Ugo è una commedia brillante scritta da Carla Vistarini nel 1988, vincitrice del “Premio I.D.I”Istituto del Dramma Italiano, che vede protagonisti una coppia della media borghesia in crisi d’identità.I due Simona e Alberto vivono una buffa e surreale vicenda: si trovavano loro malgrado ad ospitare in casa un gorilla.
Sono passati più di trent’anni da quella prima rappresentazione e che cosa è cambiato nella nostra società? Cosa significa oggi quel gorilla?
Gli anni ‘80 erano gli anni dell’Edonismo Reaganiano,gli anni dove il piacere consumistico di vivere era a dispetto degli altri, dove diventava normale sfruttare a proprio favore le disuguaglianze insite nel sistema liberista e capitalistico. Erano annidove cominciava a morire la solidarietà sociale e dove la competizione economica era senza esclusione di colpi.
Simona è una donna in carriera, decisa, volitiva,pervicacemente impegnata nella propria autoaffermazione professionale. Mentre Alberto è un disoccupato, un perdente, non più capace di trovare in se stesso il ragazzo di una volta. Anche la fantasia sembra averlo abbandonato.
Eccospuntare però quel buffo, tenero, gorilla, capace di far riappacificare una coppia in profonda crisi.
L’entrata in scena di Ugo rappresenta la dimensione dell’assurdo, del surreale, del fantastico.
Ugo non ha il dono della parola ma agisce realisticamente, la sua capacità di persuasione scenica deriva dal fatto che egli non si comporta da scimmione ma da essere umano.
E la sua presenza fa comprendere a Simona e Alberto come la reciproca disattenzione che essi vivono sia una malattia assai diffusa, pericolosa e difficile da guarire. L’attenzione è catturata da altri problemi: bisogna pensare a far carriera, a guadagnare, a sopravvivere…E a essere ‘felici’, non ci si pensa? I rapporti umani, l’amicizia, l’amore finiscono per essere ingombranti, una perdita di tempo, forse. Diventano abitudine, dimenticanza.
E oggi chi sono Alberto e Simona? Oggi quella caduta dei valori è già avvenuta. Oggi la carriera di Simona è diventata un’esigenza di sopravvivenza e la passività di Alberto è figlia di questa società liquida che tutto anela e nulla stringe.
Ma la grande differenza fra ieri e oggi è che guardando al gorilla non possiamo non pensare allo straniero, all’immigrato, alla sua condizione che rispecchia la nostra condizione di precarietà ed incertezza, del nostro essere antropologicamente sradicati dalla così detta modernità.
Forse oggi l’elemento estraneo, il gorilla, non fa più solo sorridere ma fa paura; ci chiude e ci fa regredire nel caldo liquido amniotico della rete, che ci connette con le paure e ci separa, un brodo primordiale da cui non nasce niente.
Una commedia in cui si ride, si ride amaro, si pensa.
La commedia UGOè una produzione indipendente realizzata in collaborazione con l’Associazione Culturale Politheater e l’Associazione Culturale “La Camera Chiara” ed è sostenuta dal Patrocinio della Provincia di Perugia.
E’ presentata nell’ambito della rassegna tifernate “Teatro a km. zero” promossa dall’Ufficio Cultura e Patrocinata dal Comune di Città di Castello.
Regia: Luca Gaeta
Testo originale:Carla Vistarini
Personaggi e interpreti:
Simona:Nela Lucic
Alberto: Jacopo Falchi
Il gorilla:Salvatore Rancatore
Nela Lucic è nata in Bosnia-Erzegovina da famiglia croata. All’età di 15 anni la si trasferisce in Italia dove si laurea in Lingue e Letterature Straniere all’Università La Sapienza, Roma. La sua passione per la recitazione l’ha portata a studiare al Conservatorio Teatrale (ex La Scaletta). Dopo l’esordio in teatro, il suo primo passo verso il grande schermo è stato nel 2005 con il film Monamour di Tinto Brass. Poi ha recitato in film come: Animanera di Raffaele Verzillo, Nelle tue mani di Peter Del Monte, nonché Il papà di Giovanna e Gli amici del bar Margherita di Pupi Avati.
Jacopo Falchi si forma negli anni ‘90 studiando teatro con Al Yamamouchi, Enzo Aronica, Sergej Lissov, Valeria Ciangottini. Studia il Clown con Emmanuel le Carrè. Studia pianoforte jazz con Ramberto Ciammarughi. Cantante autore e compositore del gruppo musicale Bonacrianza vince il Sound Festival a Castiglioncello nel 2002. Produce insieme alla band tre album e centinaia di concerti in tutta italia. Allestisce come attore autore e regista per il Festival delle Nazioni lo spettacolo Sigmand Freud e il Cinema nel 2015. E’ autore ed interprete dello spettacolo-monologo Victor e il pesciolino d’oro per la regia di Luca Gaeta.
