro@legalmail.it

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Trasporto urbano: Associazione il mosaico sul “piede di guerra”

La nostra Associazione e’ molto sensibile per tutte quelle problematiche che affrontano i temi della mobilità e che interessano il nostro comprensorio e la nostra città in particolare. Poche le segnalazioni in questi anni da parte di alcune forze politiche, quasi nulle da parte di quelle organizzazioni che hanno tra i loro iscritti persone fruitori di questo genere di servizio. La nostra associazione e’ ben lieta di ricevere segnalazioni a firma di residenti del nostro comune . Dal pasticcio FCU alle barriere architettoniche tuttora presenti, i problemi non si esauriscono. Parliamo stavolta di trasporto urbano, partendo dalla segnalazione di alcuni concittadini di Pesci d’Oro che ci fanno presente come non ci sia il passaggio di autobus urbani nella loro zona (Piosina e Lerchi sono considerate fascia urbana, Pesci d’Oro no). Ci ricordiamo che esisteva dalla fine anni 80 a fine anni 90 la linea E , poi tolta proprio prima che quell’area come altre si ingrandisse con nuove abitazioni e di conseguenza altre famiglie. E allo stesso tempo, chi di noi tifernati non ha ripetutamente avuto l’occasione di vedere bus urbani che vagano per la città con poche o nessuna persona all’interno? Molti i cittadini che hanno fatto questa considerazione , dando la colpa all’Azienda gestore del servizio e non a chi ha il compito di programmare il trasporto locale, che e’ cosa ben diversa ….. È fin troppo evidente come la programmazione generale della città pensata dalle amministrazioni negli anni 80 e 90 sia stata stravolta dalla realtà sociale ed economica che si è andata sviluppando, rendendo necessaria una revisione profonda di molti strumenti urbanistici tra i quali la mobilità non è certo secondaria. I parcheggi dell’ansa del Tevere e le scale mobili senza passaggio di bus e senza collegamenti ( anche qui non passa il servizio urbano!) ci paiono paradigmatici della scarsa attenzione posta alla questione, spesso affrontata in passato con una semplice e generica cessione di tratte a favore dei privati ritenendo così di effettuare un qualche risparmio, tratte sulle quali vorremmo conoscere ad esempio il rapporto tra costi ed utenti realmente serviti. Insomma, la risposta standard delle amministrazioni che non ci sono risorse ci sembra ancora una volta, come nel caso delle barriere, un po’ il paravento per nascondere ritardi e scarse competenze, figlie purtroppo di una stagione politica che non ha portato fortuna alla maggioranza degli amministrati. Programmare seriamente non è ormai più una opzione, ma l’unica possibile procedura per realizzare servizi adeguati alle esigenze dei cittadini, la cui sopportazione sembra essere, e giustamente, in esaurimento. Una città si giudica non solo dalla sua storia, ma anche e forse soprattutto, dalla qualità dei servizi che sa offrire ai propri abitanti….. P.s : “pensierino della sera”…….ma chiudendo piazza Garibaldi agli autobus (era ora!!!!!), dove porteremo il nuovo terminal??…..a Piazza della Repubblica ?…….saranno felicissimi gli abitanti di Via Carlo Liviero….!!!!!!

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Agricoltura: compromessa la campagna 2019

