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Scuola e inclusione, accordo tra il Primo Circolo “San Filippo” e l’associazione Il Mosaico 2.0

CITTÀ DI CASTELLO – Unire scuola, famiglie e associazioni per costruire percorsi sempre più efficaci di inclusione e autonomia. È questo l’obiettivo della convenzione che sarà sottoscritta mercoledì 1° luglio alle ore 11.45 tra la Direzione Didattica Primo Circolo “San Filippo” di Città di Castello e l’Associazione Il Mosaico 2.0 APS.

La firma dell’accordo si terrà nella sede della Direzione Didattica di via Borgo Inferiore e vedrà la partecipazione della dirigente scolastica Silvia Ghigi e del presidente dell’associazione Carlo Reali.

La convenzione nasce con l’intento di rafforzare le politiche di inclusione scolastica e sociale attraverso una collaborazione stabile tra scuola e terzo settore, promuovendo iniziative dedicate agli studenti con disabilità, alle persone più fragili e alle loro famiglie.

Tra gli obiettivi del progetto figurano la realizzazione di percorsi educativi, formativi e culturali, il sostegno all’autonomia personale, il supporto ai nuclei familiari e la costruzione di esperienze orientate al tema del “Dopo di Noi”.

L’accordo prevede inoltre corsi di formazione rivolti a docenti, educatori e famiglie, laboratori inclusivi, momenti di sensibilizzazione aperti alla cittadinanza e iniziative capaci di mettere in rete scuola, associazioni, enti pubblici e realtà del territorio.

Nel corso della conferenza stampa saranno illustrate le linee guida della collaborazione, gli obiettivi del prossimo triennio e le prime attività che prenderanno il via grazie a questa nuova intesa.

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«Quando aprii un ristorante di frutta mi presero per matto». La scommessa vinta di Alessandro Landini

C’è chi la frutta la considera semplicemente il dessert di fine pasto e chi, invece, ha avuto il coraggio di costruirci attorno un’intera filosofia di cucina. Alessandro Landini appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Oggi il suo Cocomerò, ad Anghiari, è conosciuto ben oltre i confini della Valtiberina, ma quando tutto è iniziato nessuno avrebbe immaginato un percorso del genere. Da un piccolo chiosco con qualche tavolo e un vecchio camioncino fino a un ristorante capace di richiamare clienti da tutta Italia e con un progetto di franchising già sul tavolo. Una storia fatta di intuito, sacrifici, ricerca e di una continua voglia di sorprendere senza mai dimenticare le proprie radici.

Alessandro, torniamo indietro di qualche anno. Ti ricordi il momento in cui hai capito che quella poteva diventare un’idea vincente?

«Me lo ricordo benissimo e credo che non lo dimenticherò mai. Alla fine degli anni Novanta io e mia moglie andavamo spesso in Romagna a ballare al Bandiera Gialla. Lungo la strada c’era un chiosco che vendeva cocomero, ananas, macedonie e soprattutto cocomero con la menta. Mi colpì subito. In quel periodo facevo il commerciante ambulante di frutta e verdura, quindi la materia prima non mancava. Tornando a casa ci siamo guardati e ci siamo detti: perché non proviamo a fare qualcosa di diverso? È nata così l’idea del Cocomerò.»

All’inizio, però, era davvero tutto molto semplice.

«Altroché. Avevamo un vecchio Lupetto del ’73, un camioncino OM, qualche tavolo, sedie di plastica e gli ombrelloni del mercato. Se ci ripenso oggi mi viene quasi da sorridere. Però avevamo una cosa che valeva più di tutto il resto: la voglia di lavorare. Da lì è partita una continua ricerca di idee nuove. Abbiamo sempre cercato di migliorarci senza fermarci mai.»

Oggi state addirittura pensando di esportare il marchio.

«Sì, ci stiamo lavorando. L’idea è quella di mettere a disposizione di altri tutta l’esperienza costruita in questi anni, il nostro metodo di lavoro, il layout e soprattutto la filosofia del Cocomerò. Sarebbe una soddisfazione enorme vedere nascere altri ristoranti di frutta con il nostro marchio.»

Chi entra qui per la prima volta arriva spesso con qualche dubbio.

«È normale. La frase che sento più spesso è: “Ma davvero con la frutta ci fate da mangiare?”. E io sorrido. Ti dirò di più: il mio miglior cliente è proprio quello scettico. Quello che parte convinto che certe cose siano impossibili. Io non devo convincerlo con le parole. Gli faccio assaggiare un piatto e il resto viene da sé.»

La vostra cucina, però, non nasce per stupire a tutti i costi.

«No, nasce dallo studio. Molti pensano che basti prendere un frutto e abbinarlo a un ingrediente. Non è così. Una pesca cambia sapore da una settimana all’altra. Cambia la maturazione, cambia la dolcezza, cambia tutto. Ogni ingrediente va conosciuto fino in fondo. È questo il lavoro più difficile.»

In cucina, accanto a te, c’è Angelica.

«Lei è la chef ed è una parte fondamentale di tutto questo. Conosce perfettamente gli ingredienti e riesce a trovare gli abbinamenti giusti. Molte persone vedono il piatto quando arriva in tavola, ma dietro ci sono ore di prove, di assaggi e anche di errori. È un lavoro che richiede pazienza.»

Eppure tante idee arrivano dalla cucina dei nonni.

«Assolutamente sì. Abbiamo recuperato un vecchio ricettario della mia nonna e anche quello della nonna di Angelica. Una volta nelle case non si buttava via niente e con quello che c’era nell’orto o nel frutteto si preparavano piatti straordinari. Pane e uva, pane, vino e zucchero, frutta condita… sapori che oggi sembrano quasi dimenticati ma che fanno parte della nostra storia.»