Salvatore Rancatoreha lavorato con la compagnia Lavia, Tullio Solenghi, Mariano Rigillo, Simona Marchini e Romina Mondello. Ha recitato a Londra nel ruolo di Anselmo Paleari in The late Mattia Pascal, versione inglese del romanzo Pirandelliano, in seguito al quale è stato selezionato dalla Royal Shakespeare per interpretare Caliban in The tempest. Al cinema è stato diretto da Giuseppe Tornatore in Baaria.
Luca Gaeta è nato a Roma.Dal 2006 al 2012 è stato aiuto regista di Matteo Tarasco nella compagnia Lavia. Dal 2012 scrive per il teatro e firma numerose regie di spettacoli tuttora in tournee come: Le Dissolute Assolte – ovvero le donne e del don Giovanni, Confessioni di un Burattino senza fili (Vincitore del premio Martelive 2014), Altrochesuperman, La Gabbia di Carne con Valentina Ghetti, Hamletofelia con Massimiliano Vado, Federica Rosellini e Salvatore Rancatore,
UGO Teatro degli Illuminati, venerdì 5 aprile 2019 ore 21 Città di Castello (Perugia)
Sabato 6 aprile tornano le visite guidate al Museo della Vetrata di Sansepolcro
Continua al Museo “Bernardini-Fatti” della Vetrata Antica di Sansepolcro l’iniziativa “Un Sabato al Museo”. Ogni primo sabato del mese, sono previste visite guidate gratuite con dimostrazioni di pittura a fuoco su vetro, con orario 10:00-13:00.
Nell’anno delle celebrazioni di Leonardo da Vinci, nell’attesa dell’evento dedicato alle Macchine di Leonardo, lo Spazio offre ai visitatori l’occasione di entrare nell’anima del grande genio, grazie alla fedele riproduzione in vetro del Cenacolo, realizzata nelle stesse dimensioni dal laboratorio Caselli Moretti di Perugia, tra il 1937 e 1942.
Leonardo sceglie, per l’opera milanese, il momento più drammatico dell’Ultima Cena, analizzando la reazione degli apostoli alla pronuncia della terribile frase del tradimento previsto: la previsione del tradimento è un tuono, poi silenzio, poi il brusio e le voci.
La grande vetrata, grazie alla perfetta visibilità e accesso, è motivo per ammirare la genialità dell’opera, la partecipazione attiva delle figure degli apostoli, la maestosità delle dimensioni .
Lo Spazio ospita anche altre vetrate di grande rilievo come il Trittico della crocifissione di William Morris, e alcuni esempi di botteghe italiane dei primi del Novecento.
Grazie al facile accesso, si potranno conoscere nel dettaglio le vetrate conservate, la loro provenienza e valenza storica così come la tecnica di esecuzione..
Le stesse opere ci permetteranno di avviare un’indagine storica e tecnica sull’arte della vetrata istoriata e sulla pittura a fuoco con piccole dimostrazioni.
Anche Umbertide avrà il suo DigiPASS
“A breve anche il DigiPASS di Umbertide sarà a disposizione di tutta la cittadinanza”: ad affermarlo è la vicesindaco con delega allo Sviluppo economico, Annalisa Mierla a margine dell’inaugurazione del servizio centrale che ha sede nella Biblioteca Carducci di Città di Castello. Nel DigiPASS di Umbertide, situato al primo piano della Fabbrica Moderna di piazza Marx, è previsto un Sistema VoIP, una LIM con sistema touchscreen dotata di proiettore e una webcam per conferenze.
I DigiPASS (progetto della Regione Umbria realizzati anche grazie a fondi europei) sono luoghi in cui trovare informazioni e consulenza disponendo di operatori in grado di accompagnare cittadini, studenti e imprese nell’utilizzo di servizi digitali. Gli spazi sono a disposizione di tutti coloro che hanno la necessità di essere affiancati da una persona nella fruizione di un servizio digitale nuovo, come per esempio prenotare esami clinici online, consultare il fascicolo sanitario digitale, pagare online, iscrivere un figlio a scuola, aprire una casella di posta elettronica.
Le attività principali all’interno di questi spazi sono: co-working, zona relax ed incontri informali, aula polifunzionale e multimediale per la formazione ad uso dei cittadini, associazioni, imprese, pubbliche amministrazioni locali e scuole; attività di incontro, confronto, scambio e trasferimento di competenze, postazioni con accesso facilitato per persone con disabilità.
“L’area DigiPASS del Comune di Umbertide – afferma la vicesindaco Mierla – è stata ubicata all’interno della FA.MO. all’interno della ex sala Informagiovani da tempo inutilizzata, al fine di di renderla facilmente fruibile anche da parte di tutti gli utenti della biblioteca e per facilitare le ricerche digitali di gruppo degli studenti del territorio. L’attuale FAbbrica MOderna, ospitante ad oggi biblioteca, cinema e il Museo Rometti, si completa così con un ultimo tassello di modernità, rappresentato dal DigiPASS”.