Le incessanti piogge, e le temperatura di diversi gradi al di sotto delle medie stagionali, stanno mettendo in ginocchio l’intero comparto agricolo. Una situazione veramente giunta al limite che ha già fortemente compromesso i bilanci di moltissime aziende del nostro territorio. Le problematiche colpiscono come già sottolineato in precedenza, l’intero comparto. I produttori di tabacco Bright e Kentucky sono in abbondante ritardo con le lavorazioni agricole e le trapiantature, ma grava su di loro l’incombere delle spese già effettuate in materiale tecnico, affitti e investimento nella piantina; Il discorso ha la stessa valenza per quel che riguarda gli ortaggi. Non meno grave la situazione dei cereali, i quali, a causa delle avversità meteorologiche rischiano forti attacchi da parte di patogeni fungini che sicuramente rischiano di distruggere i raccolti. Il nostro discorso non è di certo più roseo se parliamo di olivicoltura, frutticoltura e il settore vinicolo data l’impossibilità di rientrare nei campi, anche in questo caso, per proteggere le colture dagli insetti e agenti crittogami. L’allarme è lanciato per ovvi motivi anche dalle tante aziende di Contoterzismo presenti in Alta Valle del Tevere che a causa di questa situazione subiranno forti perdite economiche in parte dovute anch’esse dai tanti investimenti effettuati in attrezzature e parco macchine. Il settore dell’Allevamento, come ben sappiamo viene colpito a stretto giro, pochissimi gli appezzamenti dove i nostri colleghi sono riusciti a seminare mais, e le rese della fienagione sono già completamente annullate per quanto riguarda il primo sfalcio. Il nostro timore è comunque amplificato dal preoccupante silenzio che ci circonda in questo contesto, come se nessuno si fosse ancora accorto della gravità della situazione. E’ proprio per questo che ci troviamo a scrivere di nostro pugno questo comunicato prima che veramente sia troppo tardi. Ci esponiamo da singoli agricoltori, cosicché questo silenzio venga rotto e gli enti del settore, dai Sindacati alla Regione, prendano in pugno la situazione in maniera tempestiva, In modo da porre in essere tutte le misure possibili affinché le nostre aziende non vengano abbandonate a loro stesse e si possa trovare insieme una soluzione alla spiacevole situazione nella quale ci troviamo. Richiediamo con forza che venga annunciato lo Stato di Calamità Naturale, perché l’agricoltura è, e continuerà ad essere, uno dei settori trainanti nell’economia dell’Alta Valle del Tevere Umbro-Toscana, un indotto importante, che si tira dietro un grande numero di lavoratori, e temiamo fortemente che se non verranno prese le opportune contromisure, in questa stagione agricola, tante e tanti colleghi saranno costretti a prendere decisioni drastiche e irrevocabili. Chiudiamo appellandoci ancora una volta al buon senso degli organi competenti, affinché si possa veramente in cooperazione trovare il modo per recuperare il recuperabile e non abbandonare un settore già di per se in grande difficoltà.

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Anthony Clarke e la storia di come Sansepolcro si salvò dai bombardamenti del 1944

In Valtiberina sono in molti a conoscere la storia di Anthony Clarke, il capitano dell’esercito inglese che salvò Sansepolcro dai bombardamenti del ‘44. In base alle ricostruzioni storiche di questa vicenda, Clarke disobbedì all’ordine di aprire il fuoco sulla città pierfrancescana perché si ricordò che questa custodiva quella preziosa opera d’arte che Aldous Huxley in un suo saggio del 1925 aveva descritto come “il dipinto più bello del mondo”: la Resurrezione di Piero della Francesca. Grazie a questo gesto Sansepolcro fu salvata dal cannoneggiamento alleato, proprio mentre, in maniera pressoché concomitante, i partigiani locali riuscirono autonomamente a respingere i tedeschi e prendere il controllo del suo centro storico.
Dopo 75 anni questa vicenda sarà ricostruita e approfondita con un’iniziativa pubblica a cui prenderà parte la figlia di un compagno d’armi di Clarke, la sig.ra Harriet Anne Morgan-le-Frey Griffey, che con i racconti del padre ci aiuterà a ricostruire i dettagli di questa vicenda. Oltre a questo importante contributo, dopo un’introduzione della prof.ssa Patrizia Fabbroni la conferenza sarà impreziosita dalla testimonianza diretta di Ivo Pasquetti, ex-partigiano che assieme ad un compagno accorse prontamente a San Leo di Anghiari per comunicare alle truppe inglesi che Sansepolcro era stata liberata dai tedeschi e che non c’era più bisogno di bombardare.  L’iniziativa, organizzata dal Comune di Sansepolcro, dall’ANPI locale e dal Meredith College, si terrà venerdì 31 maggio alle ore 18:00 presso la sala conferenze di Palazzo Alberti (ex-Sbalzati).

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Due importanti quaderni di inizio ‘900 tornano alla Fondazione Hallgarten-Franchetti – Centro Studi Villa Montesca

Lunedì 27 maggio, Rosamund Bance, nipote di Mary Douglas, è arrivata a Villa Montesca dall’Inghilterra, accompagnata dal marito e da due volumi, di circa 45 per 30 centimetri, contenenti disegni e foto dei primi del ‘900. I due tomi, testimonianze dei lavori svolti tra il 1902 ed il 1910 dai bambini delle scuole di Montesca e Rovigliano, che la nonna conservava come ricordo, sono stati riportati alla fondazione come dono. Ad accoglierla, portando i saluti di Angelo Capecci, presidente della Fondazione Hallgarten-Franchetti Centro Studi Villa Montesca, sono stati la prof.ssa Paola Marinelli, vicepresidente del Consiglio di Indirizzo della Fondazione, Fabrizio Boldrini, direttore generale della Fondazione, Michele Bettarelli, vicesindaco ed assessore alla Cultura del Comune tifernate e Rossella Cestini, assessore all’Istruzione. Dopo aver visitato la splendida Villa dei baroni Franchetti e ripercorso le tappe del soggiorno tifernate di Mary, Rosamund ha consegnato i due volumi alla Fondazione che l’ha omaggiata con un prezioso ricamo di Tela Umbra. 