In pratica avete riportato nel presente una tradizione che rischiava di andare persa.

«Esatto. Molti pensano che siamo innovativi perché mettiamo la frutta dappertutto. In realtà tante cose arrivano proprio dai nostri nonni. Noi le abbiamo studiate, reinterpretate e adattate a una cucina moderna.»

Una delle soddisfazioni più grandi è vedere anche i bambini mangiare la frutta.

«Succede spesso. Arrivano genitori che mi dicono: “Mio figlio la frutta non la vuole nemmeno vedere”. Io gli rispondo sempre di stare tranquilli. Basta non dirgli dove lo stanno portando. Poi ci penso io. Quando riesci a vedere un bambino che assaggia una banana o un frutto che fino al giorno prima rifiutava, quella è una soddisfazione enorme.»

C’è un piatto che vi ha fatto impazzire più degli altri?

«La carbonara al mango. Quella ci ha fatto davvero tribolare. Abbiamo buttato via tantissimo prodotto prima di arrivare al risultato che volevamo. A un certo punto abbiamo capito che il problema non era la ricetta, ma la qualità del mango. Da lì abbiamo cambiato completamente approccio.»

Quanto conta scegliere la materia prima giusta?

«Fa tutta la differenza del mondo. Noi continuiamo ad andare personalmente dai nostri fornitori a Cesena, con cui lavoriamo da quasi trent’anni. Un mango raccolto maturo e arrivato in poche ore è completamente diverso da uno qualsiasi. Cambiano consistenza, lavorazione e sapore. Se vuoi fare qualità non puoi scendere a compromessi.»

Eventi come “I Primi dei Primi” hanno dato ulteriore visibilità al vostro lavoro.

«Sono stati importanti. La carbonara al mango ha incuriosito tantissime persone, anche chef di altissimo livello. Quando un professionista assaggia il tuo piatto e ti dice “questa ricetta me la devi spiegare”, capisci che tutta la fatica fatta negli anni è servita a qualcosa.»

Dopo ventisei anni qual è ancora la sfida del Cocomerò?

«Continuare a emozionare. Noi sperimentiamo ogni giorno, ma senza dimenticare chi siamo. Ogni piatto deve raccontare una storia, deve avere un senso. Non ci interessa fare qualcosa di strano tanto per stupire. Ci interessa che chi si siede a tavola viva un’esperienza e magari torni a casa con un ricordo.»

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Cospaia, terra di libertà: celebrato lo storico anniversario della Repubblica. Un incontro istituzionale di alto profilo suggella il legame tra Umbria e Toscana.

SAN GIUSTINO (PG), 29 giugno 2026 – Si è svolta ieri, nella suggestiva cornice di Cospaia, la cerimonia commemorativa dell’antica e leggendaria “Repubblica di Cospaia”. Un momento di grande valore storico e identitario che, quest’anno, oltre ad un convegno prestigioso dal titolo “Cospaia la moneta della Libertà” a mostre, momenti teatrali e camminata è stato arricchito da un incontro istituzionale di straordinaria importanza, che ha visto il territorio altotiberino al centro di un importante dialogo tra le istituzioni di Umbria e Toscana.
Il Sindaco di San Giustino, Stefano Veschi, ha avuto l’onore di accogliere i Presidenti delle due Regioni, Stefania Proietti (Regione Umbria) ed Eugenio Giani (Regione Toscana). L’incontro è stato l’occasione per una riflessione profonda, che il Sindaco ha voluto condividere con i presenti:


“Ci sono luoghi che, pur essendo piccoli nelle dimensioni, riescono ad attraversare i secoli e a consegnarci una storia straordinaria. Cospaia è uno di questi. La vicenda è nota: non è soltanto quella di una piccola Repubblica nata da un singolare errore di confine, ma è la storia di una comunità che ha saputo costruire la propria identità facendo della libertà il suo valore più prezioso. Oggi quella stessa storia ci insegna che, se i confini possono essere tracciati sulle mappe, sono le comunità a decidere se trasformarli in muri oppure in ponti. Cospaia, da sempre, ha scelto di essere un ponte; noi, con questa giornata e con la presenza dei Presidenti Proietti e Giani, ribadiamo di aver fatto la stessa scelta.”


L’evento ha assunto un rilievo sovraregionale grazie alla significativa presenza delle massime autorità civili e accademiche del territorio. Hanno partecipato alla celebrazione: Il Rettore dell’Università degli Studi di Perugia Massimiliani Marianelli, il Presidente della Provincia di Perugia Massimiliano Presciutti, Il Presidente della Provincia di Arezzo Alessandro Polcri, la consigliera Regionale Letizia Michelini ed i Sindaci di Città di Castello Luca Secondi ed il Sindaco di San Sepolcro Fabrizio Innocenti. Inoltre era presente il Presidente Gal Mirco Rinaldi, il Presidente di Confindustria Claudio Bigi , imprenditori locale e numerosi cittadini.
La giornata ha confermato che il nostro è un territorio dove i confini amministrativi non hanno mai impedito, e non impediscono, alle persone di condividere lavoro, cultura, tradizioni, amicizie e amori. La presenza congiunta dei vertici istituzionali sottolinea come Cospaia rappresenti oggi non più un limite divisorio, ma una cerniera naturale e uno spazio di cooperazione strategica tra l’Umbria e la Toscana.

Le celebrazioni si sono concluse con un auspicio corale: che lo “spirito di Cospaia”, fondato sull’autonomia e sul dialogo pacifico, possa continuare a guidare le scelte politiche e amministrative di questo territorio che, seppur diviso geograficamente, resta profondamente unito da una visione condivisa di crescita e di futuro.