Un treno di speranza per la piccola Emily Consegnato assegno alla Pediatria di Arezzo. Una storia di amicizia e di solidarietà tra colleghi ferrovieri
Un treno carico di speranza e solidarietà. E’ proprio il caso di dire così, di fronte ad una raccolta fondi organizzata dai colleghi ferrovieri di Monia Gragnoli, aretina e mamma di Emily, 3 anni. La piccola ha una malattia molto rara e i colleghi di Monia le hanno voluto fare una sorpresa: hanno raccolto fondi, per l’esattezza 2540 euro e li hanno donati alla famiglia. Questa, a sua volta, ha deciso di consegnare i soldi al reparto di Pediatria di Arezzo, che segue con cura e amore la piccola Emily. Ecco i contorni di una bella storia aretina che questa mattina ha visto la consegna di un mega assegno al direttore della Pediatria del San Donato, Marco Martini, alla presenza del direttore dell’ospedale Massimo Gialli, del responsabile “Malattie Rare” per la Asl Toscana sud est Adriano Turchi, del pediatra di libera scelta Lido Nappini e del rappresentante del CRAL Luciano Caporali.
Il gruppo dei colleghi è composto da Francesco Roverelli, Simona Sacchini, Adamo Burali, Francesco Munao, Lucio Marchetti, Ada Burgio, Milena Giannullo e Vanina Venturini.
“Vorrei sottolineare subito il bellissimo e spontaneo gesto dei colleghi di Monia – ha detto Martini – perché si sono fatti carico di Emily e della sua famiglia in modo eccezionale. La bambina ha un malattia molto rara, Opsoclono mioclono atassia ideopatica, una sindrome neurologica autoimmune. Se ne registra un caso ogni 5 milioni, pochissimi in Italia. Grazie a questa donazione potremo allestire nel modo migliore la stanza di semi-intensiva pediatrica, evitando così alcuni trasferimenti”.
“Ci è sembrata una cosa naturale raccogliere questi soldi per Emily – ha dichiarato Francesco Roverelli – In 400, tra colleghi e amici, hanno risposto con una donazione e siamo così arrivati ad una cifra importante. La decisione dei genitori di Emily di devolvere i fondi alla Pediatria di Arezzo è per noi la cosa migliore”.
“Io, mio marito Claudio ed Emily ringraziamo di cuore questo gruppo di colleghi, che sono anche amici, per un gesto che ci ha spiazzato – ha detto Monia Gragnoli – Avere vicino persone che ti aiutano è fondamentale per noi. Questi soldi andrebbero devoluti alla ricerca, che però in Italia non c’è. Così abbiamo deciso di consegnarli alla Pediatria dell’ospedale di Arezzo. Di fronte a questa donazione, non possiamo che ringraziare tutti voi che ci state vicini. I nostri angeli sono il pediatra Lido Nappini e Marco Martini che, al di là dell’immensa disponibilità umana e cultura medica, è stato il nostro “braccio operativo” con gli ospedali di Siena e il Gaslini di Genova, ed è stato il primo a capire che poteva trattarsi proprio di questa malattia. Ci ha messo a disposizione l’intero reparto. La diagnosi, per noi, è stata un macigno ma oggi viviamo con più serenità. Purtroppo in Italia non si parla mai di questa patologia, non c’è ricerca e noi poche famiglie che la dobbiamo affrontare ci sentiamo sole. Per fortuna, chi ci vuole bene ce lo dimostra con queste iniziative”.
Il Cornioli e il valore della Lingua Italiana, polemica infinata tra PD e Giunta Cornioli
“Dopo le accuse della maggioranza che governa questa Città, rispetto al nostro comunicato sull’aumento delle tariffe della pubblicità, riportiamo per dovere di cronaca il punto 2 della delibera di Giunta n°58 del 6 marzo 2019 “Istituire, con decorrenza dal 1° gennaio 2019, la maggiorazione della misura del 10% delle tariffe dell’Imposta sulla pubblicità e del 20% per il Diritto sulle Pubbliche Affissioni, per le superficie superiori al metro quadrato, dando atto che le frazioni di esso si arrotondano al mezzo metro quadrato, ai sensi dell’art. 1, comma 919, della Legge n°145/2018”. Ci sembra che l’italiano sia alquanto chiaro, come è scritto nero su bianco che questa delibera doveva essere inviata ai capi-gruppo e così non è stato fatto. Se poi le delibere non vanno lette secondo l’italiano, ma devono essere interpretate, non è buon servizio per i cittadini. La chiarezza è trasparenza.”
“Il Quaderno di Sonia” conquista il pubblico tifernate
Un’ora di esibizione vissuta tutta d’un fiato, con la voce che si fa strumento musicale, gli strumenti musicali che si fanno voce, la parola che seduce con l’arte del racconto.
Con “Il Quaderno di Sonia”, lo spettacolo promosso sabato 30 marzo da Sogepu con il patrocinio del Comune di Città di Castello, la scena del Teatro degli Illuminati è stata conquistata da veri talenti, che hanno calamitato l’attenzione degli spettatori, entusiasti nel sottolineare con convinti applausi l’apprezzamento per un’esibizione originale e creativa, fuori dagli schemi, che ha rispettato pienamente le premesse.
Nel presentare lo spettacolo Sonia Bergamasco l’aveva detto: “voglio far cogliere al pubblico la musicalità del dire, la carnalità della parola”.