I due quaderni saranno ora custoditi dalla Fondazione di Villa Montesca, andando ad arricchire un patrimonio storico già unico al mondo, come testimonia la biblioteca, ricollocata nella sua sede originaria all’interno della villa nel 2015. Quest’ultima infatti conta di oltre 6 mila volumi tra monografie, periodici e pubblicazioni di vario genere, e molti di questi, in particolar modo i quaderni donati, compongono la memoria storica della sperimentazione voluta da Alice Hallgarten Franchetti nelle scuole rurali di Montesca e Rovigliano, e che è stata alla base della pubblicazione della prima edizione del Metodo di Maria Montessori, stampata nel 1909 in città.

Mary Douglas Hamilton Ingoldby era una delle amiche e collaboratrici predilette da Alice Hallgarten che, ad inizio ‘900, soggiornò a lungo nella Villa dei Baroni Franchetti, seguendo in prima persona, con passione, le attività delle scuole di Montesca e Rovigliano. E proprio dopo questa esperienza, tornata in Inghilterra portò con sé, donati, due quaderni, preziosa testimonianza dei lavori svolti dai piccoli alunni delle scuole rurali tra il 1902 ed il 1910. Mary tramandò la passione per la didattica appresa a Villa Montesca alla famiglia, e la nipote, Rosamund Bance, ha conservato fino ad oggi, con amore ed estrema cura, i due quaderni tanto cari alla nonna. In Rosamund è poi sbocciato il desiderio di riportare queste due memorie storiche proprio nei luoghi che ne hanno vista la realizzazione, per poter essere custoditi e protetti nel migliore dei modi e nella speranza che, divulgandoli, possano diventare un’ulteriore importante testimonianza del lavoro didattico sorto a Villa Montesca.

Mary Douglas Hamilton Ingoldby, seconda di quattro figli, nacque dal matrimonio tra Douglas Hamilton e Lily Bowles. A 16 anni fu mandata a studiare al Cheltenham Ladies Collage, poi continuò gli studi al college di St. Hilda, ad Oxford, dove poté studiare grazie al sostegno della preside, miss Beale: si laureò in “Botanica e Scienze” all’Università di Londra. Nella capitale, nel 1906, conobbe il barone Franchetti e sua moglie Alice, che si trovavano a Londra per incontrare Lucy Latter: invitarono la giovane neolaureata a Villa Montesca. Mary non si fece attendere e l’anno seguente, con Lucy Letter, lasciarono l’Inghilterra per venire a Città di Castello, dove, nel 1907, Mary frequentò anche un corso di apicoltura promosso da Giuseppe Lombardo Radice. Furono mesi importanti per la giovane che iniziò ad incontrare le rappresentanti del movimento femminile europeo ed italiano contribuendo ad implementare le nuove idee nelle scuole rurali. Assieme ad Alice, con la quale nacque una bella amicizia, visitò la Villa, la fabbrica di olio, la scuola di ricamo dei Sorbello. Accompagnò i baroni anche in viaggi in Austria ed in Germania. I coniugi Franchetti erano molto affezionati a Mary e la chiamavano “Tonia”, come testimonia una cartolina scritta alla giovane da Alice. Nel 1909 partecipò al primo corso per insegnanti tenuto da Maria Montessori alla Montesca e trascorse un lungo periodo alle scuole di Rovigliano con Lily Shwend ed Alice. Il 23 maggio 1910, quando la malattia di Alice dava già i suoi segni, Mary accompagnò, assieme ai baroni, un gruppo di studenti da Rovigliano al Lago Trasimeno. Le due amiche si scambiarono una fitta corrispondenza fino alla morte di Alice: riuscì a farle visita nell’estate del 1911 al sanatorio di Leysin. Rimase, poi, in contatto con il Barone fino alla sua morte nel 1917: Leopoldo la citò anche nel suo testamento. Nel 1915 Mary si recò in India dove sposò Ingoldby abbandonando la sua carriera d’ispettrice scolastica femminile: l’anno seguente nacque suo figlio, il padre di Rosamund.