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Sul dimensionamento scolastico il centrosinistra deve prima chiarire la propria posizione

Sul dimensionamento scolastico si continua ad assistere a un confronto politico sempre più acceso. È legittimo che maggioranza e opposizione abbiano idee diverse, ma c’è un aspetto che merita una riflessione: il centrosinistra sembra non riuscire a esprimere una linea unitaria nemmeno al proprio interno.

A Città di Castello il segretario del Partito Democratico Michele Ceccagnoli individua nel Governo e nel centrodestra le principali responsabilità della vicenda. A Terni, invece, il consigliere regionale del Partito Democratico Francesco Filipponi esprime soddisfazione per il mantenimento dell’autonomia della Direzione didattica Don Milani e della De Filis, parlando di un risultato importante per il territorio. Nel frattempo l’onorevole Elisabetta Piccolotti definisce quanto accaduto uno “scandalo senza precedenti” e arriva a chiedere le dimissioni del direttore dell’Ufficio scolastico regionale.

Tre dichiarazioni che fotografano un evidente problema politico: sul dimensionamento scolastico il centrosinistra non riesce a parlare con una voce sola. Da Città di Castello a Terni cambiano i toni, cambia il racconto e cambiano perfino le responsabilità individuate.

È quindi inevitabile chiedersi quale sia la posizione ufficiale del cosiddetto campo largo. Perché se ogni esponente offre una lettura diversa della stessa vicenda, il rischio è quello di alimentare ulteriore confusione proprio su un tema che avrebbe invece bisogno di chiarezza.

C’è poi un elemento oggettivo che dovrebbe rappresentare il punto di partenza del confronto: la sentenza n. 248 del TAR dell’Umbria del 29 maggio. Una decisione che non esprime valutazioni politiche, ma giuridiche. I giudici hanno infatti stabilito che il Commissario ad acta ha esercitato poteri eccedenti rispetto al mandato ricevuto, ricostruendo anche il percorso amministrativo che ha portato all’intervento commissariale.

Sono elementi contenuti in una sentenza, non opinioni.

Questo naturalmente non significa che il Governo o il centrodestra siano esenti da responsabilità politiche sulla gestione della vicenda. Significa però che un dibattito serio dovrebbe partire dai fatti accertati, evitando di utilizzare solo le parti che risultano utili alla polemica del momento.

La sensazione, invece, è che il dimensionamento scolastico sia diventato un terreno di scontro permanente, dove ogni territorio propone una narrazione diversa a seconda della convenienza politica del momento. Così facendo, però, si perde di vista ciò che conta davvero.

Famiglie, studenti, dirigenti scolastici, insegnanti e personale amministrativo non hanno bisogno dell’ennesimo comunicato stampa. Chiedono di sapere quale sarà il futuro delle scuole e quando questa vicenda troverà finalmente una soluzione definitiva.

La politica ha tutto il diritto di confrontarsi. Ma ha anche il dovere della coerenza. Perché quando sulla stessa questione si sostengono tesi differenti a seconda della città in cui si interviene, il rischio è che il dibattito perda credibilità e si allontani dai problemi reali della scuola. E sono proprio questi, oggi, a meritare tutta l’attenzione della politica.

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Simona Antonelli presenta “Fra(M)menti”: al Circolo degli Illuminati una serata tra parole, musica ed emozioni

CITTÀ DI CASTELLO – Un libro che racconta frammenti di vita, emozioni e riflessioni, accompagnato da letture e musica dal vivo. È questo lo spirito del nuovo appuntamento del Circolo del Libro – Incontro con gli Autori, in programma giovedì 2 luglio alle ore 21 al Circolo degli Illuminati di Città di Castello.

Protagonista della serata sarà Simona Antonelli, che presenterà il suo libro “Fra(M)menti”, pubblicato da Il Seme Bianco Editrice.

L’incontro sarà introdotto da Nadia Marconi, presidente dell’Unitre, mentre alcuni amici dell’autrice daranno voce ai brani del libro attraverso letture dedicate. Ad arricchire l’appuntamento saranno anche gli interventi musicali delle cantautrici Illuvia! e Sofia Fiore, insieme alla cantante Ginevra Alunno, che accompagneranno il pubblico in un percorso fatto di parole, note e suggestioni.

L’iniziativa, curata da Catia Cecchetti, rientra nella rassegna culturale promossa dal Circolo Tifernate e dall’Accademia degli Illuminati e rappresenta un’occasione per conoscere da vicino un’opera che invita il lettore a fermarsi, riflettere e ritrovare, attraverso piccoli frammenti di quotidianità, emozioni comuni e universali.

L’ingresso è su prenotazione, fino ad esaurimento dei posti disponibili.

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La sinistra in cerca di un nemico punti il dito contro se stessa

In questi giorni la segreteria tifernate del pd si copre di ridicolo chiedendo conto al centrodestra cittadino delle scelte operate dall’Ufficio Scolastico Regionale. Cogliendo l’occasione per invitare il segretario locale del PD ad approfondire i concetti di rappresentanza politica, di pubblica amministrazione e di responsabilità amministrativa, facciamo presente che la sentenza 248 del 2026 del TAR e pubblicata il 29 maggio mette nero su bianco che l’assurda vicenda del dimensionamento scolastico non avrebbe avuto luogo se solo la Regione avesse fatto il suo dovere.

L’ignavia dell’amministrazione Regionale di sinistra, di cui hanno fatto e fanno le spese i cittadini, ha come ultimo prodotto l’ennesimo scontro tra rappresentanti regionali del suo partito che escono sulla stampa con dichiarazioni di segno diametralmente opposto.