Così è stato, perché con una interpretazione intensa e vibrante, profondamente vissuta e trasmessa con forza espressiva unica, l’attrice milanese, che ha recitato e anche cantato davanti al compagno Fabrizio Gifuni, ha confermato la propria limpida bravura, la solidità di una professionalità e di un perfezionamento artistico esaltati dalla maestria al pianoforte e alla voce di Fabrizio de Rossi Re, autore di musiche coinvolgenti e veramente cucite addosso alle poesie, e dalla perfezione esecutiva di Fabio Battistelli, capace letteralmente di parlare con il clarinetto.
Una bellissima pagina per il Teatro degli Illuminati perfetta cornice per interpreti di altissimo livello, che hanno regalato una serata da ricordare e che per primi si sono goduti.
Città di Castello, l’arte di Alberto Burri, hanno affascinato Bergamasco e Gifuni, che hanno espresso il desiderio di tornare quanto prima, e lo stesso de Rossi Re, che in città aveva già studiato con il maestro Salvatore Sciarrino, ha ammesso l’emozione di aver ritrovato luoghi e persone cari.
Inaugurato il digipass a palazzo Vitelli
Ha sede nella Biblioteca Carducci di Palazzo Vitelli a San Giacomo, in pieno centro storico, il servizio DigiPASS inaugurato stamani a Città di Castello. Al taglio del nastro sono intervenuti la presidente della Regione Umbria, l’assessore regionale all’Innovazione e Agenda digitale, il sindaco di Città di Castello, l’assessore comunale allo Sviluppo tecnologico, amministratore unico di Umbria digitale, i sindaci dei Comuni della zona sociale 1, Citerna, Monte Santa Maria Tiberina, Montone, San Giustino, Umbertide, i dirigenti delle scuole che hanno collaborato al progetto: il 1° Circolo didattico “San Filippo” Città di Castello e Monte Santa Maria Tiberina, la direzione Didattica 2° Circolo Città di Castello e l’Istituto Comprensivo Alberto Burri di Trestina.
Il DigiPASS, frutto di un progetto voluto dalla Regione Umbria e realizzato grazie anche ai fondi europei, è un punto di informazione e consulenza in cui operatori, opportunamente formati, accompagneranno cittadini, studenti e imprese nell’utilizzo di servizi digitali. Gli spazi sono a disposizione di tutti coloro che hanno la necessità di essere affiancati da un esperto nella fruizione di un servizio digitale, come la prenotazione di esami clinici online, la consultazione del fascicolo sanitario digitale, il pagamento online di bollettini o altro, l’iscrizione a scuola, o l’apertura di una casella di posta elettronica. Ma non solo. All’interno dei DigiPASS possono essere create e svolte molte altre attività, visto che gli spazi messi a disposizione dai Comuni dei diversi territori in cui sorgono (7 attivi al momento in Umbria) sono dotati di postazioni di lavoro con computer portatili collegati in rete, accesso wi-fi, sala conferenze a area relax.
Il DigiPASS di Città di Castello con la sua collocazione al piano terra della nuova Biblioteca “Carducci” di Palazzo Vitelli San Giacomo, ha una collocazione originale in quanto il Palazzo terrà insieme conservazione e promozione culturale, con 12mila volumi consultabili, sale dedicate ai bambini, laboratori, isole tematiche, e ora una grande piattaforma digitale che per la sede cittadina inaugurata oggi consta 12 computer con sistema operativo Open Source, sistema di videoconferenza attivo con tutte le sedi spoke della zona sociale e tutti gli altri DigiPASS regionali, telefonia VoIP che è presente in tutto il Palazzo Vitelli San Giacomo e che quindi coinvolge anche la Biblioteca comunale e le altre sedi spoke della zona sociale 1, TV 65 pollici con sistema di proiezione programmata da dispositivi (dongle) remoti, WI-fi con accesso permesso tramite voucher temporaneo o registrazione al sistema bibliotecario o a Digiscuola, LIM interattiva, nonché attrezzature utili a trasformare una sala in spazio da coworking a formazione frontale a conferenza.
Per ogni Digipass dei Comuni spoke invece è previsto
il Sistema VoIP di telefonia (collegato con il sistema centrale della biblioteca), 1 Computer fisso, 1 notebook con 1 schermo esterno aggiuntivo, LIM o proiettore o TV da 65’, 1 webcam conferenza con sistema audio, Sistema dongle, Wi-fi.
“Stiamo portando avanti due lavori in parallelo – ha detto la presidente della Regione Umbria – Da una parte si realizzano le infrastrutture con l’estensione della fibra entro il 2020 a tutti i comuni della regione dall’altra, dopo aver garantito a tutti i soggetti pubblici la copertura, proseguiamo per la digitalizzazione dei servizi. In questo contesto attraverso i DigiPASS, che offrono gratuitamente i servizi, vogliamo sviluppare la conoscenza e la cultura del digitale per evitare che l’informatizzazione possa essere vista, non come un diritto fruibile, ma come una barriera”.