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Post elezioni, Guasticchi (PD) “aprire al centro moderato per non morire di asfissia politica e consegnare la Regione alla Lega”

“Le ultime elezioni europee e amministrative nella nostra regione hanno consegnato un quadro politico a dir poco preoccupante. Il cosiddetto centrosinistra a trazione Pd, dove ovviamente è stato possibile, non è riuscito a tamponare l’emorragia di voti, ma soprattutto non è riuscito a intercettare quelli in fuga dai Cinquestelle. Abbiamo contenuto la perdita di consensi, ma si è evidenziata un’altra patologia del Partito democratico ovvero la fuga dei moderati verso l’astensionismo e verso la lega come forma di protesta”. È quanto dichiarato dal vicepresidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria Marco Vinicio Guasticchi in riferimento alla recente tornata elettorale delle europee e amministrative. “Tutto quel mondo moderato che da sempre ha rappresentato una delle colonne portanti del Pd – ha precisato Guasticchi – oggi deve ritrovare le giuste motivazioni per ritornare protagonista di un progetto di cui sin dall’origine della fondazione del partito ne era parte integrante. Io che provengo da quell’esperienza politica e ho partecipato con convinzione alla fondazione del Pd nel lontano 2007 oggi sono convinto più che mai della necessità di riequilibrare ideologicamente il Pd aprendo le porte e non radicalizzandosi solamente a sinistra dove oramai non ci sono più margini significativi di recupero. Sono orgoglioso – ha concluso Guasticchi – di aver partecipato alla vita politica di questo partito nella nostra regione, ma altresì credo che siamo arrivati ad una svolta: aprirsi al centro moderato o morire d’asfissia politica consegnando la nostra regione alla Lega”.

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Dal 3 al 9 giugno 2019 “Aperti al MAB. Musei Archivi Biblioteche ecclesiastici

Dal 3 al 9 giugno 2019 si svolgerà l’iniziativa nazionale “Aperti al MAB. Musei Archivi Biblioteche ecclesiastici”, che punta a dare risalto al ruolo centrale svolto da ogni Istituto culturale nel proprio territorio e in particolare con la sua comunità.
Il progetto è promosso dall’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della CEI insieme all’Associazione musei ecclesiastici italiani (AMEI), all’Associazione archivistica ecclesiastica (AAE) e all’Associazione dei bibliotecari ecclesiastici italiani (ABEI), con il patrocinio del coordinamento MAB-Italia Musei Archivi Biblioteche e in collaborazione con l’International archives day e con le Giornate nazionali dei musei ecclesiastici.
Musei, archivi e biblioteche ecclesiastici potranno partecipare all’iniziativa promuovendo, in raccordo tra di loro o anche come singoli istituti, aperture straordinarie, visite guidate, mostre, seminari o convegni per mettere in luce il loro stretto legame col territorio e la comunità locale. Queste istituzioni culturali, infatti, sono spazi dal valore storico e culturale, per la crescita di relazioni umane e per l’evangelizzazione, dove la cultura favorisce l’incontro tra le diverse fedi religiose e lo scambio di esperienze.
Anche l’Archivio Storico Diocesano di Città di Castello aderisce al programma, con una iniziativa dal titolo “Conservare la memoria. Cinque anni di restauri nell’Archivo Storico Diocesano di Città di Castello”. Nel corso della conferenza il dott. Stefano Mastriforti, restauratore, illustrerà i lavori di conservazione e restauro condotti nel quinquennio 2014-2018 e che hanno permesso di salvaguardare una importante documentazione storica, oggi meglio conservata e quindi anche più facilmente consultabile dagli studiosi.
La conferenza, aperta a tutti gli interessati, si terrà mercoledì 5 giugno, alle ore 17.30, nella sede del Seminario Vescovile, in Pomerio San Girolamo 2 a Città di Castello.

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Una nuova immagine per la Madonna del Parto grazie al progetto di grafica coordinata per i Musei Civici di Monterchi. Sabato 1 giugno alle ore 18:30 la presentazione dei risultati del progetto

Sabato 1 giugno alle ore 18:30 presso i Musei Civici Madonna del Parto di Monterchi sarà presentato il primo progetto di grafica coordinata che ha portato alla realizzazione di un nuovo logotipo per l’opera.