Il segretario tifernate del Pd guardi in casa sua prima di distribuire agli altri le responsabilità della propria parte politica e si renda conto che è squallido cercare di sviare l’attenzione dalla questione sogepu cercando di ricavare consenso e visibilità cavalcando un altro dossier dolente per la città

I segretari cittadini dei Partiti di centrodestra

Fratelli d’Italia – Francesco Algeri Rignanese

Forza Italia – Tommaso Campagni

Lega – Giorgio Baglioni

Umbria Civica – Fabio Buschi

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Incendi boschivi, l’Unione Montana richiama alla prudenza: «La prevenzione parte dai comportamenti di tutti»

VALTIBERINA TOSCANA – Con l’arrivo delle alte temperature cresce anche il rischio di incendi boschivi. Per questo l’Unione Montana dei Comuni della Valtiberina Toscana richiama cittadini e visitatori al rispetto di alcune semplici regole che possono fare la differenza nella tutela dell’ambiente e della sicurezza.

Molti incendi, infatti, sono provocati da distrazione o da piccoli fuochi sfuggiti al controllo. Un gesto imprudente può trasformarsi in pochi minuti in un’emergenza con gravi conseguenze per boschi, fauna e persone.

L’invito è quindi a prestare la massima attenzione durante le attività all’aperto, evitando qualsiasi comportamento che possa favorire l’innesco delle fiamme e contribuendo così alla salvaguardia del patrimonio naturale della Valtiberina.

In caso di avvistamento di fumo o di un incendio è fondamentale allertare immediatamente i soccorsi chiamando il Numero Verde Antincendi Boschivi della Regione Toscana 800 425 425 oppure il 112.

La prevenzione resta l’arma più efficace contro gli incendi: la collaborazione di tutti è indispensabile per proteggere il territorio.

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“Una valle senza visione?”: il 30 giugno a Sansepolcro un incontro pubblico sul futuro della Valtiberina

Martedì 30 giugno 2026, alle ore 21.00, presso la Sala del Consiglio Comunale di Sansepolcro, si terrà l’iniziativa pubblica “Una valle senza visione?”, un momento di confronto aperto ai cittadini sul Piano Strutturale Intercomunale recentemente approvato dai Consigli comunali di Sansepolcro, Anghiari, Monterchi e Caprese Michelangelo.

Al centro dell’incontro ci sarà una domanda fondamentale: quale idea di Valtiberina vogliamo costruire per i prossimi anni?

Il Piano Strutturale Intercomunale rappresenta infatti uno degli atti più importanti per il futuro della valle, perché da esso dipenderanno scelte decisive in materia di sviluppo economico, tutela del territorio, servizi, mobilità, rigenerazione urbana, agricoltura, valorizzazione dei centri storici e qualità della vita.

Dalla sua analisi emerge però una forte preoccupazione: il documento appare come un insieme di norme tecniche e analisi dello stato attuale, ma privo di una vera visione strategica. Manca, cioè, un’idea chiara di territorio, capace di indicare quale futuro vogliamo dare alla Valtiberina.

Noi pensiamo che la politica debba fare esattamente il contrario: avere il coraggio di proporre una prospettiva, aprire il confronto sulle idee e coinvolgere i cittadini prima che le decisioni diventino definitive.

Nasce da questa convinzione l’iniziativa del 30 giugno, che vuole essere un’occasione per discutere apertamente delle grandi questioni che riguardano il nostro territorio: lavoro, sviluppo economico, rigenerazione delle aree produttive, contrasto allo spopolamento, mobilità sostenibile, tutela del paesaggio, futuro dell’agricoltura e vivibilità dei nostri centri.

Un percorso partecipativo che le amministrazioni avrebbero dovuto promuovere in modo sostanziale e non soltanto formale.

All’incontro porterà il proprio contributo anche Filippo Boni, Assessore della Regione Toscana all’Urbanistica e Governo del Territorio.

Non sarà un’iniziativa contro qualcuno, ma un momento aperto alla città e alla vallata. Vogliamo ascoltare, raccogliere proposte e mettere in comune idee, perché siamo convinti che il futuro della Valtiberina non possa essere scritto nelle stanze della politica senza il coinvolgimento della comunità.

Sarà impossibile colmare in una sola serata le lacune di un percorso durato sette anni, ma è nostro dovere, come forze di minoranza, riportare questo tema al centro del dibattito pubblico.

Invitiamo tutti i cittadini a partecipare e a portare il proprio contributo.

Il futuro della Valtiberina non può aspettare.

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Festival delle Nazioni, Schumann apre la 59ª edizione: il compositore delle due anime

CITTÀ DI CASTELLO – Sarà Robert Schumann ad aprire la 59ª edizione del Festival delle Nazioni, in programma tra agosto e settembre. Una scelta che rende omaggio a uno dei compositori più affascinanti e complessi della storia della musica, capace di trasformare le proprie inquietudini interiori in arte.

Schumann amava raccontarsi attraverso due figure immaginarie: Florestan ed Eusebio. Il primo rappresentava l’impeto, la passione e l’energia; il secondo la riflessione, la sensibilità e il sogno. Due personalità opposte che il compositore utilizzava persino per firmare gli articoli pubblicati sulla rivista musicale da lui fondata.

Più che semplici pseudonimi, erano il riflesso di un dialogo interiore che avrebbe accompagnato tutta la sua produzione artistica, diventando uno degli elementi distintivi della sua musica.

Schumann fu anche un grande scopritore di talenti. Fu lui, infatti, a intuire per primo il genio di un giovanissimo Johannes Brahms, presentandolo al mondo con un celebre articolo che ne avrebbe segnato l’inizio della straordinaria carriera.