“Quella dei DigiPASS è un’attività qualificante a livello europeo – ha detto l’assessore regionale all’Agenda Digitale – che presenteremo a Bruxelles come best practices visto che si tratta di un progetto innovativo a livello italiano che sta dando ottimi risultati soprattutto nella fascia degli over 65 che, attraverso l’acquisizione di conoscenze digitali, possono con grande libertà vivere le opportunità di questo grande cambiamento”.
“L’attivazione di questo servizio – hanno affermato il sindaco della città e l’assessore all’Innovazione digitale – conferma l’attenzione di Città di Castello verso ogni progetto che possa aumentare la coesione sociale e l’integrazione attraverso le nuove tecnologie. Siamo una delle città di Agenda urbana ed anche una delle città del Digipass, che gestiremo, come sempre più spesso accade, in una logica di ambito, cercando di ottimizzare il concetto di sussidiarietà e insieme le risorse, senza rinunciare ai servizi e alla loro qualità”.
Bilancio: Giovanna Monni Fratelli d’Italia “le minoranze facciano opposizione anche dura, ma seria, responsabile e propositiva
“L’ultimo consiglio comunale in tema di bilancio dovrebbe suggerire ai tre consiglieri Codovini (UC) Corbucci e Ventanni (PD) di lasciare ai non eletti, nelle loro rispettive liste, la possibilità di svolgere un’opposizione sì dura, come è giusto che sia, ma anche seria, responsabile e propositiva; altri, che potrebbero subentrare al loro posto, sarebbero certamente in grado di rispondere alle istanze di quell’elettorato di centrosinistra che li ha sostenuti lo scorso anno, un compito a cui i tre consiglieri di opposizione si stanno pervicacemente sottraendo.
Ci riferiamo a quello che è stato ribattezzato l’emendamento della vergogna. Invero, dopo almeno due settimane trascorse a gridare contro la manovra, tacciata come un’operazione di macelleria sociale, non rispettosa del principio di progressività delle imposte, è giunto in consiglio un emendamento del PD-UC respinto per molteplici ragioni: tecniche, economiche e morali.
Infatti, all’attuale esenzione di pagamento Irpef, prevista per i redditi da 0 a 12mila euro, che nel frattempo il centrodestra ha portato a 13mila euro con la manovra di bilancio, l’emendamento del PD-UC contrapponeva l’obbligo, per tutti, anche i senza reddito, di pagare l’ Irpef (!!) con una aliquota di 0,75 da 0 euro a 15mila euro.
Evidentemente per il PD-UC non basta appartenere alla fascia più debole dei contribuenti, occorre anche essere malmenati.
La seconda fascia di reddito, da 15001 a 28mila euro, invece, avrebbe dovuto pagare meno della vessata prima fascia, con aliquota dello 0,50.
L’emendamento, prima di essere bocciato dall’aula, contrari Lega, LIFU e M5S, financo è stato respinto dalla ragioneria comunale con “parere non favorevole”. Secondo gli uffici comunali, infatti, l’emendamento violava il principio di progressività costituzionale sancito in Costituzione e avrebbe portato in caso di recepimento, al dissesto finanziario dell’Ente. Una lectio magistralis!!
Orbene, non sarà stato facile per la maggioranza proporre una manovra che prevede l’aumento dell’Irpef (trattasi di 4 euro mensili pro capite) benché sollecitata dal commissario prefettizio e necessaria a garantire la tenuta finanziaria dell’Ente ma i nostri laureati dell’opposizione di centro sinistra non hanno affatto capito dove si trova la porta avversaria e continuano ad infilare palloni sotto le gambe del loro portiere.
Fratelli d’Italia – comunque – auspica che con il recupero dei crediti dormienti, a causa dell’alto tasso di tributi non recuperati in passato, la manovra possa alleggerire la pressione tributaria già dal prossimo anno. I nostri professori dell’opposizione, invece, hanno altre preoccupazioni. L’emorragia di consenso non si arresta e le loro teste paiono già reclinate sotto l’ascia del boia: i contribuenti.”
Presentazione del libro “Per amore della Terra”
Dal 4 al 7 aprile tornano le tradizionali Fiere di Mezzaquaresima
resentata questa mattina a Palazzo delle Laudi l’edizione 2019 delle Fiere di Mezzaquaresima in scena a Sansepolcro dal 4 al 7 aprile. Presente il sindaco di Sansepolcro Mauro Cornioli, titolare della delega al Commercio, assieme ai funzionari e dipendenti dell’Ufficio Comunale Attività Produttive e dell’Unione Montana dei Comuni della Valtiberina, e ai rappresentanti delle Associazioni di categoria che collaborano all’organizzazione della manifestazione. Grande attesa per la storica kermesse che porterà per le strade del Borgo l’immancabile schiera di banchi ed esposizioni, assieme ad eventi ed iniziative all’insegna della tradizione e dell’intrattenimento.