Dopo i rinnovamenti ed i miglioramenti degli spazi interni dei Musei Civici realizzati nel febbraio 2018, il Comune di Monterchi, con il contributo della Regione Toscana, si è affidato alle competenze di Riccardo Falcinelli (Art Director) per realizzare una “nuova immagine” dell’opera di Piero della Francesca. Nel dettaglio, oltre al nuovo logotipo, sono state realizzate anche due brochure: una incentrata esclusivamente sulla Madonna del Parto ed una su Monterchi.

La Madonna del Parto è uno dei grandi dipinti del Rinascimento” – commenta il Direttore Artistico Riccardo Falcinelli – “ma ha avuto un destino particolare: non si trova in un grande museo o in una collezione. Per gli studenti di storia dell’arte il capolavoro di Piero è un luogo di pellegrinaggio obbligato ma per il pubblico generale è più difficile scoprirlo e apprezzarlo. L’immagine grafica è un piccolo aiuto in questa direzione. Abbiamo progettato un logotipo che raccontasse i Musei Civici e con l’occasione abbiamo commissionato allo studio ‘Zetafont’ di Firenze, un’eccellenza italiana, un carattere tipografico ad hoc. Lo abbiamo battezzato ‘Monterchi’ e sarà in uso al Comune per tutti gli usi istituzionali. Si crede che l’immagine grafica coordinata (il “brand” come dicono in pubblicità) sia qualcosa che serve solo alle aziende invece anche la cultura ne ha bisogno, non per vendere, ma per raccontare la propria storia, per trovare una voce unica e riconoscibile che promuova il patrimonio, spesso misconosciuto, del Paese”.

A coordinare i lavori è stata Silvia Mencaroni, assessore alla cultura uscente del Comune di Monterchi: “Per giungere al risultato di oggi, abbiamo impiegato qualche anno, è stato un percorso importante quello che il Comune di Monterchi ha portato avanti tra il 2014 e il 2019: prima di preoccuparci della comunicazione e dell’identità dell’opera è stato necessario risolvere mancanze importanti del museo, come dico sempre era necessario arrivare al punto zero, per poter mettere in atto progetti di spessore legati alla comunicazione. Creare un’identità per La Madonna del Parto non è stato affatto un lavoro di facile soluzione,  per questo motivo ci siamo rivolti e appoggiati a professionisti del settore nel panorama nazionale che avessero capacità tali non solo da essere in grado di creare un logotipo e una comunicazione coordinata, ma che avessero la forza e la sensibilità di comprendere e capire la storia e le vicende dell’opera. La genialità e le competenze di Riccardo Falcinelli sono state tali che è riuscito a dare soluzione (e che soluzione!) e risposta alle necessità dell’Ente,  legando in modo indissolubile La Madonna del Parto alla municipalità  dov’è stata affrescata ed è custodita dalla metà del quattrocento: Monterchi. Inoltre sono state create due brochure, una incentrata esclusivamente sulla Madonna del Parto e l’altra su Monterchi. Il progetto è stato realizzato con il contributo della Regione Toscana destinato ai musei di interesse regionale.

Oggi come assessore alla cultura uscente so per certo che il percorso delineato in questi anni non è il punto di arrivo, ma quello di partenza per lo sviluppo e la promozione della Madonna del Parto di Piero della Francesca . Sono certa di aver lasciato un’importante eredità alla nuova amministrazione che si sta formando, guidata dall’appena riconfermato Sindaco Alfredo Romanelli ,con il quale ho avuto il piacere di amministrare in questi anni e quindi sicura che il percorso intrapreso del marchio e dell’immagine coordinata proseguirà con successo se continueremo a  perseguire sempre obbiettivi di lungo respiro”. 

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“40 anni…ricordo di un trionfo”: presentato l’evento di sabato 1 giugno che rievocherà la promozione in C2 dell’A.C. Cittá di Castello nel 1979.