Ad aprire il Festival saranno le celebri Kinderszenen (“Scene infantili”), una delle opere più amate del compositore tedesco. Una raccolta di pagine pianistiche intime e poetiche, dove emerge soprattutto il volto più delicato di Schumann, quello di Eusebio, fatto di ricordi, malinconia e tenerezza.

Sarà così la musica di uno dei grandi protagonisti del Romanticismo europeo a dare il via alla nuova edizione del Festival delle Nazioni, nel segno della bellezza, della ricerca artistica e della grande tradizione musicale.

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Corri Umbertide By Night, il centro storico si riempie di runner: grande partecipazione per la corsa sotto le stelle

UMBERTIDE – Una serata di sport, entusiasmo e partecipazione. La Corri Umbertide By Night ha richiamato centinaia di persone nel centro storico, trasformando Piazza Matteotti e le vie cittadine in un grande palcoscenico dedicato alla corsa e alla voglia di stare insieme.

L’appuntamento, tra i più attesi dell’estate umbertidese, ha visto al via atleti, appassionati, famiglie e tanti cittadini che hanno scelto di vivere una serata all’insegna dello sport. Prima della partenza delle gare dedicate agli adulti, spazio ai bambini, accolti dagli applausi del numeroso pubblico presente.

Il programma prevedeva una prova competitiva di 8 chilometri e una non competitiva di 6,5 chilometri, permettendo a runner esperti e semplici amatori di condividere la stessa festa.

Nella gara femminile il successo è andato a Martina Cappelletti dell’Atletica Castello, davanti a Marzia Yousif Stella dell’Atletica Taino e Cecilia Tomba dell’Atletica Civitanova.

Tra gli uomini, invece, a conquistare il gradino più alto del podio è stato il beniamino di casa Andrea Lombardo Facciale dell’Atletica Umbertide, che ha preceduto Alessandro Mezzetti dell’Atl Capanne Pro Loco Athlteam e Luca Boinega dell’Atletica Avis Castel San Pietro.

Nella classifica a squadre ha festeggiato l’Atletica Umbertide, davanti all’Atletica Taino, alla Pietralunga Runners e all’Atletica Winner Foligno.

La manifestazione è stata organizzata dall’Atletica Umbertide, con il sostegno di Avis Umbertide e il patrocinio del Comune. Presenti il sindaco Luca Carizia, l’assessore allo Sport Lorenzo Cavedon, gli amministratori comunali e numerosi rappresentanti delle associazioni cittadine.

L’amministrazione comunale ha ringraziato gli organizzatori, la Polizia Locale, la Croce Rossa Italiana e tutti i volontari che hanno contribuito alla perfetta riuscita dell’evento, confermando ancora una volta come la Corri Umbertide By Night rappresenti uno degli appuntamenti sportivi più partecipati e sentiti dell’estate cittadina.

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Bocce paralimpiche, la Biturgia brilla a Chiusi: vittoria per Gabin Guerri e podio per Tiossi-Girolimoni

SANSEPOLCRO – Ancora una giornata da ricordare per la Bocciofila Biturgia, protagonista al 2° Trofeo Città di Chiusi, gara paralimpica DIR che ha visto confrontarsi atleti provenienti da Chiusi, Sansepolcro e Cortona.

La squadra biturgense è tornata a casa con risultati di prestigio, confermando la crescita di un gruppo che continua a distinguersi non solo per i successi sportivi, ma anche per i valori che rappresenta.

A conquistare il gradino più alto del podio nella classifica maschile è stato Gabin Guerri, autore di un’ottima prova che gli ha permesso di chiudere al primo posto. Ottimo risultato anche nella competizione a coppie, dove Mirco Tiossi e Matteo Girolimoni hanno ottenuto un brillante secondo posto.

Una manifestazione che è andata ben oltre l’aspetto agonistico, trasformandosi in una bella occasione di incontro, partecipazione e inclusione, dimostrando ancora una volta come lo sport sappia abbattere ogni barriera e valorizzare le capacità di ogni atleta.

Anche il Comune di Sansepolcro ha voluto congratularsi con gli atleti della Bocciofila Biturgia, sottolineando come questi risultati rappresentino motivo di orgoglio per tutta la comunità e testimonino il grande lavoro svolto dalla società nel promuovere lo sport paralimpico.

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Tiferno Dog Show, trionfa Zeno: il wolfspitz conquista la seconda edizione

CITTÀ DI CASTELLO – Si chiama “La Guerra di Piero della Ginevrina”, ma per tutti è semplicemente Zeno. È lui il vincitore della seconda edizione del Tiferno Dog Show, la manifestazione cinofila di bellezza organizzata dalla sezione tifernate della Federcaccia con il patrocinio del Comune di Città di Castello, che domenica ha richiamato al Parco Ansa del Tevere decine di appassionati e tantissimi cani provenienti anche da fuori regione.

Nonostante il grande caldo, l’ombra del parco ha fatto da cornice a una giornata all’insegna della passione per gli animali, della convivialità e della cinofilia. Sul ring si sono alternati esemplari di numerose razze, con e senza pedigree, appartenenti al circuito Enci.

Ad aggiudicarsi il titolo assoluto è stato il wolfspitz Zeno, nato il 21 settembre 2024 e condotto da Gianpiero Boccioli, di Palazzo del Pero, in provincia di Arezzo, collaboratore dell’allevamento di wolfspitz di Lucia Menicori e Caterina Falcinelli a Caprese Michelangelo e allevatore di Bouledogue Francesi con l’affisso Nella’s Soul House. Per il vincitore anche un weekend a Vienna, premio messo in palio dall’organizzazione.