AMBULANTI ED ESPOSITORI – Per quanto riguarda la fiera ambulante nelle vie principali del centro, quest’anno sono 176 i banchi assegnati a fronte delle 250 domande di partecipazione inoltrate agli uffici comunali. Ad essi, come di consueto, vanno ad aggiungersi le attività locali coinvolte nella fiera espositiva dedicata ad artigianato, agroalimentare, giardinaggio, hobbistica e motori. In questo caso, proprio come lo scorso anno, le aziende presenti saranno 112. Sostanzialmente inalterato l’assetto logistico della manifestazione, con l’area artigianale a Porta Fiorentina, la gastronomia in Piazza, l’hobbistica e il piccolo artigianato a Porta Romana, le esposizioni di auto, moto, mezzi agricoli, edilizia e giardinaggio tra viale Vittorio Veneto e viale Alessandro Volta.
“Quella degli espositori è una conferma preziosa – ha commentato il sindaco Mauro Cornioli, titolare della delega al Commercio – questo dato testimonia come la nostra Fiera rappresenti un appuntamento imperdibile per la nostra comunità. Per quanto riguarda gli ambulanti, le direttive sulla sicurezza ci hanno portato ad una riduzione del numero dei banchi, la cui collocazione è stata tuttavia rivista soprattutto negli storici punti di ingorgo e a ridosso delle pertinenze dei locali, che non saranno rimosse. Anche quest’anno sono fiero di ringraziare per il grande lavoro svolto il nostro Ufficio Attività Produttive, nella persona di Antonella Piccini, assieme ovviamente all’Unione dei Comuni e alle nostre Associazioni di categoria con cui si rinnova una collaborazione produttiva e ricca di soddisfazioni.”
FIERA DELL’AGRICOLTURA – In parallelo alla fiera moderna, l’Unione Montana dei Comuni della Valtiberina Toscana organizza come sempre la tradizionale Fiera dell’Agricoltura, una tre giorni di iniziative dedicate ad allevamento e agricoltura che interesseranno l’area del Centro Servizi, ex Foro boario. Si parte con la storica Mostra del Bestiame, che quest’anno vedrà ben dieci aziende del territorio esporre i propri capi. Le stesse prenderanno parte al 2° Gran premio della Fattrice Chianina e al 1° Gran Premio Vitellone Razza Chianina. Confermato anche quest’anno l’appuntamento con gli alunni delle scuole primarie “Le stagioni dell’orto” con i laboratori didattici a cura del Circolo Esploratori. A calare il sipario, sabato 6 aprile, la “Gimkana di Trattori”.
Iniziato il percorso di educazione stradale anche alla scuola dell’infanzia
Calcio giovanile, FdI: «Daspo ai genitori hooligans» Minacce, insulti e risse sugli spalti dei campetti.
L’introduzione del Daspo per i genitori hooligans nel calcio giovanile viene sollecitata in Parlamento da Fratelli d’Italia. «Numerosi fatti di violenza, anche recenti, nei campionati minori – dichiara in una nota il deputato Emanuele Prisco – impongono un provvedimento immediato. La stessa legislazione del Daspo, già prevista per tenere lontani dagli stadi d’Italia i tifosi violenti, va estesa ai padri e alle mamme esagitate che con i loro comportamenti maleducati e provocatori rovinano momenti di sport e di divertimento. Il calcio è lo sport che fa registrare le maggiori criticità – si legge in una nota – ogni settimana in troppi campetti si ripetono insulti, minacce e offese che talvolta sfociano perfino in risse. I genitori, ma più in generale tutti coloro che partecipano a eventi sportivi di minor entità, non possono rimanere impuniti per comportamenti anche penalmente rilevanti che incitano alla violenza e delegittimano sia gli avversari che il ruolo delicato dell’allenatore-educatore». Secondo il parlamentare umbro FdI ogni genitore, accompagnatore o spettatore di partite di calcio giovanile «deve rispettare le regole di civiltà in un cammino di crescita che sappia insegnare i valori del rispetto e dell’educazione verso il prossimo».
«Il nostro obiettivo – spiega l’esponente di FdI a Montecitorio – è quello di isolare atteggiamenti scorretti, scomposti e violenti commessi da spettatori che offendono i loro avversari, gli arbitri e i supporters delle altre squadre, incitando i propri figli a interventi fallosi. Forse perché incapaci di rendersene conto – prosegue il comunicato – alcuni genitori attaccabrighe con i loro atteggiamenti danneggiano e umiliano i loro stessi figli durante momenti di aggregazione. Il calcio, come la vita, è un’importante occasione di crescita e di maturazione per i giovani che, allo stato, troppo spesso sono costretti a soffrire le ingerenze di pubblici maleducati e talvolta irrispettosi delle più elementari regole di comportamento. La cultura sportiva, perseguendo finalità formative e sociali, si pone tra gli altri come fine la valorizzazione delle relazioni umane, della lealtà e della correttezza».
«Statistiche alla mano il provvedimento del Daspo inflitto dal questore – spiega Prisco – ha progressivamente ridotto il numero di incidenti nei nostri stadi; nel calcio giovanile, dove non mancano di certo figure negative, è giunto il momento di contrastare con forza ogni comportamento ineducato, offensivo e discriminatorio. Il Daspo per i genitori hooligans – conclude il capogruppo in Commissione affari costituzionali – rappresenterebbe un forte deterrente per alcuni padri esagitati che in base a quanto commesso dovranno rimanere lontani da qualsiasi evento sportivo per il periodo stabilito dalla legge. Dovrebbero anche essere proposte forme di incentivo alle società sportive italiane con il pubblico virtuoso».