“La promozione in serie C2 del Città di Castello nella stagione 1978-1979 è un ricordo molto bello, di cui è giusto far tesoro con l’auspicio che possa essere d’esempio per il futuro del calcio tifernate, che deve tornare ai livelli consoni alla propria gloriosa tradizione e a quel legame con la città che ha regalato ai tifosi un’atmosfera davvero unica di entusiasmo e passione attorno ai colori biancorossi”. E’ quanto hanno sottolineato il sindaco Luciano Bacchetta e l’assessore allo Sport Massimo Massetti nel presentare stamattina in conferenza stampa l’evento intitolato “40 anni…ricordo di un trionfo”, con cui sabato 1 giugno verrà celebrata la vittoria del campionato di calcio di serie D e la conquista della promozione in serie C2 dell’A.C. Città di Castello nella stagione sportiva 1978/1979. In coincidenza praticamente esatta con la cerimonia di premiazione che il 31 maggio 1979 l’amministrazione comunale di allora promosse nella sala del consiglio comunale per festeggiare quello storico traguardo sportivo, a partire dalle ore 11.30 lo stesso luogo farà da cornice a una rievocazione alla quale sono stati invitati giocatori, dirigenti, componenti dello staff tecnico, magazzinieri, custodi e tutti i personaggi protagonisti e testimoni dell’impresa calcistica. Ci saranno anche gli amministratori che all’epoca celebrarono la vittoria del campionato, l’allora sindaco Venanzio Nocchi e l’assessore allo Sport Antonello Ciliberti, e Gabrio Renzacci, figlio di Azelio Renzacci che fu alla guida della società in quel periodo come presidente. In un incontro con i giornalisti caratterizzato da aneddoti e ricordi, sono stati l’allora direttore sportivo Fiorenzo Luchetti e le bandiere biancorosse Giuliano Mambrini, Sandro Tosti e Dante Selvi a dare il senso dell’iniziativa. “Insieme ad alcuni dei protagonisti della promozione in C2 abbiamo voluto riportare in evidenza un periodo bellissimo della storia del calcio a Città di Castello, perché gli artefici di quell’impresa che abbiamo invitato a questa rimpatriata possano essere ricordati come meritano e ci sia la possibilità per la comunità tifernate di rivivere attraverso le loro testimonianze un’avventura indimenticabile, che anche noi ci auguriamo possa ripetersi presto”, ha sottolineato Luchetti, che ha ringraziato il sindaco Bacchetta e l’assessore Massetti per aver condiviso l’idea. “Con questa mattinata finalmente la nostra comunità tornerà a tingersi di biancorosso, nel ricordo di personaggi che hanno fatto la storia del calcio cittadino, di una maglia importante e gloriosa e di un nome, come quello del Città di Castello, che deve tornare a identificare un’unica squadra”, ha detto il capitano dell’epoca Mambrini, insieme a Tosti, con cui condivise la fascia, che ha ricordato “lo straordinario senso di appartenenza ai colori biancorossi e alla città con cui tutti noi abbiamo vissuto quel periodo e che c’è bisogno di tornare a trasmettere oggi, perché si possano ancora scrivere pagine calcistiche simili nella nostra realtà”. A ricordare l’emozione dei festeggiamenti che coinvolsero la squadra nel giorno della vittoria del campionato è stato Selvi. “Percorremmo in autobus tutto Corso Vittorio Emanuele circondati da una marea di tifosi entusiasti – ha detto – qualcosa di incredibile che ancora oggi vivo con una sensazione bellissima”.
 
 

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Sanità: PD-InComune “anche su temi complessi vince l’arroganza di questa maggioranza”

“Le questioni che riguardano la salute di una comunità dovrebbero trovare le varie forze politiche concordi nell’agire insieme per tutelare le fasce più deboli, trovare soluzioni alle problematiche emergenti e richiedere maggiore attenzione dalle istituzioni superiori per i cittadini. Questa dovrebbe essere la normalità. A Sansepolcro, invece, non lo è. Il gruppo PD-InComune ha presentato in Consiglio Comunale una mozione sui servizi sociali e sanitari, sulla base dell’interessante convegno promosso dalle principali sigle sindacali dei pensionati CGIL, CISL e IUL, dal titolo: “Stato della sanità in Valtiberina: un progetto per il futuro” che si è tenuto il 15 maggio. Le forze di minoranza pur condividendo il contenuto della mozione si sono astenute e la maggioranza ha votato contro. Diventa veramente difficile fare un’opposizione costruttiva per la Città con un’Amministrazione impegnata soltanto a fare bassa strategia politica orientata alla comunicazione di piccole azioni quotidiane senza nessuna visione del futuro. Ancora una volta la prepotenza e l’arroganza hanno avuto la meglio di fronte a temi complessi e fondamentali per la nostra comunità che meriterebbero discussioni serie e il lavoro di tutti. Vane speranze.”

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