Alle sue spalle si è classificato un Pastore Svizzero Bianco, presentato dalla handler Giulia Tanganelli e di proprietà di Valentina Pucciarelli, mentre il terzo gradino del podio è andato a Odette, un alano dell’Antico Tiferno di proprietà di Luciano Selvi.

Tra i momenti più apprezzati della giornata c’è stata la sfilata dedicata ai meticci, accolta con entusiasmo dal pubblico. A conquistare una menzione speciale è stata Alaska, una simpatica cagnolina di due anni che ha saputo conquistare giuria e spettatori. A presentarla è stato Riccardo Lucaccioni, storico rappresentante dell’associazione Il Mosaico 2.0 e degli “Amici in carrozzina”, da sempre impegnato nella promozione dell’inclusione e dell’abbattimento delle barriere.

Grande la soddisfazione degli organizzatori. Il presidente della Federcaccia tifernate Massimo Meozzi, insieme ai vice Rodrigo Bei e Alessandro Squartini, al segretario Mirko Palazzi, ai consiglieri e a Massimo Massetti, che ha coordinato l’evento, guarda già alla prossima edizione.

«È stata una giornata all’insegna della convivialità, del rispetto per gli animali e della passione. L’obiettivo era valorizzare la bellezza e la straordinarietà dei nostri cani, senza alcuna distinzione di razza, rafforzando il senso di comunità che ci unisce attraverso l’amore per gli animali», hanno commentato gli organizzatori, ringraziando la responsabile del servizio veterinario Federica Bianchini, i giudici, in particolare Fabrizio Bruschetti, gli educatori cinofili e tutti i volontari che hanno contribuito alla riuscita della manifestazione.

Alla cerimonia di premiazione era presente anche il consigliere comunale Luigi Gennari, che ha portato il saluto dell’amministrazione comunale, sottolineando il valore di una manifestazione capace di promuovere l’allevamento di qualità e l’amore per gli animali.

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Fiore Verde festeggia 30 anni e rinnova la fiducia a Gessica Bondi. L’omaggio di Nazzareno Tanzi a Silvana Benigno commuove tutti

Un traguardo storico celebrato in una cornice ricca di volti, storie e forti emozioni. Presso la struttura “La Casa dei Girasoli” di Lama si è svolta la festa per i trent’anni dalla fondazione della cooperativa sociale Fiore Verde, un momento speciale che, durante una bellissima giornata, ha unito i soci, i lavoratori, i familiari dei numerosi ospiti e le istituzioni del territorio. L’occasione ha segnato anche un importante passaggio istituzionale con la riconferma della presidente uscente, Gessica Bondi, che guiderà la realtà sociale anche per i prossimi tre anni. Nel corso del suo sentito intervento, la presidente Bondi ha voluto sottolineare la natura profonda del suo ruolo, ricordando il suo percorso sul campo: «Molti forse non mi conoscono di persona perché nel quotidiano non vi interfacciate direttamente con me: io sono principalmente un’operatrice e lavoro all’interno della residenza San Giovanni di Città di Castello. Non sono una persona a cui piace stare al centro dell’attenzione, ho sempre preferito essere l’anima e le mani che lavorano dietro le quinte». Un discorso che ha messo al centro la prossimità e il contatto umano come veri motori della cooperativa: «Anche se molti di voi non mi conoscono, ogni singolo ospite dentro le nostre strutture mi conosce. E per me questo è ciò che conta più di tutto. Perché la nostra cooperativa non si guida solo dagli uffici, si guida stando vicini alle persone, giorno dopo giorno». La presidente ha poi espresso profonda gratitudine verso tutta la base sociale, i dipendenti e le famiglie degli ospiti che quotidianamente rinnovano la propria fiducia nella struttura, definendoli “l’anima di questa realtà”. «Dietro a questo traguardo ci sono anni di lavoro, di sacrifici, ma soprattutto di grandissima umanità. Se oggi siamo qui, il merito è di ognuno di voi», ha aggiunto Bondi, visibilmente emozionata. Alla giornata di festa e condivisione, svoltasi all’aperto davanti al bellissimo parco, non è voluta mancare la rappresentanza delle istituzioni locali, a testimonianza del valore sociale che la cooperativa Fiore Verde riveste per l’intera vallata. Erano infatti presenti il sindaco di San Giustino, Stefano Veschi, insieme ad altri amministratori del comune sangiustinese, e l’assessore tifernate Benedetta Calagreti in rappresentanza del Comune di Città di Castello. Guardando al futuro e al nuovo mandato triennale appena ricevuto, la presidente ha infine tracciato la rotta per i prossimi mesi, focalizzandosi sulla tutela dei principi fondanti della struttura: «Essere la vostra presidente anche per i prossimi tre anni è un onore immenso. Davanti a noi abbiamo una strada fatta di sfide, ma anche di tante cose belle da proteggere. Il mio impegno sarà quello di custodire i nostri valori, continuando a camminare insieme, un passo alla volta, con la stessa dedizione di sempre».