EX FCU: Andrea Lignani Marchesani FdI “sui ritardi e disagi agli utenti la Provincia si assuma le proprie responsabilità”
Non solo non si hanno notizie di lavori nelle tratte Città di Castello – Sansepolcro e Perugia Ponte San Giovanni – Terni; non solo si hanno tempi di percorrenza degni di locomotive a vapore ai tempi della Ferrovia dell’Appennino Centrale (tra l’altro costruita in 6 anni negli anni 80 del XIX secolo); non solo si prefigura un ‘ulteriore (breve?) stop anche sul percorso Città di Castello – Umbertide per formare il personale su potenziali nuovi consensi di sicurezza, ma assistiamo anche a litigi societari tra Provincia di Perugia e Regione dell’Umbria per quanto concerne la gestione delle perdite di esercizio. Un comportamento che forse può trovare remota giustificazione negli anfratti dei sempre più rigidi bilanci degli Enti ma che risulta assolutamente incomprensibile per gli ultimi irriducibili utenti della ferrovia ormai esausti anche nelle richieste del minimo sindacale in termini di sicurezza, tempi di percorrenza e rotture di carico. L’interrogazione presentata in data odierna ha le finalità di un’assunzione di responsabilità ufficiale da parte della Presidenza della Provincia in termini di impegni sulla riapertura della ferrovia e soprattutto per chiarire la posizione dell’Ente rispetto ad una Regione che per sua stessa ragion d’essere dovrebbe programmare invece di creare ulteriore confusione in Comuni, soggetti di area vasta e soprattutto cittadini.
Andrea Lignani Marchesani
Consigliere provinciale FdI Perugia
Il Sottoscritto Consigliere provinciale,
Figuraccia del Pd Sansepolcro: sull’imposta della pubblicità nessun aumento e tante falsità
Nel Consiglio Comunale del 27 marzo, il PD ha presentato un’interrogazione, abbondantemente promozionata a mezzo social, inerente “sciagurati” aumenti relativi alla tassa sulla pubblicità e pubbliche affissioni. Come di consueto l’argomento è stato anticipato nel pomeriggio da un comunicato stampa che, oltre a contenere grossolane imprecisioni, scadeva di livello nell’addebitare all’Amministrazione l’uso di slogan e la profusione di inutili chiacchiere, termine, quest’ultimo, ripetuto per ben tre volte. Alla luce del dibattito consiliare, tuttavia, è emerso che slogan e chiacchiere sono prerogativa esclusiva dello stesso gruppo consiliare proponente e questo perché, non solo non verranno praticati aumenti ma, addirittura, per le insegne pubblicitarie inferiori al metro quadrato, verranno applicati significativi sconti.
Il Capogruppo del PD Andrea Laurenzi, non convinto dalle parole dell’assessore Del Furia, è stato invitato da quest’ultima a recarsi presso gli uffici comunali al fine di comparare i ruoli emessi nelle precedenti annualità con quelli del 2019, operazione che avrebbe potuto (o dovuto?) fare – dato il ruolo rivestito – prima di spendersi in sterili proclami peraltro del tutto falsi. Nel manifestare pieno rispetto all’operato delle opposizioni, duole comunque rilevare che, sebbene il comunicato prodotto sia ascrivibile alla sezione “prendere un granchio” lo stesso Capogruppo si è riservato di fare ulteriori puntuali verifiche adducendo infine all’estensore del testo (che per la cronaca non è l’assessore) la responsabilità di non essere stato chiaro.
Del resto si sa, il bello scrivere è un’arte e gli atti amministrativi non brillano certo per linguaggio poetico soprattutto quando richiedono specifiche conoscenze tecniche. Si sa però, altresì, che chi ha rivestito ruoli amministrativi, anche importanti, dovrebbe quantomeno avere pratica di linguaggio burocratico. La comprensione dei testi che si leggono, per converso, è requisito necessario al superamento del primo ciclo di studi, figuriamoci per chi si candida ad amministrare una città.
Per mera correttezza dunque, e fuori da ogni polemica, sia chiaro ai cittadini, gli unici che ci stanno davvero a cuore, che quanto dichiarato in sede di approvazione del documento di bilancio, ha trovato realizzazione. Nessun aumento per pubblicità e affissioni anzi, riduzioni di tariffa, per quanto è stato possibile fare. Lasciamo quindi al PD, questa volta con un sincero sorriso, slogan e chiacchiere insieme ai migliori auguri di buon lavoro.
Una Rete per frenare la progressione delle malattie renali
Una collaborazione più stretta tra i medici dell’Ospedale e quelli del Territorio, coinvolgendo in primis i medici di famiglia, per ritardare il più possibile l’ingresso in dialisi dei pazienti con insufficienza renale cronica avanzata, migliorandone così la qualità della vita.
Con questo obiettivo, all’interno del Dipartimento “Medicina Interna e Specialistiche” della Asl Toscana sud est, è stata istituita la Rete “Rapporti con il territorio per il controllo della progressione della malattia renale cronica”. Il coordinatore è Carlo Mura, Direttore della UOSD Nefrologia e Dialisi del Valdarno.