A rendere la giornata davvero indimenticabile è stato un momento di fortissima intensità emotiva: un incrocio di destini, arte e memoria che ha toccato profondamente il cuore dei presenti. Il protagonista di questa storia è Nazzareno Tanzi, classe 1937, da ben 65 anni stimato artista del ferro battuto e da qualche mese ospite della residenza. Proprio alla Casa dei Girasoli, in questo periodo di riposo ma non di ozio, Tanzi ha rispolverato la sua straordinaria maestria artigiana per realizzare un’opera magnifica: un quadro in sbalzo di ottone interamente dedicato a Silvana Benigno, la nota e indimenticabile “mamma-coraggio”. La consegna del meraviglioso dono ha vissuto attimi di autentica commozione, unendo in un forte abbraccio l’anziano artista e i presenti. “Stringere tra le mani quel quadro – ha detto il marito di Silvana, Fabrizio Paladino – è stata la dimostrazione lampante di quanto affetto Silvana, a distanza di tempo, riesca ancora a seminare e trasmettere nel cuore di chi l’ha conosciuta e amata”. Un ringraziamento speciale è andato a Nazzareno per la sua generosità, al figlio Michele e a tutto lo straordinario gruppo di lavoro della struttura, guidato con amore da Alessia Rosa, capace di fermare la frenesia quotidiana per fare spazio a così tanti volti felici.

La giornata si è conclusa tra gli applausi dei presenti e i festeggiamenti per un trentennale che rilancia l’impegno sociale e assistenziale della cooperativa Fiore Verde.

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Montecastelli, al via i lavori per il Centro di Vita Associata: investimento da 60 mila euro

UMBERTIDE – Partono i lavori di riqualificazione del Centro di Vita Associata di Montecastelli, uno degli spazi di riferimento per la vita sociale della frazione. L’intervento, finanziato dal Comune di Umbertide con un investimento di 60 mila euro, punta a rendere la struttura più sicura, decorosa e funzionale per le tante attività che ospita durante l’anno.

Il cantiere prevede il rifacimento degli intonaci esterni, il recupero delle facciate, la tinteggiatura dell’intero edificio, la pulizia degli elementi in pietra e il ripristino delle parti metalliche, restituendo nuova immagine a un immobile che rappresenta un punto di incontro per residenti e associazioni.

L’intervento rientra nel programma di manutenzione e valorizzazione del patrimonio pubblico che l’amministrazione comunale sta portando avanti sia nel capoluogo che nelle frazioni, con l’obiettivo di migliorare gli spazi destinati alla socialità e ai servizi.

«Con questo intervento investiamo in un luogo che rappresenta un punto di riferimento per la comunità di Montecastelli – dichiarano il sindaco Luca Carizia, l’assessore ai Lavori pubblici Alessandro Villarini e l’assessore ai Rapporti con le frazioni Francesco Cenciarini –. Vogliamo continuare a valorizzare il patrimonio pubblico e offrire ai cittadini spazi sempre più accoglienti e funzionali, contribuendo a rafforzare la qualità della vita nelle nostre frazioni».

Con l’avvio dei lavori il Centro di Vita Associata si prepara quindi a una nuova veste, confermando il suo ruolo di luogo di incontro e aggregazione per la comunità di Montecastelli.

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Equilibri Urbani: fotografia e movimento protagonisti al Palazzo del Podestà

CITTÀ DI CASTELLO – La città osservata da una prospettiva diversa, dove il movimento diventa arte e gli spazi urbani si trasformano in scenografie da vivere. È questo il filo conduttore di “Equilibri Urbani”, la mostra fotografica di Chiara Burzigotti e Andrea Fortuni, realizzata in collaborazione con Funkastle Project, che sarà inaugurata giovedì 2 luglio alle ore 21.30 al Palazzo del Podestà di Città di Castello.

L’iniziativa rientra nella rassegna “Tandem – Mostre fotografiche in città”, promossa dal Centro Fotografico Tifernate, e propone un percorso che racconta il rapporto tra il corpo, il movimento e l’ambiente urbano.

Attraverso i loro scatti, gli autori mostrano come piazze, strade e architetture possano trasformarsi in luoghi di creatività, dove equilibrio, forza e leggerezza dialogano con gli spazi della quotidianità. Un racconto per immagini che supera i confini tra sport, arte e vita, offrendo uno sguardo originale sul modo di vivere la città.

Realizzato insieme a Funkastle Project, il progetto valorizza l’energia dei giovani e il ruolo dello spazio pubblico come luogo di incontro, inclusione e condivisione, capace di accogliere passioni, talenti e nuove forme di espressione.

La mostra sarà visitabile dal 2 al 5 luglio negli spazi del Palazzo del Podestà, in Corso Cavour, nel centro storico di Città di Castello.

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Canoa Club Città di Castello, Pierangeli conquista il bronzo ai Campionati Italiani sul Noce

CITTÀ DI CASTELLO – Arriva un’altra medaglia importante per il Canoa Club Città di Castello, protagonista ai Campionati Italiani di canoa discesa disputati il 27 e 28 giugno a Mezzana, in Val di Sole, sulle acque del fiume Noce, uno dei percorsi più prestigiosi e impegnativi del panorama internazionale.

Il Noce, conosciuto dagli appassionati di canoa e rafting per le sue rapide che in alcuni tratti raggiungono il quarto grado di difficoltà, ha ospitato la rassegna tricolore che ha assegnato i titoli nazionali nelle diverse categorie.

Tra i protagonisti anche la società tifernate, guidata dall’allenatore Carlo Bevicini, che torna a casa con una medaglia di bronzo conquistata da Leonardo Pierangeli nella gara classica della categoria Ragazzi/Junior.

Un risultato che conferma la crescita del giovane atleta, pronto ora a vestire la maglia azzurra nei prossimi Campionati Europei.

«Questo risultato premia il grande lavoro svolto dall’allenatore e da Leonardo Pierangeli – sottolinea il presidente del Canoa Club Città di Castello, Tommaso Beccari –. È un riconoscimento importante che arriva alla vigilia dell’impegno con la Nazionale italiana ai prossimi Campionati Europei».

Un’altra soddisfazione, dunque, per il Canoa Club Città di Castello, che continua a collezionare risultati di prestigio e a portare giovani atleti ai vertici della canoa nazionale.

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Montedoglio Night Trail, buona la prima: quasi cento atleti illuminano la notte del lago

SANSEPOLCRO – Un debutto che lascia il segno. La prima edizione del Montedoglio Night Trail ha regalato spettacolo, emozioni e tanta voglia di ripartire. Sabato sera, sotto una splendida luna estiva, 91 atleti provenienti da diverse regioni del Centro Italia hanno preso parte alla manifestazione, affrontando i suggestivi sentieri che costeggiano il lago di Montedoglio nelle due distanze previste: la Short Trail di 15 chilometri e la Trail di 30.

Una sfida resa ancora più affascinante dall’atmosfera della corsa in notturna, tra boschi, sterrati e tratti tecnici che hanno messo alla prova i concorrenti. Non sono mancate le difficoltà nel seguire il percorso illuminato soltanto dalle torce frontali, ma al traguardo il giudizio è stato unanime: un tracciato spettacolare e un’organizzazione che ha saputo dare vita a una manifestazione destinata a crescere.

Nella gara regina da 30 chilometri il successo è andato a Riccardo Bianchi (Trail Running Project ASD), che ha chiuso in 2h38’33”, davanti a Domenico Di Lieto e Tommaso Rubechi. Tra le donne vittoria per Sandra Doria, anche lei del Trail Running Project ASD, che ha fermato il cronometro in 3h35’06”.

Sui 15 chilometri, invece, il più veloce è stato Alessandro Mezzetti (Atletica Capanne Pro Loco Athl. Team) con il tempo di 1h37’56”, mentre tra le donne ha conquistato il gradino più alto del podio Martina Rosmini.

Tra le immagini più belle della serata resta quella della premiazione del giovanissimo Andrea Vidal, appena 16 anni, capace di imporsi nella categoria G della Short Trail con una prestazione che ha confermato talento e carattere.

Al termine della manifestazione gli organizzatori hanno voluto ringraziare atleti, volontari, Pro Loco, partner e le amministrazioni comunali di Sansepolcro e Pieve Santo Stefano, che hanno sostenuto la nascita dell’evento. Un ringraziamento è andato anche agli sponsor e a tutte le persone che hanno lavorato lungo il percorso e nei ristori, garantendo sicurezza e assistenza fino all’ultimo concorrente.

L’entusiasmo raccolto al termine di questa prima edizione è il miglior punto di partenza possibile. Gli organizzatori hanno già annunciato di aver raccolto suggerimenti e idee per migliorare ulteriormente la manifestazione. Le luci delle frontali si sono spente, ma il conto alla rovescia è già iniziato: il Montedoglio Night Trail tornerà nel 2027.

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Dimensionamento scolastico, Uniti per Città di Castello: “Dopo la sentenza del TAR ancora nessun passo avanti”

CITTÀ DI CASTELLO – A quasi due mesi dalla sentenza del TAR dell’Umbria che ha annullato il piano di dimensionamento scolastico imposto dal Commissario ad acta, tutto sembra ancora fermo. A denunciarlo è Marco Mearelli, coordinatore di Uniti per Città di Castello, che torna sulla vicenda parlando di una situazione ormai difficile da comprendere, soprattutto con l’avvicinarsi del nuovo anno scolastico.

Secondo Mearelli, la sentenza del TAR non lascia spazio a interpretazioni. Il Commissario, infatti, avrebbe esercitato poteri che andavano oltre il mandato ricevuto. L’inadempimento della Regione riguardava esclusivamente la sospensione del piano regionale già approvato, in attesa del pronunciamento sul ricorso straordinario. Sarebbe quindi bastato rimuovere quella sospensione per rendere operativo il piano delle 130 autonomie scolastiche, nel quale Città di Castello non era interessata.

Il Commissario, invece, ha modificato le scelte della Regione, sostituendo Terni con Città di Castello senza un’adeguata istruttoria e senza tenere conto delle criticità che erano già state evidenziate. Proprio questo passaggio, ricorda Mearelli, ha portato il TAR ad annullare il provvedimento.

Per il coordinatore di Uniti per Città di Castello, dopo quella sentenza l’Ufficio scolastico regionale avrebbe dovuto semplicemente prenderne atto e adottare un nuovo decreto attuativo sulla base del piano regionale già esistente. «Non c’era nulla da riscrivere – sostiene Mearelli – ma soltanto da dare applicazione a quanto stabilito dai giudici». E invece, a distanza di settimane, tutto continua a essere fermo.

Nel frattempo resta aperta anche la questione della scuola Dante Alighieri, demolita ormai da tempo e ancora in attesa di essere ricostruita. Al suo posto c’è un cantiere fermo, mentre studenti, famiglie e personale scolastico si avvicinano all’inizio del nuovo anno senza certezze.

Per questo Uniti per Città di Castello chiede al Comune di attivarsi con tutti gli strumenti disponibili prima che la situazione diventi irreversibile. «Il tempo stringe – osserva Mearelli – e non possiamo permetterci di arrivare all’apertura delle scuole senza risposte.»

Da qui anche alcune domande rivolte alle istituzioni: come si può affrontare una riorganizzazione della rete scolastica senza aver prima garantito spazi adeguati? E come può reggere un nuovo assetto quando manca ancora l’edificio destinato ad accogliere gli studenti?

Per Uniti per Città di Castello è arrivato il momento di passare dalle parole ai fatti. Servono il rispetto delle decisioni della magistratura, una programmazione chiara e tempi certi per la ricostruzione della scuola, mettendo finalmente al centro gli interessi degli studenti, delle famiglie e dell’intera comunità scolastica.

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