“Lo scopo della Rete è di far sì che questo processo di attenzione nei confronti dei malati cronici trovi un’omogeneità e una standardizzazione che siano garanzia di una presa in cura più efficace del paziente – dichiara Massimo Alessandri, direttore del Dipartimento “Medicina interna e Specialistiche” – La Rete professionale ha anche il compito di armonizzare il rapporto tra l’Area Omogenea di Nefrologia e le strutture territoriali”.
“La malattia renale è stata inserita nel modello toscano di cura delle malattie croniche, quelle che gli epidemiologi registrano attualmente come le più invalidanti e ad altissimo rischio di mortalità per la popolazione generale – spiega Carlo Mura – Nella ASL Toscana sud est, riferendosi alle percentuali italiane, su 840 mila abitanti risultano circa 50.000 persone con malattia renale cronica di varia entità. Di questi, circa 1300 sono a rischio di dialisi/trapianto, 500 sono già in terapia dialitica e quasi altrettanti i trapiantati. Si tratta di numeri allarmanti che svelano le caratteristiche della malattia renale: silenziosa, progressiva e spesso associata a diabete e cardiopatia”.
Nel corso degli ultimi anni il Ministero della Salute e la Società di Nefrologia hanno emanato alcuni documenti in cui si sottolinea la necessità di azioni che arginino la progressione verso gli stadi terminali della malattia renale. Un percorso in questa direzione è cominciato nel 2011 nella zona Valdarno e ha mostrato buoni risultati. Il progetto si è basato su una collaborazione stretta con la Medicina Generale. Nel tempo i pazienti seguiti più da vicino e in sinergia con il medico di Medicina Generale (in base alla “Sanità di iniziativa”, cioè attraverso il richiamo a controlli periodici sull’evoluzione della malattia), hanno rallentato l’evoluzione negativa verso gli stadi finali della malattia renale, come osservato in studi su grande scala, nazionali ed europei.
E’ stato quindi indispensabile pensare ad un’organizzazione in Rete Clinica. Le strutture di Nefrologia istituiscono, attraverso lo scambio di informazioni sui pazienti, un’utile connessione con altre strutture collegate al trattamento e alla progressione di questa patologia (Medicina Generale, Nutrizione Clinica, Diabetologia ecc).
“Gli obiettivi più urgenti – conclude Mura – sono la costruzione di un legame di collaborazione solido con il Dipartimento della Medicina Generale nei suoi vari livelli e articolazioni con l’obiettivo di riproporre, ovunque ci sia una attività nefrologica ambulatoriale, gli schemi validati dalla comunità scientifica. Contemporaneamente è necessario uniformare attraverso l’Area Omogenea di Nefrologia, e nel rispetto delle individualità legate al territorio e alle singole professionalità, l’attività degli ambulatori per la malattia renale, introdurre o perfezionare la registrazione informatizzata delle visite, creare un archivio condiviso, condividere alcune parti di software con la Medicina Generale”.
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E’ scontro tra maggioranza e pentastellati sulla variazione dei compensi spettanti ai revisori dei conti
“Scriviamo questo comunicato stampa mossi dalla necessità di denunciare quello che è successo e soprattutto quello che è stato votato nell’ultimo Consiglio Comunale del 28 marzo scorso a Città di Castello.
All’ordine del giorno era inserita la variazione dei compensi spettanti ai revisori dei conti. Fin dalla Commissione di studio apposita era stata evidente la volontà della parte di maggioranza di riferimento al Partito Democratico di aumentare tali compensi di oltre il 63% rispetto all’anno scorso. Subito abbiamo presentato un emendamento al fine di limitare tale aumento a non oltre un 10%. Non c’è stato niente da fare. Alla fine della discussione l’unica risposta che abbiamo ricevuto è che la colpa era imputabile a Di Maio e Salvini e che avrebbero fatto come meglio gli pareva perché se i tifernati dovranno pagare di più di fatto, per loro, poco incide. Ovviamente per qualsiasi dubbio invito tutti i lettori a visionare lo streaming on line. Tutto questo avveniva lo stesso giorno in cui lo stesso Consiglio votava l’aumento delle tasse comunali ai propri concittadini. Se bisogna aumentare le tasse da una parte non si dovrebbero poi fare regalie dall’altra. Qualche domanda a questo punto bisogna farsela. Perché il Partito Democratico di Città di Castello ha questo disperato bisogno di aumentare a tutti i costi i compensi dei revisori dei conti?
Abbiamo già depositato, e a breve proporremo, un complicato ordine del giorno che possa però, una volta per tutte, introdurre degli obblighi di trasparenza veri che possano dare evidenza di ogni possibile legame esistente nel momento di esprimere un voto all’interno del Consiglio Comunale.
Loro avranno pure la maggioranza dei voti per decidere quello che vogliono ma noi abbiamo la libertà di raccontare tutto quello che succede.”
Capogruppo M5S di Città di Castello,
Marco Gasperi.


